Carissimi,
Noi Suore Missionarie dell’Incarnazione che lavoriamo nella Parrocchia della Beata Vergine Maria Ausiliatrice di Shenkoll, Tale e Rille, vi auguriamo pace, gioia e benedizione dal cielo.
Come in tutte le parrocchie del mondo ci siamo trovate in difficoltà nel portare avanti la Pastorale Parrocchiale a causa della pandemia, soprattutto per fare Catechismo. Lo scorso anno i ragazzi non hanno ricevuto i Sacramenti e non abbiamo potuto concludere l’anno Pastorale. Quest’anno, a partire dal mese di marzo, abbiamo iniziato l’attività Pastorale nelle chiese di Shenkoll,Tale e Rille. La formazione è stata faticosa, tre mesi di intensa preparazione sia per i ragazzi della cresima, sia per quelli della prima comunione. Il lavoro per tutti noi è stato impegnativo, i ragazzi hanno però dimostrato molto interesse nel prepararsi a ricevere i Sacramenti.
Questo anno 63 bambini si sono accostati per la prima volta al Sacramento della Comunione. Obbligati dalle norme anti-Covid sono stati divisi in piccoli gruppi, quindi la celebrazione della Prima Comunione si è svolta in diversi giorni. Solo un piccolo gruppo di bambini ha potuto ricevere il sacramento dell’Eucaristia in Cattedrale proprio il giorno del Corpus Domini.
Per la Cresima erano presenti 93 ragazzi. Tutti i cresimandi sono stati da noi accompagnati in Cattedrale per la Veglia di Pentecoste e il giorno di Pentecoste hanno ricevuto la Cresima. Oltre il Vescovo Mons. Ottavio Vitale, in via del tutto eccezionale, anche il Parroco P. Salvatore Reino, le è stato concesso il permesso di amministrare il sacramento della Confermazione.

L’animazione liturgica ha aiutato i ragazzi a pregare e la celebrazione solenne ha emozionato tutti, per i canti e per la devota partecipazione dei ragazzi. Il coinvolgimento della comunità in questa speciale celebrazione ci ha particolarmente gratificato, gli sforzi sostenuti a causa della pandemia sono stati premiati dalla gioia manifestata da tutti, soprattutto dai ragazzi. Continueremo a pregare affinché la loro fede in Gesù e nel Suo insegnamento rimanga in loro sempre viva.

Noi continuiamo la nostra missione nel nostro villaggio con le altre opere di apostolato, in attesa dell’apertura del nuovo anno pastorale, per accogliere di nuovo i ragazzi e continuare il loro cammino di cristiani con la Chiesa e con il Popolo di Dio.
Con Affetto
Le Suore dell’Albania






Non potevamo non citare le parole di Malala, alla luce del fatto che noi, Suore Missionarie della Casa Madre Anna di Tabou, viviamo fortemente l’impegno di garantire alle ragazze l’istruzione ed insegnare loro ad essere indipendenti. L’Istruzione è un valore assoluto, un bisogno primario, una delle benedizioni della vita. Le parole di Malala, pronunciate nel momento in cui riceve il premio, ci colpiscono profondamente: “Il Premio non è solo per me, è per tutti quei bambini dimenticati che chiedono istruzione”. Noi suore missionarie propagandiamo le stesse idee, con l’obiettivo di salvare dall’ignoranza, dalla tortura e da ogni forma di abuso migliaia di donne e di bambine che nel mondo soffrono di analoghe persecuzioni.
Ebbene sì, è stata proprio questa situazione locale che ci ha spinto a lavorare per l’emancipazione delle donne di etnia Kroumen, dando inizio ad un corso di alfabetizzazione e di formazione umana, morale, intellettuale e spirituale rivolto alle donne-madri di Sekrekré, villaggio ad una decina di chilometri dalla città di Tabou.










Cara Alida, amica e maestra, è difficile trovare le giuste parole per la tua improvvisa scomparsa, ma esse restano l’unico veicolo per far sentire la nostra vicinanza alla tua famiglia e soprattutto un gesto di affetto immediato nei tuoi confronti.
La Natività della Beata Vergine Maria, è una festa mariana molto sentita da noi Suore Missionarie dell’Incarnazione, ed è per questo che questa giornata è stata scelta per un evento importante.
Durante l’omelia il Vescovo ha ricordato gli elementi fondamentali della vita religiosa, basati sulla Parola di Dio e sui Consigli evangelici. Inoltre ha esortato alla consapevolezza e alla necessità di vivere il Carisma dell’Incarnazione come elemento essenziale per seguire gli ideali di Madre Carla.
Nei mesi di luglio e agosto, nelle parrocchie di Shenkoll, Tale e Rrile, diocesi di Lezhe (Albania), si sono svolti i campi estivi dal titolo “Together”. Come recita un canto, si è arrivati da mille strade diverse, in mille modi diversi, in mille momenti diversi, perché il Signore ha voluto così.
Nelle difficili circostanze di pandemia e di problematiche del mondo che siamo chiamate a vivere, chiediamo al Signore una coscienza vigile e grata del dono ricevuto nell’incontro con il carisma di Madre Carla, per servire sempre meglio la Chiesa, riconoscendo che ogni istante da noi vissuto è abitato dal Verbo Incarnato e da Lui redento, perciò non c’è niente di inutile e tutto è segno dell’amore di Dio. Come affermava Madre Carla: “Crediamo che il bene e l’amore di Dio vinceranno sul male, però è vero che oggi siamo noi che dobbiamo divenire armi di virtù nelle mani di Dio. Dio vincerà, il male è stato vinto da Gesù sulla Croce, ma i giusti di ogni secolo devono sempre fare la loro parte. Cerchiamo di essere tra i santi figli di Dio, diveniamo seme fecondo di crescita per le anime, per la Chiesa”.
In questi ultimi 2 anni tutti i Paesi del mondo sono stati messi in ginocchio, economicamente e socialmente, dal Covid-19. È stato difficile per tutti, ma in modo particolare per i Paesi più poveri, dove l’economia e la precaria sanità hanno mietuto tante vittime. Tra i tanti Paesi c’è il Vietnam, tra i pochi Paese che per tanti mesi aveva registrato pochissimi contagi. Ora, invece, la situazione sta peggiorando giorno per giorno, nonostante il governo stia facendo tutto il possibile per fermare i numerosi contagi. I medici, gli infermieri, i sacerdoti, i religiosi e tanti volontari, stanno facendo del loro meglio per salvare tante vite umane.
Quante persone hanno perso il lavoro, quanti studenti hanno perso lezioni, quante famiglie stanno vivendo una grave crisi e non sanno cosa fare. Davanti a questa tragedia la parola di San Paolo ci richiama a fare qualcosa di più: “Dobbiamo ridere con chi ride e piangere con chi piange”. Anche noi Suore Missionarie dell’Incarnazione, con quello che abbiamo, cerchiamo di aiutare la popolazione come meglio possiamo. Approfittando del poco terreno che la Provvidenza ci ha dato, con le nostre mani, abbiamo cercato di coltivare frutta e verdure che, confezionata in tanti pacchi, è stata distribuita dai volontari alla gente bisognosa. Sono queste le opere che le sorelle del Vietnam, aiutate dalle nostre ragazze in formazione, stanno compiendo in questi mesi di emergenza Covid. Il lavoro è faticoso, però siamo felici e piene di vera gioia, perché con il nostro poco cerchiamo di aiutare chi ha più bisogno di noi ed è nella difficoltà.
Il 20 settembre ultimo scorso è stato un giorno di grande emozione per la nostra comunità di Bingerville, in Costa d’Avorio, per un duplice motivo: Odette Sengi, originaria del Congo Kinshasa, ha celebrato il suo ingresso come novizia e lo ha fatto in presenza di tutti i membri della Comunità.
Sicuramente anche Odette avrà la fortuna di essere guidata, nel suo percorso spirituale, dal nostro angelo che ci guarda dall’alto, ci insegna ancora ad amare e custodisce la nostra anima nel suo cuore.
dove le nostre suore hanno arrostito e servito le caldarroste in un’atmosfera allegra e spensierata per tutti i bambini e per le rappresentanti dei genitori presenti. L’occasione è servita anche per portare i piccoli a visitare il giardino esterno, a raccogliere le foglie cadute e apprezzare la bellezza dei suoi colori caldi e dei suoi frutti succosi.
Come afferma Papa Francesco, il futuro sta nella convivenza rispettosa della diversità non nell’omologazione ad un pensiero unico teoricamente neutrale.
Il nostro scopo è di dare aiuto concreto affinché il loro futuro sia più agevole e soprattutto affinché apprezzino la vita realizzando qualcosa in autonomia e facendo valere se stesse. Imparare un mestiere nella loro condizione significa affrontare con minor fatica le difficoltà della vita. Per il momento sono quattro le attività che insegniamo alle ragazze, in base all’interesse e alle capacità di apprendimento: produzione di cioccolato, di tappeti, realizzazione di borse per la spesa con disegni e immagini, rilegatura di libri. Ognuna di queste attività comprende cinque passaggi fondamentali che servono a migliorare il proprio livello cognitivo: la raccolta del materiale, la manodopera, il calcolo, la produzione, la vendita dei prodotti.
La nostra scuola è fiera di formare ragazze con handicap mentali e di dare una risposta a tutti i normodotati che le rifiutano poiché considerate inferiori.
