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“Indietro, o fanti, questa terra è mia”

Pubblicato il: mercoledì 3 Maggio 2023

Come da tradizione, nell’ultima domenica di aprile, nella nostra parrocchia di Capo Croce, a Frascati si festeggia Maria Santissima in ricordo del miracolo del 1527.
È stata una giornata ricca di eventi, in mattinata sono stati esposti i disegni fatti dai bambini e ragazzi del catechismo, poi la giornata è culminata con la celebrazione dei vespri solenni e la S. Messa presieduta da S.E. il Vescovo Martinelli a cui è stata donata una copia dell’immagine sacra come ringraziamento degli anni trascorsi i questa diocesi.
La processione, molto sentita dal popolo devoto a Maria, che quest’anno sarebbe partita dall’altro santuario frascatano, la Chiesa delle scuole Pie, non si è potuta svolgere a causa del maltempo. Preghiamo Maria che interceda ancora una volta per noi, per tutto il popolo, perché cessino le guerre e le atrocità in ogni angolo del mondo. Affidiamo a lei le nostre preoccupazioni e le nostre angosce come quel lontano 1527.
Ausiliatrice nostra, prega per noi.

Una visita speciale ai bambini della scuola “Sacro Cuore”

Pubblicato il: mercoledì 10 Maggio 2023

Gli scorsi giorni i bambini della nostra Scuola dell’Infanzia Paritaria “Sacro Cuore” hanno ricevuto la visita di “tre ospiti speciali”, arrivati in occasione della Visita canonica: Madre Carmela Cataldo superiora generale, Sr. Loreda Spagnolo vicaria generale e Sr. Jessy Chennathara consigliere generale delle Suore Missionarie dell‘Incarnazione.

Madre Carmela ha voluto conoscere i bambini presenti a Scuola e si è intrattenuta con loro, esortandoli ad essere bambini buoni e bravi sia a casa che a scuola. I bambini disponibili all’ascolto hanno risposto con semplicità e spontaneità alle domande rivolte e hanno anche intonato alcune allegra canzoncine, accompagnate da semplici balli.

La Visita si è conclusa con la distribuzione di dolcetti, che i bambini hanno gradito con  tanta soddisfazione.

Passaggio di Dio nella comunità di Nurri

Pubblicato il: giovedì 25 Maggio 2023

Un evento straordinario ha caratterizzato le giornate dal 16 al 22 maggio: la visita canonica, vissuta da noi tutte con grande entusiasmo e gioia perché rappresenta: “Il passaggio di Dio dalla nostra comunità”. Come i figlioli attendono con ansia l’arrivo del proprio papà, così noi abbiamo atteso con ansia questo evento. È un’occasione privilegiata grazie alla quale la nostra fede riceve un nuovo slancio, si rinnova e si riveste di nuova energia. In quest’ottica abbiamo vissuto questo evento, al termine del quale la nostra comunità si è sentita rinnovata. Abbiamo accolto con docilità e piacere i buoni consigli ricevuti, il mettersi a confronto con la Parola è un esercizio sempre utile a comprendere la validità del nostro operato e capire in che modo possiamo migliorarlo, così da divenire vere Discepole di Cristo a servizio dei più deboli per poter edificare al meglio il Regno di Dio e rendere Lode al Suo nome. Vogliamo essere un faro, un esempio, per la comunità in cui siamo chiamate a operare. Vogliamo ringraziare la Madre generale Sr. Carmela Cataldo, la vicaria generale Loreda Spagnolo e la Consigliera generale Sr. Jessy Chennathara, perché sempre ci sostengono e ci guidano con la loro esperienza, la loro presenza e la loro grande Fede.

Nei giorni di permanenza la Superiora generale e le Visitatrici hanno avuto modo di incontrare il Sindaco del Paese, Antonio Atzeni per organizzare l’intitolazione di una Piazza di Nurri a Madre Carla, il Parroco don Fabrizio Deidda, alcuni laici che collaborano con le suore e i parenti delle anziane della Casa di Riposo.

Un altro esempio di grazia da sottolineare durante questa visita canonica a Nurri, è l’occasione privilegiata che hanno avuto le stesse Superiore nell’incontrare il Vescovo S. E. Mons. Giuseppe Baturi della diocesi di Cagliari. Sarà stato anche per loro un’occasione unica per tracciare nuovi sentieri di santità.

Il giorno 21 maggio nella Parrocchia di S. Michele Arcangelo a Nurri 18 bambini preparati da Sr. Sherly Rebello, per la prima volta hanno incontrato il Signore nel Sacramento dell’Eucaristia. È stato un momento toccante vedere l’emozione che traspariva dai loro volti quando si sono accostati all’altare per ricevere la loro prima comunione.

Noi pregheremo per loro perché conservino sempre la stessa emozione, purezza e voglia di incontrare Cristo e camminare insieme a Lui lungo i sentieri della vita. L’avvenimento è stato ancora più unico e speciale perché arricchito anche dalla presenza delle nostre Superiore.

Ringraziamo il Signore per i tanti benefici ricevuto e poniamo nelle Sue mani ogni nostro desiderio di crescita e santificazione.

VIENI, SANTO SPIRITO!

Pubblicato il: giovedì 25 Maggio 2023

Sono grata alle Suore Missionarie dell’Incarnazione per avermi dato la possibilità di scrivere questa mia riflessione sulla festività della Pentecoste, che tra pochi giorni andremo a ricordare, o meglio a celebrare. Sappiamo tutti che la Pentecoste cade cinquanta giorni dopo la Pasqua e ricorda un fatto storico ben preciso, realmente accaduto, a mio avviso importantissimo: la discesa dello Spirito Santo sulla Vergine Maria e sui dodici Apostoli, ormai chiusi nel cenacolo per paura ed incredulità. Si sentono soli, si sentono abbandonati dal loro Maestro, Lui che era il figlio di Dio, lo hanno visto appeso ad una Croce e sono fuggiti, lo hanno rinnegato, lo hanno tradito.

Anche se dopo la Resurrezione il Signore, il Risorto è apparso più volte, questo non basta: la delusione è tanta, lo spavento, il disorientamento prevalgono su tutto, perché gli Apostoli erano uomini, proprio come me e come te, e di fronte alla Croce hanno paura. Quante volte anche noi di fronte a situazioni di morte, a prove difficili della vita, mettiamo tutto in discussione e scappiamo… tante, tante volte. Da qui l’importanza della Pentecoste nella vita degli Apostoli e nella nostra vita: improvvisamente il loro cuore pavido, incapace di dare testimonianza si riempie di Amore, Forza, Coraggio, Sapienza, Certezza che quell’uomo inchiodato ad una Croce è Risorto. Sono certi di questo, escono dal cenacolo e lo gridano a tutte le genti, senza impedimento alcuno; sanno che vanno incontro alla morte, che rischiano il martirio, ma ormai lo spirito del Risorto ha pervaso la loro vita, la loro anima e rispondono a quella chiamata che sentono nel profondo del cuore: portare a tutto il mondo la buona notizia del Vangelo e lo fanno fino alla morte.

D’altronde la parola Apostolo significa proprio questo. Capiamo bene come dalla Pentecoste sia nata la Chiesa, perché se non ci fosse stata la predicazione dei Dodici, il Kerigma non sarebbe arrivato fino a noi e noi non avremmo creduto. E la Pentecoste per noi oggi cosa rappresenta? Solo un fatto storico da ricordare o una missione a cui il Signore ci chiama per essere suoi Apostoli? lo parlo ovviamente per esperienza personale: se io non avessi questo Spirito del Risorto dentro di me che mi guida, che mi parla, che mi sostiene, che mi illumina, io non potrei operare nella Chiesa. Porterei solo me stessa, la mia debolezza, la mia incoerenza ed i miei dubbi. Ma sento che il Signore mi chiama a passare oltre: vivere questa Pentecoste nella mia Vita, facendo spazio al suo Spirito, lasciandolo parlare ed operare attraverso la mia persona. Lo Spirito Santo è un grande dono che ci viene dal Cielo e come tale possiamo accettarlo o rifiutarlo, il Signore ci lascia liberi: certo è che quando l’Eterno ti tocca il cuore, la Vita ti cambia e tu con la tua testimonianza puoi cambiare il Cuore di coloro che ti stanno vicino. Il giorno di Pentecoste, durante la messa, leggiamo la Sequenza, una preghiera bellissima e molto antica della Chiesa. In questa Sequenza invochiamo lo Spirito Santo come Consolatore perfetto, come Ospite dolce della nostra Anima, come Conforto, Riposo, Aiuto ai nostri bisogni. Ecco mi piace terminare questa mia breve riflessione proprio con questa Preghiera, perché ho la certezza che nello Spirito Santo noi tutti possiamo trovare ciò di cui abbiamo bisogno: il Signore non ci ha lasciato soli ed orfani, ma cammina sempre al nostro fianco e sarà con noi tutti i giorni fino alla fine dei tempi. Questa è la nostra Fede, questa è la Fede di cui dobbiamo rendere testimonianza, sempre.

                                                                                                                               Rita Razza

Racconto di esperienze vissute

Pubblicato il: mercoledì 31 Maggio 2023

Sabato 27 Maggio 2023, vigilia di Pentecoste i ragazzi di Catechismo della parrocchia “Sacro Cuore di Gesù e Maria” di Vermicino in cammino verso il Sacramento della Confermazione e a conclusione dell’anno catechistico, hanno vissuto una giornata nella casa delle Suore Missionarie dell’incarnazione.

L’incontro è iniziato con una prima parte ludica e condivisione, per proseguire con un momento di riflessione guidato dalla catechista Suor Juliet.  Ella ha ripercorso la storia della salvezza che è stata affrontata durante quest’anno, dalla chiamata di Abramo fino alla resurrezione di Gesù. Dopo una breve verifica e il pranzo nel giardino della casa, c’è stata la visita guidata alla mostra della Serva di Dio Madre Carla Borgheri, fondatrice delle suore Missionarie dell’Incarnazione, per la quale lo scorso dicembre è stata aperta la causa di beatificazione e canonizzazione. E’ stato molto interessante per i ragazzi ripercorrere la sua vita, hanno potuto constatare che nonostante le difficoltà, gli ostacoli e le sofferenze, la sua grande Fede, l’Amore incondizionato per Dio nostro Padre, il suo totale abbandono all’azione dello Spirito Santo le hanno permesso di costruire un’opera così grande a beneficio dei tanti bisognosi. Hanno conosciuto attraverso le foto e le testimonianze tutte le Missioni da lei avviate, dove in prima persona ha operato e nelle quali le sue figlie spirituali continuano ad operare.  Di particolare bellezza in questa memoria è l’insegnamento che ne deriva per ciascuno di noi, ovvero la consapevolezza che, nonostante le difficoltà leggere o pesanti che siano, tutti siamo chiamati a fare qualcosa di grande nella vita, a partire dall’incontro con Gesù, e tutti possiamo riuscirci se animati dalla sua stessa Fede e dal suo stesso Amore per Cristo e per i fratelli.

Di questa magnifica giornata, oltre ai numerosi spunti di riflessione che i ragazzi porteranno con loro, rimarrà sicuramente anche il ricordo della grande empatia creatasi tra animatori e ragazzi che ha permesso una completa socializzazione e condivisione tra di loro. Nonostante fossero ragazzi di due gruppi diversi e non si conoscessero tra di loro hanno interagito perfettamente, creando un clima gioioso e conviviale.

Un altro momento toccante è stato l’incontro con le “nonnine” ospiti nella casa di Riposo delle suore, i sorrisi scambiati, la gioia che traspariva dai loro volti, quando gli abbiamo raccontato le esperienze vissute insieme in questa giornata e gli abbiamo fatto vedere alcuni dei nostri giochi, ci ha scaldato il cuore.

Ora con la fine della scuola per loro sarà un momento di scelte e cambiamenti importanti. Avranno l’impegno degli esami di terza media e il passaggio nella scuola superiore. Ciò sarà per loro sicuramente delicato e potrebbero sentirsi disorientati, avranno quindi bisogno di un po’ di tempo per ritrovare un nuovo equilibrio con il quale confrontarsi. La speranza è quella che in questa fase di transizione riescano a rimanere fermi negli insegnamenti ricevuti finora, così da ritrovarsi ancora tutti insieme per continuare a vivere da fratelli, com’è stato in questa giornata, il cammino verso l’Alto.

Noi pregheremo per loro affinché la Madre Celeste li protegga e lo Spirito Santo li guidi sulla retta via.

                                                                                                                                      Alessio

TRA LE BRACCIA DI MARIA

Pubblicato il: sabato 3 Giugno 2023

Maggio, nel culto cattolico, è il mese Mariano consacrato in modo particolare alla Vergine Maria, madre di Gesù. A questo periodo si associano tutta una serie di pratiche devozionali e di celebrazioni che hanno lo scopo di ringraziare e lodare Dio per averci donato una così amorevole madre e chiedere inoltre l’intercessione di Maria presso Dio.

Con la recita del santo Rosario, la famiglia cristiana, sull’esempio di quella di Nazareth, diventa una dimora di santità e una scuola efficacissima di vita cristiana. La meditazione dei misteri della Redenzione, infatti, insegna a specchiarsi quotidianamente negli esempi di Gesù e Maria (misteri gaudiosi), a ricavare da Loro conforto nelle avversità (misteri dolorosi) e a tendere costantemente verso i beni celesti, cercando sempre “le cose di lassù” (misteri gloriosi).

La Pia tradizione di recitare il Rosario è sempre stata una caratteristica delle famiglie cristiane e la nostra famiglia religiosa per volontà della fondatrice, Madre Carla Borgheri ha sempre mantenuto questa buona tradizione di recarsi nelle famiglie di Vermicino per la recita del santo Rosario.

Negli ultimi anni le restrizioni della pandemia, purtroppo, hanno impedito questa buona pratica; tuttavia, quest’anno si è potuto finalmente riprendere questa antica tradizione Mariana recitando il Santo Rosario nelle famiglie del quartiere di Spinoretico.

Si è constatato che la presenza delle Suore Missionarie dell’Incarnazione nelle famiglie ha aiutato a mantenere vivo il valore davvero straordinario di questa semplice ma profonda preghiera cristiana. Stare insieme, meditare e condividere il messaggio evangelico è stato gradito alla maggior parte delle persone con cui si è entrate in contatto.  Hanno condiviso le loro difficoltà e sofferenze. L’amore per Maria, la fede in Dio e la sollecitudine della Chiesa portano conforto e infonde coraggio per affrontare con più serenità i problemi inevitabili della vita terrena.

L’ultimo giorno del mese di maggio molte famiglie del quartiere si sono radunate nella Cappella delle Suore per concludere il mese con la recita del Santo Rosario, seguito da un momento di fraternità e condivisione.

Ringraziamo per tutto ciò che questo mese di preghiera ha portato nei nostri cuori e nella nostra vita. Ringraziamo Maria per la sua bontà e protezione materna. Ringraziamo Madre Carla Borgheri per averci lasciato in eredità la sua Spiritualità e la possibilità di crescere e far parte di questa meravigliosa famiglia cristiana delle suore “Missionarie dell’Incarnazioni” che ogni giorno ci arricchisce grazie agli stimoli che da essa ne derivano.

Grazie.

Festa di fine anno

Pubblicato il: sabato 10 Giugno 2023

Anche quest’anno siamo ormai giunti al termine dell’anno scolastico e come ogni anno, la scuola materna delle Suore Missionarie dell’Incarnazione che è in Shenkoll, ha voluto omaggiare i bambini e le loro famiglie con una bella festa conclusiva. Mercoledì 31 maggio nella nostra Scuola abbiamo vissuto quello che noi chiamiamo: il giorno dei bambini. Un giorno di festa dove i bambini di tutte e tre le sezioni attraverso poesie, balli e canti, mettono in campo le loro potenzialità.

Maggiore rilevanza è stata data ai bambini dell’ultimo anno, non certo per importanza, ma sol perché erano quelli che per ordine di età hanno concluso il loro percorso nella scuola materna. All’apertura dei festeggiamenti le suore hanno presentato a tutti i genitori una relazione dettagliata del percorso svolto durante l’anno scolastico, spiegandone le finalità e  gli obiettivi da raggiungere, mettendo in evidenza il percorso di crescita e formativo che ciascun bambino ha raggiunto in tutti i campi nel corso del triennio.

Preparare al meglio questa giornata è un lavoro certosino che richiede molto impegno, tempo e un gran dispendio di energie da parte di tutti: suore, bambini, operatori e tutto il personale assistente.  Come sempre il buon Dio non manca di venirci incontro e lo ha fatto attraverso l’aiuto donatoci dai tanti genitori che spontaneamente si sono messi a disposizione fornendoci il loro preziosissimo aiuto, anch’essi desiderosi della buona riuscita della giornata; per la soddisfazione di tutti e soprattutto per la gioia dei bambini, perché ogni loro sorriso è una carezza che fa bene al cuore.

I bambini sono il futuro e far di tutto perché crescano sereni è un nostro preciso compito. Noi nel nostro piccolo cerchiamo di gettare in loro le basi per una crescita sana ed integrale; insegnando loro sin da subito il rispetto, l’accoglienza e la condivisione affinché possano da grandi dare il loro contributo alla costruzione di un mondo migliore e quindi contribuire, se pur in minima parte, all’edificazione del regno di Dio sulla terra.

Al termine della serata tra vari auguri e felicitazioni è stato consegnato il Diploma ai bambini che, finito il loro percorso, lasciano la scuola materna per andare a quella elementare.  Tutti i vari momenti della serata sono stati immortalati con numerose foto perché si abbia testimonianza e ricordo di quanto vissuto insieme.

A fine serata grande è stata la soddisfazione nostra e dei genitori nel vedere la felicità sul volto dei bambini perché loro sono la nostra gioia e il nostro successo.

Per la buona riuscita di quest’anno scolastico e di questa bella serata, non possiamo che ringraziare il Signore che nella Sua infinita bontà ci guida e ci sostiene sempre.

Grazie e Lode a Te Signore Dio nostro!

La mia esperienza all’incontro parrocchiale “San Nicola” a Shenkoll

Pubblicato il: lunedì 12 Giugno 2023

Le suore della nostra parrocchia ci hanno comunicato che nella casa delle suore a Shenkoll si sarebbe svolto un interessante incontro con i giovani della parrocchia.  Mi ha fatto molto piacere ricevere questo invito, perché  ogni incontro o riunione indipendentemente dall’argomento trattato  mi entusiasma, mi diverte, consapevole del fatto che ogni momento d’aggregazione e riflessione costituisce sempre un’ottima occasione di crescita.

