ITALIA

I Consigli Evangelici, accolti con gioia e libertà, ricordano che la prima professione non è un traguardo raggiunto, bensì l'inizio del cantiere della vita. I voti diventano così una palestra di fedeltà quotidiana, dove si impara giorno dopo giorno...

«Eccomi, Signore: Ecco la tua serva» La gioia della Prima Professione Religiosa di sei nuove sorelle

Pubblicato il: sabato 3 Ottobre 2026

Con il cuore colmo di gioia e di gratitudine, celebriamo un tempo di grazia straordinario che ha lasciato un’eco profonda di luce e di speranza nella nostra comunità e in tutta la Chiesa. Le giornate dedicate alla Prima Professione Religiosa delle nostre sei novizie, Susanne, Gentille, Blandine, Hue, Odette e Maguy, sono state un’esperienza toccante, in cui il cielo e la terra sembrano essersi incontrati per rinnovare il mistero della chiamata.

Tutto ha avuto inizio il 29 settembre con un’intensa Veglia di Preghiera, un momento intimo e raccolto vissuto attorno al Signore dell’Amore. Accompagnando le nostre novizie con il canto, la preghiera e l’affetto fraterno, ciascuna di noi ha avvertito il risveglio della grazia del proprio primo “sì” solenne. Volgendo lo sguardo a Maria, che per prima ha ricevuto, vissuto e testimoniato il mistero dell’Incarnazione, abbiamo chiesto la stessa fermezza e fedeltà che Madre Carla ci ha mostrato con la sua vita: seguire Cristo, Verbo Incarnato, custodendo e testimoniando quel dono di grazia di cui siamo state fatte opera. In quel clima spirituale così elevato, il “sì” delle novizie è diventato un richiamo vivo per la comunità intera, ricordandoci che “creati per amore, siamo opera dell’Amore”.

Il 1° ottobre, mese missionario e la festa di Santa Teresa di Bambin Gesù, Patrona delle missioni, nella Cappella della Casa Madre, la gioia vissuta alla veglia di preghiera si è trasformata in una risposta pubblica e solenne. La Prima Professione Religiosa rappresenta infatti un passaggio profondo e generativo: è il giorno in cui un’intuizione custodita a lungo nel silenzio del noviziato diventa scelta di vita incarnata.

Durante la celebrazione eucaristica, presieduta da P. Tadeusz Jan Nowak, Segretario generale della Pontificie Opere Missionarie, i gesti concreti che abbiamo vissuto, la pronuncia della formula di professione, il segno delle mani riposte nelle mani della Superiora Generale Sr. Loreda Spagnolo, la consegna della Regola, dei segni dell’abito e del Crocifisso, hanno rivelato la bellezza di una vera e propria liturgia dell’alleanza. Pronunciare i voti temporanei di castità, povertà e obbedienza non significa chiudere delle porte, ma spalancarle su una libertà nuova e sulla certezza che la chiamata non poggia sulla forza delle nostre capacità, ma sulla fedeltà di Dio che si impegna a portare a compimento l’opera iniziata.

I Consigli Evangelici, accolti con gioia e libertà, ricordano che la prima professione non è un traguardo raggiunto, bensì l’inizio del cantiere della vita. I voti diventano così una palestra di fedeltà quotidiana, dove si impara giorno dopo giorno a diventare ciò che si è professato nell’emozione della festa, spinti dalla consapevolezza di essersi sentiti amati, cercati e fidati da Dio.

Insieme alle nostre sei Neo-Professe, ringraziamo il Signore per la Sua bontà infinita e per i frutti che continua a far germogliare dal Carisma donato dallo Spirito Santo alla nostra Fondatrice, Serva di Dio Madre Carla Borgheri. A voi, carissime Sr.Susanne, Sr.Gentille, Sr.Blandine, Sr.Hue, Sr.Odette e Sr.Maguy, auguriamo di cuore un cammino fecondo, radioso e sempre illuminato dalla forza dell’Amore del Verbo Incarnato!

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