Il 26 ottobre 2021 le Suore Missionarie dell’Incarnazione hanno organizzato l’inaugurazione del nuovo edificio realizzato per i bambini emarginati (sordomuti) della società, della diocesi di Kumbakonam in Tamil Nadu – India.
Negli ultimi 25 anni il lavoro e la dedizione di tutti i membri della scuola (Suore, Insegnanti, Personale non Docente e Genitori) e la collaborazione tra studenti e docenti hanno dato luogo a numerosi riconoscimenti sia a livello distrettuale che nazionale, così come gli sforzi compiuti per il miglioramento della scuola hanno fornito l’eccellenza finale.
La vision della scuola si pone, pertanto, l’obiettivo di:
Karunyabhavan è una casa di accoglienza per persone anziane. Negli anni passati, l’India come cultura era tanto attenta e rispettosa degli anziani, i figli dedicavano la loro vita alle cure dei loro genitori fino al loro passaggio da questa terra alla vita eterna. Con il passare del tempo la mentalità della società indiana è cambiata, poi con il family planning le nascite sono molto diminuite; adesso i figli non riescono più ad organizzarsi tra lavoro, famiglia e genitori anziani ecc… Per questo motivo in questi ultimi periodi nel Kerala sono cominciate a sorgere strutture per persone anziane. Guardando ai bisogni del tempo presente, anche noi SMI abbiamo aperto a Palluruthy (Kerala) una casa per l’accoglienza delle persone anziane. Questa casa è stata benedetta l’11 novembre 2016 da Sua Eccellenza il Rev. ma Dr. Joseph Kariyil Vescovo di Cochin, alla Presenza di Sr. Loreda Spagnolo Vicaria Generale e di Sr. Jessy Chennathara Consigliera Generale. Il terreno è stato donato dalla Mrs. Martha Mary Manayath in memoria del figlio Nigil Peter deceduto all’età di 12 anni.
Sono tanti i modi per esprimere la gratitudine e il riconoscimento verso le persone che ci amano e amiamo; per questo, in prossimità della celebrazione del centenario della nascita di Madre Carla, fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione e dei Padri Missionari dell’Incarnazione, il 27 novembre, nel seminario dei Padri a Magnaly (Kerala), è stata inaugurata e benedetta la Centenary Hall, come segno tangibile di gratitudine e di riconoscenza dei suoi figli a perenne ricordo di Madre Carla. La sala è stata realizzata con raffigurazioni fotografiche su parete che raccontano la vita della Madre e delle meraviglie che Dio ha compiuto attraverso il suo docile ascolto e obbedienza al Progetto divino.
È stata un’occasione straordinaria che mi ha dato la possibilità di incontrare i fratelli e i padri che hanno origine dallo stesso carisma dell’Incarnazione e condividere con loro la mia esperienza vissuta con Madre Carla, i suoi insegnamenti e lo stile di vita da lei tracciato per assimilare la vita del Verbo e della Vergine Maria. Questa iniziativa dei Padri ha dato anche l’opportunità di gustare la comunione e la fraternità tra noi, secondo il nostro carisma.
Sento il bisogno di ringraziare il Signore per il dono di Madre Carla, per la grazia dei nostri PMI come fratelli che insieme camminano verso l’unico obiettivo: testimoniare al mondo l’amore di Dio per l’umanità, rivelato nel Mistero dell’Incarnazione.
Con la gioia nel cuore e con tanta gratitudine verso Dio e verso i fratelli vogliamo condividere l’evento che abbiamo organizzato per ringraziare i nostri cari amici dell’Associazione Onlus Caritas Testimonium Servitium nella ricorrenza della celebrazione dei 10 anni del loro operato ed il cui nome può essere spiegato con le parole: amore, testimonianza e servizio, ovvero testimoni dell’immenso amore di Dio che umilmente si pongono al servizio dei più deboli e dei più bisognosi. L’evento si è svolto il 28 novembre scorso, prima domenica di Avvento, tempo di attesa gioiosa e di speranza, di preparazione per accogliere la nascita di Gesù, che viene e cerca alloggio nei nostri cuori.
La proiezione dei video di ringraziamento, giunti dalle diverse comunità di ogni parte del mondo, è stata motivo di commozione per tutti i presenti. A conclusione dei ringraziamenti, è intervenuta anche la Madre generale che, dopo aver ringraziato tutta l’assemblea ed in particolare i fondatori dell’associazione, ha esortato i nuovi soci ad una collaborazione attiva. La serata si è conclusa con colorati momenti di festa: le suore indiane, africane e vietnamite hanno danzato balli tipici, indossando costumi tradizionali dei propri paesi.
Mi chiamo Elena Bertolotti e vivo in provincia di Verona. Tramite un amico toscano, Andrea, sono venuta a conoscenza della Missione di Tabou. Sono stata talmente affascinata dai suoi racconti che ho tanto desiderato recarmi in Costa d’Avorio e, nonostante questo periodo particolare, due settimane fa, con Peter, mio marito, che era già stato a Tabou, abbiamo intrapreso il viaggio. Ancora a San Pedro ci attendeva suor Bernadette ed ho fatto la sua conoscenza. Arrivati a Tabou, nella missione che noi chiamiamo “casa della luna” abbiamo incontrato suor Brigitte, suor Adele e le ragazze che vivono con loro e che aspirano a diventare suore. Per la prima volta ho conosciuto la Congregazione delle Missionarie dell’Incarnazione; nella sala d’ingresso è esposto un poster di Madre Carla Borgheri nel suo centenario; piena di commozione mi sono subito collegata al sito per leggere la storia affascinante di questa vita colma di santità e mi sono innamorata subito. Abbiamo soggiornato presso la missione e abbiamo potuto apprezzare la familiarità, la generosità e l’accoglienza delle care sorelle. In pochi giorni ho avuto l’occasione di vivere una grande spiritualità, condividendo con le suore i tanti momenti di preghiera. Ho avuto l’occasione di fare un piccolo ritiro spirituale, del quale avevo gran bisogno.
Le suore sono impegnatissime: l’intraprendente suor Bernadette a gestire la scuola, il personale, le ragazze, i conti (con grandi difficoltà di liquidità), una vera “macchina da guerra”; l’instancabile suor Brigitte con la gestione dei polli e del bestiame, una lavoratrice incallita e suor Adele, la mite; occupata nell’insegnamento a scuola e nelle attività in cucina. Ho conosciuto suor Carmela, in lei ho riconosciuto lo spirito missionario, le giovani suor Marina e suor Alida tutte alla “casa del sole” e anche da loro ho appreso la dedizione e l’amore per il prossimo, per tutti quei bambini abbandonati. Posso solo elogiare queste grandi Donne prima e brave Suore dopo.
Il 17 febbraio 2022 è una data memorabile per la nostra Congregazione, perché ricordiamo il Centenario della nascita di Madre Carla Borgheri, fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione e dei Padri Missionari dell’Incarnazione.
Madre Carla ha sempre prediletto i piccoli, i poveri e gli ultimi, a imitazione di Gesù Verbo Incarnato, che non è venuto per essere servito, ma per servire. La carità ha occupato il primo posto nella sua vita. La passione per Dio e per l’uomo è stato il motore che ha spinto ogni sua iniziativa. E’ stata una grande Missionaria, portatrice e annunciatrice dell’amore, in lei ardeva la sete di far conoscere il mistero del Verbo fatto carne al mondo intero.
Abbiamo conosciuto le Suore Missionarie dell’Incarnazione nel 2008, quando sono venute nella nostra parrocchia dello Spirito Santo di Su Planu (CA) in occasione della Missione cittadina.
In occasione del centesimo anniversario della nascita di Madre Carla ci siamo soffermati sui suoi libri e ci ha colpito come amasse le missioni. “Come un sasso gettato in acqua spande la forza d’urto in cerchi concentrici sempre più distanti, così l’amore da voi vissuto nella quotidianità possa spandersi in cerchi sempre più vasti, fino a raggiungere i fratelli lontani”. L’amore di Dio e questo forte spirito missionario spinsero Madre Carla ad andare in terre lontane per fondare nuove missioni in Italia, in India, Costa d’Avorio, Albania, Filippine e Vietnam. Essendo una donna che amava non solo scoprire nuove culture, ma anche immergersi dentro di esse, per lei era importante conoscere la lingua dello stato dove si svolge la missione per poter entrare in relazione col popolo locale e testimoniare meglio Gesù.
Madre Carla viaggiava molto per portare la lieta notizia, andava nelle missioni fino all’anno prima di morire, il 20 Settembre 2006. Nonostante fosse rimasta invalida, a seguito di una caduta mentre era in Africa, dal letto di dolore continuava a desiderare di raggiungere i confini della Terra. Diceva: “Ora non posso. Sarete voi a farlo anche per me.”
Domenica 20 febbraio 2022, nella sala sottostante alla Cappella di Casa Madre delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, a Vermicino, alla presenza di Sua Eminenza, Cardinale Marcello Semeraro è stata inaugurata la mostra fotografica “Donna del sì” dedicata a Madre Carla, per commemorare i cento anni della sua nascita e i cinquant’anni della Fondazione della Congregazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione. L’inaugurazione è stata preceduta dalla celebrazione eucaristica, celebrata da don Luis Munoz Cortes, Parroco della Parrocchia “Sacri Cuori di Gesù e Maria” di Vermicino, che ha reso grazie al Signore per il dono di Madre Carla insieme alla Comunità, nella Cappella dove riposano le spoglie mortali della fondatrice.