Al nostro gruppo si sono unite altre due comunità ecclesiali, Tale e Rrilé; abbiamo lasciato i nostri cellulari per dare spazio alle nostre voci, riproponendoci di non usarli per l’intera giornata. L’incontro è iniziato alle ore 9:30  e dopo un primo momento di conoscenza in cui tutti ci siamo presentati, ci è stato chiesto di raccontare qualcosa di noi,  in particolare dovevamo comunicare qual era il nostro hobby preferito. Per quanto mi riguarda ho detto che la lettura è senza dubbio l’attività che preferisco. A me infatti  piace molto leggere, che siano libri scolastici o extrascolastici non fa differenza, ogni libro è un bagaglio di sapere, cultura e conoscenza in grado di formare le menti,  il pensiero e il carattere.

Dopo questa primo momento di presentazione, ne abbiamo vissuto un altro di gioco, al fine di creare affiatamento nel gruppo. Abbiamo fatto una partita al termine della quale abbiamo avuto bisogno di qualche minuto  di pausa per rilassarci e riprendere fiato. Siamo di seguito entrati nel vivo dell’incontro  attraverso la proiezione di un documentario riguardante uno degli scritti di Papa Francesco, dal contenuto a mio avviso molto illuminante. La coordinatrice del gruppo  ha chiesto di   focalizzare la nostra attenzione su  7 punti molto significativi  che devo dire mi hanno aiutato a riflettere di più su alcuni comportamenti che non sempre sono in linea con gli insegnamenti del Vangelo. Tra i punti che mi sono piaciuti di più c’erano:

  1. “Mettere la persona al centro”. Papa Francesco dice:

In ogni attività politica, in ogni programma, in ogni azione pastorale,  dobbiamo sempre mettere al centro la persona, in ogni sua dimensione, compresa quella spirituale, nonostante le tante differenze di ciascuno . Questo vale per tutte le persone, perché l’uguaglianza è un valore fondamentale da difendere.  L’uomo purtroppo  fa sempre prevalere l’egoismo al posto dell’amore, con il risultato di riuscire a  giustificare anche i comportamenti  ingiusti  quelli che tende a prevaricare l’altro per il proprio tornaconto, facendo prevalere “ l’io su l’altro”. Una logica ingiusta che va decisamente contro la logica di Gesù Cristo, il quale chiede di mettere l’altro al di sopra di tutto. Il vero motto del cristiano infatti è : “prima gli ultimi!”,

Il Secondo punto che più ha catturato la mia attenzione è:

  1. “Ascoltare le giovani generazioni.”

Penso che ogni persona, soprattutto i giovani, abbiano tanti valori e tanto da dare  alla società e al mondo per renderlo un posto migliore. Perché ciò avvenga è importante però che ci sia un vero e profondo dialogo tra le vecchie e le nuove generazioni. Dobbiamo imparare a considerare gli anziani come delle risorse perché il loro bagaglio di esperienza ha tracciato la strada delle nostre vite e noi giovani con la nostra freschezza possiamo migliorarla e renderla bella nella sua attualità.

Le suore ci hanno poi diviso in gruppi e sulla base  dei 7  punti di Papa Francesco messi precedentemente in risalto, ne hanno assegnato due a ciascun gruppo invitandoci a riflettere ed elaborare le nostre opinioni in merito.

Terminato questo lavoro di riflessione, i gruppi si sono ritrovati nel salone per mettere a confronto il risultato delle riflessioni. Dopo un attento ascolto dei vari lavori, tra gli applausi generali è risultato vittorioso il gruppo di cui io facevo parte. Naturalmente è stata una grande soddisfazione che mi ha reso felice. Abbiamo poi continuato a discutere insieme, e attraverso le varie valutazioni, mettendo a confronto i nostri comportamenti con la logica di Gesù Cristo analizzata nei sette punti presi in considerazione, siamo giunti alla conclusione che tutto proviene ed è racchiuso  nei due comandamenti più importanti che Dio ci ha dato: “Ama il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente!”  e… “Ama il tuo prossimo come te stesso!”…

A questo proposito abbiamo letto una parte del Vangelo dove l’importanza di questi due comandamenti era messa in risalto ed espressa benissimo; in merito a ciò abbiamo avuto un momento di riflessione personale. In quei momenti mi sono sentita appagata e in pace con Dio e con me stessa. Ho provato una tale complicità e intimità con Dio  che mi sembrava di essere in una bolla dalla quale non volevo più uscire.

Dopo questa magnifica riflessione ci siamo riunite di nuovo per condividere e ascoltare le belle parole e le grandi perle di saggezza che le nostre sorelle non mancano mai di dispensare.

Alla fine, dopo tutto questo lavoro interiore e relazionale la fame ha fatto capolino in noi  e tutti insieme ci siamo goduti il ​​meraviglioso pranzo che le suore ci avevano preparato. Dopo il pranzo abbiamo giocato a  pallavolo e al  gioco della sedia, abbiamo anche ballato tanto per la gioia di tutti noi e  alle ore 16:00 con grande dispiacere il nostro incontro è  giunto al termine.

Questa esperienza è stata per me una delle più belle e indimenticabili, mi sono divertita molto e ho trascorso una giornata piena di benedizioni.

                                                                                                                           Flavia Prendi

Un giorno da ricordare

Pubblicato il: mercoledì 14 Giugno 2023

Domenica 4 Giugno 2023, noi ragazzi di scuola media, siamo stati invitati dalle Suore Missionarie dell’Incarnazione di Salice Salentino a trascorrere una giornata insieme a loro.

Un gruppetto di noi ha accolto con piacere questo invito. Come non dire di sì!? È stata un’esperienza ENTUSIASMANTE!

Ci siamo incontrate presso l’asilo alle ore 10 del mattino, carichi di tanta energia e voglia di fare per affrontare e vivere al meglio quella bella giornata.

Tutti insieme ci siamo diretti nella Parrocchia Santa Maria Assunta, la Chiesa Madre del nostro paese, per partecipare alla Santa Messa, consapevoli del fatto che una bella giornata non può che iniziare con la preghiera.

E quale più alta e solenne forma di preghiera se non quella della Messa? Intorno all’altare del Signore è cominciata la nostra giornata di comunione e condivisione. Al termine della celebrazione siamo ritornati all’asilo, e dopo esserci rilassati un po’, abbiamo visto il film “Il circo della farfalla”, ricco di significato, di insegnamenti e tanti spunti di riflessione. Abbiamo poi discusso sul film mettendo in risalto i punti che più ci avevano colpito. Durante la discussione sono emerse le nostre ansie, paure e insicurezze. Analizzando il comportamento dei vari personaggi del film e confrontandolo col nostro, ne abbiamo colto varie analogie.

Giunta poi l’ora del pranzo, tutti insieme ci siamo messi a tavola per consumare il buonissimo cibo preparato dalle suore. Dopo aver sparecchiato siamo stati un po’ in giardino approfittando della bellissima giornata di sole.

Non volendo sprecare nemmeno un secondo di quel prezioso tempo trascorso insieme, abbiamo fatto dei braccialetti, mettendo a dura prova la nostra pazienza, ma alla fine con nostra grande soddisfazione, siamo riusciti a terminarli.

La nostra giornata insieme è proseguita con un’attività di laboratorio, abbiamo compilato alcune schede, precedentemente preparate dalle nostre suore, contenenti tante domande e tanti spunti di riflessione sul film che avevamo visto in mattinata.  

È stato illuminante scoprire come tutti noi spesso ci sentiamo deboli, insicuri, incapaci di affrontare le nostre paure, proprio come a Will, il personaggio chiave di questo film, che alla fine per poter attraversare il fiume è stato costretto a mettersi alla prova da solo, scoprendo che aveva delle qualità e capacità nascoste che gli avrebbero permesso di vivere una vita piena: AVEVA TROVATO IL SUO SCOPO NELLA VITA. Ciascuno di noi è chiamato a trovare e scoprire qual è il proprio ruolo in questa vita, qual è la missione che ci è stata affidata da Dio Padre e alla quale siamo chiamati a rispondere.

Per farlo però, abbiamo necessariamente bisogno di metterci alla prova nonostante le difficoltà e le paure che ci bloccano e che portano a chiuderci in noi stessi. Grande sarà la nostra gioia quando ci accorgeremo che nonostante il duro lavoro che abbiamo dovuto affrontare saremo stati in grado di realizzare i nostri sogni e le nostre aspirazioni. Sappiamo bene che la vita spesso ci mette e ci metterà a dura prova, e che molto spesso, ci ritroveremo da soli a dover fare scelte importanti che daranno una svolta, positiva o negativa, alla nostra vita a seconda di quale sarà stata la nostra decisione.  Saranno proprio quei momenti che ci faranno crescere più degli altri.

Tutti noi abbiamo dei talenti, alcuni visibili, altri nascosti, la parte difficile sarà far emergere quelli nascosti. In questo duro lavoro di discernimento, di scelte quotidiane, di prove e fallimenti, di conquiste e vittorie, anche quando tutti intorno sembreranno incuranti delle nostre difficoltà, dobbiamo ricordarci che non saremo mai soli, basterà abbandonarsi docilmente all’azione dello Spirito Santo che è in noi, aprire il nostro cuore e lasciarsi guidare da Lui. 

A tutti capita di sentirsi un bruco, brutti, deboli e incapaci, l’importante è saper guardare oltre alle apparenze, nessuno di noi è solo ciò che sembra, noi siamo tanto altro e presto ci accorgeremo che come il bruco del film, anche noi sapremo trasformarci in bellissime farfalle, pronte ad affrontare la vita.

Per finire questa meravigliosa giornata abbiamo deciso di giocare a nomi, cose e città, abbiamo riso tanto e ci siamo divertiti un mondo. Prima di salutarci abbiamo fatto delle foto, perché rimanga impresso in noi, anche a distanza di anni, il ricordo di questa bellissima giornata.

Ci siamo infine salutati, ringraziando le nostre suore per averci dato la possibilità di trascorrere dei momenti così belli e siamo ritornati a casa con nel cuore la speranza di poter ripetere ancora un’esperienza come questa appena vissuta.

Miriam

UN GIORNO DEDICATO ALLE MAMME CHE OGGI SANNO SOLO SORRIDERE

Pubblicato il: martedì 20 Giugno 2023

Nel pomeriggio di sabato 10 Giugno,

Presso le suore Missionarie dell’incarnazione dove vengono ospitate le nostre mamme, abbiamo festeggiato in un atmosfera di serenità, gioia e condivisione la tanto attesa festa della mamma, che quest’anno a causa del maltempo era stata rimandata. L’organizzazione della festa da parte delle nostre Suore, è stata perfetta, tanta bella musica, balli, tanto cibo e quello che conta di più, tanti sorrisi, tante carezze d’amore alle nostre mamme, carezze che hanno toccato tutte specialmente quelle più fragili, quelle che un giorno erano grandi mamme e che oggi sanno solo sorridere!

Questa giornata di gioia non è stata solo la festa delle mamme, questa è stata la festa delle donne, ad iniziare da Maria, la nostra Mamma Celeste, poi le nostre suore che per scelta di vita e sull’esempio di Madre Carla sono diventate mamme delle nostre mamme, e poi tutte le donne anche coloro che non hanno procreato, poiché il Buon Dio ha donato a tutte un grembo per accogliere la vita!

Grazie Suore, ancora una volta avete dato testimonianza che il Vangelo si può e si deve vivere!

Patrizia Tosti

 

Gesù con noi e per noi

Pubblicato il: domenica 25 Giugno 2023

Dopo due anni di pandemia in cui tutti siamo stati costretti a vivere i momenti più importanti della nostra vita in solitudine, finalmente quest’anno abbiamo avuto la possibilità di riprendere e condividere tutte le attività. Domenica 11 Giugno solennità del Corpus Domini il nostro Parroco Don Fabrizio Deidda ha deciso di portare il Santissimo nella nostra casa.

Quando in casa si aspetta un ospite importante in genere ci si prepara per tempo per offrirgli un’adeguata accoglienza, e quale ospite più importante di Nostro Signore Gesù Cristo che veniva a farci visita in tutto il Suo splendore!? Lui si che meritava senza ombra di dubbio una speciale preparazione.

Per accogliere Gesù abbiamo preparato il nostro cuore e la nostra casa. Dopo aver preparato al meglio la nostra casa interiore era giunto il momento di rendere bella e accogliente anche quella esteriore. Attraverso l’operosità delle brave collaboratrici abbiamo preparato una cappella nel nostro cortile, ricoprendo di petali di rosa tutto il percorso dall’ingresso all’altare.

Giunto il momento tanto atteso è arrivato Gesù accompagnato dal Parroco e da un gran numero di parrocchiani. E’ stato un momento di grande emozione. Nell’aria si respirava tanto amore e  tanta fede. Insieme abbiamo pregato, ringraziato e lodato il Signore nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia. L’Eucarestia è un dono di grazia, è il Sacramento del profondo amore di Gesù per ciascuno di noi. La Solennità del Corpus Domini ha lo scopo di affermare la divinità di Gesù e del Suo Corpo vivo e vero nell’Ostia consacrata e di ravvivare nei fedeli la fede nel Signore.

E’ sicuramente ciò che è successo a tutti i presenti in quel poco tempo trascorso insieme davanti al Santissimo. Sul volto delle nostre nonne, ospiti della casa, traspariva una pura emozione e tanto amore per quel Dio fatto uomo per la nostra redenzione. Poter lodare e adorare Gesù tutti insieme è stato un vero momento di gioia, una gioia che ha rafforzato la nostra fede e che porteremo e custodiremo a lungo nel nostro cuore.

Un dovuto ringraziamento a don Fabrizio per averci donato questa possibilità, ma soprattutto grazie Signore per il Tuo infinito amore!

Intitolazione della Piazza Madre Carla Borgheri a Nurri

Pubblicato il: mercoledì 28 Giugno 2023

Dopo settimane di ferventi preparativi, grande festa a Nurri sabato 24 Giugno 2023 per l’intitolazione della piazza alla serva di Dio Madre Carla Borgheri, fondatrice della comunità delle Suore Missionarie dell’Incarnazione.

La loro presenza nella comunità è un grande dono di Dio per le cure che amorevolmente prestano alle anziane Ospiti nella struttura, ma soprattutto per la testimonianza di Fede e Fratellanza.

La celebrazione ha avuto inizio alle ore 18 di fronte ad una piazza gremita di gente per la celebrazione della santa messa e del momento dell’intitolazione. A scoprire la targa è stato il sindaco Antonello Atzeni alla presenza del parroco don Fabrizio Deidda, della madre generale suor Carmela Cataldo, di Madre Anna Piu, della vicaria suor Loreda Spagnolo e di numerose consorelle.

La serata è poi proseguita con un momento di intrattenimento in cui tutte le associazioni che ruotano intorno alla vita del paese hanno collaborato per omaggiare Madre Carla e il suo operato e in cui è stata ripercorsa la sua vita (gruppo folk 78, la banda musicale “Cossu Brunetti”, l’associazione teatrale “Su framentu”, il coro “sant Agostino”, la società di ballo “Andromeda”, l’Associazione SOS e un piccolo coro di voci bianche composto dai bimbi della scuola primaria del Paese).

È stato restituito alla comunità un luogo che siamo sicuri diventerà luogo di incontro e aggregazione e favorirà la collaborazione e il coinvolgimento di tante associazioni nello sviluppo di nuove iniziative sotto lo sguardo amorevole di Madre Carla che è riuscita, in questa giornata, ad unire tutti in un unico intento. Auspichiamo che la comunità segua sempre il suo esempio, che la sua figura sia fonte di ispirazione e che come è accaduto in lei, il seme che germoglia possa creare meravigliosi frutti.

                                                                                    Manuela U.

Una testimonianza a Brindisi nel Santuario di S. Maria degli Angeli

Pubblicato il: giovedì 29 Giugno 2023

Sabato, 24 giugno 2023 a Brindisi nel Santuario di Santa Maria degli Angeli si è svolto l’incontro con la dottoressa Annamaria Pulli, figlia spirituale di Madre Carla Borgheri, fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione. All’incontro erano presenti il gruppo “Amici SMI” di Brindisi, i soci della “Associazione San Lorenzo da Brindisi”, il Rettore del Santuario don Pio Conte e numerosi fedeli.

La dottoressa Pulli è stata invitata a Brindisi per rendere testimonianza sulla esemplarità e santità di Madre Carla che ha trasformato la sua vita con i suoi insegnamenti portandola dalle tenebre di una vita triste e senza affetti ad un risveglio spirituale che le ha dato la forza di reagire alle avversità della vita, di studiare fino a laurearsi e di cambiare il suo destino.

L’incontro con Madre Carla è stato per la dottoressa luminoso e risolutivo per la sua vita di bambina cresciuta in collegio senza affetto e senza speranza nel futuro. Madre Carla l’ha amorevolmente accolta nella sua casa di Frascati donandole la sua materna protezione e allontanando quei dolorosi momenti della sua infanzia ed adolescenza. Le ha trasmesso il coraggio di vivere, la forza di reagire alle avversità, le ha insegnato ad avere fiducia in Dio e a pregare in modo nuovo e intenso.

La dottoressa Pulli ha raccontato piccoli episodi della sua vita e ha citato frasi e aneddoti sulla bontà e delicatezza di Madre Carla che lasciandola libera di decidere sulla sua vita, con vera carità, le ha dato gioia e serenità permettendole di realizzarsi come moglie, madre e lavoratrice cristiana.

La dottoressa Pulli ha terminato informando i presenti che l’11 Dicembre 2022 si è aperto nella Cattedrale di Frascati il processo di Beatificazione di Madre Carla Borgheri, cui lei stessa ha partecipato insieme ad alcune socie dell’Associazione S. Lorenzo da Brindisi e al gruppo di Salice Salentino e che ha già deposto la propria testimonianza al processo sulla santità di vita di Madre Carla.

A fine incontro le Suore Missionarie dell’Incarnazione hanno offerto un rinfresco alla dottoressa e a tutti i presenti che si sono stretti attorno alla relatrice, ringraziandola per la bella e commovente testimonianza su Madre Carla Borgheri.

Un Viaggio spirituale indimenticabile

Pubblicato il: martedì 25 Luglio 2023

Ci troviamo nel cuore dell’Italia, nel suggestivo villaggio di Loreto, di fronte a uno dei luoghi più straordinari che abbiamo mai visitato: il Santuario della Santa Casa. Questa sacra struttura, avvolta dalla leggenda e permeata di spiritualità, continua a richiamare pellegrini e visitatori desiderosi di sperimentare una connessione profonda con il divino. Desideriamo condividere con voi il nostro indimenticabile viaggio spirituale di quattro giorni trascorsi a Loreto, immersi nella meraviglia della Santa Casa.

