Come tutti gli anni, anche quest’ultima domenica, 22 giugno, abbiamo festeggiato l’arrivo della stagione estiva insieme alle nostre mamme e alle Suore Missionarie dell’Incarnazione presso la Casa di riposo di Vermicino. Una domenica speciale, anche perché già il Vangelo del giorno, la moltiplicazione dei pani e la festa del Corpus Domini, ci faceva comprendere che la Santa Eucarestia, istituita da Gesù, non è solo un sacramento di comunione con Cristo, ma un invito per ciascuno di noi alla condivisione e alla solidarietà con i fratelli tutti.
C’è una parte di questo Vangelo che mi ha fatto riflettere, ed è: “In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: ‘Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta’”. La parola che mi ha colpito è stata proprio questa: “QUI SIAMO IN UNA ZONA DESERTA”. Ma il messaggio di Gesù è proprio questo: trasformare un deserto, attraverso la Santa Eucarestia condivisa con gli altri e per gli altri, in un campo rigoglioso.
Oggi giorno noi viviamo in zone deserte di umanità, di fratellanza, piene di solitudine. E le nostre suore, con l’esempio evangelico, cercano di trasformare questi campi aridi in qualcosa di vivo e rigoglioso, e lo fanno qui a Vermicino, tra le nostre mamme, e lo fanno nei luoghi più sperduti del globo, dando testimonianza al mondo dell’amore di Dio.
Così anche questa domenica, tra balli, canti e buon cibo, tra i sorrisi di approvazione e i battimani delle nostre mamme, ancora una volta le nostre suore ci hanno fatto comprendere l’importanza della solidarietà, nel condividere il cibo, un sorriso, il ritornello di una canzone, sensazioni ed emozioni destinati soprattutto a chi ha bisogno di cure e attenzioni particolari ogni giorno.
Poi, il temporale, il “fuggi fuggi” per ripararsi dalla pioggia, non ha certo oscurato la giornata di festa o fermato lo spirito festoso e collaborativo; anzi, tutto ha contribuito a creare un’atmosfera ancora più intima e conviviale.
Un grazie di cuore va alle nostre Suore Missionarie dell’Incarnazione, che ogni giorno, sull’esempio di vita, di Madre Carla danno testimonianza non solo di un Dio incarnato, ma di un Dio risorto, con la loro dedizione e gioia, tanta gioia, all’umanità spesso sola e abbandonata.
Patrizia
“Carissimi amici SMI, con gioia vi comunichiamo che lunedì 23 giugno alle ore 18.30 si terrà un incontro amichevole e missionario, aperto a tutti voi, per condividere il cammino e lo spirito della nostra missione. Il programma dell’incontro prevede: un momento di preghiera, condivisione sulla missione SMI e agape fraterna. Sarà un’occasione preziosa per ritrovarci, ascoltarci, condividere esperienze e rinnovare insieme il nostro entusiasmo missionario. Vi aspettiamo con gioia!”
Io ero solo una semplice spettatrice, e loro, anche se molte sembravano delle minute e fragili suore, in realtà erano donne forti, coraggiose e determinate. E nel guardarle e nell’ascoltarle, come non andare con il pensiero a Maria, che aveva messo a rischio la sua vita per adempiere al progetto di Dio? Il legame con Maria è inevitabile, colei che ha portato in grembo il Salvatore, quel Dio incarnato per toccare e guarire le nostre piaghe.
Tor Vergata, un mare di giovani. E non è un modo di dire! Al Giubileo dei Giovani, ci siamo ritrovati in migliaia: ragazze, ragazzi, novizie, giovani suore, provenienti da ogni angolo del mondo. Lingue diverse, culture differenti, storie uniche… ma un unico cuore e una sola speranza: Cristo!
Uno dei momenti più intensi? La veglia di adorazione. Un silenzio profondo, carico di presenza, che parlava più di mille parole. Sembrava che il cuore di ognuno si mettesse in sintonia con quello di Dio. Emozione pura.
“Vogliatevi bene tra di voi! Volersi bene in Cristo! Saper vedere Gesù negli altri.”
Che meraviglia! Un pomeriggio veramente speciale, all’aria aperta, circondati da fiori e vegetazione rigogliosa, e tutto per festeggiare nella casa di Nazareth di Vermicino due suore missionarie davvero speciali: suor Christina, che lascia questo piccolo oasi di pace per adempiere a un incarico di responsabilità e impegno presso la casa generale di Frascati, via E. Fermi, e suor Carmela, che torna qui a Vermicino per riprendere la sua missione di responsabile, dopo due mandati da Madre Generale.
Un sabato pomeriggio di condivisione fraterna, una condivisione fatta di tanti momenti speciali: doni accompagnati da lacrime di gioia delle festeggiate, un’agape di salato e dolce. E anche se i festeggiamenti sembravano essere stati rivolti solo a suor Carmela e suor Christina, suore che conosciamo, il nostro grande abbraccio di gratitudine e di buon lavoro va alla nuova Madre Generale, Madre Loreda Spagnolo, alle sue consigliere e a tutte le suore missionarie dell’Incarnazione sparse nel mondo, per la testimonianza che sanno dare ogni giorno della loro vita.
Dal 28 luglio al 3 agosto 2025 ho avuto la gioia di partecipare, insieme alla mia diocesi di Oria (BR), al “Giubileo dei Giovani 2025” a Roma. Eravamo 66 giovani, accompagnati dai nostri sacerdoti responsabili, e abbiamo vissuto giorni intensi, faticosi, ma pieni di grazia e di fraternità. Accoglienza in casa ma lontano dalla nostra casa. Il nostro gruppo è stato ospitato presso la parrocchia di Maria Addolorata a Villa Guardiani. Una sistemazione semplice, che però è diventata presto casa: lì abbiamo condiviso pasti, preghiere, racconti della giornata, e anche qualche risata notturna nonostante la stanchezza. Era un luogo che ci preparava ogni mattina alla nuova tappa del nostro pellegrinaggio. Giorni pieni di incontri e di fede. Abbiamo partecipato a diversi eventi del programma ufficiale: Celebrazioni e Messe con altri gruppi da tutto il mondo, sentendoci parte di una Chiesa viva e universale. Pellegrinaggi verso le basiliche giubilari, attraversando le Porte Sante. La salita alla cupola di San Pietro, un’esperienza fisica impegnativa ma ricca di simbolismo: passo dopo passo, salivamo non solo in altezza, ma anche spiritualmente.
Il caldo torrido di Roma, le lunghe file, le camminate sotto il sole e le notti su materassini non sono mancati. Eppure, come hanno fatto tanti altri pellegrini, abbiamo trasformato la fatica in occasione di gioia. Era la prova concreta che il coraggio cristiano non nasce dall’assenza di difficoltà, ma dall’affrontarle insieme con fede. Il messaggio del Papa: testimoni di speranza. I momenti culminanti sono stati: la Veglia a Tor Vergata e la Messa conclusiva, Papa Leone XIV ci ha invitati a essere “missionari di speranza, giustizia e pace” e a non avere paura di portare la luce del Vangelo anche quando il mondo sembra andare in un’altra direzione. Il Giubileo dei Giovani 2025 non è stato solo un evento: è stato un laboratorio di fede, di amicizia e di speranza che ci ha reso più uniti come gruppo e più consapevoli della missione che ci attende.