Il Cardinale Marcello Semeraro ha dato luogo al suggestivo taglio del nastro, per contrassegnare la transizione dall’idea della mostra al lavoro finito, per arrivare ad immergersi in modo tangibile nel vero scopo del progetto.
Le SMI hanno avuto l’onore di ricevere anche Mons. Marco Mellino, Segretario del Consiglio dei Cardinali e Mons. Lucio Adrian Ruiz, Segretario del Dicastero per le Comunicazioni, giunti per visitare la mostra.
Ad accogliere il visitatore un totem, multi sfaccettato come molte sono le sfaccettature del Carisma stesso, costruito in modo tridimensionale con foto che raccontano il Carisma delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, che rappresenta la prima tappa della mostra, cui subito dopo fanno seguito alcune foto di donne, di suore che hanno seguito il soffio del Carisma, dalle novizie alle prime suore strette intorno a Carla Borgheri, cuore pulsante di questa intuizione: farsi strumento per trasmettere l’Amore di Dio padre ai più piccoli. Questo gruppo di foto costituisce la seconda tappa che apre la strada alla manifestazione della capacità di Madre Carla di portare l’Amore di Dio fino ai confini della Terra.
Tra i pannelli che illustrano la sua vita è possibile ammirare alcuni oggetti appartenuti a Madre Carla: dalle fasce nelle quali era avvolta quando era solo Cleo Borgheri, alle sue amate conchiglie, al suo crocifisso, fedele compagno di viaggio come i sandali utilizzati dalla madre per percorrere le strade delle sue missioni, fino ad arrivare alla cinepresa.
A motivo della Pandemia, la celebrazione di questa importante ricorrenza è stata rinviata al 23 aprile 2022. Sarà ricordata solennemente con la celebrazione eucaristica presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Joao Braz De Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le società di vita apostolica, nella parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a Vermicino, dove la Congregazione ha mosso i primi passi.
Carissimi amici,
A Luzon c’era Fr. Allan Borais ad aspettare l’arrivo dei pacchi che ha lavorato per sdoganarli. Per questo vogliamo ringraziarLo e per la disponibilità nel distribuire gli aiuti alle famiglie più bisognose.
“Avevo fame e mi avete dato da mangiare, ero nudo e mi avete vestito”: sono queste opere di misericordia che fanno sorridere anche nostro Signore!
e ore 18.00 presso la parrocchia di Santa Maria Assunta di Salice Salentino, si é svolta la Solenne Celebrazione Eucaristica, in occasione della Solennità dell’Annunciazione del Signore ed è anche la festa della Congregazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione; l’anno in cui celebrano il Centenario della nascita di Madre Carla Borgheri, fondatrice della loro Congregazione.
Era un lontano 1975 quando l’India e precisamente la città di Cochin ha accolto le prime impronte dei piedi di una futura “missionaria” Madre Carla Borgheri. Il Sig. Antony Athipozhy, proprietario di un terreno, accorgendosi della presenza del divino nella persona di Madre Carla, le donò un pezzo del suo terreno paludoso e con alberi di cocchi. In questo luogo, nella diocesi Cochin, è sorta la prima casa delle Missionarie dell’Inacarnazione ove la fondatrice con tanta gioia si recava ogni anno. Con la sua presenza e il lavoro faticoso le paludi sono state trasformate in un giardino non solo di fiori ma anche di anime che volevano seguire la sua via di santità. Nonostante tutte le difficoltà: lingua, clima, cibo e cultura, la Madre ha saputo infondere nelle persone della zona l’amore e la gioia che le veniva da Dio. Oltre a distribuire i viveri, a chi davvero soffriva la fame, ha cercato di donare anche il suo affetto e il sorriso. Cercava di balbettare anche qualche frase nella lingua del posto come “sugamano, irikkuka” ecc. In questo modo si accattivava la benevolenza delle persone che indirizzava verso Gesù.
Col passare degli anni, la strada davanti alla casa delle Missionarie dell’Incarnazione a Cochin, è stata nominata inizialmente “St. Josepoh’s Convent Road”. Dopo la morte di Madre Teresa di Calcutta e la sua beatificazione, le autorità civili l’hanno rinominata “Mother Teresa Road”. Ora, come per miracolo, mentre ha inizio il processo di canonizzazione di Madre Carla, le stesse autorità , insieme al consenso della gente del posto, hanno deciso di nominare la strada “Mother Carla Borgheri Road”. È stato davvero un evento straordinario per tutti coloro che hanno amato Madre Carla, l’intitolazione della strada è un motivo per sentirla sempre viva e presente.
Nella storia della Congregazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, l’anno 2022 rappresenta un anno straordinario e significativo per la ricchezza di ricorrenze e celebrazioni che sono state realizzate.
La Missione di Viet Nam, pur essendo l’ultima nata nella Congregazione e pur rappresentando una piccola comunità, ha portato avanti, con entusiasmo e freschezza giovanile, l’organizzazione di svariati momenti, sin dall’inizio dell’anno giubilare.
Anche se siamo ancora poco conosciute delle persone della zona, la preparazione dell’evento è stata accompagnata da una grande collaborazione da parte di tutti coloro che ci sono vicini e ci supportano. La comunità parrocchiale ci ha aiutato a realizzare i biglietti d’invito per la festa e ci ha consentito di estendere l’invito ad altri sacerdoti e ad altre Congregazioni di padri e suore della zona. Per la festa abbiamo avuto 21 sacerdoti e più di 200 persone. Il responsabile del Consiglio parrocchiale ha realizzato gli stendardi della celebrazione del 100° compleanno di Madre Carla, del 50° giubileo della fondazione della Congregazione e la cornice della foto di Madre Carla Borgheri, che è stata affissa davanti alla parrocchia. Tutti hanno dato un grandissimo aiuto per la preparazione della festa, sostenendo, a loro carico, anche le spese.
La divina provvidenza di Dio non è mai mancata nella nostra nuova Missione in Vietnam. Dio è stato così generoso con noi da permetterci di realizzare il nostro desiderio e celebrare la festa con un popolo non appartenente al nostro credo religioso.
Sua Eccellenza, il Vescovo, ha pregato in modo particolare per la nostra Congregazione e per il raggiungimento della beatificazione della fondatrice Madre Carla, per le suore giubilari e per la crescita della Congregazione, attraverso nuove vocazioni.
Dopo la messa è stato vissuto un momento di festa con tutti i parrocchiani, lasciando, a conclusione della serata, un piccolo dono come ricordo dell’evento.
Nonostante le elevate distanze geografiche che non permettono a tutti noi di essere presenti fisicamente, siamo qui uniti intorno a te nei modi più diversi, legato a te con i cuori e con le menti. Prima di concludere l’ultima eucarestia terrena, ti rivolgiamo il nostro saluto e il nostro grazie; lo facciamo a nome di tutte le Suore Missionarie dell’Incarnazione.
Te ne vai così presto ma resta con noi l’esempio della tua vita, vissuta nella fedeltà verso le piccole cose di ogni giorno: la fedeltà alla vocazione, la carità verso tutti, ferma di volontà, il servizio generoso dato fino all’ultimo momento in cui hai avuto la forza di lottare su questa terra, la povertà, la semplicità, l’obbedienza e la grande pazienza. Hai sempre affrontato le difficoltà con tenacia e pregando incessantemente. Il Signore è fiero di te e lo siamo tutte noi tue sorelle.
Siamo sicure che dal cielo continuerai a pregare per la tua amata Congregazione (specialmente per quelle più giovani, di ogni nazione e cultura), per le vocazioni future e per portare avanti con santità ed entusiasmo il carisma a noi affidato. E … avrai sempre, dal Paradiso, un occhio attento al benessere della tua amata famiglia nativa che ti ama ardentemente.

The music starts with the beauty of nature, which gives us a glow to our eyes with those greenery and those pure waters flowing in the rock. We are blessed to experience such a nature around us, which gives us that relief and calmness in our life. So, here my Journey Starts. A journey filled with peace and happiness. Walking through those rocks with ups and downs, followed with those little streams flowing and those rivers which looks beautiful from the far. As we continued our journey, we got into dense forest with those bird’s chirps welcoming us and experiencing fresh air. We were thirsty and we drank the fresh water which was flowing in those streams. The experience through the dense forest was mesmerizing. It gave me a feeling which I have never experienced before. This music took me through this beautiful journey and was soothing to my ears..
Traveling, it’s like an adventurous word that inspires me, and makes me feel restless. It’s like a disorder which requires no medicine as it itself is a medicine to many diseases. It brings us good vibes. This tune reminds me of the feeling of nature. It is a way a person can get over stress. It is a way to forget about unwanted thought’s. It helps to take big decisions. It gives relaxation.
When we travel we get to see many new places. We meet new people and learn about many cultures. Learning new things every day makes our minds gain more knowledge. Hence, traveling can also be a way of gaining knowledge.
This tune reminds me of hiking which is a way of climbing hills or mountain’s. In hiking, a person climbs up a mountain in thousands of way. As we just can’t follow one way or step to climb. There are so many different ways which different people are comfortable to climb. This, shows the different personalities or variations in humans. After a lot of struggle we find out our real happiness when we reach our destination.