L’arrivo e l’incontro con la sacralità ci pervadono mentre ci avviciniamo al Santuario. La guida spirituale di Padre Francesco OMI ci ha permesso di osservare i maestosi corridoi di pietra che conducono alla Santa Casa, il luogo in cui la Vergine Maria ha vissuto e l’Arcangelo Gabriele le ha annunciato l’Incarnazione di Gesù. È sempre con profonda commozione che, entrando nel venerato sacello, leggiamo le parole poste sopra l’altare: “Hic Verbum Caro factum est” – “Qui il Verbo si è fatto Carne” – che risuonano in modo singolare in questo Santuario, luogo privilegiato per contemplare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Qui, infatti, sono custodite le mura che, secondo la tradizione, provengono da Nazaret, dove la Vergine Santa pronunciò il suo “sì”. Per questo, come ci hanno detto tutti coloro che abbiamo incontrato, “a Loreto siete a casa vostra”, come Suore Missionarie dell’Incarnazione. Abbiamo avuto diverse occasioni, sia personali che comunitarie, di stare dentro quella Santa Casa, recitare l’Angelus, partecipare alla Santa Messa, leggere il brano dell’Annunciazione e rinnovare il nostro “sì”. Abbiamo avuto anche l’opportunità di partecipare a una veglia di preghiera insieme ai giovani, un momento davvero unico e indimenticabile.

Dopo quattro giorni immersi nell’esperienza spirituale all’interno del Santuario della Santa Casa di Loreto, lasciamo il luogo con profonda gratitudine e un rinnovato senso di spiritualità. Questo pellegrinaggio si è rivelato un’opportunità straordinaria per avvicinarci a Dio e sentire la presenza amorevole della Vergine Maria. Il Santuario, con la sua Santa Casa, ci offre uno spazio unico e sacro, impregnato di una profonda devozione che ci ha permesso di riscoprire la nostra vocazione di Suore Missionarie dell’Incarnazione.

Per coloro che cercano un’esperienza del trascendente e desiderano riflettere sul proprio cammino spirituale, il Santuario della Santa Casa di Loreto rappresenta un luogo straordinario di incontro con la spiritualità e la fede. Che tu sia un credente o semplicemente desideroso di immergerti nella storia e nell’atmosfera potente di questo luogo sacro, una visita al Santuario può trasformarsi in un’esperienza che cambia la vita.

Grazie!

UNA GIORNATA SPECIALE

Pubblicato il: mercoledì 9 Agosto 2023

Con l’incontro tenutosi sabato scorso 5 agosto si è concluso il ciclo di ritiri spirituali che la famiglia dell’Immacolata Concezione ha programmato per l’Anno Liturgico 2022-2023 e che ancora una volta ha avuto il piacere di vivere insieme alla comunità delle Suore Missionarie dell’Incarnazione della “Casa Nazareth” di Frascati.

Anche in questa occasione non è mancato da parte della Suore quel nobile spirito di ospitalità che le ha sempre contraddistinte in questi anni in cui siamo stati accolti nella loro casa.

Quello con le Suore Missionarie dell’Incarnazione, infatti, è un sodalizio che noi della Famiglia dell’Immacolata intratteniamo ormai da anni, interrotto solo durante la Pandemia che ci ha tenuti forzatamente lontani per un po’ di tempo.

Argomento di quest’ultimo ritiro è stato uno dei temi più cari alla nostra Famiglia, ossia la Trasfigurazione di Gesù. Nella sua catechesi, don Francesco, la nostra guida spirituale, con la consueta semplicità ed efficacia ha presentato in una “Lectio Divina” il brano del vangelo di Matteo dove si narra l’episodio del monte Tabor. A rendere ancora più speciale la nostra riunione c’è stata anche una ricorrenza eccezionale, il 52° anniversario di sacerdozio del nostro diletto don Guerino, cappellano dell’ospedale di Frascati, che ormai partecipa assiduamente ai nostri ritiri e che consideriamo a tutti gli effetti membro onorario della nostra Famiglia. Al termine della celebrazione eucaristica lo stesso don Guerino ha preso la parola per condividere con tutti noi un po’ della sua storia vocazionale e della sua esperienza di sacerdote. Lo ringraziamo con tutto il cuore. La giornata, poi, si è conclusa con un piacevole momento conviviale preparato per tutti dalle carissime suore che con il loro sorriso e la loro cordialità si sono intrattenute con tutti noi. A chiudere questa giornata speciale è giunto, infine, l’immancabile omaggio del nostro tenero Gino che ha voluto dedicare le sue mirabili parole al sacerdote festeggiato.

Portiamo a casa con noi, dunque, il ricordo di una giornata stupenda passata nella meditazione della Parola di Dio, nella lode a Maria santissima e nella gioiosa fraternità tra di noi e con una comunità di dolci suore che con la loro gentilezza e affabilità hanno fatto da degna cornice ad una giornata davvero indimenticabile.

Ci auguriamo di continuare nel tempo il nostro cammino di formazione spirituale con la Comunità delle Suore Missionarie dell’Incarnazione anche per il prossimo Anno Liturgico, invocando l’aiuto di Dio e l’assistenza dal cielo del nostro fondatore Don Giancarlo Gramolazzi.

Deo Gratias.

                                                                                                                La Famiglia dell’Immacolata Concezione

I giovani, centinaia, migliaia: GMG 2023

Pubblicato il: giovedì 10 Agosto 2023

Parto da Lisbona per rientrare a Grottaferrata dopo giornate indimenticabili alla GMG 2023, la mia numero 4!

Torno carica dello zaino in spalla che ho portato con me per la veglia del 5 agosto e la messa di invio del giorno dopo con Papa Francesco e più di 1 milione di giovani provenienti da tutti i continenti.

Torno carica dei doni ricevuti in questi giorni:

– una settimana prima della GMG con un gruppo di giovani e animatori del Movimento dei Focolari per completare la preparazione dei vari contributi che abbiamo potuto offrire: lo stand alla città della Gioia, OneToOne di adulti disponibili per colloqui con i giovani, l’animazione di 3 catechesi a più di 5000 giovani con Margaret Karram e Jesus Moran (presidente e copresidente del Movimento), un momento sulla cura del Creato #daretocare e poi workshop e concerti col Gen Verde e… tanto tanto altro vissuto con Economy Of Francesco, Leaving Peace!

– tre giorni dopo la GMG per un “RiseUp4” con 350 giovani e ragazzi per andare in profondità con dopo l’esperienza vissuta con Papa Francesco e prepararci al rientro con piste di attuazione dei sogni che i giovani hanno e vogliono realizzare per brillare di luce e provare a cambiare il mondo.

– una sorpresa costante che mi ha lasciata senza parole e con tanta speranza: assistere a un ‘miracolo’ che si è ripetuto ogni volta davanti a Gesù Eucarestia quando i giovani si inginocchiavano in silenzio per adorare, pregare, parlare e stare con Gesù.

Un raccoglimento che ho sperimentato durante la messa di apertura e la Via Crucis, che ho ritrovato durante l’adorazione nelle catechesi con 6000/7000 giovani di lingua inglese provenienti da paesi e culture diversi, è successo nella grande veglia con Papa Francesco, e ancora nella post GMG durante una meditazione itinerante coi 350 giovani e che si è conclusa con una ennesima adorazione silenziosa, arricchita dai canti che aiutavano a pregare e ringraziare!

Quale la sorpresa? I giovani, centinaia, migliaia…sono attirati da Gesù, vogliono stare con Lui! Sono giovani, pieni di vita – e di sfide e di tante domande –  che cantano, danzano, fanno chiasso (come vuole Papa Francesco) ma poi si fermano davanti a Gesù e con Lui nel cuore, vogliono alzarsi per ripartire il cammino.

E io, noi adulti che ci ritroviamo ad accompagnare i giovani?

Le 3 parole di Papa Francesco alla messa finale sono una consegna anche per me:

Brillare, Ascoltare, Non temere!

BRILLARE: Noi diventiamo luminosi, brilliamo quando, accogliendo Gesù, impariamo ad amare come Lui. Amare come Gesù: questo ci rende luminosi, questo ci porta a fare opere di amore.

ASCOLTARE: Ascoltare Gesù. Tutto il segreto sta qui. Ascolta che cosa ti dice Gesù. Prendi il Vangelo e leggi quello che dice Gesù, quello che dice al tuo cuore.

NON TEMERE: Cari giovani, vorrei guardare negli occhi ciascuno di voi e dirvi: non temete, non abbiate paura. Di più, vi dico una cosa molto bella. Non sono più io, è Gesù stesso che vi guarda ora, vi guarda, Lui che vi conosce, conosce il cuore di ognuno di voi, conosce la vita di ognuno di voi, conosce le gioie, conosce le tristezze, i successi e i fallimenti, conosce il vostro cuore. E oggi Lui dice a voi, qui, a Lisbona, in questa Giornata Mondiale della Gioventù: “Non temete, non temete, coraggio, non abbiate paura!”.

Ritorno carica, sorpresa, speranzosa, grata a Maria!

                                                                                   Paola Pepe

DA PREGARE MARIA, A PREGARE COME MARIA

Pubblicato il: sabato 19 Agosto 2023

Grammatica dell’amore polifonico della Madre

Torvaianica, 14-17 agosto 2023

Quattro giorni, quattro stazioni, quattro parti di un tutto che è Torvaianica, visita insieme a Maria, Madre di Dio e Madre dell’umanità.

Sono tanti anni che faccio lo stesso tragitto, ma le emozioni che si provano sono sempre diverse, sempre nuove. Andare con Maria per viali, strade, vicoli e per mare è imparare a ri-dire la vita con la lingua dell’umano contro il disumano che, in questi tempi, sembra andare di “moda”.

Camminando e ascoltando le riflessioni che risuonano dagli altoparlanti, passo dopo passo, si arriva a percepire che è importante non solo pregare Maria, ma pregare “come” Maria.

Ecco! È il “come” che caratterizza questa Figlia di Dio, prediletta dal suo Fattore.

Pregare “come” Maria ci permette di essere di fronte a Dio senza maschera alcuna, rimanendo – nonostante tutte le mancanze – persona e non personaggio.

Pregando con Lei, ci viene svelata la grammatica di un “come” fatto di quotidiana, di ferialità e di periferie; tempi e luoghi prediletti dal Figlio, di eccedenza: quel “di più” che è la Buona Notizia da offrire a tutti.

Pregare “come” Maria ci fa gustare “il modo in cui la grammatica dell’ordinario viene sconvolta dall’irruzione dello straordinario, che trasfigura la quotidianità – e gli spazi – e la rende immensa” (Chiara Giaccardi).

Pregando con Lei, ci viene svelato il “come”, azione sempre libera e gioiosa, come l’incontro con Elisabetta. Quando apri la vita a Dio, non hai più bisogno di avere una dimora. “La casa natale inizia ad aprirsi… – il “come” del viaggio libero e gioioso si fonda – non su bisogni o su timori, bensì su un progetto” (Ermes Ronchi).

Il “come” di Maria risiede anche nell’essere anticipatrice nel comprendere ciò che accade intorno a sé. Nella “Casa del Vino”, alle nozze di Cana, Maria dimostra che la polifonia degli affetti e dell’esistenza non deve mai essere smarrita. Così facendo, Maria chiarisce definitivamente “come” ama Dio la sua creatura e come la sua creatura deve amare Dio: questo “come” lo impara dal Figlio. “Gesù nel suo comandamento nuovo offre tre oggetti d’amore, non in concorrenza tra loro: amerai Dio, amerai il tuo prossimo, come ami te stesso. Questa polifonia non discende da realtà diminuite, ma da realtà complete: l’amore – il “come” di Maria – è figlio di addizione e dono, non di sottrazione” (Ermes Ronchi).

Pregando con Lei, ci viene svelato, forse, il lato più bello del “come” si prega: “non per aggrapparci, ma per stupirci. Non si prega per ricavare qualcosa, ma per trasformarci” (Søren Kierkegaard).

Il “come” pregare di Maria ci porta nelle viscere della relazione e del servizio. Maria, nel Vangelo, cerca relazione: non la vediamo mai da sola. È creatura di incontri e di comunione.

Maria fa casa. Maria serve. Nel nome “serva” appare colei che, come dice Dante, è “umile e alta più che creatura”. Il servizio è “il nome nuovo della civiltà, inaugurata da suo Figlio, a cui Lei partecipa” (Ermes Ronchi).

“Maria, figlia di tuo Figlio…”

Noi figli di Dio e di Maria.

Ecco, il suo “come”!

Fabrizio, diacono

Ma questo è il mio viaggio…Un’ onda perfetta

Pubblicato il: giovedì 14 Settembre 2023

Ma questo è il mio viaggio…Un’ onda perfetta
Vorrei attribuire tale titolo, estrapolato dalla canzone del gruppo musicale The Sun per descrivere la meravigliosa esperienza della GMG. Prima di giungere alla nostra tappa ossia Lisbona, abbiamo sostato presso il Santuario di Nostra Signora di Laghetto ubicato tra le Alpi Marittime francesi, in cui abbiamo potuto pregare Colei che “si alzò e andò in fretta” (Lc 1,39). Dalla delicata tramontana francese, abbiamo raggiunto l’ardente Spagna in particolare la sua capitale Madrid, che ci ha offerto di osservare palazzi, monumenti e Chiese incantevoli. Dopo aver avuto l’occasione di visitare tali luoghi, finalmente siamo giunti a Lisbona, capitale del Portogallo. Noi, come diocesi abbiamo ricevuto l’indimenticabile ospitalità degli abitati del piccolo paese di Ribamar, i quali hanno messo in pratica ciò che l’evangelista Matteo(25,40) ci esorta a svolgere nei riguardi dei nostri fratelli e sorelle: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Sua Santità Papa Francesco, nel suo primo discorso è stato perentorio: “Voi non siete qui per caso. Il Signore vi ha chiamati, non solo in questi giorni, ma dall’inizio dei vostri giorni. Sì, Lui vi ha chiamati per nome”. Siamo chiamati in quanto siamo amati da Dio, il quale ci apprezza così come siamo, anche con le nostre sfumature. Bisogna lasciarci plasmare dall’amore di Dio, per farsi che ciò avvenga, Dio ci ha donato Maria, simbolo di questa GMG, la quale all’interno del Vangelo di Giovanni (2,5) afferma: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. Cosa ci vuol comunicare la Vergine? Un messaggio semplicissimo ossia: di affidarci a Dio, il quale desidera per noi la Felicità. Papa Francesco, inoltre, durante l’emozionante Via Crucis ha citato tutti gli ostacoli che noi giovani, purtroppo, incontriamo nella nostra vita, donandoci una speranza, mediante le seguenti parole: “Io cado con te per rialzarti con me. Vai, fatti aiutare, rimettiti in piedi e vai avanti. Andiamo insieme.” Il Santo Padre, sottolinea più volte che Dio non ci abbandona mai, non si stanca mai di perdonarci, conosce e si prende cura delle nostre difficoltà. Un ulteriore aspetto che vorrei condividere con voi è quello della Fraternità, evidenziata anche dal Pontefice: “Amare è questo, è lasciarsi commuovere dal volto
dell’altro, anche sfigurato”. Il nostro gruppo, sin dal primo giorno ha emanato gioia contagiosa. In soli 12 giorni, abbiamo sperimentato che “Siamo fratelli, amati di un unico Padre”. Ci terrei a farvi notare, che il viaggio svolto si è tenuto in un pullman, all’interno del quale abbiamo raccontato le nostre storie, le ferite e anche i momenti di letizia. Ci siamo divertiti, fatti forza l’un l’altro, abbiamo scovato i modi migliori per trascorrere le tante ore assieme, abbiamo gioito e ci siamo commossi: sempre con la certezza che qualcuno avesse asciugato le nostre lacrime e sarebbe stato felice della nostra allegria. Dio ci invia delle persone nel nostro cammino, in grado di esserci d’ausilio, pertanto vorrei ringraziare i sacerdoti che sono stati come un’ancora, predisposti all’ascolto e a farci comprendere l’Amore di Dio. Radio Monte Carla vi ringrazia infinitamente per aver condiviso la vostra storia d’amore con Dio. Grazie al sorriso, gli occhi pieni di lacrime di gioia e la Fede delle mie Sorelle e dei miei Fratelli, che il Signore mi ha donato: mi sono sentita viva. Il nostro viaggio si è concluso, facendo sosta nuovamente in Francia in un luogo peculiare e suggestivo, ovvero: Lourdes. Fermarci in tale luogo, è stato significativo in quanto abbiamo espresso e ribadito il nostro GRAZIE al Maria. Infine, Assisi, città in cui si respira tanta armonia, ci ha elargito la possibilità di visitare i luoghi più significativi di San Francesco e la chiesa di Santa Maria Maggiore ove giace il corpo del Beato Carlo Acutis.
Da tale esperienza, nel mio bagaglio porterò con me tanti insegnamenti, tra cui :
 Non celare le proprie emozioni, specialmente le lacrime in quanto quando piangiamo significa che siamo vivi;
 Essere e cercare se stessi;
 Le domande con la vita diventano risposte il segreto è pazientare;
 L’amore di Dio è sempre una sorpresa;
 Essere sempre originali e non morire come fotocopie, proprio come sosteneva il Beato Carlo Acutis;
 Avere l’audacia di compiere scelte coraggiose come San Francesco.
Con l’auspicio che, io e assieme a tutti i giovani, volto nuovo della Chiesa, possiamo divenire “Sale della Terra e Luce del mondo” (Mt 5,11-12)!!!
Rise Up!

Un caloroso abbraccio
Carla Ciccarese
Parrocchia Santa Maria della Neve, in Latiano

Premio Asiriyar Thilaham

Pubblicato il: giovedì 14 Settembre 2023

Premio Asiriyar Thilaham

Cari lettori,

la comunità di St. Charles Home a Nagercoil (Tamil Nadu) vuole condividere la gioia per il riconoscimento ricevuto circa la nostra attività apostolica. La nostra cara Sr. Sirumalar Soja lo scorso 2 settembre ha ricevuto il premio ASIRIYAR THILAHAM, come migliore insegnante.

Sr. Soja era l’unica educatrice specializzata nel sostegno di bambine diversamente abili, il resto degli educatori provenivano da scuole diverse non interessate da disabilità.

Il Rotary club di Marthandam per selezionare la migliore insegnante, normalmente visita almeno 5 scuole del Distretto di Kanyakumari.

Quest’anno la nostra scuola: “School for the mentally changelled” è stata tra quelle oggetto di verifica. Il responsabile della verifica, è stato molto colpito dalle attività svolte, e soprattutto dall’amore e la cura con cui formiamo le nostre studentesse e portiamo avanti la scuola, e….. tenendo fede a ciò che recita  un noto  proverbio: “La prima impressione è sempre quella giusta”  la Rotary Club  ha deciso di assegnare questo premio alla nostra cara Sr. Soja .