Nel pomeriggio del 1° luglio, alle ore 15.30, le sorelle capitolari si sono radunate nella cappella della Casa Nazareth per dare inizio solenne ai lavori del 6° Capitolo Generale delle Suore Missionarie dell’Incarnazione.
Il canto del Veni Creator Spiritus, seguito da un inno mariano, ha accompagnato la processione verso la sala capitolare. In un clima di raccoglimento e gioia, si è svolta l’intronizzazione della Parola di Dio, posta al centro dell’aula come segno vivo della guida dello Spirito. Insieme alla Parola è stata collocata anche la lampada accesa – simbolo della luce di Cristo – e il libro delle Costituzioni, fondamento della nostra vita consacrata.
A un mese esatto dalla tua elezione, il 12 luglio scorso, a Madre Generale della nostra Congregazione, il mio cuore torna a riempirsi di gioia e gratitudine. Non è solo il ricordo di una data storica per la nostra Famiglia religiosa, ma per me è anche il segno vivo di un’amicizia e di un cammino condiviso.
Dal profondo del cuore ti auguro che questo servizio sia ricco di abbondanti grazie, di amore e di unità, come hai espresso sin dal primo giorno della tua elezione fra tutta la Famiglia religiosa. Ti porto nella mia preghiera, chiedendo al Signore di donarti luce per discernere, forza per guidare e consolazione nei momenti più impegnativi, ricordando la promessa del Deuteronomio: «Il Signore stesso cammina davanti a te, sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non scoraggiarti» (Dt 31,8).
Il 17 agosto 2025, in una cornice di grande spiritualità e accoglienza, Papa Leone XIV ha dato vita a una giornata intensa e ricca di significato a Castel Gandolfo.
Nell’omelia, Papa Leone XIV ha richiamato l’importanza dell’accoglienza, della prossimità e dell’amore concreto verso i più bisognosi. Particolarmente toccanti sono state queste parole pronunciate dal Papa: “Vi incoraggio a non distinguere tra chi assiste e chi è assistito, tra chi sembra dare e chi sembra ricevere, tra chi appare povero e chi sente di offrire tempo, competenze, aiuto. Siamo la Chiesa del Signore, una Chiesa di poveri, tutti preziosi, tutti soggetti, ognuno portatore di una Parola singolare di Dio. Ognuno è un dono per gli altri. Abbattiamo i muri. […] Solo insieme, solo diventando un unico Corpo in cui anche il più fragile partecipa in piena dignità, siamo il Corpo di Cristo, la Chiesa di Dio”.
A questo evento unico erano presenti le Suore Missionarie dell’Incarnazione, provenienti dalla Casa di Accoglienza “Cardinal Pizzardo” (Torvaianica), realtà attiva da anni nel sostegno a donne e famiglie in difficoltà. Le Suore hanno partecipato con grande emozione e gioia, condividendo la loro testimonianza di servizio e fraternità. Per loro essere state lì con il Santo Padre è stato un dono immenso e rivolgono un sentito grazie a S.E. Mons. Vincenzo Viva e al direttore della Caritas della Diocesi di Albano, Alessio Rossi per aver presenziato a una giornata così profonda.
Superiora Generale: Suor Loreda Spagnolo
Siamo chiamate a rinnovare la vita comunitaria, perché le nostre case siano luoghi di ascolto, accoglienza e corresponsabilità. Solo comunità che vivono l’amore fraterno possono essere segno credibile del Vangelo. Inoltre, siamo invitate a camminare insieme, consacrate e laici, riconoscendo la ricchezza dei carismi e costruendo insieme il sogno di fraternità universale.
Con gratitudine e letizia viviamo oggi questa grazia straordinaria per la Chiesa e per l’intera umanità: Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati sono stati proclamati santi da Papa Leone XIV, che li ha definiti “un invito a non sciupare la vita”. In piazza San Pietro, oltre 80 mila fedeli hanno partecipato alla canonizzazione dei due giovani santi.
Oggi guardiamo a san Pier Giorgio Frassati e a san Carlo Acutis: un giovane dell’inizio del Novecento e un adolescente dei nostri giorni, entrambi innamorati di Gesù e pronti a donare tutto per Lui”.
Seguendo l’esempio di Frassati e Acutis, anche noi siamo chiamati a cercare la santità nelle piccole cose di ogni giorno, trasformando l’ordinario in straordinario. Che il loro esempio illumini il nostro cammino. Auguri di santità a tutti noi!

Come Sindaco di Vasanello, ringrazio Don Oscar e don Chicco, la Dirigenza della Scuola Materna Gesù Redentore e le Suore per avermi fatto partecipe all’emozionante cerimonia svoltasi presso la Chiesa di S. Maria in Vasanello, ieri, sabato 13 settembre.
Ma ciò che assolutamente conta e intendo sottolineare è l’amore che Suor Genevieve ha saputo e voluto trasmettere nella sua missione svolta in questi 8 anni nella nostra comunità che non si traduce nelle semplici e spesso vuote parole, ma nella testimonianza dei numerosi bimbi e bimbe intervenuti per l’evento e non solo quelli che attualmente frequentano la scuola materna, ma soprattutto quelli che ora frequentano la prima e la seconda elementare, quei bimbi e quelle bimbe che non erano assolutamente obbligati ad intervenire, quei bimbi e quelle bimbe che hanno lasciato da tempo la scuola materna ma che conservano ancora nel loro piccolo grande cuore ciò che di buono e quanto amore è stato a loro trasmesso.
Un evento di grazia e discernimento che ha riunito le sorelle capitolari provenienti da diverse parti del mondo, accompagnato dal tema:
La giornata conclusiva del 16 luglio ha avuto una grande rilevanza con il messagio della neo eletta Superiora Generale Sr. Loreda Spagnolo, nel quale ha ribadito: “Andate con cuore ardente, con passi sinodali per generare speranza laddove la vita grida… Siate segno dell’amore di Dio che si fa vicino e concreto, portate speranza dove regnano solitudine e ingiustizia… Siate madri di vita nuova con lo stile di Maria, seminatrici di fiducia e gioia, artigiane di fraternità”. Le sue parole hanno espresso l’essenza del cammino capitolare: una sinodalità vissuta come stile evangelico, che plasma una vita consacrata capace di abitare le periferie, farsi prossima, e seminare speranza nel quotidiano della storia.
Alla fine del discorso la neo eletta Superiora Generale Sr. Loreda Spagnolo ha ufficialmente dichiarato la chiusura dell’evento celebrativo del nostro 6° Capitolo Generale. A seguire ci è stato un altro gesto carico di una valenza simbolica del mandato missionario alle sorelle capitolari; con parole che resteranno scolpite nel cuore, la neo eletta Superiora Generale, Sr. Loreda Spagnolo, ha affidato a ciascuna il compito di continuare la missione della Congregazione con passione e fedeltà consegnandole il libro “Dio è luce” con i pensieri spirituali della Serva di Dio Carla Borgheri.