We get life lessons as nature teaches us about life. When we travel, we walk in ups and downs but at the end when we reach the peak or our destination we get great joy. But after some time, we attract attention to another place and that starts another journey. In the same way, a person who is living will work hard to achieve his goal but even after achieving a goal we get reminded of another goal. This is life and cannot be changed. Hence in this way travelling teaches us about life and it’s value.
Le suore Missionarie dell’Incarnazione sono state fondate nel 1972 da Madre Carla Borgheri, a Vermicino, vicino Roma.
Col suo carisma di grande uomo di fede, Mons. Todisco aveva capito che i cittadini di Brindisi, in un periodo storico particolare, avevano bisogno di sperimentare la “carità” nel senso lato del termine, quella “carità” che si contraddistingue con l’amore, perché tutti noi esistiamo e siamo stati creati con un atto d’amore e proprio l’amore è in grado di far crescere ogni positiva virtù che, tra le altre qualità, indica nella misericordia divina il centro di tutto il genere umano.
Gli anni Novanta del trascorso secolo sono stati storicamente difficili, per vari motivi (sociali, lavorativi, occupazionali, politici, scolastici, ecc); nelle intenzioni di Mons. Todisco, le Missionarie dell’Incarnazione, in un momento cruciale, venivano chiamate e impegnate, per fare trovare una risposta alle sfide e alle urgenze che la nostra Città presentava, similmente a quelle di tutti gli altri Centri italiani.
Mai una supponenza, mai una delusione ai fedeli, ma sempre atti di generosità, di abnegazione e di continua preghiera.
Or sono trent’anni da quando le suore, ben inserite nella Comunità brindisina e operanti nelle varie chiese della Diocesi di Brindisi-Ostuni, nelle encomiabili e reverendissime persone di Mons. Settimio Todisco, di Mons. Rocco Talucci e di Mons. Domenico Caliandro, nella sua attuale persistenza alla guida della “Chiesa” di Brindisi-Ostuni, prestano proficuamente lo loro insostituibile opera.
Impossibile interrompere un Amore e se non hai il coraggio di manifestarlo, con garbo e senza ostentazioni, forse, quell’Amore non lo meriti.
Siamo ri-tornati perché Maria, fragranza di Dio, potesse spargersi in tutto il paese e tutti potessero riempirsi della sua inebriante, eterna presenza.
Maria, l’esempio della più bella “dilatazione cardiaca” che possa raggiungere la donna e l’uomo che amano Dio e i suoi figli.
Un giorno di festa, domenica 2 ottobre scorso, per la comunità cittadina di Salice Salentino, in particolare per quanti hanno avuto la possibilità di conoscere e apprezzare, quand’era in vita, la vocazione e le virtù di Madre Carla Borgheri, fondatrice delle Suore e dei Padri Missionari dell’Incarnazione. E’ lei, infatti, che nel lontano 1985, ottenne dall’allora Arcivescovo della Diocesi di Brindisi-Ostuni, S.E. Mons. Settimio Todisco, che una comunità di Suore si insediasse sul territorio salicese e, da quel momento, esse rappresentano una risorsa preziosa per l’intera collettività che a loro affida l’opera educativa dei piccoli nella
Scuola dell’infanzia da loro gestita e quella catechetica dei ragazzi più grandi. Madre Carla ha visitato più volte la Comunità salicese a cui era molto legata ed essa, domenica scorsa, ha voluto renderle omaggio con una presenza commossa e numerosa alle celebrazioni per la ricorrenza del centenario della nascita della loro madre fondatrice. Era un grande desiderio quello di poter consegnare alla storia salicese e non solo, la vita, la spiritualità, la testimonianza di Madre Carla. Così, in piena sintonia ed unità di obiettivi la comunità delle Suore Missionarie, guidate dall’attuale Madre Generale, dalle instancabili Suor Loreda Spagnolo e Suor Jessy Chennatara, ha sollecitato l’attenzione del Parroco della Chiesa Madre di Salice, don Massimo Alemanno, dove le Suore operano e dell’Amministrazione Comunale che, sin da subito, hanno accolto le istanze e le hanno portate a termine.
Il clima di gioia e di festa è proseguito in Piazza Plebiscito, dove è stato presentato lo spettacolo: “Vi raccontiamo Madre Carla”, un mix di canti, poesie, coreografie e testimonianze che hanno visto protagonisti bambini, ragazzi, giovani e adulti delle diverse realtà ecclesiali e associative. Una bella occasione per fare tesoro e rendere sempre vivi e attuali gli insegnamenti di Madre Carla Borgheri, amante del Signore, della vita, della gioia, del servizio, della fraternità.
“Questa sera, Madre Carla, ci ha fatto un dono, ci ha fatto sperimentare la bellezza dell’essere comunità e noi dobbiamo esserne fieri. Lei diceva sempre: devo accostarmi all’altro come un dono. Una bella lezione per noi e un forte incoraggiamento ad avere cura delle relazioni, accogliendo e accettando le diversità, nella certezza che le celebrazioni passano, ma la memoria, la testimonianza restano scolpiti nel cuore di tutti noi che non esiteremo a seguire i passi di Madre Carla nel cammino verso la santità”, così don Massimo Alemanno salutava e ringraziava tutti gli intervenuti.
Vorremmo condividere con voi un’esperienza che facciamo con i poveri collaborando con Caritas Diocesana di Frascati. Da quasi cinque anni, prestiamo il nostro servizio presso questa realtà, nella quale si sono incontrate e conosciute diverse persone che prestano il loro servizio come volontari. In questo luogo, ogni ospite porta con sé la sua storia personale, piena di grandi sofferenze, e abbandona quella che fino a quel momento è stata la sua patria, senza sapere dove va. Le persone che ospitiamo arrivano qui con delle barche che rappresentano per loro la speranza di avere un futuro migliore e in un certo senso un’ancora di salvezza per la loro vita. C’è chi arriva malato, chi senza soldi, chi con problemi familiari e/o matrimoniali ecc…
La vita di queste persone è stata segnata da tantissime ferite ma, la maggior parte di loro, sono ancora sorridenti, e desiderosi di costruire un futuro migliore. Tra le tante storie che abbiamo ascoltato desideriamo raccontarvene una in particolare. Un giorno abbiamo conosciuto una persona, di origini rumena, molto amorevole e rispettosa di circa settant’anni. Questo uomo ha vissuto per circa due anni, la sua vita, notte e giorno sotto una tenda, senza elemosinare niente ma affidandosi unicamente alla provvidenza di Dio. Noi, conoscendolo giorno dopo giorno, abbiamo notato come, nonostante le numerose difficoltà di ogni giorno, non si è mai allontanato da Dio perché è un uomo pieno di fede. Prima di arrivare in questa città, è stato un instancabile lavoratore, infatti, ha lavorato per 23 anni in diverse città italiane. Dopo essersi ammalato è diventato povero ed in fine si è ritrovato a vivere per strada come un povero. Lui ha due figli in Inghilterra ma non ha nessun contatto con loro.
La moglie è morta, adesso siamo noi le sue uniche compagne di vita. In questo nostro servizio di apostolato incontriamo tantissime persone di ogni lingua e nazione che come sottolinea sempre il papa Francesco: “sono le persone che fugano le guerre e le sue sequele”. Ogni persona che incontriamo ha le sue esigenze e le sue caratteristiche culturali come ad esempio: le abitudini, la religione e le proprie opinioni. Nel nostro servizio accettare l’altro così com’è e senza giudicarlo e un segno di grande AMORE.
Non vorremmo usare la parola “poveri” perché in realtà non sono poveri ma sono persone che per diversi motivi sono diventate povere. La loro condizione attuale è quella di estrema povertà. Come viene raccontato nel vangelo “Gesù ci invita a camminare e a vivere con i poveri, per essere poveri come loro.
Con immensa gioia e gratitudine al Signore vi invitiamo a partecipare alla Sessione di apertura dell’Inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche, la fama e segni di santità della Serva di Dio Madre Carla Borgheri, Fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione e dei Padri Missionari dell’Incarnazione, che si svolgerà domenica 11 dicembre 2022 alle ore 16.00 nella Chiesa Cattedrale di San Pietro in Frascati. Presiederà il rito S. E. Mons. Raffaello Martinelli, Vescovo della Diocesi di Frascati.
Dopo vicende dolorose e la malattia, è conquistata dall’amore di Dio; ella si lascia condurre dalla grazia divina per realizzare il piano di Dio. La sua vita è caratterizzata dall’amore per gli ultimi della società e dallo zelo missionario per portare il lieto messaggio evangelico di Dio fatto uomo. Vive la contemplazione del mistero dell’Incarnazione nelle opere di carità per cooperare alla redenzione dell’umanità e la diffusione del Regno di Dio.

“Santità è rendere straordinario ciò che è ordinario sapendo che Dio ci accompagna nel quotidiano…è vivere l’ordinario in modo straordinario, cioè nella gioia e nell’amore…” Sono queste le parole che pronunciava Madre Carla e che per sempre rimarranno scolpite nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerla ed esser le accanto. La cerimonia di apertura della causa di beatificazione e canonizzazione, presieduta da S. E. Monsignor Raffaello Martinelli e durante la quale hanno prestato giuramento i membri del Tribunale Ecclesiastico diocesano, il Postulatore Dott. Waldery Hilgeman e la Vice-Postulatrice Suor Loreda Spagnolo delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, si è aperta
La vita di madre Carla Borgheri è scandita dal servizio, da opere di carità, il suo è il servizio di una missionaria spinta nel suo agire dall’amore di Dio che la porta, sin dall’inizio, in varie parti del mondo dove fonda diverse opere, tra cui orfanatrofi e case per disabili. Il suo carisma – scrive in un articolo pubblicato dall’Osservatore Romano il postulatore della causa di beatificazione Waldery Hilgeman – è incentrato sul mistero del Verbo Incarnato. Oggi la sua figura, sottolinea il postulatore, è un appello “ad abitare gli spazi di confine, quei luoghi di frontiera, ai quali la società attuale guarda disincantata, dove la fatica, la sofferenza e la miseria spirituale diventano luogo privilegiato per l’incontro con Dio”.