Per questo riconoscimento, il merito va naturalmente alla nostra Congregazione: le Suore Missionarie dell’Incarnazione e soprattutto alla sua fondatrice: Madre Carla Borgheri che alcuni decenni fa ha avuto la giusta lungimiranza e attenzione per queste bambine abbandonate.

Come dice Madre Carla: qualche volta basta una parola, un piccolo gesto o un sorriso per risollevare la vita degli altri” ed è quello che ogni giorno cerchiamo di fare.

Nulla di tutto ciò però sarebbe stato possibile senza l’intervento e la volontà di Dio che

opera attraverso di noi in mezzo ai suoi figli per il bene delle sue creature. “Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo (Ef 2,10).

Un giorno indimenticabile

Pubblicato il: domenica 24 Settembre 2023

Un giorno indimenticabile

Poter condividere un momento così importante per la famiglia della Suore Missionarie dell’Incarnazione, è stato un Dono immenso! Dovevamo essere noi il Regalo per Maria Thu e Maria Hien nel giorno della loro Prima Professione ed invece sono state Loro a farci un meraviglioso Regalo!

Essergli vicino nel giorno del loro Si al Signore è stato emozionante, la loro testimonianza e la loro storia sono stati un esempio per Noi.

Siamo tutti chiamati a scoprire la nostra Vocazione, quella Missione alla quale ci chiama Dio e che può renderci pienamente liberi e felici! Felicità che abbiamo trovato negli occhi di Suor Maria Thu e Suor Maria Hien e di tutte le Suore della Congregazione.

È stata davvero una giornata indimenticabile, fatta di momenti forti e intensi, di lacrime e sorrisi, di gioia e condivisione … con questo spirito ci auguriamo di poter continuare a camminare insieme anche alle nostre “Suorine”, che ormai sono entrate, non solo nei nostri cuori, ma anche a far parte della nostra Famiglia!

I Giovani di Capocroce

23-09-2023

La professione religiosa: dono di Dio

Pubblicato il: domenica 24 Settembre 2023

La professione religiosa: dono di Dio

Oggi per noi Suore Missionarie dell’Incarnazione è un giorno di grande gioia e di festa.   Due nostre sorelle vietnamite hanno fatto la loro prima Professione religiosa, donando con il loro “SI” tutte se stesse al Signore. Un SI fedele alla vocazione dalla quale sin da subito sono state animate, cresciuta a modello e immagine del Fiat di Maria nostra Madre. È un evento estremamente importante perché è il momento in cui le nostre sorelle sono entrate a far parte ufficialmente della famiglia, quella delle: “Suore Missionarie dell’Incarnazione”.

Con l’ingresso nella nostra “famiglia” loro ricevono il dono di un Carisma, e soprattutto divengono le future custodi di questo enorme patrimonio spirituale che deve essere annunciato al mondo. Come diceva la nostra saggia Madre Carla: “La professione non ammette leggerezze o superficialità ma esige amore cosciente, donazione totale di tutto il nostro essere”. Ogni vocazione è una delle tante dimostrazioni dell’immenso e irripetibile amore di Dio, è la manifestazione di quanto Lui continui ad amarci.

La celebrazione è stata presieduta da don Claudio Cerulli, e concelebrata da numerosi sacerdoti alla presenza del popolo di Dio, nella cappella di Casa Madre dove riposa il corpo dell’umile Serva di Dio: Madre Carla Borgheri. Siamo certi della sua presenza in questo momento gioioso e prezioso per tutti noi.

Madre Carla è stata la prima a fare tutto ciò fosse in suo potere per trasmettere a tante persone la Spiritualità dell’Incarnazione, far conoscere l’amore di Dio sulla terra. Lo ha fatto con l’esempio, con la preghiera e con le tante testimonianze dei suoi scritti, preziosi promemoria a quanti con fiducia si accostano ad essi.

È stato un momento emozionante e nello stesso tempo pieno di gratitudine che riempie i nostri cuori di gioia.

Ora invochiamo dal Signore ogni benedizione e grazia sulle neo-professe per un cammino di Santità.!!!

 

 

Attimi di paradiso

Pubblicato il: venerdì 29 Settembre 2023

Attimi di paradiso

Io provo sempre una profonda gratitudine nei confronti delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, perché ogni qualvolta si vivono momenti di preghiera, di riflessione, di adorazione e contemplazione insieme a loro, alla presenza del Signore, un pezzo di Cielo scende tra noi e ci tocca nel profondo… questo è quello che è avvenuto anche e soprattutto sabato mattina durante la Professione Religiosa di Maria Thu e Maria Hien: una meraviglia per i miei occhi e per il mio cuore. Non era per me la prima volta, perché avendo una sorella suora, avevo già assistito ad una Professione Religiosa, ma non ci si abitua mai alla Chiamata del Signore: quando il Signore chiama, l’emozione è sempre molto grande e profonda… l’Eterno per primo ama e ti sceglie. Questa è la bellissima citazione di San Giovanni cui Suor Maria Thu e Suor Maria Hien hanno fatto riferimento: la loro vocazione nasce perché amate dal Signore in modo incondizionato ed assoluto. Due ragazze venute da lontano, con la loro storia, la loro giovane vita che si sono messe in Cammino perché hanno sentito questa chiamata all’Amore da Colui che è Amore. E tutto questo lo abbiamo visto nei loro volti raggianti, bagnati di lacrime ma raggianti.

Come Maria, anche loro creature semplici, hanno detto “Eccomi” alla volontà del Signore: momento bellissimo, in cui la commozione di tutti i presenti era visibile in occhi velati di lacrime. Tutta la celebrazione è stata un crescendo di emozioni, curata nei minimi particolari, allietata da canti e musiche molto coinvolgenti. Interessante è stato sentire come i ragazzi del nostro Oratorio, insieme alle nostre amate Suore, hanno cantato nella loro lingua madre, il Vietnamita… Il risultato è stato sorprendente! Tutta la comunità cantava insieme a loro: giovani Suore e giovani dell’Oratorio che insieme camminano per donare Amore. Sono vocazioni diverse, chiamate diverse, ma con un unico scopo: testimoniare la Pienezza che solo il Signore può dare. Tutto questo sotto l’amorevole sguardo della nostra Madre Carla Borgheri, che dal Cielo protegge le sue Figlie e protegge tutti noi, che rivolgiamo a Lei le nostre incessanti preghiere. Posso dire in tutta umiltà e sincerità che vivere questa giornata è stato per me vivere “Attimi di Paradiso”. Ancora grazie di Cuore.

Rita Razza

Un pomeriggio speciale

Pubblicato il: martedì 3 Ottobre 2023

Ieri, nell’incantevole giardino della Casa Madre Delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, per le nonne ospiti della Casa di Riposo è stato organizzato un pomeriggio veramente speciale.

L’evento, pensato per l’occasione della festa dei nonni, si è trasformato in due ore di autentica serenità e gioia.

Accompagnati da un piacevole sottofondo musicale, deliziati da un gustoso e apprezzatissimo menù, le nonne ospiti, le loro famiglie e tutte le suore hanno trascorso il pomeriggio condividendo la tranquillità e la pace che è la caratteristica principale di questo luogo straordinario, nato per opera di Madre Carla.

Un momento importante per tutti è stato l’apertura della festa: la preghiera comune dedicata a chi soffre e soprattutto alle popolazioni che in questo momento stanno vivendo il dramma della guerra, ha unito tutti i presenti in un momento di raccoglimento e comunione.

Il piacere di stare insieme è stato, poi, il vero protagonista del pomeriggio.

Giuliana Ricottini

Il mese missionario prende vita

Pubblicato il: venerdì 13 Ottobre 2023

Qualche mese dopo l’inaugurazione della Piazza Madre Carla Borgheri, ieri sera, si è svolto il primo incontro di preghiera dedicato al Mese Missionario.

Molte persone hanno partecipato al Rosario mariano e ormai la nuova piazza è diventata un punto di ritrovo per i piccoli e le famiglie del rione. I vicini, “auspichiamo che nel prossimo futuro si realizzino iniziative di questo genere per avvicinare le persone alla fede sull’esempio di Madre Carla”.

Un fine settimana missionario

Pubblicato il: lunedì 16 Ottobre 2023

“Un fine settimana missionario”

Ognuno di noi ha i propri obiettivi e desideri per andare avanti nella vita, e ciascuno da ad essi il significato e il valore che più ritiene giusto. Per un cristiano però, la vita ha senso solo quando è percepita e vissuta secondo i principi di Gesù, in pieno spirito missionario, a servizio del prossimo, con lo scopo principale di custodire e far conoscere il Suo amore a quanti incontriamo sul nostro cammino, perché la Fede possa germogliare e crescere nel cuore di tutti. Così, noi giovani della Parrocchia di Shënkoll, incoraggiati dalla vita e dalle opere degli Apostoli, abbiamo deciso di condividere un’esperienza ‘Missionaria’.

    Il quattordici ottobre, dopo un viaggio molto lungo, accompagnato da preghiere, giochi e tante conversazioni amichevoli, arriviamo in una città piuttosto grande chiamata Devolli. Bilishti è stata la nostra prima meta, dove siamo stati ospitati nella casa delle ‘Suore Francescane del Vangelo’. Ci hanno raccontato la loro storia in Albania, le esperienze, le vicissitudini e le difficoltà incontrate qui, difficoltà che sono state costrette a superare spesso da sole, considerando l’assenza di un sacerdote a tempo pieno nella zona, da circa 22 anni. La loro forza è stata da sempre, a loro dire, la grande Fede da cui erano animate che gli ha permesso di continuare a diffondere la Parola di Dio anche di fronte ai pericoli, confidando sempre  e solo nell’aiuto Divino.    Nello stesso pomeriggio, il destino ha voluto che incontrassimo Suami, una liceale timida e insicura, molto provata  dallo stress della scuola e dai corsi estenuanti che doveva frequentare, ma con il cuore colmo d’amore per Dio. Nell’anno 2017, la nostra protagonista ha deciso di aderire al cattolicesimo, con una convinzione che proveniva dal profondo della sua anima. “A dire il vero, mi sono da sempre sentita cristiana e  appartenente a Lui, ma la volontà di proclamare quest’ultima è stata il mio punto più debole”, – ha detto. Fortunatamente la sua famiglia ha accolto con benevolenza la novità divenendo per lei il più grande sostegno, quello che le ha permesso di rimanere forte nel tempo di fronte alle tentazioni,  e raggiungere così il suo scopo:  ricevere il Battesimo. Suami, era meravigliosamente orgogliosa della religione che aveva scelto. “La domenica” – continuava a raccontarci – “mentre tutti uscivano per incontrarsi con gli amici, io preferivo partecipare alla Santa Messa, poiché il vuoto che sentivo nell’anima si riempiva  solo attraverso la Comunione e l’Eucaristia perché è lì che ho incontrato il mio più grande amico: Gesù”. E’ stata per noi una testimonianza edificante che ha rafforzato ancor di più in noi la volontà di diffondere e far conoscere la bellezza di un Dio Padre amorevole che ci Ama fino all’estremo sacrificio.

Il giorno successivo dopo la messa mattutina  ci siamo diretti verso il villaggio di Dobranj. Ci siamo divisi in quattro gruppi e bussando porta a porta abbiamo invitato grandi e piccini a venire ad assistere allo spettacolo che con impegno avevamo preparato, era la rappresentazione del: Il Cieco e Gesù che se pur in forma teatrale conteneva un profondo messaggio e un grande insegnamento.  Inizialmente avevamo molta paura e non eravamo sicuri del buon esito dell’iniziativa, ma Suor Teresina ci rassicurava e incoraggiava, sostenendo che se pur fossero stati pochi i partecipanti, avremmo comunque fatto la volontà del nostro Dio, scegliendo di annunciare la sua Parola in quella forma insolita e originale. I primi ad  avvicinarsi sono stati due anziani del posto e poi come per miracolo, in men che non si dica la piazza brulicava di voci di bambini ma anche di tanti adulti. Eravamo  davvero sicuri che questa nostra missione fosse sacra e con questa convinzione abbiamo iniziato la drammatizzazione lasciando un messaggio che è penetrato in profondità nei cuori di coloro che hanno partecipato. Grazie alla nostra iniziativa avevano capito che Dio non è solo per i buoni o i sani, ma è proprio per coloro che hanno più bisogno della sua misericordia.

    Sebbene fossimo stanchi, abbiamo deciso di proseguire raggiungendo un altro quartiere a dir di tutti molto pericoloso. In effetti ci accorgemmo sin da subito della diffidenza e la rabbia che traspariva dai volti di ragazzini e adulti che abbiamo invitato a unirsi a noi. Noi per loro eravamo degli “avversari”. Comunque abbiamo iniziato la missione, ballando e cantando insieme nella speranza che loro si unissero a noi. E a quanto pare, una forza esterna è intervenuta nei loro cuori, e hanno cominciato a divertirsi con noi, alcuni buttando via le bici, altri con rabbia, altri con orgoglio se pur con tante divisioni religiose e sociali! Alla fine comunque potevamo ritenerci soddisfatti e felici di aver donato loro alcune ore di spensieratezza e siamo andati via con in cuore la speranza che forse anche in loro avevamo gettato il seme della fede, animato dalla curiosità di conoscere più da vicino l’amore di Dio, quel Dio della gioia e della speranza di cui noi eravamo stati portavoce.

     La missione era praticamente conclusa e trovandoci a fare un resoconto dell’esperienza vissuta, ci siamo accorti che se tanto avevamo dato, molto di più avevamo ricevuto. Incontrare alcune famiglie convertite al cristianesimo e sentir raccontare le loro storie è stata per noi un’esperienza entusiasmante che ancora una volta ci ha confermato quanto fosse grande l’Amore e la Misericordia di Dio Padre per i suoi figli.

 La mattina seguente, dopo aver salutato e ringraziato le suore per l’ospitalità, partiamo alla volta di Korçë, la ‘Parigi dell’Albania’. Assistiamo alla messa e visitiamo la comunità cattolica lì, dove tutto è iniziato con una scuola laica Maltese. Con un’emozione indimenticabile, lasciamo Korca per andare a Pogradec, dove faremo un giro di visite a diversi luoghi per poi tornare a Lezha. Con il cuore pieno di gioia, arricchiti  da quanto visto e vissuto e animati da nuova energia concludiamo così il nostro Fine Settimana Missionario, nella speranza di poter presto ripetere questa bellissima esperienza!

Ottobre Missionario: Cuori Ardenti, Piedi in Cammino

Pubblicato il: martedì 24 Ottobre 2023

Ogni anno, il mese di Ottobre ci offre l’opportunità di riflettere sulla missione, ci immerge in un viaggio speciale, un percorso di animazione missionaria coinvolgente per la Chiesa Cattolica in tutto il mondo. Questo straordinario itinerario culmina con la celebrazione della Giornata missionaria mondiale, quest’anno celebratasi il 22 ottobre. Il tema scelto è stato: “Cuori Ardenti, Piedi in Cammino”; ispirato dal racconto dei discepoli di Emmaus nel Vangelo di Luca, un invito a vivere la missione con passione e determinazione. Questo brano del vangelo di Luca ci ricorda che la vita cristiana è un cammino, una strada, un percorso da fare insieme, fiduciosi nel Signore. E’ un cammino impegnativo che dura una vita, infatti non basta solo conoscere Gesù, bisogna entrare in rapporto di comunione con Lui e riempirsi di Lui, perché è Lui stesso che ci sostiene attraverso lo Spirito Santo, che riscalda i cuori e anima lo spirito ad andare avanti. Solo chi cammina, conosce le barriere e le difficoltà del cammino.  Il percorso missionario a maggior ragione, non si racchiude in un mese, è una strada da percorrere per l’intera vita perché la nostra vita è chiamata ad essere un apostolato.

Ovvio che non si tratta semplicemente di un cammino geografico ma anche e soprattutto di un cammino spirituale, dove prima di tutto riempiamo noi stessi attraverso l’ascolto, la riflessione e il confronto quotidiano della Parola per essere in grado poi di portare agli altri quella conoscenza pregna dell’Amore di Dio.

La diocesi di Roma avendo organizzato una straordinaria Veglia Missionaria presso la Basilica di San Paolo fuori le Mura, tenutasi il 21 ottobre, intendeva proprio questo, come chiesa Madre che presiede alla carità: riportare la verità evangelica della Chiesa in uscita, dove possiamo trovare evangelizzatori ed evangelizzati e mai funzionari, dove possiamo trovare dei servitori e non dei Padroni. È stata una serata carica di emozioni, preghiera e testimonianze toccanti.

Durante la veglia, abbiamo ascoltato tre storie straordinarie. La prima, è stata quella di padre Pier Luigi Maccalli, che ha reso omaggio al coraggio e alla fede di un missionario rapito in Niger da estremisti islamici, trascorrendo oltre due anni in prigionia. La sua testimonianza è un inno alla forza dello spirito umano e alla fiducia in Dio. La seconda testimonianza è stata di suor Gabriella Bottani, una missionaria comboniana, la cui storia è stata segnata da un tragico attentato terroristico in Mozambico, in cui è stata uccisa sua zia suor Maria De Coppi. Infine, Francesca Battilocchi, una ragazza, giovane di 22 anni, che ha condiviso la sua esperienza di un viaggio missionario a Nairobi con l’Associazione Giacomogiacomo. La sua storia dimostra che la missione non ha età, e chiunque può fare la differenza, elemento essenziale perché ciò avvenga è: l’essere radicati in Dio, il contenuto della missione, nel quale la missione trova senso, trova in Lui la fonte e il culmine.

Durante la veglia, c’è stato anche un momento toccante in cui noi, Suore Missionarie dell’Incarnazione, abbiamo eseguito una danza su una canzone chiamata “Joganiya”. Questa canzone parla di un amore profondo e devoto, simboleggiando il desiderio di una connessione eterna con il Divino. La danza è stata un modo straordinario e originale per esprimere questa profonda connessione con il divino attraverso il movimento e l’arte. Come sappiamo l’arte è l’espressione della bellezza e dell’armonia.

Il cardinale Angelo De Donatis ha consegnato il mandato e una Croce a coloro che si preparano a partire in missione, sia religiosi che laici. In questo momento ha sottolineato l’importanza della missione nella Chiesa e l’invito a tutti ad essere parte attiva in questo straordinario viaggio di fede.

Alla fine della serata possiamo dire che la Basilica di San Paolo ha accolto il mondo intero. Abbiamo ascoltato le voci provenienti da ogni angolo della terra. Questo ci ha fatto riflettere su ciò che rende speciale il nostro mondo. La risposta sta nella scelta di rimanere con uno sguardo ben definito, anche quando sembra più facile andarsene. Stare può essere il contrario della missione, che spesso è associata a partire, ma è importante ricordare quanto sia cruciale anche il fermarsi e dare un significato alla nostra presenza qui nell’attimo presente. Questa è la vera essenza dell’ottobre missionario: cuori ardenti, pronti a mettersi in cammino.