L’evento celebrativo del 6° Capitolo Generale si è concluso con la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero per i Santi. “Deo Gratias” a Dio Padre Buono e Provvidente per questa esperienza capitolare! Un’esperienza di intensa comunione, di condivisione, di collaborazione, di confronto, di ricerca, di dono reciproco…il tutto in un clima di servizio e di gioia.
Tempo di cambiamenti nella Scuola dell’Infanzia Paritaria “Sacro Cuore” di Salice Salentino che si trasforma in festa.
Tutta la comunità si è stretta intorno a lei per far sentire l’affetto sincero verso una persona che ha interpretato la sua devozione al Signore con le azioni, i pensieri e le parole di vera fede e amore verso Dio, facendo da esempio, a quanti l’anno conosciuta. Lascia un ricordo di donna forte, guida sapiente, madre caritatevole e servizievole, sempre disposta ad ascoltare e infondere, con il suo sguardo dolce e benevolo, tranquillità e forza.

I recently had the thrill of participating in a national Special Olympic bharat game in doubles with a special child, J.Shiny from St. Charles home and school for the Mentally Challenged. My partner, with whom I shared a strong teamwork bond, made the experience even more memorable. The excitement of competing alongside my partner from Charles Home in Kanyakumari led us to a remarkable achievement – winning a gold medal.
Being part of this competition was an incredibly fulfilling experience. Playing doubles with a child from Charles Home in Kanyakumari was a unique and heartwarming experience. Our teamwork led to a first-place finish, earning us a gold medal. The event gave me the opportunity to meet and interact with many special children, enriching my experience. Thank you for this wonderful opportunity. It’ all a God’s grace and Thank you Jesus for all this time…
Today, as we joyfully celebrate the heavenly entry of our beloved Mother Carla, the hearts of our candidates overflow with love and gratitude. Though they never had the joy of meeting her in person, her radiant example shines before them, awakening in each one a tender affection and filial trust. With simplicity and devotion, they now lift their voices in a letter of gratitude, accompanied by a sketch drawn by one among them in her honor.
“Se San Paolo avesse avuto un PC, avrebbe ribaltato la storia! Già allora la Parola correva… oggi avrebbe corso ancora più lontano.” Così suor Vincenzina Botindari (missionaria digitale) sintetizza con forza il legame tra l’annuncio del Vangelo e i linguaggi del nostro tempo. È un’immagine potente e provocatoria, che ci spinge a riflettere su come, oggi, possiamo essere testimoni del Vangelo anche nel mondo connesso.
Del resto, è scritto nelle nostre Costituzioni, all’art. 58:
In occasione del 19° anniversario della nascita al Cielo di Madre Carla Borgheri (1922-2006), le Suore Missionarie dell’Incarnazione desiderano condividere con amici, conoscenti e tutti i cercatori di luce e verità un piccolo, prezioso dono: la pubblicazione della raccolta di pensieri spirituali «Dio è luce».
Torvaianica, 30/09/25
Da sei anni punto di riferimento nella Parrocchia Beata Vergine Immacolata e nella Struttura di Accoglienza, ha incarnato lo spirito missionario in modo autentico: portando speranza dove c’era scoraggiamento, offrendo tempo e cuore a chi aveva bisogno di sentirsi accolto. Ora, con lo stesso spirito di servizio, continuerà la sua missione nella vicina Frascati, dove sarà impegnata in nuovi incarichi comunitari all’interno della Casa Generalizia. Nonostante la distanza sia breve, il legame che unisce tutti a lei resta profondo e vivo.
Suor Margaret, visibilmente emozionata, ha ringraziato tutti di vero cuore, con lo sguardo colmo di gratitudine. La sua commozione era tangibile, segno di un legame profondo con questa comunità che ha tanto amato e che tanto l’ha amata. Non ha pronunciato discorsi, ma i suoi occhi e il suo sorriso parlavano per lei, raccontando l’intensità di un cammino condiviso.
Il 4 ottobre, per noi cristiani, è una giornata speciale, poiché la Chiesa celebra la festa di San Francesco d’Assisi, il santo patrono insieme a santa Caterina da Siena del nostro paese. Ma chi è stato realmente San Francesco? Un mistico vissuto oltre settecento anni fa, definito e ricordato da tutti come il “poverello d’Assisi”. Figlio di un ricco commerciante, si spogliò di tutte le sue ricchezze per seguire un ideale di vita ascetico e spirituale.
Dio padre ha dato all’uomo il dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e su tutte le creature, ma questo dominio è inteso come un affidamento di cura e responsabilità, come dice la Genesi: “Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen 2,15). Per San Francesco, ogni elemento della natura, nella sua bellezza, semplicità e spontaneità, celebra la sacralità del Creato e la lode a Dio.
Come testimonianza di pace, nel 1219 San Francesco incontrò il sultano d’Egitto nel contesto della quinta Crociata. Durante tale incontro, il sovrano musulmano vide il santo avvicinarsi con rispetto e senza armi, offrendo così una testimonianza di fede basata sull’amore e non sulla violenza. È vero che il Sultano non si convertì, ma l’incontro aprì uno spiraglio per una nuova relazione tra Cristianesimo e Islam, un’eredità e una grande testimonianza anche per i nostri giorni per un dialogo multiculturale e interreligioso.
In questa giornata in cui celebriamo con San Francesco l’incarnazione della testimonianza evangelica, un pensiero e una preghiera vanno a Madre Carla e alle sue suore, che continuano a vivere e a testimoniare il messaggio di pace, amore e misericordia nei luoghi più abbandonati e sperduti del mondo.
Ieri è stata una giornata di grande gioia e comunione per tutta la nostra Famiglia religiosa. Le Suore Missionarie dell’Incarnazione, collegate da ogni parte del mondo, si sono riunite in un incontro virtuale di circa tre ore, vivendo un intenso momento di fraternità, ascolto e sinodalità.
E le Linee programmatiche con le indicazioni pratiche in sei tappe per realizzare l’obiettivo del sessennio: ravvivare il dono profetico della nostra vocazione SMI che genera speranza nell’umanità di oggi.
Con questa santa ricorrenza, la Chiesa pellegrina sulla terra ricorda, in un’unica festa, la memoria di tutti i santi: non solo quelli che conosciamo e veneriamo, ma anche i tantissimi che, nel silenzio e nell’umiltà evangelica, hanno messo le loro vite al servizio degli altri, degli ultimi, dei più deboli e dei più bisognosi, vivendo nella pienezza il messaggio evangelico.
Il 4 novembre, la nostra comunità dello Spirito Santo di Su Planu si è riunita per ricordare il 10° anniversario della nascita al cielo di Don Salvatore Scalas, partecipando numerosi alla S. Messa anche da parte di coloro che non vivono più nel nostro quartiere ma che lo hanno conosciuto e voluto bene.
Conoscendo la grande sensibilità di Don Salvatore per le Missioni, essendo stato lui stesso missionario, tutte le offerte raccolte sia durante la Messa sia con altre iniziative sono state donate alle nostre suore per le loro opere missionarie. È stato bello, al termine della S. Messa, quando Suor Loreda ci ha parlato dell’amicizia con Don Salvatore e con la loro congregazione; inoltre, ci ha parlato delle varie missioni sparse nel mondo e ha condiviso i loro progetti, come la costruzione di una scuola in Burkina Faso e in India.