Everyone in this world wants to live their life until they die, but very few wants to live their life even after their death. They leave legacy behind them to inspire others to follow them. We must leave our footprints in the same way that Jesus, our master, lived a life and left a trail of evidence for us to follow. We should do simple things in the best way possible rather than always doing the most amazing things to be remembered. Mother Carla lived her life in this manner. She remained a pillar of the family from the start despite the difficulties she encountered. She offered unrestricted assistance and has done whatever it takes to provide for and protect her family. She was a source of comfort and support. She worked hard to ensure that her family is taken care of financially and emotionally.
The first missionary, His cherished mother, carried the word made flesh. Similar to this, the missionary sisters of incarnation represent Jesus through their deeds rather than just their words. That was the kind of spirit Carla, the mother, wanted to embody in order to inspire others to carry on the love of the father. In and through Jesus, the father’s unconditional love was made clear. So, even today, through her devoted children, Carla’s work has helped to bring Jesus to the least in society. 
“Non eviteremo di seguire i passi di Madre Carla verso la santità”.


Tặng vật ba đạo sĩ dâng cho Chúa Giêsu thật quí giá, nhưng tình yêu mến của họ còn quí giá hơn nữa. Nên lễ vật họ dâng rất đẹp lòng người, phần chúng ta cũng hãy dâng người vàng đức ái, hương nguyện cầu và mộc dược nhẫn nại hãm mình, dâng cách mau mắn.
Il Natale è un momento speciale per celebrare la nascita del Signore Gesù, il figlio di Dio che è venuto sulla Terra per salvare gli uomini dai loro peccati. La sua nascita rappresenta una speranza per tutti noi, poiché ci mostra che Dio è sempre con noi e ci ama incondizionatamente.
La notte del 24 dicembre è stata particolare perché i ragazzi e le ragazze del catechismo della parrocchia hanno messo in scena una rappresentazione della Natività di Gesù. Ci siamo impegnati molto per realizzare questo evento e i ragazzi sono stati molto disponibili e collaborativi. Tutti i parrocchiani hanno partecipato allo spettacolo e sono stati molto contenti della performance dei loro figli. Il fatto che i ragazzi si siano impegnati e che tutti i parrocchiani abbiano partecipato allo spettacolo, dimostra quanto sia importante per noi celebrare questo momento speciale.
Helen Keller School for the Hearing Impaired is a school run by the Diocese of Kumbakonam and managed by the Missionary Sisters of the Incarnation. It was inaugurated in 1995 and since then, many students have passed through the school and have developed their talents and studies. These children are gifted in arts, sports, and other activities and have won first prize medals from the state for their extracurricular activities.
During the academic year 2021-2022, our children were invited to participate in different programs. In November, they went to Chennai to participate in sports and games and won medals in various competitions.
Il concorso è stato pensato come momento di riflessione sulla vocazione personale:



Centouno anni fa come oggi, il 17 febbraio, nasceva Madre Carla. Vogliamo rendere grazie al Signore per il dono della sua vita e di quanto Egli ha realizzato attraverso di lei per il bene di tanti fratelli.
Come il seminatore, ella getta il seme nella speranza, fiduciosa nella Grazia divina che, come pioggia benefica, fa germogliare e crescere la buona semente sino ai frutti maturi. Ella vigila, senza risparmiarsi sostenuta dalla Santa Obbedienza, dall’ispirazione divina, dalla esperienza personale, e da quanto le viene suggerito. Ella spera, senza stancarsi, giacché il seme porterà frutto, come e quando il Signore vorrà. Ella è pronta anche ad abbandonare il campo di lavoro, alla voce dell’obbedienza, perché sa che: «uno semina e uno miete». Uniamo la nostra obbedienza a quella di Maria”.
Vi siamo molto grati per averci offerto la possibilità di realizzare la festa del cinquantesimo anniversario del nostro matrimonio. L’anniversario ricorreva il 27 luglio 2022, ma, per motivi di salute è stato necessario rinviare, per ben tre volte, ad altra data.
Conservavamo di quell’avvenimento, celebrato nella Cappella, un’aria di pace, di sacralità, di calorosa accoglienza, di famiglia; ciò ci ha spinto a chiedervi la possibilità di accoglierci per celebrare il cinquantesimo.
La Celebrazione dell’Eucaristia, accompagnata dai canti, si è svolta in un’atmosfera semplice, solenne, soprannaturale, familiare e composta.
Sembrava che anche i banchi, i ceri, i fiori, le pareti, la luce vivida del sole partecipassero alla sacralità del momento. Spontaneamente, alcuni presenti hanno rivolto a Dio le loro invocazioni per noi.
Silvano, un nostro amico, ci ha telefonato per ringraziarci di aver partecipato alla Celebrazione; gli era sembrato “un Inno alla Via, alla Famiglia, alla Fratellanza”.
Lunar New Year is called Tết in Vietnam, and it is the biggest traditional festival in the country. Tết usually occurs from the end of January to early February, according to our lunar calendar. We have 12 animals that are the symbol for the year, with each year represented by a different animal. This year, the symbol is the CAT. This is also a precious time when all the members of the family can gather together.
On the first day, we are all called to invite loving solidarity by gathering in the church for the celebration of the mass with the spirit of thanksgiving to God and asking God for the peace of all. As tradition, people make incense to worship their ancestors who have passed away. Then, the children come to wish their parents and grandparents a happy new year and wish them the best. The elders give lucky money to the children and the elderly parents. The day ends with a feast in each family.
On the second day, Christians dedicate it to remember and pray for their ancestors, grandparents, and those who are still alive or have passed away. In many places, parishes organize gift-giving during the mass, and people go to wish each other success in the new year.
“Il Creato è casa comune ambiente di vita e non semplice oggetto da usare e sfruttare” – sono le parole di Papa Francesco protagoniste del carro allegorico che ha sfilato per le vie di Salice Salentino in occasione della Va Edizione del Carnevale Salicese che si è svolta domenica 12 febbraio 2023. Alla manifestazione, organizzata dal Comune in collaborazione con l’Associazione Smile, ha partecipato il nostro Istituto Scolastico, la Scuola dell’Infanzia Paritaria “Sacro Cuore”, con un carro che ha voluto lanciare il messaggio per il rispetto dell’ambiente in continuità con quello che è il progetto educativo previsto per questo anno scolastico.
Associazioni, gruppi e scuole nel territorio hanno preso patte alla gran sfilata di maschere, carri e gruppi mascherati; allegria, gioia, spensieratezza e voglia di stare insieme sono stati i sentimenti che hanno animato non solo la sfilata di domenica ma anche le giornate precedenti alla manifestazione.
Quando c’è la collaborazione di tutti si possono fare grandi cose: donare il proprio tempo e mettere a disposizione degli altri le proprie abilità è la massima espressione dell’amore per la comunità.
Con le parole del salmista noi Suore Missionarie dell’Incarnazione, abbiamo espresso a Dio, in questo 19 febbraio 2023, la nostra viva riconoscenza alla Serva di Dio Carla Borgheri, attraverso la Celebrazione eucaristica che ricorda l’apertura ufficiale del processo di Beatificazione e Canonizzazione e la chiusura del centenario della sua nascita, il 25° annive

Domenica 26 Febbraio 2023 ore11:00
La madre nel 1993 ha accolto la richiesta di mons. Armando Franco per il servizio al santuario dei Santi Medici per l’accoglienza dei pellegrini e l’animazione liturgica. Madre Carla amava sostare al santuario e implorare grazie per tutti i fedeli e i pellegrini che vi si recavano. Amava dire che “la santità è il perché della nostra vita”.
Quando suor Loreda ha presentato all’assemblea i tratti salienti della vita di madre Carla ha posto l’accento sulla sua umanità e vita missionaria.
L’emozione e la partecipazione in primis delle suore della Congregazione che occupavano tre file nei banchi della Chiesa, si percepiva nell’aria e si toccava con mano.
La messa è finita con l’invito di don Mino, vicedirettore del Santuario, a recarsi tutti dopo la celebrazione di S.E. Vincenzo Pisanello presso la sala ex voto, per benedire, inaugurare e intitolare la medesima sala a madre Carla. A me piace pensare che una parte di oggetti e testimonianze di miracoli fatti per intercessione dei Santi Medici siano stati portati da fedeli per le preghiere incessanti della madre a loro sostegno. Io sono stato testimone oculare della passione e abnegazione faticosa e meticolosa di donne e uomini volontari, che hanno fatto sì che si sistemasse e si finisse il tutto a tempo di record per dare alla sala ex voto un volto nuovo, degno di una grande donna e “santa”, ora serva di Dio.
