Lunedì sera, 20 aprile 2026, è stato vissuto un momento di profonda preghiera nella messa in ricordo di Papa Francesco, alla vigilia dell’anniversario della sua dipartita.
La celebrazione è stata presieduta da Don Andrea Conocchia, parroco della parrocchia Beata Vergine Immacolata di Torvaianica, che nel tempo ha mantenuto un rapporto diretto e costante con il Santo Padre, testimoniando da vicino la sua attenzione e vicinanza concreta.
Durante l’omelia il Parroco ha evidenziato il tratto distintivo del pontificato di Papa Francesco: coraggio, profezia e rivoluzione. Parole che non solo lo descrivono, ma che rappresentano anche una chiamata per tutta la Chiesa, invitata a incarnarle ogni giorno.
“Andare avanti con coraggio e speranza” è stato uno dei suoi inviti più ricorrenti, uno stile di vita che oggi siamo chiamati a fare nostro, continuando a guardare al cielo e affidandoci alla sua intercessione. Il ricordo si è fatto anche personale e concreto: Papa Francesco non dimenticava le persone della comunità parrocchiale di Torvaianica. La sua vicinanza non era fatta di parole lontane, ma di gesti reali, di carità vissuta fino in fondo. Il Vangelo di lunedì, con il richiamo al “pane del cielo”, ci ha ricordato come il cammino verso Dio passi anche attraverso i bisogni più semplici e quotidiani. Ed è proprio lì che i fedeli hanno sperimentato il cuore grande di Papa Francesco: nella sua disponibilità ad aiutare, nel suo dire “sì” alle necessità materiali, nella sua attenzione ai bisogni primari delle famiglie. Una carità concreta, fatta di ascolto e accoglienza, segno autentico di misericordia.
Un passaggio particolarmente significativo è stato quello dedicato all’accoglienza, come spiega don Andrea Conocchia: “Nella Chiesa c’è spazio per tutti. Più serenità, più pace, più rispetto”. In questo percorso è stata fondamentale la presenza di Suor Geneviève Jeanningros che ha reso possibile l’incontro tra Papa Francesco e la comunità LGBT.
Un’esperienza descritta come una vera “palestra del Vangelo”, dove si impara a riconoscere nell’altro la presenza viva di Gesù: “l’altro è per me come la carne di Cristo”.
Dunque, Suor Geneviève è stata una porta aperta sul cuore di Papa Francesco: attraverso di lei, il Papa ha accolto, abbracciato e consolato tante persone, condividendo anche momenti di profonda commozione.
Un incontro fatto di umanità, lacrime e speranza, che resta per tutti noi un dono e una grazia.
Nel ricordo di Papa Francesco, Don Andrea ha rinnovato una preghiera semplice ma essenziale: chiedere al Signore di vivere una Chiesa sempre più fedele al Vangelo, dove al centro ci siano la misericordia e il servizio.
Francesca Amore