Il 15 novembre 2025 la comunità di Boassa, in Burkina Faso, ha vissuto un momento di festa e spiritualità con l’inaugurazione della nuova casa e della cappella delle Suore Missionarie dell’Incarnazione (SMI). L’evento segna l’inizio ufficiale della presenza della Congregazione in questa realtà locale.
Le Suore Missionarie dell’Incarnazione intendono offrire alla comunità di Boassa una presenza discreta ma incisiva: una luce capace di illuminare, accompagnare e inserirsi con semplicità nella quotidianità delle persone. Il loro servizio vuole essere testimonianza dell’amore di Dio che si fa vicino, che illumina e apre vie di speranza e solidarietà.
Il tempo di Avvento è un periodo che ci invita a risvegliarci, a un movimento di attesa per la presenza di Dio nella storia. La nostra vita scorre rapidamente, ma spesso siamo distratti: iperconnessi e sempre attivi, ci ritroviamo interiormente assopiti, dimentichi delle fondamenta che sostengono e arricchiscono la nostra umanità. È quindi essenziale disattivare il “pilota automatico”, recuperando vigilanza e lucidità, per tornare all’essenziale. Sant’Agostino ci offre una chiave di lettura importante: il «sonno del cuore» rappresenta la vera insidia, alla quale dobbiamo rispondere, domenica dopo domenica, fino a Natale, con una rinnovata consapevolezza di noi stessi.
Venerdì 28 novembre 2025, la Cattedrale di Rrëshen si è riempita di volti giovani, sorrisi e speranza. Le diocesi albanesi di Lezhë, Scutari, Sapa e Rrëshen si sono riunite per celebrare insieme la Giornata Mondiale della Gioventù, trasformando questo luogo in uno spazio vivo di incontro, fede e fraternità.

Nella solennità dell’Immacolata Concezione, ci raccogliamo in preghiera per onorare Maria, la Vergine che Dio ha preservato dal peccato fin dal primo istante della sua esistenza. Come figli che cercano la luce in un mondo d’ombra, affidiamo a Lei i nostri passi, affinché la sua purezza ci guidi e il suo «Sì» risuoni in noi. Che queste parole siano un inno di lode e un grido di speranza.
Madre dell’Amore, Scelta da Dio per accogliere il Salvatore; in questo 8 dicembre ti invochiamo, affinché tu possa guidare i nostri passi nel buio del mondo. Durante l’Angelus della solennità, Papa Leone XIV ha ricordato che «il Signore ha concesso a Maria la grazia straordinaria di un cuore totalmente puro», in vista di un miracolo ancora più grande: la venuta nel mondo del Cristo Salvatore. Questo dono ha portato frutto perché Maria, nella sua libertà, lo ha accolto con stupore e umiltà, abbracciando il progetto di Dio. Il Santo Padre ha sottolineato che il Signore agisce sempre così anche con noi: ci dona grandi doni, ma lascia a ciascuno la libertà di accoglierli o rifiutarli. Papa Leone ha poi ricordato che ciò che per Maria avvenne nel suo concepimento si rinnova per ciascuno di noi nel Battesimo: lavati dal peccato originale, diventiamo figli di Dio, sua dimora e tempio dello Spirito Santo. Grande è il dono dell’Immacolata Concezione, ma grande e prezioso è anche il dono del nostro Battesimo, che ci chiama a vivere da figli nella luce. Il “Sì” di Maria, fatto di fiducia, obbedienza e amore, diventa così un invito per tutti: rinnovare ogni giorno il nostro “Sì” a Dio con gratitudine, umiltà e perseveranza, non solo nei gesti straordinari, ma soprattutto nelle scelte semplici e quotidiane, nella preghiera, nel servizio e nella carità concreta, affinché ovunque Gesù possa essere conosciuto, accolto e amato. Maria Immacolata, rendi puro il nostro cuore, insegnaci a dire il nostro “Sì” con la vita e conducici sempre a Gesù, luce e salvezza del mondo.
La comunità di Salice si prepara oggi a celebrare un importante anniversario: 40 anni di presenza delle Suore Missionarie dell’Incarnazione sul territorio salicese. Un anniversario di fede e servizio che segna un periodo lungo e fecondo, caratterizzato dalla cura e formazione per i piccoli della scuola e delle loro famiglie, dalla presenza umile e discreta che si manifesta nel servizio quotidiano tanto prezioso nella comunità parrocchiale Santa Maria Assunta.
Le Suore Missionarie sono arrivate a Salice, quindi, con la benedizione della loro fondatrice, Madre Carla Borgheri, che ha sempre confidato nella volontà del Signore e non ha fatto mai mancare attenzione e premura verso la comunità di Salice.
Il salone, le diverse aule, il cortile raccontano l’amore, ma soprattutto la pazienza con cui sono accolti tanti piccoli della nostra comunità, ma soprattutto la cura che è loro riservata nell’insegnamento, l’attenzione con la quale sono aiutati a stare insieme nel gioco. E poi, se ci si trova a passare, di sera, non si possono non notare le vetrate illuminate della cappella dell’Adorazione, segno che la comunità delle Suore è in preghiera, raccolta davanti a Gesù, Verbo Incarnato, per affidarsi totalmente a Lui e da Lui invocare protezione sui piccoli, sui giovani, sulle famiglie, sugli anziani, sugli ultimi. E’ proprio così, siamo certi che nel cuore delle Suore c’è posto per tutti.
La loro presenza umile e silenziosa, ma tanto preziosa non passa inosservata soprattutto nella comunità parrocchiale dove le Suore offrono la loro costante disponibilità nel servizio liturgico e nella catechesi. Così il parroco don Massimo Alemanno invita tutti a rendere lode al Signore e a partecipare con gioia e in segno di riconoscenza alla Celebrazione Eucaristica di questa sera, presieduta dall’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Mons. Giovanni Intini, alla presenza dell’Amministrazione Comunale di Salice Salentino.
Il paese è in festa: l’anniversario della presenza delle Suore Missionarie dell’Incarnazione rappresenti davvero per tutti un elemento di speranza, una luce che illumini ogni difficoltà, ogni solitudine, ogni rassegnazione.
Ieri, 20 dicembre, presso la casa delle Suore Missionarie dell’Incarnazione di Vermicino, si è svolto un incontro di preparazione al Natale che ha toccato profondamente i nostri cuori. Il pomeriggio è iniziato con un presepe vivente, dove le nostre mamme, vestite con abiti del tempo di Gesù, hanno incarnato la scena della Natività, riportando alla mente la semplicità e la povertà di quel momento unico nella storia.
Ed è proprio in quel momento che ci siamo resi conto che il vero Natale non è fatto di regali, di frenesia di acquisti, molte volte banali, ma di amore sincero, di condivisione e di gratitudine. Tutto questo perché la vera povertà non è quella materiale, ma quella del cuore e il Regno dei Cieli appartiene a chi sa accogliere la vita con umiltà e semplicità.