L’intervento con tutti incerchio alla presenza della gigantografia di madre Carla, del direttore del Santuario don Franco Depadova a cui va il ringraziamento decisivo per la realizzazione di tutto insieme a quelle del vescovo, hanno lasciato il segno nei cuori dei presenti, e noi presi dall’emozione nel cuore eravamo al settimo cielo, testimoni di un evento unico.
The world and its history always search after the victorious deeds of people and the fame of names. But how does the silence make a man in the history renowned and fortune? St. Joseph has divulged the divine secret in unveiling the silence. He is the only prominent figure who stuck the history of humanity with his grace of silence by opening the door for the mystery of Incarnation. God manifests himself in the moment of silence. God spoke to Joseph and he listened to God in silence. Pope Francis would confirm that Joseph’s silence is not a mutism or taciturn but it is a humble submission and confirmation of the readiness for the divine call. It is an offering with full of listening. “the Father spoke a word and it was his Son”, writes St. John of the Cross. The mystery of God invariably manifests in eternal silence. There is no wonder why Jesus loved the lonely place and spaces of silence. Because, he was brought up in the ‘school of the house of Nazareth’ with the daily examples of Joseph and Mary. It might have been the reason that Joseph disappears from the scriptural scenes silently after the story of Christ’s birth and Passover in Jerusalem at age of twelve. 
Even in his darkest hours and midst of trials, after learning of Mary’s pregnancy, Joseph remained to be man of character. He himself did not fully understand the circumstances surrounding Christ’s conception and birth. But he was able to love what he did not fully understand. His sanctity and faith revealed in this love. The fullness of faith that bears in his heart combined in silence with action. He did not speak but demonstrated what Jesus once told his disciples, ““Not everyone who says to me, ‘Lord, Lord,’ shall enter the kingdom of heaven, but he who does the will of my Father who is in heaven” (Mt: 7/21). It is a virtue that acquired and fostered in his heart with humility that prompts him quietly draw back and silently obey the will of God. A vocation, completely in silence!
San Giuseppe è lo sposo di Maria e il custode di Gesù. È spesso chiamato dai vietnamiti San Giuseppe Lavoratore, San Giuseppe o Giuseppe di Nazareth.
Padre Dac Lo raccontò una storia su San Giuseppe: “Il 12 marzo 1627, festa di San Gregorio, io e fratello Anton Marques scendemmo dal treno ad Aomon per andare nel Tonchino. Abbiamo attraversato il mare navigando tranquillamente fino a sabato pomeriggio. Quando si preparava ad entrare in mare a Thanh Hoa, improvvisamente scoppiò una tempesta con molte immagini mostruose che spaventarono tutti. Ma il giorno dopo era la festa di San Giuseppe, il mare era calmo e le onde erano calme, la figura mostruosa era scomparsa, così entrammo sani e salvi dalla porta del mare. Quella porta, la gente del posto la chiama Bang gate (Thanh Hoa), ma noi l’abbiamo chiamata la porta di San Giuseppe, in segno di gratitudine nei suoi confronti per averci aiutato ad arrivarci sani e salvi”.
Fin dall’inizio, quando è stato predicato il nuovo Vangelo, la Chiesa vietnamita ha reso omaggio a San Giuseppe. La maggior parte degli uomini cattolici vietnamiti prende il nome di Giuseppe come nome ufficiale o santo patrono. Molte chiese e conventi sono posti sotto il patrocinio di San Giuseppe. Quasi tutte le chiese hanno un altare a San Giuseppe uguale alla Madonna. Molte chiese costruiscono anche dei monumento a San Giuseppe nel terreno della chiesa affinché i parrocchiani possano adorare e pregare a San Giuseppe. È difficile fare statistiche in tutto il Vietnam, dal nord al sud, quante sono le parrocchie a lui dedicate e sono tanti che scelgono il suo nome, quindi la festa di San Giuseppe viene celebrata con grande solennità e festeggiamenti.
San Giuseppe era un uomo giusto, discreto e concreto. Ci sono molti che dicono e non fanno; altri dicono una cosa e ne fanno un’altra. San Giuseppe appartiene a coloro che fanno le cose in silenzio. Non parlava, ma nel silenzio ascoltava e prontamente obbediva ciò Dio gli chiedeva: “Quando si svegliò, Giuseppe fece come gli aveva comandato l’angelo”.
L’importanza della memoria liturgica già fu messa in evidenza dalle parole di Abramo di Efeso, vescovo nel secolo VI, il più antico testimone della celebrazione stessa, quando in una sua omelia affermò: «Grande e celebre è questo giorno, né vi è discorso capace di illustrare l’amore che oggi Dio ha dimostrato agli uomini. Oggi si è compiuto il disegno stabilito prima dei secoli». Si tratta della più antica testimonianza di una celebrazione dell’Annunciazione al 25 marzo, e non più nel periodo immediatamente precedente il natale, come una volta si faceva.
Con grande gioia la comunità SMI del Vietnam, insieme alla Chiesa Madre abbiamo celebrato la festa dell’Annunciazione di nostro Signore. Nella nostra piccola Cappella abbiamo celebrato la solenne S. Messa, con semplicità ma piena di amore e di ardente preghiera.
Un grazie di cuore a tutti i Padri e i parrocchiani che hanno partecipato alla nostra gioia. Per tutti loro chiediamo al Signore la sua benedizione e di concedere la sua pace.
Carissimi lettori, dalle comunità dell’India vogliamo condividere la gioia che abbiamo vissuto con la Solenne celebrazione dell’Annunciazione di nostro Signore. Come Maria, due delle nostre sorelle, Sr. Sonali Nayak e Sr. Vipil Josna Alumparambil, hanno pronunciato il loro “Sì” offrendo la loro vita al Signore.
Abbiamo sentito tanti nomi, tanti nomi. Il gruppo dei dirigenti, alcuni sacerdoti, alcuni farisei, alcuni maestri della legge, che avevano deciso di ucciderlo. Aspettavano l’opportunità di prenderlo. Sono io come uno di loro?
La Pasqua di Risurrezione è la vita che vince la morte, il bene che sconfigge il male, è il macigno rotolato, con la consolante certezza che l’abisso della morte è stato varcato e, con esso, sono stati sconfitti il lutto, il lamento e l’affanno.
La Pasqua ha un senso importante per le suore Missionarie dell’Incarnazione, perché Madre Carla, l’amabile Fondatrice, la riteneva una festa fondamentale. Anzitutto, Madre Carla Borgheri aveva sempre con sé un crocifisso, non solo come distintivo del suo essere cristiana, ma come fondamento della sua fede; una fede che la teneva ben radicata nella sua storia, nella sua vita quotidiana. Madre Carla aveva ben presente la festa della risurrezione del Salvatore, nella quale trova senso ogni aspetto della nostra vita. Affermava sempre che Dio dall’eternità ha pensato a ciascuno di noi, ci ha visti, conosciuti e chiamati alla vita. Tutto questo lo ha fatto perché ci ama. E invitava sempre ad amare il Buon Gesù che sempre resta con noi, anche se tutti ci volgono le spalle. La Pasqua, così come l’Incarnazione, costituisce il centro unificatore di tutto il genere umano.


Un evento straordinario ha caratterizzato le giornate dal 16 al 22 maggio: la visita canonica, vissuta da noi tutte con grande entusiasmo e gioia perché rappresenta: “Il passaggio di Dio dalla nostra comunità”. Come i figlioli attendono con ansia l’arrivo del proprio papà, così noi abbiamo atteso con ansia questo evento. È un’occasione privilegiata grazie alla quale la nostra fede riceve un nuovo slancio, si rinnova e si riveste di nuova energia. In quest’ottica abbiamo vissuto questo evento, al termine del quale la nostra comunità si è sentita rinnovata.
Abbiamo accolto con docilità e piacere i buoni consigli ricevuti, il mettersi a confronto con la Parola è un esercizio sempre utile a comprendere la validità del nostro operato e capire in che modo possiamo migliorarlo, così da divenire vere Discepole di Cristo a servizio dei più deboli per poter edificare al meglio il Regno di Dio e rendere Lode al Suo nome. Vogliamo essere un faro, un esempio, per la comunità in cui siamo chiamate a operare. Vogliamo ringraziare la Madre generale Sr. Carmela Cataldo, la vicaria generale Loreda Spagnolo e la Consigliera generale Sr. Jessy Chennathara, perché sempre ci sostengono e ci guidano con la loro esperienza, la loro presenza e la loro grande Fede.
Un altro esempio di grazia da sottolineare durante questa visita canonica a Nurri, è l’occasione privilegiata che hanno avuto le stesse Superiore nell’incontrare il Vescovo S. E. Mons. Giuseppe Baturi della diocesi di Cagliari. Sarà stato anche per loro un’occasione unica per tracciare nuovi sentieri di santità.


Sono grata alle Suore Missionarie dell’Incarnazione per avermi dato la possibilità di scrivere questa mia riflessione sulla festività della Pentecoste, che tra pochi giorni andremo a ricordare, o meglio a celebrare. Sappiamo tutti che la Pentecoste cade cinquanta giorni dopo la Pasqua e ricorda un fatto storico ben preciso, realmente accaduto, a mio avviso importantissimo: la discesa dello Spirito Santo sulla Vergine Maria e sui dodici Apostoli, ormai chiusi nel cenacolo per paura ed incredulità. Si sentono soli, si sentono abbandonati dal loro Maestro, Lui che era il figlio di Dio, lo hanno visto appeso ad una Croce e sono fuggiti, lo hanno rinnegato, lo hanno tradito.