Per concludere non possiamo che ringraziare Dio Padre per questa ulteriore occasione di crescita spirituale donataci.

P. Luigi Secchi tra le braccia del Padre

Pubblicato il: domenica 29 Ottobre 2023

“È preziosa agli occhi del Signore la morte dei suoi fedeli” (Sal 116)

Facciamo fatica a comprendere la preziosità della morte dei fedeli del Signore! Il vuoto che ha lasciato padre Luigi ora ci invita a colmarlo con la fede e nella speranza di incontrarlo un giorno nella carità eterna di Dio.

Padre Luigi è stato un uomo di Dio, padre, fratello, amico e sacerdote modello a immagine del Buon Pastore! La sua presenza discreto, gentile e attenta ai bisogni dell’altro infondeva serenità e gioia a chiunque lo incontrava. Lui ha terminato la sua corsa, ha compiuto la sua missione da buon Ministro degli infermi del corpo e dello spirito di tante persone che ha servito.

Ci piace immaginarti a contemplare il volto del Padre insieme a Madre Carla per la quale con entusiasmo e devozione ti sei dedicato come Delegato episcopale per la Causa della sua Beatificazione!

Dal nostro cuore esala un sentimento di gratitudine al Signore per tutto il bene che Egli ha compiuto per mezzo di questo suo servo fedele e buono.

Ora ti affidiamo all’eterna misericordia di Dio, continua la tua missione dal Cielo intercedendo per noi al Signore, che in questa terra hai servito con semplicità e amore.

Grazie padre Luigi! Ci mancherai tanto, ma tu sarai sempre presente nei nostri ricordi e nella nostra preghiera.

Arrivederci in Cielo!

Perché le cose semplici sono quelle più belle!

Pubblicato il: domenica 26 Novembre 2023

Nella semplicità e nella pace della Casa delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, abbiamo trascorso oggi un momento di condivisione e preghiera alla Luce della Parola del Signore. Lui che guida i nostri passi, che ci insegna ad amare e a non avere paura delle diversità, ci ha permesso di vivere oggi una giornata che custodiremo sempre nel nostro Cuore. Preghiera, ascolto della Parola, condivisione e riflessioni… sono stati questi gli ingredienti del nostro pomeriggio insieme. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare nel nostro Cammino le Suore Missionarie dell’Incarnazione che da anni ormai sono per Noi un dono e un esempio e che oggi ci hanno accolto nella loro Casa, facendocela sentire anche un po’ Nostra. Grazie Suorine per la gioia e la semplicità che ci trasmettete… continuiamo a camminare insieme verso la vera Felicità sulla strada dell’Amore!

                                                                                                                             Simeone

Omaggio a Madre Carla: una strada di carità nel cuore di Tabou

Pubblicato il: martedì 5 Dicembre 2023

La congregazione delle “Suore missionarie dell’Incarnazione” insieme alle autorità amministrative, politiche e religiose locali, in particolare il capo di gabinetto della prefettura, Péhé Blanchard, che rappresenta il prefetto del dipartimento di Tabou, il sindaco Ouallo Jean-Luc e il curato Djiré Amores, hanno presieduto al battesimo di una strada nel quartiere Port-Bouet, all’ingresso della città di Tabou, domenica 3 dicembre 2023. La strada in questione va dalla grande via fino all’orfanotrofio Casa del Sole, situato lungo la costa, in omaggio alla fondatrice della congregazione delle “Suore missionarie dell’Incarnazione”, per le sue numerose opere di carità a favore della popolazione, in particolare dei bambini provenienti da famiglie disagiate. In questa occasione, Suor Carmela, madre generale della congregazione, ha illustrato le motivazioni legate a questa iniziativa. “Dal momento dell’installazione della comunità delle Suore missionarie dell’Incarnazione a Tabou nel 1997 fino al 2005, Madre Carla Borgheri ha calpestato ogni anno il suolo di Tabou. Aveva un legame particolare con la popolazione di Tabou. Era una religiosa come le altre, ma straordinaria nel suo amore per i più poveri, nella sua semplicità, umiltà e nella sua vita di preghiera”, ha spiegato. Le autorità presenti si sono congratulate per questa azione di riconoscimento.

“L’intitolazione di questa strada dedicata a Madre Carla Borgheri è per noi un momento solenne e importante. È un segno di riconoscimento per le opere e le azioni compiute dalla fondatrice delle SMI che, attraverso le sue opere qui a Tabou, lascia un’impronta su ognuno di noi. Dedicando questa strada a Madre Carla, non facciamo altro che renderle omaggio. Carla Borgheri è, per noi, un simbolo, un’icona. E saremo sempre pronti ad accompagnarvi affinché Madre Carla resti impressa nella memoria di ciascuno di noi”, ha dichiarato il primo magistrato del comune di Tabou, Ouallo Jean-Luc. Anche il capo di gabinetto del prefetto ha salutato l’iniziativa e ha espresso l’impegno del suo mandante a garantire che la “Via Madre Carla Borgheri” sia inclusa nella cartografia del paese. Nata a Novi Ligure, in Italia, il 17 febbraio 1922 e deceduta nel settembre 2006, Carla Borgheri era animata da una profonda vocazione alla carità.

Alan Ourega, corrispondente regionale.

With His Grace 25 Years

Pubblicato il: lunedì 11 Dicembre 2023

With His Grace 25 Years

Dear readers,

 The community of St. Charles Home in Nagercoil (Tamil Nadu) St. Thomas region wants to share the joy of being 25 years of Religious life of our dear Sr. Antoniyammal, Sr.Savariyammal and Sr.Smitha James. They celebrated the thanks giving Holy mass on December 9th  2023. They are very grateful to all the people who accompanied them in these 25 years of life consecrated to God for others, in this great family of Missionary sisters of Incarnation.

Sr.Anthoniyammal belongs to Kottar diocese, Sr.Savariyammal belongs to Madurai Archdiocese and sr.Smitha James belongs to Kollam diocese. Thanks to their Parents who sacrificed their daughters to our Incarnation family.

The celebration held on 9th December at.5.pm, the holy Eucharistic celebration presided by Most. Rev. Peter Remigius D.D. emeritus. They too renewed their strength to work for the Lord again throughout their journey of life with Jesus. Our joy was immense!

A heartfelt thank you to all the sisters, Fathers and parishioners who participated in our joy. For all of them we ask the Lord to bless them and to grant them peace.

Jesus Incarnate Word bless everyone!

 

Avvento è il tempo dell’attesa e della speranza

Pubblicato il: sabato 16 Dicembre 2023

In questo drammatico periodo storico, dove guerre, violenze, sconvolgimenti ambientali, hanno il sopravento, si rinnova il miracolo del Natale, Dio assumendo la nostra carne torna a nascere in mezzo a noi, mostrandoci che serve spogliarci di noi stessi per accogliere, sostenere ed amare l’altro, ed oggi come ieri preferisce venire al mondo nei luoghi più abbandonati del mondo, dalla Grotta di Betlemme, ai campi profughi, ai barconi della morte, nei campi di battaglia, negli ospedali e ovunque la sofferenza ed il dolore strazia il genere umano.

Ma il Natale è anche la Cometa, quella Luce che illumina il mondo, e che solo il tenero Bambino di Betlemme porta con sé ogni 25 dicembre, il buio si è dissolto, l’umanità non è più sola!

Il Natale però è anche la Festa di Maria di Nazareth che con il suo esempio di Donna libera, fiduciosa e responsabile ha cambiato il mondo accettando di diventare la Culla del Creatore!

Solennità di Gesù, di Maria e non solo, è la festa di tutti noi, ed in questa ricorrenza di gioiosa attesa, un pensiero ed una preghiera va sicuramente a Madre Carla che si è fatto mezzo di speranza per gli ultimi, i dimenticati ed un grazie alle sue tante suorine sparse nel mondo che con il loro servizio agli altri donano speranza e dignità ogni giorno dell’anno.

Auguri di Buon Natale

La cura reciproca: sé e noi

Pubblicato il: sabato 23 Dicembre 2023

La freschezza della giovinezza è come la bellezza di un giardino pieno di fiori: se i fiori sono colorati il giardino appare ancora più bello. Con questa immagine possiamo descrivere la crescita umana e spirituale di noi giovani Suore Missionarie dell’Incarnazione; come ci esorta la Serva di Dio, Madre Carla Borgheri: «Il nostro sia un “sì” generoso, totale, gioioso. Se dobbiamo donare a Dio un fiore colto nel nostro giardino, doniamolo subito, appena reciso, non dobbiamo tenerlo in mano, pensarci sopra, altrimenti perde la sua freschezza, il suo profumo e non è più presentabile. Un’anima missionaria custodisce, dentro di sé, il desiderio insopprimibile di portare Cristo alle anime, senza chiedere nulla per sé, né quanto ciò le possa costare» (Dio Solo, p.146).  Per essere portatrici di Cristo nel mondo e per poterLo donare agli altri, dobbiamo essere riempite di Cristo; inoltre è molto importante prendersi innanzitutto cura di se stesse  per potersi prendere cura degli altri.

“Non è un prima temporale, ma esistenziale: se non mi prendo cura di me, non so prendermi cura degli altri, se non so ascoltare me stessa, non so ascoltare gli altri, se non sto bene con me stessa, non sto bene nemmeno con gli altri e non faccio stare bene gli altri”. Questo è stato il fulcro degli incontri di questi giorni guidati da Sr. Grazia, di nome e di fatto. Infatti, gli ultimi mesi di questo anno 2023 sono stati davvero mesi di grazia perché con l’aiuto di Sr. Grazia ci siamo messe in gioco per conoscere e per condividere le nostre emozioni per approfondire la conoscenza di noi stesse. Abbiamo compreso bene che la conoscenza di se stessi non è un punto da raggiungere, ma un processo che dura per tutta la vita. In questo processo le emozioni sono la nostra forza interna più grande, e sono quelle che ci distinguono dalle macchine permettendoci di sognare, sperare fiorire ed amare. In questo modo la cura di me stessa è paragonabile alla cura della nostra casa e questo diventa indispensabile, perché la nostra casa, il nostro corpo è il luogo in cui il Signore vuole venire ad abitare per portare la salvezza a noi e, attraverso di noi, agli altri. Come ci ricorda la Serva di Dio Carla Borgheri: “Tutta la nostra giornata deve essere un continuo fiorire di atti virtuosi, affinché possa trasformarsi in un vaso profumato di presenza divina. Questo lavoro assiduo, quotidiano ci renderà spiritualmente più sensibili, capaci di comprendere e sentire in noi i desideri del Signore, per viverli intensamente”.

Sr. Suji SMI

Nurri 2023: Gusto e Tradizione in Festa

Pubblicato il: domenica 24 Dicembre 2023

Chiude a Nurri la decima edizione. Un successo che cresce di anno in anno, offrendo i prodotti agroalimentari della tradizione locale, la cultura, la storia dei luoghi, raccontando il territorio e le nostre usanze.

Le suore missionarie hanno proposto anche quest’anno un punto ristoro con un menu di piatti ispirati alla tradizione Sarda e Nurrese interpretati con fantasia e attenzione. Molto buoni i Culurgiones preparati con la farina e il formaggio locale, il Pane fatto in casa, i Formaggi della Cooperativa Unione Pastori e il dolce per eccellenza la Seadas servita con il miele e la scorza d’arancia.

Buon Natale 2023

Pubblicato il: lunedì 25 Dicembre 2023

“Natale è una storia al di là della storia,
è la tua storia, Gesù, che incontri la nostra vita,
quella di ieri, quella di oggi e quella di domani.
Natale è un albero della vita
che esprime l’uomo, che manifesta Dio.
Natale sei Tu, Gesù, uno dei nostri,
tra i più grandi, ma anche tra i più vicini:
un Dio, ma anche un Amico e un Fratello.”
(Robert Riber).
Con l’augurio che dalla culla, Gesù entri anche nella nostra storia di ogni giorno.
Buon Natale!

Ignatian Contemplation on the Nativity of Jesus

Pubblicato il: venerdì 29 Dicembre 2023

The joyful Christmas season comes with a lot of cakes and gifts, cribs and carols, Santa Claus, Christmas trees and colorful decorations of lights. Indeed, nowadays Christmas is identified only with these external signs and celebrations. What is the real meaning of Christmas? Why is it celebrated in such a way all over the world? What does it mean to say incarnation? Can a God be a human? These questions trigger us to go deep into the Mystery of the Incarnation of Jesus. How to enter into the greatest mystery that the world has ever seen in history? St Ignatius of Loyola in his Spiritual Exercises introduces in the second week, the Contemplation of the Nativity of Jesus to the retreatant to enter into this mystery of Incarnation.

The exercise of contemplation given by St Ignatius is not just meditative thinking on the theme of Nativity but through our imagination we become an active participant in the particular scene with thoughts and emotions in the presence of Holy persons. Indeed, at the end of the day, He asks us to do the same using our five senses to get into a deeper union of the mystery we are contemplating. While explaining Ignatian contemplation, I would like to share my personal experience. St Ignatius asks us not to see the birth of Jesus as a historical event that happened two thousand years before but as a reality happening here and now.

In contemplation, St Ignatius starts with the composition of the place, imagining and seeing mentally the place where the event is taking place, nine-month pregnant Mary with Joseph with a donkey moving from Nazareth to Bethlehem for the census. Looking a little more deeply into the details like the distance, the roads, mountains and valleys they cross and the place Jesus was born whether it is big or small. Then, it is the most interesting part, inserting yourself into the history or into the scene of contemplation. Looking at Mary, Joseph and Jesus, imagining ourselves as a poor servant and deeply gazing at them and serving them in a most reverential manner. In order to receive some spiritual fruits, I am very attentive to the words of these people and also to the actions of these people. To be born in this poor lowly state, these holy men were travelling day and night with hunger and thirst, cold winter and heavy sun and all these things are happening to me. Finally, I enter into colloquy with any of the holy persons, touching and kissing the baby Jesus. Actually, here we are not praying with any words but being present with Jesus very closely with our hearts and minds in imagination.

This is one of the peak experiences for me during the retreat of thirty days of the Spiritual Exercises. I was very much impressed and inspired by the humility, accepting the vulnerability and identification of Jesus after the contemplation. What a memorable journey with Mother Mary and Joseph! I was guiding the donkey, conversing with Mother Mary, fetching water from the well and preparing the tent at night. She never treated me as a servant but always as a son. How much love and care, Joseph showed towards Mary and to safeguard the Holy Child. After this contemplation only, my devotion towards Joseph has begun. Mother Mary was very much suffering during the journey, fainting and vomiting but she never grumbled about the discomfort. When we reached Bethlehem, nobody gave us a place to stay. Mother Mary was in labour pain, Joseph left Mary with me to go to search for a place. Everyone was gazing at us but none helped to find a place. At last, we found a dirty stinky cowshed full of rubbles. Mary was crying aloud in pain; I prepared hot water and soaked the cloth to ease the delivery. I could imagine, Jesus learned from Mary the meaning of passion. I was ready there to do anything for Mother Mary and Joseph. After a long struggle, she gave birth to Jesus, the only Son of God. His legs first touched the cow shit.

I could not control my emotions when I saw Jesus to be in such a lowly condition. The mighty God who has created heaven and earth, mountains and valleys is born in such a place, full of rubbish, stinking smell of cows’ excreta. What a poverty! Such a powerful and omnipotent God is lying like any other child, depending on human help for its needs, What humility! Though He is the mightiest God, He did not open his mouth besides crying for milk. What a vulnerability he has assumed! A God who depends on humans for any of their needs. It’s incredible! These thoughts disturbed me much. St Ignatius here makes us to belong these things by saying, everything for me. At this moment, I become emotionally, and rationally connected to the person of Jesus. He has incarnated for me; He has assumed himself to be born in such a lowly state for me. Jesus humbled himself to the human being and the world for me. Jesus identifies Himself with such a poor condition of place and people. Jesus emptied Himself from such a mighty godly state to a state of vulnerability and dependence. From this experience of contemplation of Nativity, I learned that coming down or emptying oneself for the life of others is Christmas, identifying myself with the poor and vulnerable is Christmas,

Let my prayer for this Christmas be,

Lord give me the grace to accept my vulnerability, let me incarnate and come down from my pride honour and self-reliance. The grace to perceive and identify you in the poor, the humble, the homeless and the vulnerable people. Fill me with the grace of Humility, Poverty, Incarnating and self-emptying love.

                Frankly Jayanth SJ

The Joy of Christmas

Pubblicato il: sabato 30 Dicembre 2023

On this occasion of Christmas season, with great joy, we the Missionary Sisters of Incarnation together with our inmates and their family members and our benefactors, celebrated the Christmas program at St. Charles Home, Tamil Nadu on 22nd Dec at 11.30 am. We invited Rev. Fr. Madhan, the correspondent of Bishop Arockiaswamy B.Ed. College as our Chief Guest and Paster Stephen, the Paster of Sahaya Nager AG Church and Mr.Vijai, Sub Inspector of Rajakamangalm who were our Special Guest. All our Chief Guests and Special guest were impressed by the cheerfulness and the programs of our dear children who are intellectually Disabled. This is the joy that we must learn from these special children and bring to others. Through the programme, we could see the possible effort and the dedication of all the sisters and the staff who are involved in their growth and education. We thank all our well-wishers, friends and relatives. May the infant Jesus bless you all and give you peace, joy and prosperity through this great festival of Christmas.

Embracing the Unwritten Chapter: 2024

Pubblicato il: lunedì 1 Gennaio 2024

A ‘New’ Year is a kaleidoscope of ‘new’—new days, new possibilities, and new connections with new faces. It invites us to embrace change, cultivate resilience, and approach each moment with a sense of wonder. As we stand on the threshold between the past and the future, the fading echoes of the year gone by mingle with the whispers of the adventures yet to unfold. It’s a moment where we honor the lessons learned and the growth achieved.

In this temporal crossroads, the ticking seconds bridge our yesterdays with our tomorrows, creating a bitter yet hopeful symphony as the clock strikes midnight. The countdown to midnight on New Year’s Eve becomes a universal moment of anticipation, where the merriment of Christmas seamlessly transforms into a collective embrace of fresh opportunities.

The new year is a chance to leave behind the challenges of the past and embrace the possibilities of the future. It’s a universal moment of transition, uniting people in a shared desire for positive change and a brighter tomorrow.

Making resolutions during the New Year is a trend these days. However, when we look back on past years, we can see where all those resolutions went. We should understand that change is not something occasional. It’s that moment of understanding and growing after that understanding. Let this be your ‘that’ moment. “Sometimes all it takes is a moment.”