In occasione della solennità del Santo Natale, la nostra comunità SMI in Vietnam si è preparata con profonda gioia, sia spiritualmente che materialmente, per accogliere degnamente il Re della Pace. Animate da un fervido entusiasmo, ci siamo rimboccate le maniche per raccogliere legna e materiali poveri, desiderando che il nostro presepe fosse una dimora accogliente per Colui che, pur essendo ricco, si è fatto povero per noi. Nonostante la nostra sia una piccola realtà, la piccolezza non è stata un ostacolo, ma un riflesso della mangiatoia di Betlemme: un luogo umile dove l’Amore si manifesta in tutta la sua grandezza.
Il 25 dicembre, giorno in cui il Verbo si è fatto carne, la festa è esplosa nel cuore della nostra casa. Abbiamo celebrato con il taglio della torta e il momento tanto atteso della rivelazione degli “amici spirituali”, scambiandoci piccoli doni fatti a mano. In questi gesti semplici abbiamo riconosciuto il dono supremo del Padre: Suo Figlio.
La Regione San Tommaso ha vissuto giorni di intensità e fraternità vera per la visita della Madre Generale, Sr. Loreda Spagnolo, e della Vicaria Generale, Sr. Jessy Chennathara. Ad accoglierle a Cochin è stata una grande gioia: volti sorridenti, danze festose e cuori colmi d’amore hanno reso palese quanto la loro presenza sia stata sentita come un vero dono di grazia, capace di portare luce e incoraggiamento in ogni comunità.
Il programma di formazione permanente per il primo gruppo di suore della Regione San Tommaso si è svolto presso la St. Charles Home e per il secondo gruppo a kalamassery. Guidate da Sr. Loreda e Sr. Jessy, le sorelle hanno vissuto tre giorni di spiritualità, iniziati con un intenso momento di Lectio divina. Questo tempo di ascolto orante ha offerto a ciascuna l’opportunità di rientrare in se stessa e rinnovare il proprio rapporto personale con Cristo.
Un cammino sinodale radicato nel carisma.
La visita ha mostrato anche il volto di una Chiesa inculturata e sinodale. La partecipazione di Madre Loreda alla festa di Pongal e la celebrazione di San Sebastiano, arricchita dai ritmi del tradizionale Shinkarimelam del Kerala, hanno manifestato un rispetto per le radici locali e un desiderio di armonia interculturale. Momenti di spessore ecclesiale sono stati l’incontro con il Vescovo di Cochin, mons. Antony Kattiparambil, e il pellegrinaggio al Santuario di San Devasagayam Pillai, dove le speranze e le fatiche della missione sono state deposte ai piedi del Signore.
Particolare gioia ha caratterizzato le tappe nelle opere educative, come le scuole di Madurai e la comunità di Kumbakonam. Qui, l’incontro con i bambini audiolesi e gli studenti ha trasformato la visita in una festa di sguardi e gesti gentili. Madre Loreda ha portato un’energia nuova, facendo sentire ogni insegnante e ogni alunno valorizzato e parte di un progetto più grande.
Anche le junior, nel loro incontro sul tema “Donne dell’Eccomi”, hanno rinnovato con entusiasmo la grazia della loro appartenenza.
“Una vita tutta per Dio” non è solo il riassunto di un’esistenza, ma il motore pulsante di una missione che oggi, più che mai, vibra di attualità. Celebrare la nostra fondatrice, la serva di Dio madre Carla Borgheri, non significa infatti volgere lo sguardo indietro con nostalgia, ma riconoscere in lei una “contemporanea del cuore” capace di parlare ancora con forza alle sfide del nostro tempo. La sua vita è stata un capolavoro cesellato dallo spirito, un “sì” fecondo e continuo che continua a riecheggiare in ogni opera della nostra famiglia religiosa.
Il carisma dell’incarnazione tra contemplazione e azione
L’essere umano è composto da due nature: la carne e lo spirito. La carne rappresenta la nostra parte fisica, limitata e mortale, mentre lo spirito è la nostra essenza eterna e immortale. Questa dualità è al centro della nostra esistenza e della nostra fede cristiana. Durante la Quaresima, siamo chiamati a far prevalere lo spirito sulla carne, attraverso la preghiera, il digiuno e la carità. Questo ci permette di giungere alla vera essenza del cristiano, che è quella di seguire Gesù, condividendo la sua missione di amore e di salvezza, e di essere rinnovati dalla sua luce di Risorto, che trasforma la Croce, simbolo della nostra mortalità, in strumento di salvezza e di vita.
L’esperienza dei nostri esercizi spirituali presso la comunità di Preshitharani (Kalamassery) guidato dalla sapiente parola di Padre Basil OCD, è stata per noi trentanove sorelle un vero e proprio “salire sul monte”. Come gli apostoli sul Tabor, siamo state chiamate a staccarci dalla quotidianità per contemplare il volto di Cristo e lasciarci trasformare dalla Sua luce.
Abbiamo riscoperto che pregare non è solo un dovere, ma una necessità vitale. Seguendo l’esempio di Gesù, la nostra preghiera deve tendere a due scopi: unirci al Padre e conoscere la Sua volontà. Il silenzio quotidiano — almeno un’ora di colloquio intimo con il Signore — non guarisce solo l’anima, ma dona equilibrio a tutto il nostro essere: calma la mente, distende il corpo e ci insegna a non lasciarci agitare dalle piccole contrarietà del mondo.
Per noi Suore Missionarie dell’Incarnazione, la solennità dell’Annunciazione non è una semplice data segnata sul calendario, ma rappresenta la radice invisibile della nostra stessa esistenza. In questo giorno benedetto, il “Sì” pronunciato da Maria diventa il fondamento della nostra missione e il cardine silenzioso dell’intera storia del mondo. Esiste, infatti, un paradosso profondo che attraversa la salvezza: le opere più grandiose di Dio non amano il clamore, ma prediligono la discrezione. Se il Natale è l’esultanza della luce e il grido gioioso dei pastori che corre tra le colline, l’Annunciazione è il seme piantato nel silenzio più assoluto. Come ci ha insegnato la nostra Fondatrice, la Serva di Dio Madre Carla Borgheri, senza quel momento nascosto nel segreto di una stanzetta a Nazareth non avremmo mai potuto conoscere la gioia splendente della grotta di Betlemme. Eppure, questo giorno passa spesso inosservato agli occhi di un mondo distratto. È quello che amiamo definire lo “stile di Dio”, il modo in cui Egli opera, prepara e trasforma la storia partendo proprio dal silenzio dei cuori.
L’Annunciazione è il momento in cui la storia cambia, Dio si fa carne, è l’inizio della vita vera, il momento in cui l’eterno entra nel tempo, dando avvio alla salvezza definitiva dell’umanità attraverso l’Incarnazione di Gesù.
Un mosaico è stato portato alla luce, un capolavoro di artisti locali che rappresenta appunto l’incontro tra una giovane Maria e l’Angelo. Nel mosaico, sono rappresentati da tante tessere che sembrano non solo illuminare il volto di Maria e dell’Angelo, ma quasi uscire dal mosaico e dare luce e riscaldare questa piccola cappella della Natività.
Dio, l’Onnipotente, che ha creato cielo e terra, il Creatore delle cose visibili e invisibili, di quello che noi vediamo, ma anche e soprattutto di quello che noi, accecati dal mondo, non riusciamo a vedere, sceglie per venire al mondo il grembo di una giovane donna, una donna meravigliosa unica, una donna che cambierà per sempre il destino degli uomini.