D’altronde la parola Apostolo significa proprio questo. Capiamo bene come dalla Pentecoste sia nata la Chiesa, perché se non ci fosse stata la predicazione dei Dodici, il Kerigma non sarebbe arrivato fino a noi e noi non avremmo creduto. E la Pentecoste per noi oggi cosa rappresenta? Solo un fatto storico da ricordare o una missione a cui il Signore ci chiama per essere suoi Apostoli? lo parlo ovviamente per esperienza personale: se io non avessi questo Spirito del Risorto dentro di me che mi guida, che mi parla, che mi sostiene, che mi illumina, io non potrei operare nella Chiesa. Porterei solo me stessa, la mia debolezza, la mia incoerenza ed i miei dubbi. Ma sento che il Signore mi chiama a passare oltre: vivere questa Pentecoste nella mia Vita, facendo spazio al suo Spirito, lasciandolo parlare ed operare attraverso la mia persona. Lo Spirito Santo è un grande dono che ci viene dal Cielo e come tale possiamo accettarlo o rifiutarlo, il Signore ci lascia liberi: certo è che quando l’Eterno ti tocca il cuore, la Vita ti cambia e tu con la tua testimonianza puoi cambiare il Cuore di coloro che ti stanno vicino. Il giorno di Pentecoste, durante la messa, leggiamo la Sequenza, una preghiera bellissima e molto antica della Chiesa. In questa Sequenza invochiamo lo Spirito Santo come Consolatore perfetto, come Ospite dolce della nostra Anima, come Conforto, Riposo, Aiuto ai nostri bisogni. Ecco mi piace terminare questa mia breve riflessione proprio con questa Preghiera, perché ho la certezza che nello Spirito Santo noi tutti possiamo trovare ciò di cui abbiamo bisogno: il Signore non ci ha lasciato soli ed orfani, ma cammina sempre al nostro fianco e sarà con noi tutti i giorni fino alla fine dei tempi. Questa è la nostra Fede, questa è la Fede di cui dobbiamo rendere testimonianza, sempre.
Sabato 27 Maggio 2023, vigilia di Pentecoste i ragazzi di Catechismo della parrocchia “Sacro Cuore di Gesù e Maria” di Vermicino in cammino verso il Sacramento della Confermazione e a conclusione dell’anno catechistico, hanno vissuto una giornata nella casa delle Suore Missionarie dell’incarnazione.
E’ stato molto interessante per i ragazzi ripercorrere la sua vita, hanno potuto constatare che nonostante le difficoltà, gli ostacoli e le sofferenze, la sua grande Fede, l’Amore incondizionato per Dio nostro Padre, il suo totale abbandono all’azione dello Spirito Santo le hanno permesso di costruire un’opera così grande a beneficio dei tanti bisognosi.
Hanno conosciuto attraverso le foto e le testimonianze tutte le Missioni da lei avviate, dove in prima persona ha operato e nelle quali le sue figlie spirituali continuano ad operare. Di particolare bellezza in questa memoria è l’insegnamento che ne deriva per ciascuno di noi, ovvero la consapevolezza che, nonostante le difficoltà leggere o pesanti che siano, tutti siamo chiamati a fare qualcosa di grande nella vita, a partire dall’incontro con Gesù, e tutti possiamo riuscirci se animati dalla sua stessa Fede e dal suo stesso Amore per Cristo e per i fratelli.
Ora con la fine della scuola per loro sarà un momento di scelte e cambiamenti importanti. Avranno l’impegno degli esami di terza media e il passaggio nella scuola superiore. Ciò sarà per loro sicuramente delicato e potrebbero sentirsi disorientati, avranno quindi bisogno di un po’ di tempo per ritrovare un nuovo equilibrio con il quale confrontarsi. La speranza è quella che in questa fase di transizione riescano a rimanere fermi negli insegnamenti ricevuti finora, così da ritrovarsi ancora tutti insieme per continuare a vivere da fratelli, com’è stato in questa giornata, il cammino verso l’Alto.
Maggio, nel culto cattolico, è il mese Mariano consacrato in modo particolare alla Vergine Maria, madre di Gesù. A questo periodo si associano tutta una serie di pratiche devozionali e di celebrazioni che hanno lo scopo di ringraziare e lodare Dio per averci donato una così amorevole madre e chiedere inoltre l’intercessione di Maria presso Dio.
Con la recita del santo Rosario, la famiglia cristiana, sull’esempio di quella di Nazareth, diventa una dimora di santità e una scuola efficacissima di vita cristiana. La meditazione dei misteri della Redenzione, infatti, insegna a specchiarsi quotidianamente negli esempi di Gesù e Maria (misteri gaudiosi), a ricavare da Loro conforto nelle avversità (misteri dolorosi) e a tendere costantemente verso i beni celesti, cercando sempre “le cose di lassù” (misteri gloriosi).
La Pia tradizione di recitare il Rosario è sempre stata una caratteristica delle famiglie cristiane e la nostra famiglia religiosa per volontà della fondatrice, Madre Carla Borgheri ha sempre mantenuto questa buona tradizione di recarsi nelle famiglie di Vermicino per la recita del santo Rosario.
L’ultimo giorno del mese di maggio molte famiglie del quartiere si sono radunate nella Cappella delle Suore per concludere il mese con la recita del Santo Rosario, seguito da un momento di fraternità e condivisione.
Anche quest’anno siamo ormai giunti al termine dell’anno scolastico e come ogni anno, la scuola materna delle Suore Missionarie dell’Incarnazione che è in Shenkoll, ha voluto omaggiare i bambini e le loro famiglie con una bella festa conclusiva. Mercoledì 31 maggio nella nostra Scuola abbiamo vissuto quello che noi chiamiamo: il giorno dei bambini. Un giorno di festa dove i bambini di tutte e tre le sezioni attraverso poesie, balli e canti, mettono in campo le loro potenzialità.
Maggiore rilevanza è stata data ai bambini dell’ultimo anno, non certo per importanza, ma sol perché erano quelli che per ordine di età hanno concluso il loro percorso nella scuola materna. All’apertura dei festeggiamenti le suore hanno presentato a tutti i genitori una relazione dettagliata del percorso svolto durante l’anno scolastico, spiegandone le finalità e gli obiettivi da raggiungere, mettendo in evidenza il percorso di crescita e formativo che ciascun bambino ha raggiunto in tutti i campi nel corso del triennio.
Preparare al meglio questa giornata è un lavoro certosino che richiede molto impegno, tempo e un gran dispendio di energie da parte di tutti: suore, bambini, operatori e tutto il personale assistente. Come sempre il buon Dio non manca di venirci incontro e lo ha fatto attraverso l’aiuto donatoci dai tanti genitori che spontaneamente si sono messi a disposizione fornendoci il loro preziosissimo aiuto, anch’essi desiderosi della buona riuscita della giornata; per la soddisfazione di tutti e soprattutto per la gioia dei bambini, perché ogni loro sorriso è una carezza che fa bene al cuore.
Al termine della serata tra vari auguri e felicitazioni è stato consegnato il Diploma ai bambini che, finito il loro percorso, lasciano la scuola materna per andare a quella elementare. Tutti i vari momenti della serata sono stati immortalati con numerose foto perché si abbia testimonianza e ricordo di quanto vissuto insieme.
Le suore della nostra parrocchia ci hanno comunicato che nella casa delle suore a Shenkoll si sarebbe svolto un interessante incontro con i giovani della parrocchia. Mi ha fatto molto piacere ricevere questo invito, perché ogni incontro o riunione indipendentemente dall’argomento trattato mi entusiasma, mi diverte, consapevole del fatto che ogni momento d’aggregazione e riflessione costituisce sempre un’ottima occasione di crescita.
In ogni attività politica, in ogni programma, in ogni azione pastorale, dobbiamo sempre mettere al centro la persona, in ogni sua dimensione, compresa quella spirituale, nonostante le tante differenze di ciascuno . Questo vale per tutte le persone, perché l’uguaglianza è un valore fondamentale da difendere. L’uomo purtroppo fa sempre prevalere l’egoismo al posto dell’amore, con il risultato di riuscire a giustificare anche i comportamenti ingiusti quelli che tende a prevaricare l’altro per il proprio tornaconto, facendo prevalere “ l’io su l’altro”. Una logica ingiusta che va decisamente contro la logica di Gesù Cristo, il quale chiede di mettere l’altro al di sopra di tutto. Il vero motto del cristiano infatti è : “prima gli ultimi!”,
Le suore ci hanno poi diviso in gruppi e sulla base dei 7 punti di Papa Francesco messi precedentemente in risalto, ne hanno assegnato due a ciascun gruppo invitandoci a riflettere ed elaborare le nostre opinioni in merito.
Alla fine, dopo tutto questo lavoro interiore e relazionale la fame ha fatto capolino in noi e tutti insieme ci siamo goduti il meraviglioso pranzo che le suore ci avevano preparato. Dopo il pranzo abbiamo giocato a pallavolo e al gioco della sedia, abbiamo anche ballato tanto per la gioia di tutti noi e alle ore 16:00 con grande dispiacere il nostro incontro è giunto al termine.
Domenica 4 Giugno 2023, noi ragazzi di scuola media, siamo stati invitati dalle Suore Missionarie dell’Incarnazione di Salice Salentino a trascorrere una giornata insieme a loro.