“There’s a saying that St. John of the Cross repeatedly uttered: “Flowers, flowers, flowers…” In his final moments, he mentioned this upon witnessing eternal life. Similarly, why not take a moment to appreciate the beauty of the ‘flowers’ surrounding us?—not in the context of eternal life, but during our time here on Earth itself? Let’s focus on the happiness that’s revolving around us rather than dwelling on the negatives.”

The new year is not just about starting something ‘new’; it’s also about keeping the past with all its tears, mistakes, joys, and wonders and moving into the future as a much better person. May this year bring you more opportunities to make mistakes, to learn from those mistakes, and to explore the world around you in a much better way, to be a much better person.

Happy New Year!”

Andriya (Anu)

Honoring Mother Carla: A Day of Gratitude and Unity

Pubblicato il: domenica 14 Gennaio 2024

In a joyous commemoration at St. Raphael Church Thykoodam on January 13, 2024, the Missionaries of Incarnation recently marked a day of profound significance – the remembrance of the proclamation of Mother Carla Borgheri as the Servant of God. The morning session, enriched by the wisdom of Dr. Waldery Hilgeman, delved into the details of the canonization process, providing insights into the remarkable journey of Mother Carla. As the day unfolded, the evening saw a magnificent Eucharistic celebration at 4:30 pm, presided over by Monsignor Mathew Elanjimattam, the Vicar General of Verapoli Archdiocese. This sacred occasion was made even more beautiful by the significant collaboration among the Missionary Fathers of Incarnation and the Missionary Sisters of Incarnation. Their joint efforts created an atmosphere of unity, underscoring the shared commitment to honoring Mother Carla’s profound impact on the congregation.

The evening was graced by the presence of numerous priests, sisters, and their cherished relatives and friends, creating an atmosphere of shared reverence and spiritual connection. Distinguished guests, including Postulator Waldery, Mother General Carmela Cataldo, Vicar General Loreda Spagnolo, General Councillor Sr. Jessy Chenathara, and General Procurator Sr. Gracy Thayil, added to the solemnity of the event. Mother Carmela inaugurated the proceedings with the lighting of the lamp, setting the stage for an evening filled with inspiration and remembrance. Father Joby, the parish priest, and Mr. Ooby, the Parish Council Secretary, graced the occasion with heartfelt valedictory speeches, emphasizing the impact of Mother Carla’s life on the community. Sister Loreda delivered a touching message that echoed the profound influence of Mother Carla Borgheri.

The evening unfolded with a captivating drama based on Mother Carla’s life history, skillfully conducted by Fr. John Capistan Lopez. The regional superior, Sr. Shyni, concluded the event with a heartfelt vote of thanks, expressing gratitude to all who participated in making the day a memorable tribute to the remarkable Servant of God, Mother Carla Borgheri. This day served not only as a remembrance but as a celebration of a life devoted to faith, service, and inspiration. The legacy of Mother Carla Borgheri continues to resonate, inspiring generations to come, and the collaborative efforts of the Missionary Fathers and Sisters added a unique and beautiful dimension to the celebration.

Nella diocesi di Verapoly è stata aperta l’inchiesta Rogatoriale

Pubblicato il: lunedì 15 Gennaio 2024

Sono onorato di trovarmi davanti a voi oggi con profonda gratitudine e un profondo senso di rispetto mentre ci riuniamo per esprimere la nostra sincera gratitudine all’Arcivescovo Joseph. Apprezziamo di aver gentilmente accettato di presiedere l’indagine canonica per la causa di beatificazione dell’amata Serva di Dio Carla Borgheri. Esprimo inoltre la mia viva gratitudine a tutti i membri del Tribunale che hanno generosamente accettato di svolgere questo importante servizio ecclesiastico.

Mentre iniziamo questo sacro viaggio per esaminare la vita e le virtù di Carla Borgheri, mi vengono in mente le sue stesse parole, che catturano l’essenza della sua costante dedizione alla volontà di Dio: “Coloro che fanno la volontà di Dio in ogni cosa non possono mai sbagliare. Anche se la volontà è vissuta imperfettamente, non manca di avvicinarci al Padre e di santificarci» (Carla Borgheri, Testimoni di Cristo Frascati, 27 giugno 1997).

Queste parole profonde risuonano nel cuore del viaggio spirituale di Carla Borgheri e servono da guida per tutti noi coinvolti in questo importante processo.  L’accettazione da parte dell’Arcivescovo Joseph del ruolo di Giudice Delegato in questa causa di beatificazione testimonia il suo impegno a sostenere la santità del processo di discernimento della Chiesa.

Apprezziamo la disponibilità encomiabile di tutti i membri del Tribunale, disponibilità a contribuire con la vostra esperienza e il vostro tempo allo studio della vita, delle virtù, della reputazione di santità e dei segni attribuiti a Carla Borgheri. La vostra dedizione a questa sacra causa incarna la vostra devozione al servizio di Dio e della Chiesa.

Mentre intraprendiamo questo cammino benedetto, rimaniamo uniti nella preghiera, invocando l’intercessione di Carla Borgheri, affinché la sua vita esemplare sia riconosciuta e celebrata dalla Chiesa.  È attraverso l’amore e il sostegno della comunità che Madre Carla diventa modello di vita, sottolineando che la santità non è solo uno sforzo individuale ma il frutto di un’intera comunità che accoglie Dio e diventa il volto concreto del suo amore in ogni campo della vita.

Possano Mons. Joseph e tutti i membri del tribunale essere guidati dallo Spirito Santo nel loro discernimento e garantire un’indagine attenta e giusta.  Grazie, Monsignor Joseph, e grazie a tutti i membri del Tribunale per la vostra dedizione altruistica nel riconoscere e onorare la santità di Carla Borgheri.  La grazia di Dio ci accompagni in questo santo cammino.

Dott. Waldery Hilgeman Postulatore

ENGLISH VERSION

The Rogatorial investigation has been opened in the diocese of Verapoly

Pubblicato il: lunedì 15 Gennaio 2024

I am honored to stand before you today with deep gratitude and a profound sense of respect as we come together to express our sincere gratitude to Archbishop Joseph. We appreciate his gracious acceptance to preside over the canonical investigation for the cause of beatification of the beloved Servant of God, Carla Borgheri. I also express my heartfelt gratitude to all the members of the Tribunal who have generously agreed to undertake this important ecclesiastical service.

As we begin this sacred journey to examine the life and virtue of Carla Borgheri, her own words come to mind, which capture the essence of her steadfast dedication to God’s will: “Those who do God’s will in everything can never go wrong. Even if the will is lived imperfectly, it does not fail to bring us close to the Father and to sanctify us” (Carla Borgheri, Testimoni di Cristo Frascati, June 27, 1997). These profound words resonate with the heart of Carla Borgheri’s spiritual journey and serve as a guide for all of us involved in this important process. Archbishop Joseph’s acceptance of the role of Delegate Judge in this cause for beatification testifies to his commitment to upholding the sanctity of the Church’s discernment process. To all the members of the Tribunal, your willingness to contribute your expertise and time to the study of the life, virtues, reputation for holiness, and attributed signs of Carla Borgheri is highly appreciated and commendable. Your dedication to this sacred cause embodies your devotion to the service of God and the Church.

As we embark on this blessed journey, let us remain united in prayer, invoking the intercession of Carla Borgheri, so that her exemplary life may be recognized and celebrated by the Church. It is through the community’s love and support that Mother Carla became a model of life, emphasizing that holiness is not just an individual effort but the fruit of an entire community that welcomes God and becomes the concrete face of His love in every field of life. May Archbishop Joseph and all the members of the tribunal be guided by the Holy Spirit in their discernment and ensure a careful and just investigation. Thank you, Archbishop Joseph, and thank you to all the members of the Tribunal for your selfless dedication to recognizing and honoring the holiness of Carla Borgheri. May God’s grace accompany us on this holy journey.

Dr. Waldery Hilgeman Postulator

The Homily during thanksgiving mass for the conclusion of the Rogatory inquiry

Pubblicato il: giovedì 25 Gennaio 2024

Dear Fathers, Sisters and Brothers in Jesus Christ, first of all, I Wish you a very happy feast.

Judas had the best pastor, the best leader, the best adviser, the best counselor. Yet he failed. The problem is not leadership or the church you go to. You will always be the same if your attitude or character doesn’t change or your heart doesn’t transform.

Today, the Church is commemorating the conversion of St. Paul, an apostle. According to St. Mark, Jesus resurrected and bestowed a mission upon the apostles. The mission was to go out to the whole world and proclaim the Good News. This included the idea that faith and baptism are essential for salvation. In fact, Jesus said, “Whoever believes and is baptized will be saved; whoever does not believe will be condemned” (Mk 16:16). Furthermore, Christ guarantees that preachers will be given the authority to work miracles or prodigies which will support and confirm their missionary preaching (cf. Mk 17:18). Though the mission is enormous – “Go into the whole world” – it will not be without the Lord’s escort. Jesus promised, “And behold, I am with you always, until the end of the age” (Mt 28:20). Today’s collect tells us: “O God, by the preaching of your apostle Paul, you have caused the light of the Gospel to shine throughout the world: Grant, we pray, that we, having his wonderful conversion in remembrance, may show ourselves thankful to you by following his holy teaching.” A gospel God has allowed us to know and that so many souls would desire to have: we are responsible for transmitting this wonderful heritage to whatever extent we can.

The ceremonies, observances, liturgical rites, food prohibitions, and works prescribed by the Old Law were not enough to establish a person’s right relationship with God. The grace of faith in Christ is the only means of justification. Faith is not a one-time action but a continuous process of entrusting ourselves to Christ, being united with Him, and living in conformity with His life, which is characterized by love. As stated by Paul, we are justified by faith that is expressed through love (Galatians 5:14). St. Paul’s conversion is a great event: from persecuting Jesus’ followers, he converted into a servant and defender of the cause of Christ. Quite often, perhaps, we have also been “persecutors”: and, as St. Paul, we need to convert from “persecutors” into servants and defenders of Jesus Christ.

What does Paul’s conversion mean for us?” This question was pondered by Pope Emeritus Benedict and he answered it by saying, “We can only consider ourselves Christians if we have a personal encounter with Christ” (Benedict XVI, September 3, 2008). Becoming a Christian is not just about adopting a new philosophy or choosing to follow a new moral code. It goes much deeper and is the result of encountering the risen Christ through Scripture, prayer, acts of love, and participation in the Church’s liturgy. Once our faith in Christ is genuine, it is transformed into charity and love.

St. Augustine once said that just as Saul was led to Ananias, the fierce wolf is led to the innocent sheep. However, the Shepherd, who watches over all from the top of heaven, reassures the wolf, saying, “Do not be afraid.” It is truly remarkable! The once-captive wolf is now being led towards the very sheep it used to hunt. And the Lamb who gave His life for the sheep is now teaching the wolf to not be afraid.

The Catechism of the Catholic Church, in paragraph 977, states that Jesus Christ linked the forgiveness of sins to faith and Baptism. As it is written in Mark 16:15-16, “Go into all the world and preach the Gospel to the whole creation. He who believes and is baptized will be saved.” Baptism is considered as the first and most important sacrament of forgiveness of sins because it unites us with Christ. Christ died for our sins and rose again for our justification, and through baptism, we can also walk in newness of life, as mentioned in Romans 6:4.

We may have a strong understanding of our purpose and calling in life. However, each day presents a new opportunity for us to recommit ourselves to God. Our mission and purpose are reflected in the small decisions we make every day. We should ask ourselves, What is God expecting of me today? How can I act as a follower or messenger of Jesus today?

I am reminded of the life of Mother Carla Borgheri, who was committed to a life of holiness. She spent much of her time in prayer, devoted to the Eucharist and Mother Mary. Throughout her life, she exemplified the virtue of hope and always trusted in Divine Providence. She showed her love and charity towards God and others and had a deep respect for priests and religious sisters. Mother Carla lived a simple life, practicing virtues such as poverty, chastity, obedience, and humility. She had unique charismatic gifts and was considered by many to be a saint. Let us pray for the beatification and canonization of the servant of God, Mother Carla Borgheri, who founded the Missionary Sisters of the Incarnation and the Missionary Fathers of the Incarnation.

With the Virgin Mary, we should realise the Almighty has also noticed us and has chosen us to share and carry out the priestly, religious redeeming mission of his divine Son: Let us pray to Regina apostolorum, Queen of the apostles and ask her to give us the courage to bear witness to our Christian faith in this world of ours.

Lastly, let us thank and pray for the Postulator, Vice Postulator, Bishops, Episcopal Delegate, Notaries, Copiers, Sisters, and all those who bore witness, as well as those who were engaged in the kitchen and the church. May they be blessed by the intercession of Mother Carla Borgheri.

Sia lodato Gesù Cristo

Fr. Arockia Jose – Promotore di Giustizia

Chiusura dell’inchiesta rogatoria: svelando il profondo viaggio spirituale di Madre Carla

Pubblicato il: giovedì 25 Gennaio 2024

Desidero iniziare echeggiando le parole di Madre Carla: se ci fermiamo un momento a meditare sul mistero dell’incarnazione della parola, possiamo solo restare senza parole e in silenzio di fronte alla grandezza della Trinità; (frascati, 14 luglio 2003).

Cari membri del tribunale, caro padre Shiju Cleetus, cara suor Carmela, care sorelle e amici, oggi ci riuniamo per celebrare la conclusione dell’inchiesta rogatoria nella causa per la beatificazione di Madre Carla Borgheri. Non dimentichiamo il profondo contesto umano e spirituale in cui si è sviluppata la sua vita.

Il percorso di Madre Carla Borgheri, è profondamente radicato nella sua devozione alla Santissima Trinità. Meditando proprio il mistero dell’Incarnazione, ricordiamo il ruolo della Vergine Maria, che, con umiltà e fede, divenne il vaso attraverso cui la parola si fece carne. Onorando Madre Carla, rendiamo omaggio anche al sacro femminile e alla forza derivata dall’esempio di Maria.

La sua risoluta dedizione nel alleviare la sofferenza e promuovere amore e gentilezza trova riscontro negli insegnamenti di san Giuseppe, il padre terreno di Gesù. Come san Giuseppe, Madre Carla abbracciò una vita di distacco e fiducia incondizionata in Gesù, incarnando le virtù di umiltà e servizio disinteressato. Nata con un cuore pieno di compassione e una mente guidata dallo spirito santo, il percorso di Madre Carla trova paralleli con le vite di Maria e Giuseppe. Lavorò diligentemente per elevare gli emarginati, offrendo conforto agli oppressi e facendosi portavoce di coloro dimenticati dalla società. Durante il processo di beatificazione, abbiamo esplorato le storie della vita di Madre Carla, scoprendo le innumerevoli occasioni in cui il suo amore e la sua gentilezza furono la luce guida per chi ne aveva bisogno. I suoi atti altruisti, che fossero curare i malati o confortare gli afflitti, hanno lasciato un’impronta indelebile nelle pagine della nostra umanità comune.

Il percorso di Madre Carla ci sfida a esaminare le nostre vite e a considerare come anche noi possiamo contribuire al miglioramento del mondo che ci circonda, tratti dall’umiltà di Maria e dalla fiducia incrollabile di san Giuseppe. Celebrando oggi Madre Carla Borgheri, non stiamo solo onorando una figura storica, ma abbracciamo un esempio senza tempo di amore e compassione. Possa la sua beatificazione servire da richiamo all’azione per tutti noi, ispirando un impegno rinnovato al servizio, all’empatia e al desiderio di un mondo più giusto e compassionevole. Grazie, e che lo spirito di Madre Carla, guidato dall’amore della santa trinità, continui a ispirarci e guidarci tutti.

Dott. Waldery Hilgeman

ENGLISH VERSION

Closing the Rogatory Inquiry: Unveiling the Profound Spiritual Journey of Mother Carla

Pubblicato il: giovedì 25 Gennaio 2024

I would like to commence by echoing the words of Mother Carla: “If we pause for a moment to meditate on the mystery of the Incarnation of the Word, we can only remain speechless and silent before the greatness of the Trinity” (Frascati, July 14, 2003).

Dear members of the Tribunal, dear Father Shiju Cleetus, dear Sister Carmela, dear Sisters and Friends, as we come together today to celebrate the conclusion of the rogatory inquiry in the cause for the beatification of Mother Carla Borgheri, let us not forget the profound humand and spiritual context in which her life unfolded.

Mother Carla Borgheri’s journey was not only marked by a profound commitment to the good of humanity but was deeply rooted in her devotion to the Holy Trinity. Just as she meditated on the mystery of the Incarnation, we too are reminded of the role of the Virgin Mary, who, with humility and faith, became the vessel through which the Word became flesh. In honoring Mother Carla, we also pay homage to the sacred feminine and the strength derived from Mary’s example.

Her resolute dedication to alleviating suffering and promoting love and kindness finds resonance in the teachings of Saint Joseph, the earthly father of Jesus. Like Saint Joseph, Mother Carla embraced a life of detachment and unwavering trust in Jesus, embodying the virtues of humility and selfless service.

Born with a heart full of compassion and a mind guided by the Holy Spirit, Mother Carla’s journey draws parallels with the lives of Mary and Joseph. She worked diligently to uplift the marginalized, offering comfort to the oppressed, and advocating for those forgotten by society.

Throughout the beatification process, we have delved into the stories of Mother Carla’s life, discovering the countless instances in which her love and kindness were the guiding light for those in need. Her selfless acts, whether caring for the sick or comforting the afflicted, have left an unforgettable mark on the pages of our common humanity.

Mother Carla’s journey challenges us to look at our own lives and consider how we, too, can contribute to the betterment of the world around us, drawing inspiration from the humility of Mary and the steadfast trust of Saint Joseph.

In celebrating Mother Carla Borgheri today, we are not merely honoring a historical figure but embracing a timeless example of love and compassion. May her beatification serve as a call to action for all of us, inspiring a renewed commitment to service, empathy, and the desire for a more just and compassionate world.

Thank you, and may the spirit of Mother Carla, guided by the love of the Holy Trinity, continue to inspire and guide us all.

Waldery Hilgeman

La candelora: riconoscere la luce Divina nella vita quotidiana

Pubblicato il: venerdì 2 Febbraio 2024

“Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele”       Luca 2, 29-32

Voglio iniziare questa mia breve riflessione sulla festa della Candelora, proprio con queste parole del Vangelo di Luca, perché racchiudono l’essenza più vera e più profonda di tale ricorrenza. La Candelora cade il 2 febbraio, 40 giorni dopo il Natale di nostro Signore. È la festa liturgica della Presentazione di Gesù al tempio: infatti, compiuti i giorni della purificazione, come vuole la legge di Mosè, Giuseppe e Maria si recano a Gerusalemme per adempiere tale rito. Ed è qui che compare il vecchio Simeone, uomo timorato di Dio, a cui era stato predetto che non sarebbe morto, prima di vedere il Messia. La fede di Simeone è grande: anche se i suoi occhi sono vecchi e stanchi, ora vede, ora stringe tra le sue braccia il Figlio di Dio, lo riconosce. “Nunc dimittis”, queste le sue parole: ora può anche morire, perché la Luce è venuta nel mondo.