Il legame tra l’Annunciazione e le Suore Missionarie dell’Incarnazione è profondo e significativo; loro, seguendo gli insegnamenti e l’eredità della loro fondatrice, Madre Carla Borgheri, hanno scelto di dedicare le loro vite alla contemplazione e all’annuncio del mistero dell’Incarnazione, che è proprio l’evento celebrato nell’Annunciazione.
La missione è la stessa di Gesù: non si tratta di grandi gesti, ma di esserci, di essere presenti e di servire gli altri con un cuore aperto. Riflettendo sul mio cammino sacerdotale, mi rendo conto che sono i piccoli e silenziosi momenti di amore e di gentilezza quelli che contano davvero. Le parole del Papa ci invitano a lasciare andare i nostri programmi e desideri, ad accettare anche il disagio e a fidarci del fatto che è proprio nell’ignoto che possiamo trovare una connessione più vera e il senso profondo della nostra vita.
Gli oli consacrati in questo giorno saranno usati per ungere i fedeli: nel Battesimo, nella Confermazione, nell’Ordine e nell’Unzione degli infermi. Questo gesto ci ricorda che tutti siamo chiamati, in modi diversi, a essere segno di speranza, di guarigione e di presenza viva nella vita degli altri.
Il Papa, richiamando l’esempio di San Óscar Romero, vescovo e martire che ha donato la vita per il suo popolo, ci offre una testimonianza luminosa. La sua vita ci ricorda che la vera missione non è centrata su noi stessi, ma su Dio e sugli altri, soprattutto sui più fragili.
Rendici strumenti del Tuo amore: capaci di guardare ogni fratello e sorella con occhi colmi di bontà, verità e compassione. Donaci un cuore che sappia accogliere, perdonare e costruire ponti, anche là dove sembra più difficile.
Nel corso di questo anno pastorale, noi giovani suore SMI abbiamo vissuto un tempo di grazia: un cammino formativo guidato dalla sapienza di Don Carlo Maria Zanotti, sacerdote salesiano. Con profondità, semplicità e una spiccata sensibilità umana, Don Carlo ci ha accompagnate alla scoperta de “La comunicazione come elemento generativo nella comunità religiosa”.


Nella semplicità dello stare insieme, abbiamo vissuto una giornata di gita al Thete, come Comunità Internazionale delle Suore che operano e svolgono la missione nella Diocesi di Lezha, qui in Albania. È stato un tempo prezioso di incontro, conoscenza reciproca e condivisione delle ricchezze che ogni congregazione porta con sé.
Questa giornata ha arricchito ognuna di noi con nuova forza per continuare la missione con unione e gioia. Torniamo alle nostre comunità e ai nostri servizi con il cuore rinvigorito, certe che camminare insieme rende più luminosa la testimonianza e più fecondo l’annuncio.
21 aprile 2025 – 21 aprile 2026
Testimone della Pace
Lunedì sera, 20 aprile 2026, è stato vissuto un momento di profonda preghiera nella messa in ricordo di Papa Francesco, alla vigilia dell’anniversario della sua dipartita.
Durante l’omelia il Parroco ha evidenziato il tratto distintivo del pontificato di Papa Francesco: coraggio, profezia e rivoluzione. Parole che non solo lo descrivono, ma che rappresentano anche una chiamata per tutta la Chiesa, invitata a incarnarle ogni giorno.
Un passaggio particolarmente significativo è stato quello dedicato all’accoglienza, come spiega don Andrea Conocchia: “Nella Chiesa c’è spazio per tutti. Più serenità, più pace, più rispetto”. In questo percorso è stata fondamentale la presenza di Suor Geneviève Jeanningros che ha reso possibile l’incontro tra Papa Francesco e la comunità LGBT.
In memoria di Fernando: una vita vissuta nell’amore, nella fede e nel servizio
In famiglia, Fernando è stato un punto di riferimento saldo e amorevole. Ha cresciuto i figli, Giorgio e Giacomo, trasmettendo loro valori profondi, umani e cristiani, attraverso l’esempio quotidiano più che con le parole. La sua casa era un luogo di accoglienza, dove l’amore si traduceva in gesti concreti e presenza costante.
Nella domenica 26/04/2026, Festa del Buon Pastore, nel clima sacro della giornata in cui tutta la Chiesa prega per le vocazioni, circa 2000 giovani provenienti da 15 parrocchie della Diocesi di Phú Cường si sono riuniti presso la Provincia dei Missionari della Fede in Vietnam. Con il tema “Ritorno all’interiorità, scoperta del dono della vocazione”.
Il momento culminante della giornata è stata la Santa Messa delle 9:00, presieduta da Don. Gioakim Lê Công Thành, Vicario Generale della diocesi di Phú Cường. È stato il momento in cui i giovani hanno potuto unirsi più intimamente a Gesù Buon Pastore, fonte di ogni dono vocazionale. Dopo questi momenti di raccoglimento, i giovani hanno vissuto un tempo di incontro vivace e dinamico. Hanno potuto visitare liberamente gli stand vocazionali delle varie congregazioni religiose e ascoltare presentazioni di gruppo. Hanno avuto l’opportunità di entrare in contatto diretto con religiosi e religiose, conoscere le caratteristiche dei diversi istituti, partecipare ad attività ricreative, scattare foto e cantare.
La giornata si è conclusa con il rito di invio missionario. Ognuno è ripartito con un nuovo atteggiamento: quello di chi ha osato “ritornare all’interiorità” per poi, con fiducia, “mettersi in cammino” e annunciare il dono che ha riconosciuto di aver ricevuto.
Domenica 26 aprile 2026, in occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, la nostra comunità in Albania si è riunita nel silenzio e nel raccoglimento. In un mondo che spesso corre senza meta, ci siamo fermati per rimettere al centro l’unica voce che dà senso al cammino: quella del Signore.
La prima parola che ha risuonato nel cuore della notte è un invito controcorrente: Fermatevi. La vocazione non abita la fretta, ma fiorisce nell’incontro paziente. Ci siamo fermati davanti al Tabernacolo e nel silenzio, per permettere a Dio di abitare i nostri spazi interiori. Solo quando il rumore del mondo si attenua, la Sua voce, che da sempre sussurra al cuore, diventa finalmente udibile.
Sappiamo che la chiamata può generare timore; richiede di lasciare le proprie sicurezze per un progetto più grande. Eppure, citando ancora il Santo Padre:
Una preghiera per la messe
Presso il Seminario diocesano di Oria (BR) si è svolto il ritiro spirituale dal tema “Prendi il largo”, un’esperienza intensa e significativa che ha coinvolto 34 giovani. Ad accompagnare i giovani in questo cammino sono stati: don Mino Serpentino, don Valerio Gioia, Chiara Anna Reccia, Sr. Stella e la novizia Hue Nguyen Thi.


A Kalamassery e Nagercoil si è svolto il “Come and See Programme”, un’esperienza vocazionale intensa e significativa che ha offerto a numerose giovani l’opportunità di fermarsi, ascoltare e mettersi in ricerca.


