Dal 28 luglio al 3 agosto 2025 ho avuto la gioia di partecipare, insieme alla mia diocesi di Oria (BR), al “Giubileo dei Giovani 2025” a Roma. Eravamo 66 giovani, accompagnati dai nostri sacerdoti responsabili, e abbiamo vissuto giorni intensi, faticosi, ma pieni di grazia e di fraternità. Accoglienza in casa ma lontano dalla nostra casa. Il nostro gruppo è stato ospitato presso la parrocchia di Maria Addolorata a Villa Guardiani. Una sistemazione semplice, che però è diventata presto casa: lì abbiamo condiviso pasti, preghiere, racconti della giornata, e anche qualche risata notturna nonostante la stanchezza. Era un luogo che ci preparava ogni mattina alla nuova tappa del nostro pellegrinaggio. Giorni pieni di incontri e di fede. Abbiamo partecipato a diversi eventi del programma ufficiale: Celebrazioni e Messe con altri gruppi da tutto il mondo, sentendoci parte di una Chiesa viva e universale. Pellegrinaggi verso le basiliche giubilari, attraversando le Porte Sante. La salita alla cupola di San Pietro, un’esperienza fisica impegnativa ma ricca di simbolismo: passo dopo passo, salivamo non solo in altezza, ma anche spiritualmente.
Il caldo torrido di Roma, le lunghe file, le camminate sotto il sole e le notti su materassini non sono mancati. Eppure, come hanno fatto tanti altri pellegrini, abbiamo trasformato la fatica in occasione di gioia. Era la prova concreta che il coraggio cristiano non nasce dall’assenza di difficoltà, ma dall’affrontarle insieme con fede. Il messaggio del Papa: testimoni di speranza. I momenti culminanti sono stati: la Veglia a Tor Vergata e la Messa conclusiva, Papa Leone XIV ci ha invitati a essere “missionari di speranza, giustizia e pace” e a non avere paura di portare la luce del Vangelo anche quando il mondo sembra andare in un’altra direzione. Il Giubileo dei Giovani 2025 non è stato solo un evento: è stato un laboratorio di fede, di amicizia e di speranza che ci ha reso più uniti come gruppo e più consapevoli della missione che ci attende.
Sr. Stella