Bellissima questa preghiera di ringraziamento di Simeone: ha aspettato un’intera vita, ha creduto, ha avuto Fede, si è lasciato guidare dalla potenza dello Spirito Santo… ha riconosciuto in un Bambino appena nato il Messia. Ed è questa la grandezza, la profondità e l’attualità del vecchio Simeone: quanti di noi oggi riconoscono nella propria vita Gesù Cristo come luce, come salvezza, come consolazione e come speranza? Molto spesso viviamo senza Dio, non lo cerchiamo, o se lo pensiamo lo releghiamo all’ultimo posto in una scala di valori materialistici, rincorrendo un’effimera e vana felicità. Tutto questo in un mondo secolarizzato, profondamente scristianizzato e i fatti della Storia, a cui assistiamo ogni giorno, ne sono la prova conclamata. Avere la Fede di Simeone, oggi, significa non lasciare passare il Signore invano, significa stare alla porta del tempio, che è la nostra vita, riconoscerlo ed accoglierlo come l’unica e vera Luce che può rischiarare l’oscurità e le tenebre della nostra anima.

Simeone il vecchio, Simeone il giusto, Simeone l’uomo timorato di Dio: sempre il suo esempio e le sue parole hanno illuminato la mia esistenza. Non a caso, uno dei miei figli porta questo nome: ogni giorno prego perché anche lui possa avere Occhi e soprattutto Cuore, per riconoscere il Signore che passa.

Allora il 2 febbraio, festa della Candelora, vado in chiesa per assistere alla benedizione delle candele e chiedo a Gesù Cristo di illuminare sempre la mia vita, la vita dei miei figli e quella di tutte le persone che mi sono care. Riconoscere ed incontrare Dio: questo per me è il senso della Candelora, il suo significato più profondo.

Rita Razza

Madre Carla Borgheri: un faro di luce

Pubblicato il: venerdì 16 Febbraio 2024

Il 17 febbraio del 1922 segna un evento speciale, nasce Madre Carla Borgheri!

La sua vita e le sue parole continuano a risplendere come un faro luminoso nel mare delle nostre esistenze. Con la sua saggezza e ispirazione ha lasciato un’impronta profonda nei nostri cuori e nelle nostre menti.

Madre Carla ci invita a considerare “ogni essere come una scala che conduce a Dio”. Questa visione ci spinge a riconoscere la sacralità di ogni vita, a comprendere che ognuno di noi è un tassello prezioso nel meraviglioso disegno dell’Amore divino. Ci esorta a purificare l’anima, a sgombrarla da tutto ciò che ostacola la percezione della presenza divina in noi. Come il sole non può penetrare attraverso un vetro incrostato, malgrado la sua trasparenza, così dobbiamo eliminare gli ostacoli che impediscono alla luce di Dio di penetrare ed illuminare le nostre vite.

In questo giorno speciale, mentre ricordiamo la sua nascita, riflettiamo sul suo messaggio e seguiamo il suo esempio di vita dedicata all’amore verso Dio e i fratelli.

Calvary can become sweet if we climb it together with Jesus

Pubblicato il: sabato 17 Febbraio 2024

Just a few days ago, we commenced Lent, a favorable and graceful time. As Saint Paul exhorted us, let us not allow this time of grace to pass in vain, for now is the day of salvation (2 Corinthians 6:2).

Today, we commemorate 102 years since the birth of the Servant of God, Mother Carla Borgheri. She provided each of us with a model of life following Christ, even in suffering. Emphasizing the importance of interior life and intimacy with Jesus, Mother Carla exemplified facing suffering and carrying the crosses of everyday life with Jesus. Mother Carla wrote: “Let us commit ourselves and make the aim of our life to follow Jesus, even when our hearts are filled with bitterness as His was in the Garden of Olives”.

Mother Carla called us to live out our commitment in concrete actions, not merely in empty words in daily life. While we all have existing plans for studies, work, personal commitments, and community projects, we also aspire to live more intimately with Jesus during this season of Lent. What must we do, for the love of Jesus? It’s not always about grand gestures like giving alms or fasting. Rather, it’s about something simpler. If we do it with love for Jesus, it becomes significant in the eyes of God and helps our brothers and sisters around us. As Mother Carla said: “Sometimes it doesn’t take much to lift those who are suffering – a smile, a kind word, a small act that expresses the love within us, the willingness to forget ourselves and become small so that others can grow and become strong”.

What we can do may seem small, but with Jesus, we are never alone. He is always there to help us. So, let each of us take up our baggage and begin our journey to Calvary, knowing that with Jesus by our side, the burden becomes lighter and the path becomes sweeter.

Attraverso il deserto Dio ci guida alla libertà: Quaresima 2024

Pubblicato il: martedì 20 Febbraio 2024

Carissimi lettori, proponiamo alla vostra lettura e riflessione il messaggio del Santo Padre Francesco per la Quaresima 2024. Nel messaggio, il Papa ci guida attraverso il deserto spirituale, invitandoci a riflettere sulla libertà che Dio offre al suo popolo. Con parole di speranza e saggezza, ci esorta a rinnovare il nostro impegno per la giustizia sociale e l’amore fraterno durante questo periodo di digiuno spirituale e conversione. Che questo messaggio sia per tutti noi un’ispirazione nel nostro cammino di fede.

Attraverso il deserto Dio ci guida alla libertà

Cari fratelli e sorelle!

Quando il nostro Dio si rivela, comunica libertà: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile» (Es 20,2). Così si apre il Decalogo dato a Mosè sul monte Sinai. Il popolo sa bene di quale esodo Dio parli: l’esperienza della schiavitù è ancora impressa nella sua carne. Riceve le dieci parole nel deserto come via di libertà. Noi li chiamiamo “comandamenti”, accentuando la forza d’amore con cui Dio educa il suo popolo. È infatti una chiamata vigorosa, quella alla libertà. Non si esaurisce in un singolo evento, perché matura in un cammino. Come Israele nel deserto ha ancora l’Egitto dentro di sé – infatti spesso rimpiange il passato e mormora contro il cielo e contro Mosè –, così anche oggi il popolo di Dio porta in sé dei legami oppressivi che deve scegliere di abbandonare. Ce ne accorgiamo quando ci manca la speranza e vaghiamo nella vita come in una landa desolata, senza una terra promessa verso cui tendere insieme. La Quaresima è il tempo di grazia in cui il deserto torna a essere – come annuncia il profeta Osea – il luogo del primo amore (cfr Os 2,16-17). Dio educa il suo popolo, perché esca dalle sue schiavitù e sperimenti il passaggio dalla morte alla vita. Come uno sposo ci attira nuovamente a sé e sussurra parole d’amore al nostro cuore.

L’esodo dalla schiavitù alla libertà non è un cammino astratto. Affinché concreta sia anche la nostra Quaresima, il primo passo è voler vedere la realtà. Quando nel roveto ardente il Signore attirò Mosè e gli parlò, subito si rivelò come un Dio che vede e soprattutto ascolta: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele» (Es 3,7-8). Anche oggi il grido di tanti fratelli e sorelle oppressi arriva al cielo. Chiediamoci: arriva anche a noi? Ci scuote? Ci commuove? Molti fattori ci allontanano gli uni dagli altri, negando la fraternità che originariamente ci lega.

Nel mio viaggio a Lampedusa, alla globalizzazione dell’indifferenza ho opposto due domande, che si fanno sempre più attuali: «Dove sei?» (Gen 3,9) e «Dov’è tuo fratello?» (Gen 4,9). Il cammino quaresimale sarà concreto se, riascoltandole, confesseremo che ancora oggi siamo sotto il dominio del Faraone. È un dominio che ci rende esausti e insensibili. È un modello di crescita che ci divide e ci ruba il futuro. La terra, l’aria e l’acqua ne sono inquinate, ma anche le anime ne vengono contaminate. Infatti, sebbene col battesimo la nostra liberazione sia iniziata, rimane in noi una inspiegabile nostalgia della schiavitù. È come un’attrazione verso la sicurezza delle cose già viste, a discapito della libertà.

Vorrei indicarvi, nel racconto dell’Esodo, un particolare di non poco conto: è Dio a vedere, a commuoversi e a liberare, non è Israele a chiederlo. Il Faraone, infatti, spegne anche i sogni, ruba il cielo, fa sembrare immodificabile un mondo in cui la dignità è calpestata e i legami autentici sono negati. Riesce, cioè, a legare a sé. Chiediamoci: desidero un mondo nuovo? Sono disposto a uscire dai compromessi col vecchio? La testimonianza di molti fratelli vescovi e di un gran numero di operatori di pace e di giustizia mi convince sempre più che a dover essere denunciato è un deficit di speranza. Si tratta di un impedimento a sognare, di un grido muto che giunge fino al cielo e commuove il cuore di Dio. Somiglia a quella nostalgia della schiavitù che paralizza Israele nel deserto, impedendogli di avanzare. L’esodo può interrompersi: non si spiegherebbe altrimenti come mai un’umanità giunta alla soglia della fraternità universale e a livelli di sviluppo scientifico, tecnico, culturale, giuridico in grado di garantire a tutti la dignità brancoli nel buio delle diseguaglianze e dei conflitti.

Dio non si è stancato di noi. Accogliamo la Quaresima come il tempo forte in cui la sua Parola ci viene nuovamente rivolta: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile» (Es 20,2). È tempo di conversione, tempo di libertà. Gesù stesso, come ricordiamo ogni anno la prima domenica di Quaresima, è stato spinto dallo Spirito nel deserto per essere provato nella libertà. Per quaranta giorni Egli sarà davanti a noi e con noi: è il Figlio incarnato. A differenza del Faraone, Dio non vuole sudditi, ma figli. Il deserto è lo spazio in cui la nostra libertà può maturare in una personale decisione di non ricadere schiava. Nella Quaresima troviamo nuovi criteri di giudizio e una comunità con cui inoltrarci su una strada mai percorsa.

Questo comporta una lotta: ce lo raccontano chiaramente il libro dell’Esodo e le tentazioni di Gesù nel deserto. Alla voce di Dio, che dice: «Tu sei il Figlio mio, l’amato» (Mc 1,11) e «Non avrai altri dèi di fronte a me» (Es 20,3), si oppongono infatti le menzogne del nemico. Più temibili del Faraone sono gli idoli: potremmo considerarli come la sua voce in noi. Potere tutto, essere riconosciuti da tutti, avere la meglio su tutti: ogni essere umano avverte la seduzione di questa menzogna dentro di sé. È una vecchia strada. Possiamo attaccarci così al denaro, a certi progetti, idee, obiettivi, alla nostra posizione, a una tradizione, persino ad alcune persone. Invece di muoverci, ci paralizzeranno. Invece di farci incontrare, ci contrapporranno. Esiste però una nuova umanità, il popolo dei piccoli e degli umili che non hanno ceduto al fascino della menzogna. Mentre gli idoli rendono muti, ciechi, sordi, immobili quelli che li servono (cfr Sal 114,4), i poveri di spirito sono subito aperti e pronti: una silenziosa forza di bene che cura e sostiene il mondo.

È tempo di agire, e in Quaresima agire è anche fermarsi. Fermarsi in preghiera, per accogliere la Parola di Dio, e fermarsi come il Samaritano, in presenza del fratello ferito. L’amore di Dio e del prossimo è un unico amore. Non avere altri dèi è fermarsi alla presenza di Dio, presso la carne del prossimo. Per questo preghiera, elemosina e digiuno non sono tre esercizi indipendenti, ma un unico movimento di apertura, di svuotamento: fuori gli idoli che ci appesantiscono, via gli attaccamenti che ci imprigionano. Allora il cuore atrofizzato e isolato si risveglierà. Rallentare e sostare, dunque. La dimensione contemplativa della vita, che la Quaresima ci farà così ritrovare, mobiliterà nuove energie. Alla presenza di Dio diventiamo sorelle e fratelli, sentiamo gli altri con intensità nuova: invece di minacce e di nemici troviamo compagne e compagni di viaggio. È questo il sogno di Dio, la terra promessa verso cui tendiamo, quando usciamo dalla schiavitù.

La forma sinodale della Chiesa, che in questi anni stiamo riscoprendo e coltivando, suggerisce che la Quaresima sia anche tempo di decisioni comunitarie, di piccole e grandi scelte controcorrente, capaci di modificare la quotidianità delle persone e la vita di un quartiere: le abitudini negli acquisti, la cura del creato, l’inclusione di chi non è visto o è disprezzato. Invito ogni comunità cristiana a fare questo: offrire ai propri fedeli momenti in cui ripensare gli stili di vita; darsi il tempo per verificare la propria presenza nel territorio e il contributo a renderlo migliore. Guai se la penitenza cristiana fosse come quella che rattristava Gesù. Egli dice anche a noi: «Non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano» (Mt 6,16). Si veda piuttosto la gioia sui volti, si senta il profumo della libertà, si sprigioni quell’amore che fa nuove tutte le cose, cominciando dalle più piccole e vicine. In ogni comunità cristiana questo può avvenire.

Nella misura in cui questa Quaresima sarà di conversione, allora, l’umanità smarrita avvertirà un sussulto di creatività: il balenare di una nuova speranza. Vorrei dirvi, come ai giovani che ho incontrato a Lisbona la scorsa estate: «Cercate e rischiate, cercate e rischiate. In questo frangente storico le sfide sono enormi, gemiti dolorosi. Stiamo vedendo una terza guerra mondiale a pezzi. Ma abbracciamo il rischio di pensare che non siamo in un’agonia, bensì in un parto; non alla fine, ma all’inizio di un grande spettacolo. Ci vuole coraggio per pensare questo» (Discorso agli universitari, 3 agosto 2023). È il coraggio della conversione, dell’uscita dalla schiavitù. La fede e la carità tengono per mano questa bambina speranza. Le insegnano a camminare e, nello stesso tempo, lei le tira in avanti.

Benedico tutti voi e il vostro cammino quaresimale.

FRANCESCO

Carême 2024 au désert de notre cœur

Pubblicato il: domenica 25 Febbraio 2024

Le temps du carême est un moment capital qui rappelle tous les membres du corps du christ les 40 ans du peuple d’Israël au désert (Ex 8,2), les 40 jours (Mt 4,1-11) que le seigneur a passé au désert. Ainsi le carême chrétien est un temps fort de prière, de partage, de conversion continue. C’est également un temps ouvert à la réception des grâces divines à travers diverses exercices spirituels tel que les recollections, les pèlerinages, le chemin de croix. Aussi cette période marque les scrutins des candidats au baptême précéder par l’appel décisif.

Convertissez-vous et croyez à l’évangile (Mc1,15), telles sont ces paroles qui introduisent ce temps bénit du carême par l’imposition des cendres sur nos fronts démontrant notre fragilité. Chers frères et sœurs, il y a de cela des siècles et des siècles que l’Église nous soumet à cet entrainement spirituel nous invitant à fournir des efforts afin de faire ce cœur à cœur avec notre rédempteur le Christ, de rentrer dans son intimité et de gouter à ses délices.  En outre, durant cette période de grâce tous enfants, jeunes et vieillards, sommes invités à un dépouillement total de notre vieil homme caractérisé par le péché et de nous appliquer au combat spirituel contre le diable et ses dépôts. Ainsi les différents pèlerinages : des enfants des jeunes et des adultes en sont les signes visibles. En fait, la Conférence des Évêques Catholique de Côte d’Ivoire dans leur plan pastoral ont bien voulu exploités ce temps du carême au réveil spirituel de tous les fidèles sans exception. C’est ainsi que dans l’Archidiocèse d’Abidjan le pèlerinage des enfants en cette année s’est déroulé autour du thème suivant «Enfant, pour une Eglise Synodale, prenons notre part de responsabilité» en ce deuxième dimanche du carême selon l’organisation interne des paroisses et des Doyennés. Les enfants du Doyenné Mgrs René Kouassi dont nous sommes membres et ceux du doyenné père Fulgence Anoman se sont réunis à Palm Afrique, sur la route d’ELOKA pour vivre ce désert avec leur ami fidèle JESUS. Lors de ce grand rassemblement nous, animateurs et animatrices, il nous a été demandé d’apprendre aux enfants en quoi est ce que notre prise responsabilité impacte l’Eglise positivement. En clair, ce pèlerinage des enfants est vécu dans la joie, dans  les animations diverses, dans la célébration Eucharistique et le partage du repas que chaque pèlerin a envoyé de chez lui.   Le grand cri du cœur était de vivre la charité, la pénitence, la prière, ainsi que la conversion de notre être.

 Bien aimé(es) en Christ et en humanité « c’est dans le désert de notre cœur que nous trouverons Dieu » disait un des premier moine d’Egypte. Ce moment favorable du carême nous apprend à sortir de nous-même, de notre propre confort à la rencontre du Christ qui se révèle en la personne du pauvre, des malades, des abandonnés, des sans-abris, des orphelins, des enfants de la rue. Partageons la bonne nouvelle du salut dans la fraternité, la convivialité en étant solidaire à tous ses hommes et femmes de notre monde qui sont meurtris par de multiples soucis.
Puisse le seigneur augmenté en nous la foi, l’espérance et la charité, que la Vierge notre mère et St Joseph protecteur de l’église soutiennent nos efforts de conversion.

Bonne suite du carême et surtout bonne montée vers pâques.

La mezza età: un passaggio dal “fare” all’ “essere”

Pubblicato il: mercoledì 28 Febbraio 2024

È motivo di gratitudine al Signore per averci concesso l’opportunità di trascorrere tre giornate di formazione e riflessione su: Le donne consacrate e la crisi di mezza età.  Come donne consacrate, approfondendo questa tematica, abbiamo riflettuto sulla nostra chiamata e come ravvivare le motivazioni della consacrazione. Abbiamo avuto il privilegio di essere accompagnate, per i primi due giorni, da Don Mario Lanos Oscar SDB docente della Pontificia Università Salesiana di Roma; e il terzo giorno, da suor Loreda Spagnolo Responsabile della formazione, nostra consorella e compagna di viaggio.

Il periodo della mezza età è un viaggio necessario e promettente, un passaggio delicato tra giovinezza ed età senile, e rappresenta circa un terzo della vita. Questo periodo è un nuovo passaggio dalle delusioni ad una nuova accettazione di sé, del proprio limite e fragilità dell’età. L’indebolimento del corpo nasconde, però, l’esigenza di spostare l’attenzione da una dimensione esteriore e superficiale a una più profonda e interiore.