Oggi, 8 maggio 2026, la nostra Congregazione delle Missionarie dell’Incarnazione si unisce con esultanza alla Chiesa universale per celebrare il primo anniversario dell’elezione al Soglio Petrino di Papa Leone XIV. In questa felice ricorrenza, che coincide con la solenne festa della Madonna di Pompei, rendiamo grazie al Signore per dodici mesi di un ministero illuminato dalla carità, dalla prossimità e da un instancabile desiderio di dialogo.
Sabato scorso, insieme alle Suore Missionarie dell’Incarnazione, abbiamo avuto il dono di visitare il Borgo Laudato Si’ a Castel Gandolfo. Sono state proprio loro a voler organizzare questa bellissima giornata per condividerla con noi, vivendola da turiste e pellegrine al nostro fianco.


Ma questo Borgo Laudato si’ non è solo bello da vedere. È un invito concreto: a custodire la terra come si custodisce un dono, a riconoscere che l’uomo, la storia e il creato non sono mondi separati, ma un’unica trama. Qui, prendersi cura di un giardino diventa preghiera, e l’amore per il creato si fa espressione viva della nostra fede.
Ieri sera, 31 maggio, al termine della giornata, la nostra preghiera si è fatta comunione profonda: ci siamo ritrovati nel giardino delle Suore Missionarie dell’Incarnazione a Vermicino per la recita dell’ultimo Rosario del mese di maggio. È stato un cammino itinerante, vissuto in un’atmosfera raccolta e familiare, che ci ha visto sostare in ogni angolo del parco alla meditazione di ogni mistero.


Con immensa gioia abbiamo accolto la nostra Madre Generale in questa Casa Madre, sorgente della nostra storia e cuore vivo della nostra famiglia religiosa.
In questo luogo che profuma di origine, preghiera e fedeltà, desideriamo esprimerle la nostra sincera gratitudine per la sua guida sapiente, la sua vicinanza e la cura materna con cui accompagna ogni comunità.
Il 1° giugno in Albania le strade, le scuole e le parrocchie si riempiono di colori, canti e piccoli passi sul palco. È la festa dei bambini, Festa e Fëmijëve. Quest’anno, come ogni anno, anche i più piccoli hanno avuto il loro momento da protagonisti.
Perché questa festa è importante , Sono il segno che la vita continua, che la speranza ha il volto piccolo di chi impara a condividere, a perdonare, a tenere la mano dell’amico sul palco come si vede nell’ultima foto.
E il Vangelo ce lo ricorda: “Lasciate che i bambini vengano a me”. Il 1° giugno li lasciamo venire, li mettiamo sul palco, li ascoltiamo cantare stonati, li guardiamo ballare. E capiamo che Gesù è già lì, in mezzo a loro.
Ci sono luoghi che lasciano un segno profondo nel cuore e che, anche dopo tanti anni, continuano a rappresentare una parte importante della nostra vita. Per me, la Scuola dell’Infanzia Paritaria Sacro Cuore è uno di questi luoghi speciali.
Dopo tanti anni, la vita mi ha regalato un’emozione unica: tornare nella Scuola dell’Infanzia Paritaria Sacro Cuore, questa volta come Mamma. Tre anni fa ho accompagnato mio figlio tra queste stesse mura che avevano accolto me da bambina.
Oggi guardo con emozione al mio passato e con gratitudine al presente. Essere stata alunna di questa scuola e poterla vivere ora come mamma è un privilegio che porto nel cuore. La mia esperienza alla Scuola dell’Infanzia Paritaria Sacro Cuore è stata ed è tuttora bellissima: una storia fatta di ricordi, affetto, crescita e valori che continuano a vivere nel tempo.
Ci sono sipari che non si chiudono mai perché restano aperti nel cuore di chi, dalla Scuola dell’Infanzia Sacro Cuore, ci è passato in qualità di alunno ma anche di genitore o nonno. La festa di fine anno è l’emblema di tutto questo: un momento di gioia comunitaria durante il quale, tra le lacrime di emozione degli adulti e gli occhi curiosi, luminosi e sorridenti dei bambini, si concretizza un vero e proprio miracolo: quello della condivisione che si esplicita nella collaborazione spontanea e generosa di esperti, che preparano i bambini, di genitori, che si affaccendano in mille modi per la buona riuscita, di bambini che, sapientemente guidati, sembrano dei professionisti dello spettacolo e delle suore, registe amorevoli, premurose, attente ad ogni particolare.

Dopo la pausa estiva, il 1° giugno la Mother Carla Matriculation School ha riaperto le sue porte accogliendo gli studenti in un’atmosfera festosa e calorosa, con un’attenzione speciale riservata ai nuovi arrivati. Decorazioni colorate, musica vivace e sorrisi sinceri hanno trasformato il primo giorno di scuola in un momento bello e allegro.
La giornata è iniziata con una significativa assemblea mattutina, durante la quale la Suora Direttrice ha rivolto un affettuoso saluto di benvenuto, accompagnato da parole di incoraggiamento e benedizione. A rendere ancora più speciale questo momento, i bambini hanno ricevuto palloncini colorati, simbolo di gioia e speranza per il nuovo anno scolastico.
Ispirati dagli insegnamenti di Madre Carla, l’istituto promuove un’educazione basata sul rispetto, la cura e la tenerezza verso ogni bambino. Gli studenti, provenienti da contesti diversi e portatori di culture, religioni e tradizioni differenti, rappresentano una ricchezza straordinaria. In questo ambiente accogliente, ciascuno è accompagnato con attenzione affinché possa esprimere il proprio talento e offrire un contributo unico alla società.
Fin dal primo giorno, è emerso con chiarezza il desiderio degli studenti di imparare e scoprire. Gli insegnanti, riconoscendo questa naturale curiosità, si impegnano a guidarli con passione nell’esplorazione del sapere, coltivando mente e spirito.
«Alzatevi e non temete» (Mt 17,7).
Primo giorno – L’abbaglio: la Bellezza che chiama
Secondo giorno – La nube e il tocco: l’umanità che si lascia trasfigurare


Il mandato missionario e il rinnovo del nostro “Sì”
Ringraziamo il Signore per il dono di questi giorni, che hanno ravvivato in noi la gioia della chiamata e la passione per il Vangelo.
Il 29 giugno, nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, la nostra comunità ha vissuto un momento di grande grazia: la Professione Perpetua di Suor Abi Nivetha e Suor Nimmy Mavelithayyil. Davanti a Dio, alla Chiesa e all’assemblea dei fedeli, le due sorelle hanno pronunciato il loro «sì» definitivo, consacrandosi per sempre a Cristo attraverso i voti di castità, povertà e obbedienza, secondo il Carisma della Congregazione.
Questa visione rispecchia fedelmente il pensiero della nostra Fondatrice, Madre Carla, che scriveva:
Camminate con fiducia, forti della certezza che Colui che vi ha chiamate è fedele. Buon cammino missionario, portatrici di gioia e di speranza nel cuore del mondo!
On July 2, 2026, the Catholic Church reached a historic milestone in Vietnam with the beatification of Father Francis Xavier Trương Bửu Diệp. Born in 1897 in An Giang, Father Diệp dedicated his life to the service of the poor and the marginalized. Throughout his sixteen years as the parish priest of Tắc Sậy, he became a pillar of strength, known for his humility and his unwavering commitment to his flock.
