«Alzatevi e non temete» (Mt 17,7).
Con questa Parola nel cuore si sono conclusi i giorni di formazione delle juniores presenti in Italia: un tempo di grazia, vissuto nell’ascolto, nel silenzio, nella preghiera e nella fraternità. Giorni in cui ci siamo lasciate raggiungere dalla bellezza di Cristo, una bellezza che illumina il cuore, rinnova la vocazione e apre sempre nuovi orizzonti di speranza.
Guidate dal Vangelo della Trasfigurazione, abbiamo percorso un itinerario scandito da tre tappe, che ci hanno accompagnate dallo stupore dell’incontro con il Signore fino alla chiamata a testimoniare la sua luce nella quotidianità dell’Incarnazione.
Primo giorno – L’abbaglio: la Bellezza che chiama
Il nostro cammino è iniziato contemplando Gesù trasfigurato sul monte Tabor. Il suo volto luminoso ci ha richiamate alla sorgente della nostra vocazione: l’incontro personale con Lui, che continua ad affascinare il cuore e a dare senso alla vita.
Un momento particolarmente intenso è stato la condivisione dal titolo “Raccontami il tuo Tabor”. Attraverso il racconto della propria storia vocazionale, ciascuna ha potuto riconoscere e rileggere i segni della presenza di Dio nella propria vita. L’ascolto reciproco ha rafforzato la comunione tra noi, facendoci sperimentare quanto il Signore continui a operare nella storia di ogni sorella.
Secondo giorno – La nube e il tocco: l’umanità che si lascia trasfigurare
La seconda tappa ci ha introdotte nel mistero di un Dio vicino, che si manifesta anche attraverso la bellezza del creato. Davanti all’immensità del mare il nostro canto di lode è diventato preghiera, riconoscendo nella creazione il riflesso della sua presenza.
Nella nube abbiamo imparato il linguaggio della fiducia; nel tocco di Gesù abbiamo sperimentato la sua vicinanza che rialza, guarisce e restituisce speranza.
Il laboratorio con l’argilla, “Il tocco che rialza”, ci ha aiutate a contemplare la nostra vita come argilla nelle mani del Vasaio. Le fragilità, consegnate al Signore, non sono un ostacolo, ma il luogo nel quale la sua grazia può plasmare qualcosa di nuovo. Anche il semplice gesto del tocco della sorella è diventato segno concreto di quella fraternità che sostiene, incoraggia e aiuta a rialzarsi.
Con l’attività “Caccia alla luce” siamo state invitate a riconoscere il bello e il divino nascosti nell’ordinario. Lo sguardo di Dio ci insegna infatti a scoprire la straordinarietà delle piccole cose, trasformando ogni frammento di vita in occasione di grazia.
La giornata si è conclusa con la veglia “La notte della Nube luminosa”. Sotto un cielo trapunto di stelle abbiamo contemplato la grandezza del Creatore. Come un prisma riflette la luce nei suoi molteplici colori, così ogni vita, illuminata da Cristo, diventa riflesso della sua Bellezza.
Terzo giorno – La discesa: dalla contemplazione alla missione
L’esperienza del Tabor non può essere trattenuta. L’incontro con Cristo conduce sempre a ridiscendere dal monte per abitare la vita quotidiana con uno sguardo nuovo e un cuore rinnovato.
Nel tempo del deserto ciascuna ha deposto ai piedi del Signore un sassolino sul quale aveva scritto la propria “zavorra”: un gesto semplice, ma carico di significato, per affidargli ciò che appesantisce il cammino e lasciarsi rendere più libere nel seguirlo.
Il mandato missionario e il rinnovo del nostro “Sì”
Il percorso si è concluso con il mandato missionario. Come juniores delle Suore Missionarie dell’Incarnazione siamo ripartite verso le nostre comunità con il desiderio di custodire la luce ricevuta e di renderla visibile nella semplicità della vita quotidiana, attraverso una testimonianza umile, gioiosa e fedele.
Con profonda gratitudine abbiamo accompagnato nella preghiera Sr. Anna Hien e Sr. Maria Huong nel rinnovo dei loro voti. In comunione con loro, anche noi abbiamo rinnovato il nostro “Sì” al Signore, confermando il desiderio di seguirlo con cuore indiviso, nella fedeltà al carisma e al servizio della missione.
Ringraziamo il Signore per il dono di questi giorni, che hanno ravvivato in noi la gioia della chiamata e la passione per il Vangelo.
Un grazie riconoscente alla Madre Generale, Sr. Loreda, e alla nostra Responsabile, Sr. Jessy, per la cura, la vicinanza e la dedizione con cui accompagnano il nostro cammino di crescita umana, spirituale e missionaria.
Ripartiamo con nel cuore una certezza: la Bellezza contemplata sul Tabor non appartiene solo ai momenti straordinari, ma continua a farsi presenza nella quotidianità dell’Incarnazione. È lì che il Signore ci attende ogni giorno, perché anche la nostra vita diventi riflesso della sua luce per il mondo.