La comunità di Salice si prepara oggi a celebrare un importante anniversario: 40 anni di presenza delle Suore Missionarie dell’Incarnazione sul territorio salicese. Un anniversario di fede e servizio che segna un periodo lungo e fecondo, caratterizzato dalla cura e formazione per i piccoli della scuola e delle loro famiglie, dalla presenza umile e discreta che si manifesta nel servizio quotidiano tanto prezioso nella comunità parrocchiale Santa Maria Assunta.
Era il 24 giugno 1985 quando la fondatrice della Congregazione, la Serva di Dio, Madre Carla Borgheri scriveva all’allora Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Mons. Settimio Todisco per attestare la sua gratitudine e la riconoscenza per l’attenzione riservata alla Congregazione. Egli, infatti, d’intesa con il parroco del tempo, don Mario Melendugno che aveva manifestato il suo dispiacere per il trasferimento della comunità delle Suore d’Ivrea già presenti a Salice, aveva deciso che le Suore Missionarie dell’Incarnazione, potessero prendere dimora sul territorio salicese, visto che per problemi amministrativi erano costrette a lasciare l’Orfanotrofio che gestivano a Ostuni. Così nell’agosto del 1985 la Congregazione si insedia a Salice nello stesso immobile dotato di tutte le suppellettili messe a disposizione con generosità dalle Suore d’Ivrea.
Le Suore Missionarie sono arrivate a Salice, quindi, con la benedizione della loro fondatrice, Madre Carla Borgheri, che ha sempre confidato nella volontà del Signore e non ha fatto mai mancare attenzione e premura verso la comunità di Salice.
Da allora, esse hanno lavorato instancabilmente per servire la comunità, educando i bambini, accompagnando le giovani ragazze e sostenendo le famiglie. I quarant’anni passati hanno intrecciato storie personali, proposte educative, gioie e fatiche nella prospettiva di offrire ai piccoli e non solo, della nostra comunità una proposta di vita ispirata ai valori cristiani.
Il salone, le diverse aule, il cortile raccontano l’amore, ma soprattutto la pazienza con cui sono accolti tanti piccoli della nostra comunità, ma soprattutto la cura che è loro riservata nell’insegnamento, l’attenzione con la quale sono aiutati a stare insieme nel gioco. E poi, se ci si trova a passare, di sera, non si possono non notare le vetrate illuminate della cappella dell’Adorazione, segno che la comunità delle Suore è in preghiera, raccolta davanti a Gesù, Verbo Incarnato, per affidarsi totalmente a Lui e da Lui invocare protezione sui piccoli, sui giovani, sulle famiglie, sugli anziani, sugli ultimi. E’ proprio così, siamo certi che nel cuore delle Suore c’è posto per tutti.
La loro presenza ha avuto un impatto profondo sulla comunità, contribuendo a far maturare la vocazione di Suor Loreda Spagnolo, nostra concittadina, oggi Superiora Generale della Congregazione. Un esempio di come la fede e il servizio possano ispirare e trasformare la vita delle persone.
La gratitudine che noi vogliamo esprimere a tutte le suore che negli anni si sono succedute nella testimonianza, nell’opera educativa, nell’amore verso la comunità salicese è davvero grande.
La loro presenza umile e silenziosa, ma tanto preziosa non passa inosservata soprattutto nella comunità parrocchiale dove le Suore offrono la loro costante disponibilità nel servizio liturgico e nella catechesi. Così il parroco don Massimo Alemanno invita tutti a rendere lode al Signore e a partecipare con gioia e in segno di riconoscenza alla Celebrazione Eucaristica di questa sera, presieduta dall’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Mons. Giovanni Intini, alla presenza dell’Amministrazione Comunale di Salice Salentino.
Il paese è in festa: l’anniversario della presenza delle Suore Missionarie dell’Incarnazione rappresenti davvero per tutti un elemento di speranza, una luce che illumini ogni difficoltà, ogni solitudine, ogni rassegnazione.
Coralba Rosato