Non volendo sprecare nemmeno un secondo di quel prezioso tempo trascorso insieme, abbiamo fatto dei braccialetti, mettendo a dura prova la nostra pazienza, ma alla fine con nostra grande soddisfazione, siamo riusciti a terminarli.
Tutti noi abbiamo dei talenti, alcuni visibili, altri nascosti, la parte difficile sarà far emergere quelli nascosti. In questo duro lavoro di discernimento, di scelte quotidiane, di prove e fallimenti, di conquiste e vittorie, anche quando tutti intorno sembreranno incuranti delle nostre difficoltà, dobbiamo ricordarci che non saremo mai soli, basterà abbandonarsi docilmente all’azione dello Spirito Santo che è in noi, aprire il nostro cuore e lasciarsi guidare da Lui.
Dopo due anni di pandemia in cui tutti siamo stati costretti a vivere i momenti più importanti della nostra vita in solitudine, finalmente quest’anno abbiamo avuto la possibilità di riprendere e condividere tutte le attività. Domenica 11 Giugno solennità del Corpus Domini il nostro Parroco Don Fabrizio Deidda ha deciso di portare il Santissimo nella nostra casa.

Dopo settimane di ferventi preparativi, grande festa a Nurri sabato 24 Giugno 2023 per l’intitolazione della piazza alla serva di Dio Madre Carla Borgheri, fondatrice della comunità delle Suore Missionarie dell’Incarnazione.
Sabato, 24 giugno 2023 a Brindisi nel Santuario di Santa Maria degli Angeli si è svolto l’incontro con la dottoressa Annamaria Pulli, figlia spirituale di Madre Carla Borgheri, fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione. All’incontro erano presenti il gruppo “Amici SMI” di Brindisi, i soci della “Associazione San Lorenzo da Brindisi”, il Rettore del Santuario don Pio Conte e numerosi fedeli.
La dottoressa Pulli ha terminato informando i presenti che l’11 Dicembre 2022 si è aperto nella Cattedrale di Frascati il processo di Beatificazione di Madre Carla Borgheri, cui lei stessa ha partecipato insieme ad alcune socie dell’Associazione S. Lorenzo da Brindisi e al gruppo di Salice Salentino e che ha già deposto la propria testimonianza al processo sulla santità di vita di Madre Carla.
Ci troviamo nel cuore dell’Italia, nel suggestivo villaggio di Loreto, di fronte a uno dei luoghi più straordinari che abbiamo mai visitato: il Santuario della Santa Casa. Questa sacra struttura, avvolta dalla leggenda e permeata di spiritualità, continua a richiamare pellegrini e visitatori desiderosi di sperimentare una connessione profonda con il divino. Desideriamo condividere con voi il nostro indimenticabile viaggio spirituale di quattro giorni trascorsi a Loreto, immersi nella meraviglia della Santa Casa.
Qui, infatti, sono custodite le mura che, secondo la tradizione, provengono da Nazaret, dove la Vergine Santa pronunciò il suo “sì”. Per questo, come ci hanno detto tutti coloro che abbiamo incontrato, “a Loreto siete a casa vostra”, come Suore Missionarie dell’Incarnazione. Abbiamo avuto diverse occasioni, sia personali che comunitarie, di stare dentro quella Santa Casa, recitare l’Angelus, partecipare alla Santa Messa, leggere il brano dell’Annunciazione e rinnovare il nostro “sì”. Abbiamo avuto anche l’opportunità di partecipare a una veglia di preghiera insieme ai giovani, un momento davvero unico e indimenticabile.
Questo pellegrinaggio si è rivelato un’opportunità straordinaria per avvicinarci a Dio e sentire la presenza amorevole della Vergine Maria. Il Santuario, con la sua Santa Casa, ci offre uno spazio unico e sacro, impregnato di una profonda devozione che ci ha permesso di riscoprire la nostra vocazione di Suore Missionarie dell’Incarnazione.
Con l’incontro tenutosi sabato scorso 5 agosto si è concluso il ciclo di ritiri spirituali che la famiglia dell’Immacolata Concezione ha programmato per l’Anno Liturgico 2022-2023 e che ancora una volta ha avuto il piacere di vivere insieme alla comunità delle Suore Missionarie dell’Incarnazione della “Casa Nazareth” di Frascati.
Argomento di quest’ultimo ritiro è stato uno dei temi più cari alla nostra Famiglia, ossia la Trasfigurazione di Gesù. Nella sua catechesi, don Francesco, la nostra guida spirituale, con la consueta semplicità ed efficacia ha presentato in una “Lectio Divina” il brano del vangelo di Matteo dove si narra l’episodio del monte Tabor. A rendere ancora più speciale la nostra riunione c’è stata anche una ricorrenza eccezionale, il 52° anniversario di sacerdozio del nostro diletto don Guerino, cappellano dell’ospedale di Frascati, che ormai partecipa assiduamente ai nostri ritiri e che consideriamo a tutti gli effetti membro onorario della nostra Famiglia. Al termine della celebrazione eucaristica lo stesso don Guerino ha preso la parola per condividere con tutti noi un po’ della sua storia vocazionale e della sua esperienza di sacerdote. Lo ringraziamo con tutto il cuore. La giornata, poi, si è conclusa con un piacevole momento conviviale preparato per tutti dalle carissime suore che con il loro sorriso e la loro cordialità si sono intrattenute con tutti noi. A chiudere questa giornata speciale è giunto, infine, l’immancabile omaggio del nostro tenero Gino che ha voluto dedicare le sue mirabili parole al sacerdote festeggiato.
Parto da Lisbona per rientrare a Grottaferrata dopo giornate indimenticabili alla GMG 2023, la mia numero 4!
lo stand alla città della Gioia, OneToOne di adulti disponibili per colloqui con i giovani, l’animazione di 3 catechesi a più di 5000 giovani con Margaret Karram e Jesus Moran (presidente e copresidente del Movimento), un momento sulla cura del Creato #daretocare e poi workshop e concerti col Gen Verde e… tanto tanto altro vissuto con Economy Of Francesco, Leaving Peace!
e ancora nella post GMG durante una meditazione itinerante coi 350 giovani e che si è conclusa con una ennesima adorazione silenziosa, arricchita dai canti che aiutavano a pregare e ringraziare!
E io, noi adulti che ci ritroviamo ad accompagnare i giovani?
Quattro giorni, quattro stazioni, quattro parti di un tutto che è Torvaianica, visita insieme a Maria, Madre di Dio e Madre dell’umanità.



Ma questo è il mio viaggio…Un’ onda perfetta
Sua Santità Papa Francesco, nel suo primo discorso è stato perentorio: “Voi non siete qui per caso. Il Signore vi ha chiamati, non solo in questi giorni, ma dall’inizio dei vostri giorni. Sì, Lui vi ha chiamati per nome”. Siamo chiamati in quanto siamo amati da Dio, il quale ci apprezza così come siamo, anche con le nostre sfumature. Bisogna lasciarci plasmare dall’amore di Dio, per farsi che ciò avvenga, Dio ci ha donato Maria, simbolo di questa GMG, la quale all’interno del Vangelo di Giovanni (2,5) afferma: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. Cosa ci vuol comunicare la Vergine? Un messaggio semplicissimo ossia: di affidarci a Dio, il quale desidera per noi la Felicità. Papa Francesco, inoltre, durante l’emozionante Via Crucis ha citato tutti gli ostacoli che noi giovani, purtroppo, incontriamo nella nostra vita, donandoci una speranza, mediante le seguenti parole: “Io cado con te per rialzarti con me.
Vai, fatti aiutare, rimettiti in piedi e vai avanti. Andiamo insieme.” Il Santo Padre, sottolinea più volte che Dio non ci abbandona mai, non si stanca mai di perdonarci, conosce e si prende cura delle nostre difficoltà. Un ulteriore aspetto che vorrei condividere con voi è quello della Fraternità, evidenziata anche dal Pontefice: “Amare è questo, è lasciarsi commuovere dal volto
Radio Monte Carla vi ringrazia infinitamente per aver condiviso la vostra storia d’amore con Dio. Grazie al sorriso, gli occhi pieni di lacrime di gioia e la Fede delle mie Sorelle e dei miei Fratelli, che il Signore mi ha donato: mi sono sentita viva. Il nostro viaggio si è concluso, facendo sosta nuovamente in Francia in un luogo peculiare e suggestivo, ovvero: Lourdes. Fermarci in tale luogo, è stato significativo in quanto abbiamo espresso e ribadito il nostro GRAZIE al Maria. Infine, Assisi, città in cui si respira tanta armonia, ci ha elargito la possibilità di visitare i luoghi più significativi di San Francesco e la chiesa di Santa Maria Maggiore ove giace il corpo del Beato Carlo Acutis.
quando piangiamo significa che siamo vivi;
Premio Asiriyar Thilaham
Quest’anno la nostra scuola: “School for the mentally changelled” è stata tra quelle oggetto di verifica. Il responsabile della verifica, è stato molto colpito dalle attività svolte, e soprattutto dall’amore e la cura con cui formiamo le nostre studentesse e portiamo avanti la scuola, e….. tenendo fede a ciò che recita un noto proverbio: “La prima impressione è sempre quella giusta” la Rotary Club ha deciso di assegnare questo premio alla nostra cara Sr. Soja .
Come dice Madre Carla: qualche volta basta una parola, un piccolo gesto o un sorriso per risollevare la vita degli altri” ed è quello che ogni giorno cerchiamo di fare.