His life reached its final, profound act of love on March 12, 1946. Amidst the chaos of war, Father Diệp was captured by deserters. Faced with the imminent slaughter of his parishioners, he chose the path of the Good Shepherd: he stood before the soldiers, shielded his people, and offered his own life in exchange for their safety. His sacrifice, a living embodiment of the Gospel, transformed a small, remote corner of the Mekong Delta into a perpetual beacon of hope, drawing countless pilgrims to his side even decades later.
Joining in the joy of the Universal Church, and especially the Church in Vietnam, we—the Missionary Sisters of the Incarnation —overflowed with happiness to directly participate in the Beatification Mass of Father Francis Xavier Trương Bửu Diệp.
The story of his sacrifice remains etched in our minds: that day in the Mekong Delta, when chaos and fear gripped his people, Father Diệp did not choose safety. Standing before those who brought violence, he became a shield for his flock, offering his own life so that they might live. He chose to remain with his children until the end, proving that for him, the Gospel was not merely a message to be preached, but a life to be lived—a true “grain of wheat” that fell to the earth to yield a harvest of eternal love.
Per le anziane ospiti di Karunya Bhavan, la vita è spesso scandita dalla serenità della quotidianità. Tuttavia, ci sono momenti in cui la Provvidenza apre la porta a esperienze inaspettate, capaci di riempire il cuore di gioia. Uno di questi momenti è stato reso possibile grazie alla generosità di una nostra benefattrice, che ha organizzato una splendida giornata presso Kaithola Farm, una fattoria ecologica immersa nella natura, situata su una piccola isola tra le incantevoli backwaters del Kerala. Il nome “Kaithola“, in lingua malayalam, fa riferimento alla pianta del pandano, che cresce rigogliosa lungo le coste e i canali della regione e le cui foglie vengono tradizionalmente intrecciate per creare stuoie e cesti artigianali.
Circondata dalle acque tranquille, da una vegetazione lussureggiante e dalla semplicità della vita di villaggio, Kaithola Farm ha offerto alle nostre ospiti l’opportunità di vivere una giornata all’insegna della pace, della bellezza e del contatto con la natura. Già il viaggio in barca verso l’isola è stato un’avventura affascinante, che ha preparato i cuori di tutti a una giornata davvero speciale.
Con grande entusiasmo, le nostre anziane hanno partecipato ad attività nuove e coinvolgenti. Molte di loro, provenienti da contesti poveri e svantaggiati, hanno avuto per la prima volta nella vita l’opportunità di pescare, andare in pedalò e fare kayak. I loro sorrisi, le risate spontanee e l’energia con cui hanno affrontato queste novità hanno reso la giornata indimenticabile. È stato emozionante vedere come, anche in età avanzata, si possa ancora sperimentare lo stupore e la meraviglia di qualcosa di completamente nuovo.
Questa meravigliosa iniziativa non sarebbe stata possibile senza la sensibilità e la lungimiranza della nostra benefattrice, alla quale va la nostra più sincera gratitudine per aver regalato alle nostre ospiti una giornata ricca di emozioni e ricordi preziosi. Un sentito grazie va anche a tutti gli amici che hanno condiviso con noi questa esperienza, offrendo la loro presenza, il loro affetto e la loro allegria.
A Karunya Bhavan crediamo che prendersi cura delle persone significhi non solo rispondere ai loro bisogni materiali, ma anche donare momenti di felicità, dignità, speranza e amore. Questa giornata ci ha ricordato che i gesti più semplici, quando nascono da un cuore generoso, possono lasciare un segno profondo nella vita delle persone.
Con il cuore colmo di gioia e di gratitudine, celebriamo un tempo di grazia straordinario che ha lasciato un’eco profonda di luce e di speranza nella nostra comunità e in tutta la Chiesa. Le giornate dedicate alla Prima Professione Religiosa delle nostre sei novizie, Susanne, Gentille, Blandine, Hue, Odette e Maguy, sono state un’esperienza toccante, in cui il cielo e la terra sembrano essersi incontrati per rinnovare il mistero della chiamata.
Tutto ha avuto inizio il 29 settembre con un’intensa Veglia di Preghiera, un momento intimo e raccolto vissuto attorno al Signore dell’Amore. Accompagnando le nostre novizie con il canto, la preghiera e l’affetto fraterno, ciascuna di noi ha avvertito il risveglio della grazia del proprio primo “sì” solenne. Volgendo lo sguardo a Maria, che per prima ha ricevuto, vissuto e testimoniato il mistero dell’Incarnazione, abbiamo chiesto la stessa fermezza e fedeltà che Madre Carla ci ha mostrato con la sua vita: seguire Cristo, Verbo Incarnato, custodendo e testimoniando quel dono di grazia di cui siamo state fatte opera. In quel clima spirituale così elevato, il “sì” delle novizie è diventato un richiamo vivo per la comunità intera, ricordandoci che “creati per amore, siamo opera dell’Amore”.



September 20, 2026, in an atmosphere of deep grace and gratitude, the missionary family of The Missionary Sisters the Incarnation in Vietnam turns its heart toward Heaven to celebrate the 20th anniversary of the passing of our Servant of God and Foundress, Mother Carla Borgheri, into the arms of the Lord. Twenty years since Mother’s journey to eternal life, and on this very special day, her maternal love from above has blessed her spiritual children with an priceless gift: the community of the Missionaries of the Incarnation in Vietnam joyfully welcomes two new members into the initial formation.
On this day of complete joy, let us unite in prayer. Giving thanks to God and expressing our deep gratitude to Mother Carla for the precious gift of the religious vocation, which she sowed and continues to intercede for from Heaven. Praying especially for our 2 new Aspirants: May God grant them zeal, simplicity, and courage as they begin walking the path to reflect the mystery of the Incarnation, becoming witnesses of love in the midst of the world. May the Servant of God, Mother Carla Borgheri, support her two new spiritual daughters, and may she always keep our Congregation as a true home of fraternity and mission.
On September 12, our Community at the Sanctuary of San Cosimo alla Macchia in Oria experienced an afternoon of grace and fellowship together with a group of young people, on the occasion of the 20th anniversary of the heavenly birth of the Servant of God Mother Carla Borgheri.
At the heart of the gathering, we rediscovered the figure of Mother Carla: her life devoted to God, to the mystery of the Incarnation, and to children and young people. The young people read some of her thoughts and prayers, allowing themselves to be guided by words that still have the power to speak to the heart today.
Con il cuore ricolmo di gratitudine, guardiamo ai giorni appena trascorsi per la nostra settimana di Esercizi spirituali: un tempo prezioso di incontro con il Signore, di profonda fraternità e di rinnovamento interiore.
La preghiera e l’adorazione: la celebrazione quotidiana dell’Eucaristia e la Liturgia delle Ore hanno sostenuto il nostro stare insieme, mentre il silenzio dell’Adorazione Eucaristica serale ci ha regalato un tempo intimo di sosta ai piedi di Gesù.
Il mistero dell’Assunzione di Maria al Cielo è un invito a sollevare lo sguardo oltre i confini del visibile.