Da notare che la crisi non è necessariamente negativa; rappresenta piuttosto una scelta, separazione, giudizio; un discernimento che aiuta a promuovere il cambiamento e a rendersi consapevoli della necessità di rinnovarsi; è anche un’opportunità per la via verso la santità.

Il periodo della mezza età è un momento favorevole (kairos) e il quotidiano per noi Missionarie dell’Incarnazione è il luogo privilegiato per questo tempo favorevole. Il segreto, infatti, per una buona qualità di questa fase della vita dipende da un corretto e significativo rapporto con il quotidiano, ma anche di relazioni autentiche, di saper condividere le proprie esperienze, di prendersi cura del proprio corpo.

Fondamentale è la rinnovata relazione con il Signore Gesù scoprendo nuovi “sapori” della preghiera e della relazione con Lui. Manteniamo il nostro sguardo verso l’Alto!

Consacrazione e inaugurazione della nuova Parrocchia a Simaluguri, Assam

Pubblicato il: mercoledì 28 Febbraio 2024

I sacerdoti del Sacro Cuore di Betharam e le Suore Missionarie dell’Incarnazione svolgono, dal 2018, congiuntamente l’evangelizzazione e l’educazione nel nord-est dell’India, nel villaggio di Simaluguri – Pramila insieme ad altri sette villaggi vicini.

La parrocchia principale è a Simaluguri, nell’Arcidiocesi di Guwahati, dove sono stabilmente presenti i Padri del Sacro Cuore di Betharram e la nostra Comunità; poi il servizio pastorale viene svolto anche ad altre “Rettorie” sparse in sette villaggi: la Sacra Famiglia a Borpani, Santa Maria a Dhansila, Sant’Antonio a Borbil, San Paolo a Chitolmari, San Giuseppe a Vidyanagar, San Michele Garicoits Baithalangso, Santa Miriam a Tivagon. Sono  circa 1400 cattolici, 300 famiglie cristiane in tutto.

Portare la fede e il Vangelo di Gesù Cristo in queste zone del Nord Est dell’India non sempre è privo da ostacoli e rischi. Si assiste a un costante aumento degli episodi di vandalismo e di attacchi ai cristiani e alle proprietà della Chiesa. La preoccupazione per le “minacce” alle istituzioni educative e le richieste di “rimozione dei simboli cristiani”.

Il nostro ministero pastorale è diversificato a secondo della cultura ed etnie. Il popolo è diviso in gruppi tribali: Garo, Adivasi, Karbi e Thiva. I missionari betharramiti sono al servizio di questa gente per la crescita e lo sviluppo spirituale e sociale. Noi Suore, proprio come Gesù, cerchiamo di accostarci a tutti, cristiani e non, senza differenza portiamo il nostro aiuto a coloro che sono nelle periferie.

Siamo sfidati e motivati ​​in ogni momento a uscire dal nostro “comfort” per accogliere e abbracciare tutti. Ci auguriamo e preghiamo di poter continuare ad essere aperte, accoglienti e generose, in particolare con i più poveri.

Era desiderio grande quello di riservare uno spazio per la costruzione di una chiesa e la formazione nella fede. L’impegno e la competenza del parroco p. Sathish SCJ, p. Akhil SCJ, e p. Pobitro SCJ hanno portato egregiamente alla costruzione della Parrocchia, finanziata da diversi benefattori. Il 26 gennaio 2024 alla presenza di mons. John Moolachira, Arcivescovo della diocesi di Guwahati e di una moltitudine di popolo di Dio, è stata consacrata e inaugurata la nuova Parrocchia.

Le foto aiutano a rivivere alcuni momenti salienti della cerimonia: accoglie del Vescovo, autorità, sacerdoti, suore, secondo la culturale tribale del popolo.

 

Commence of mission parish in Simaluguri at Assam

Pubblicato il: mercoledì 28 Febbraio 2024

Betharam Sacred Heart Priests and Incarnation Sisters conjointly do the Evangelization and Education in North East at Pamila village from 2018 along with eight villages nearby three hundred and fifty catholic families of different Triables people. The pastoral service at Simaluguri is small but very vibrant and diverse. It comprises of 7 substations with 300 families and 1400 Catholics, of the Arch diocese of Guwahati. We have Betharram Sacred Heart main parish church at Simaluguri and seven sub-stations, Holy Family church at Borpani, St. Mary’s church at Dhansila, St Antony’s church at Borbil, St Paul’s church at Chitolmari, St Joseph’s church at Vidyanagar, St Michael Garicoits church at Baithalangso and St Miriam church at Tivagon. Our pastoral ministry is diverse and unique in culture and ethnicity of our Christina community. They consist of different tribal groups of North-East namely Garo, Adivasi, Karbi and Thiva.  The Betharramite missionaries are at the service of the people in their spiritual and social growth and empowerment. We reach out to people who are in need of our service just as Jesus reached out to those outside. We are challenged as well as motivated every moment to get out of our comfort zone to welcome and embrace everyone like Jesus. We wish and pray that we would be able to continue the openness to pray with and for the people and readiness to reach out to the fringes.

It’s an intensive desire to concourse a space for a church to faith formation, so far, commitment and skillful of Parish priest Rev Fr. Sathish Paul Raj SCJ and Rev. Fr. Akhil Joseph SCJ and Rev Fr. Pobitro Minj SCJ it divinely and elegantly inception the church funding by donoers and sponsors accomplished on 26 January 2024 great presidency of Most Rt. Rev. John Moolachira, Archbishop of Guwahati Diocese.

Portate nel mondo la croce di Cristo

Pubblicato il: martedì 5 Marzo 2024

Dopo 4 anni di lunga sosta per il Covid-19, finalmente nella frazione della Parrocchia di Vermicino di via Luzi, si è di nuovo organizzato, il giorno 1 marzo 2024, il percorso della Via Crucis. La pioggia ha impedito di celebrare la via Crucis all’aperto, così, insieme al Parroco, don Luis, le suore e i fedeli hanno partecipato a questo importante momento di preghiera nella Cappella della Casa Madre.

La Via Crucis è un percorso formato da 14 tappe o Stazioni, che ripercorrono la Passione di Gesù e il suo tragitto verso il Golgota, dov’è stato crocifisso. Rappresenta uno dei momenti centrali della Quaresima, che è il periodo di riflessione e preparazione spirituale in vista della Pasqua, e offre ai fedeli l’opportunità di seguire un itinerario di Preghiera profonda.

I commenti scelti per ogni Stazione sono stati quattordici testimonianze di vita vissuta nel dolore e nella guerra. Don Luis ha ribadito ai fedeli l’importanza di essere portatori della Pace e non dell’odio. Ciascuno deve lavorare per la propria pace con gesti concreti perché è nella quotidianità dei piccoli gesti che si costruisce la Pace nel mondo, iniziando prima di tutto ad affermare la pace nella famiglia, tra vicini di casa, nell’ambito del lavoro…Oggi non vogliamo gente che frusti il Papa e la Chiesa, vogliamo gente capace di portare la Croce. Negli anni 60, questa periferia era poco abitata, piena di vigne e rovi. Per compiere il suo progetto per questo popolo, il Signore chiamò la serva di Dio Madre Carla. Lei accettò la volontà di Dio dicendo Sì. Dio ha usato lei come strumento per annunciare il suo amore per questo paese. Ancora oggi, le Suore dell’Incarnazione, con piccoli e grandi gesti, quotidianamente e instancabilmente, continuano ad annunciarlo.

Alle Suore, don Luis ha raccomandato di essere Luce del mondo, specialmente per via Luzi. Alla fine, grazie alla benedizione di Dio, con la Croce innalzata, attraversando la strada del dolore, saremo risorti con Cristo.

Il Silenzioso Eroe della Fede: San Giuseppe

Pubblicato il: martedì 19 Marzo 2024

San Giuseppe occupa un posto di rilievo nel panorama del cristianesimo, ritenuto spesso un modello di virtù e dedizione. Nella tradizione cattolica, è venerato come il padre putativo di Gesù, un titolo che merita una riflessione più profonda. La parola “putativo”, derivante dal latino “putativus” e radicata nel verbo “putare” (credere o stimare), indica qualcosa o qualcuno ritenuto tale dalla comunità, pur senza essere necessariamente tale in senso letterale.

Nel contesto di San Giuseppe come “padre putativo” di Gesù, emerge un significato profondo: pur non essendo il padre biologico, è considerato tale dalla comunità e dalla tradizione. La sua figura, seppur raccontata brevemente nei Vangeli, offre lezioni spirituali e morali di grande valore. Descritto come discendente di Re Davide, Giuseppe è presentato come un uomo giusto e rispettoso della legge divina.

Mi ha sempre colpito il fatto che senza la figura di San Giuseppe, tutto l’Antico Testamento non avrebbe alcuna relazione con la vita cristiana. Questo è un interrogativo che mi sono sempre posta. Ad esempio, nei Vangeli di Matteo e Luca troviamo la genealogia di Gesù. Se leggiamo con attenzione, notiamo un mare di nomi degli antenati di Gesù, concludendo con Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Questo implica una discendenza ininterrotta fino a Giuseppe. È proprio la sua relazione con Maria che completa e mantiene la continuità di tutte le promesse dell’Antico Testamento.

San Giuseppe è stato un uomo onorevole, eppure nella Bibbia non troviamo una sola parola pronunciata da lui. Come gli uccelli nel cielo che non lasciano traccia mentre volano, così anche San Giuseppe ha vissuto una vita di modestia e di nascondimento. E tutt’oggi, nella Chiesa, continua ad essere un modello di protettore e custode di tutti noi. Per noi Suore Missionarie dell’Incarnazione lui è il nostro patrono.

In questo mese di marzo, riflettiamo sulla figura di San Giuseppe, l’unica creatura ad avere il privilegio di essere chiamata padre da Gesù, il Figlio di Dio. La sua testimonianza ci invita a vivere con umiltà e dedizione, seguendo l’esempio di fede e silenziosa servitù che ha caratterizzato la sua vita.

Redattrice

Una meravigliosa giornata

Pubblicato il: mercoledì 20 Marzo 2024

Il 18 marzo 2024 noi suore, insieme ai bambini della Scuola SMI a Samayanallur- Madurai, abbiamo celebrato la giornata speciale di fine anno, alla presenza di un ospite speciale: il Rev.do Pr. Paul Britto, responsabile della scuola St. Josrph e John Britto, in Samayanallur. Hanno dato il via alla manifestazione con un bel discorso di apertura e benvenuto il presidente del panchayat di Samayanallur, e la sig.ra Avila Theresa, rappresentante dei genitori. E’ stato un discorso che ci ha riempito il cuore di gioia perché oltre a presentare il programma dell’evento, hanno usato per noi parole di apprezzamento e ringraziamento che tanto ci hanno motivato e incoraggiato a fare sempre meglio….. e di più…… nella realizzazione della missione che ci è stata affidata.

Centinaia di persone si sono radunate nel nostro campus per assistere al ricco programma culturale preparato dai nostri bambini che con le loro meravigliose esibizioni ricche di contenuti e significato e magistralmente interpretate, hanno emozionato tutti. Siamo profondamente grate a tutti i genitori dei nostri bimbi; è doveroso ringraziarli per i suggerimenti, la collaborazione e il sostegno che sempre e da sempre ci donano. Un grande ringraziamento va a tutte le insegnati, per la professionalità, la competenza e l’impegno col quale hanno preparato i nostri meravigliosi bimbi. Un grosso grazie va anche ai nostri studenti per l’interesse e l’impegno dimostrato nell’apprendere e mettere in scena un programma così intenso e coinvolgente. Il ringraziamento più grande va però al nostro Buon Dio per le innumerevoli Grazie e Benedizioni che su di noi ha riversato sino ad oggi e siamo sicuri continuerà a riversare in futuro. Sarà solo grazie a Lui se riusciremo ad essere ottimi strumenti nelle Sue mani, utili al compimento e all’edificazione del Suo Regno.

Festa di fine anno a “St. Charles Home”

Pubblicato il: sabato 6 Aprile 2024

Sono molto emozionata nel descrivere e condividere la straordinaria esperienza che abbiamo vissuto in occasione della celebrazione del 23° anniversario della “St. Charles Home”.

Il 3 aprile scorso, unitamente ad altri ospiti d’onore, il reverendo padre Gladston (Cancelliere della diocesi di Kottar), il reverendo padre Sudharson (Parroco di Assaripallam) e il reverendo padre Sebastin (Parroco di Pampanvilai), ho avuto l’onore di partecipare a questo evento speciale insieme a mia figlia, in passato anch’essa studentessa presso la “St. Charles Home”.

Ogni esibizione e’ stata davvero straordinaria, ben organizzata e preparata dagli insegnanti e ben condotta dagli studenti.

Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a tutti, per il vostro impegno e la vostra passione per il benessere e lo sviluppo dei nostri bambini.

In questa scuola e centro di cura per bimbi diversamente abili, ogni giorno è un nuovo traguardo e una nuova occasione di crescita.

La “St. Charles Home” è molto più di una scuola: è una fonte di ispirazione e speranza per tutti coloro che hanno il privilegio di farne parte.

La calda accoglienza ricevuta e la deliziosa cena preparataci sono state oltre ogni aspettativa, e non posso che ringraziare dal profondo del cuore tutta la comunità scolastica, ed in particolare le Suore Missionarie dell’Incarnazione, per aver reso possibile questa giornata indimenticabile.

Ricordi dell’infanzia

Pubblicato il: domenica 7 Aprile 2024

Quando si conclude il ciclo della scuola materna, per i bimbi dell’asilo St. Joseph a Cochin termina un periodo della vita molto ricco di momenti speciali ed indimenticabili.

Non si tratta di semplici ricordi, ma di veri e propri tesori di esperienze vissute e coltivate tra le pareti della scuola.

In questa età così tenera i piccoli incarnano l’innocenza nella sua forma più pura, imparano ad amare incondizionatamente, a condividere la gioia e ad accogliere ogni nuova esperienza con stupore ed entusiasmo.

È un periodo in cui si guarda al mondo con occhi non ancora annebbiati dai pregiudizi, dove si interagisce con gli altri con sincerità e si stringono amicizie in tutta empatia.

I bimbi imparano giocando e cominciano a scoprire i loro talenti.

Ma iniziano anche a sentir parlare di Dio e a toccarne l’amore.

Possa Dio proteggere questi bambini nella loro crescita, facendo fruttare i semi di innocenza, di curiosità e di amore coltivati durante questo tempo benedetto trascorso all’asilo … inizio del grande viaggio nella vita!

Solennità dell’Annunciazione

Pubblicato il: martedì 9 Aprile 2024

Lunedi 8 aprile, solennità liturgica dell’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria, presso la Casa Madre in Frascati delle Suore Missionarie dell’Incarnazione si è svolta la Celebrazione Eucaristica presieduta dal nuovo Vescovo S.E. mons. Stefano Russo.

Oltre agli aspetti teologici e spirituali, si è sottolineato che il carisma e la missione delle Suore scaturiscono proprio dal grande mistero dell’Annunciazione e dell’Incarnazione di Gesù, Dio-con-noi, fattosi uomo per salvare ogni uomo.

Le Suore Missionarie dell’Incarnazione hanno rinnovato i loro voti di povertà, castità ed obbedienza.

La cappella era gremita da molti fedeli ed amici delle Suore, raccoltisi attorno ad esse per condividere con loro questo bel momento di Chiesa e di festa.

Hanno concelebrato vari Sacerdoti, tra cui don Orlando Raggi, Vicario per le Congregazioni Religiose e Delegato diocesano per la causa di beatificazione della Fondatrice e Serva di Dio madre Carla Borgheri.

Al termine della Celebrazione ci si è intrattenuti in un momento di convivialità fraterna, con varie e gustose pietanze (in particolare una spettacolare super-torta di panna e crema), preparate direttamente dalle Suore.

Il Vescovo è rimasto fino al termine, accogliendo in tutta semplicità ed empatia il desiderio dei tanti che hanno voluto conoscerlo di persona e salutarlo.

Davvero un bel pomeriggio/serata di Chiesa, una chiesa di pietre vive… vissuto all’insegna di Maria Santissima e di queste sue figliolette, le Suore Missionarie dell’Incarnazione, con la benedizione del Successore Apostolico e alla presenza di una numerosa e calorosa comunità.

Addio (anzi arrivederci) alla cara suor Flory

Pubblicato il: venerdì 12 Aprile 2024

In questo santo tempo pasquale, mentre celebriamo la speranza e la gioia che nostro Signore Gesù Cristo ci ha voluto regalare con la sua resurrezione, ci stringiamo in un commosso addio, anzi arrivederci, alla cara suor Flory.

Fin dagli inizi della nostra Congregazione, la sua presenza è stata una luce e una guida per noi tutte, ispirando tanti nostri passi.

Il suo impegno, la sua devozione e la sua gentilezza ci sono stati di esempio ed insegnamento.

La sua assenza lascia un vuoto profondo nei nostri cuori, ma sappiamo che il suo spirito resterà con noi e illuminerà ancora il cammino che ci attende.

Riposa in pace, cara suor Flory, nell’eterno abbraccio del Signore Gesù, di Maria Santissima, di Madre Carla e di tutte le nostre consorelle Lassù in Paradiso.

Arrivederci in Paradiso

Pubblicato il: venerdì 12 Aprile 2024

Cara Sr Flory,

Oggi la notizia della tua dipartita ha suscitato in noi il dolore del distacco, ma ci conforta la certezza di sapere che ci hai lasciato per abbracciare il Cielo e il tuo Sposo. Hai concluso la tua corsa, hai terminato la tua battaglia. Ora che contempli il Cielo non dimenticarti di noi, tue sorelle!

Hai ispirato la vocazione di tante di noi: ci hai accolte in comunità e insegnato i primi passi della vita religiosa.

Grazie per il suo sorriso, per la sua tenacia e la capacità di affrontare ogni difficoltà nella fede. Nella tua semplicità hai dato te stessa a Dio e alla Congregazione e ci ha lasciato l’esempio di una vera Missionaria dell’Incarnazione.

Ora continua a starci vicina, insieme a Madre Carla e alle consorelle della comunità del Cielo.

Prega affinché possiamo percorrere, insieme ai fratelli che il Signore ci pone accanto, la strada della santità e di raggiungere anche noi il Cielo alla fine della nostra vita per incontrare il nostro Sposo. Arrivederci in Cielo!

Buon viaggio verso la vera patria.

Buona festa della mamma

Pubblicato il: lunedì 13 Maggio 2024

In un luminoso e gioioso pomeriggio di primavera, abbiamo festeggiato la festa della mamma.

Anche questa volta tutto perfetto, musica, canti, balli, e tante squisitezze e golosità per tutti!  L’atmosfera è stata quella di un pomeriggio speciale, per dire alle nostre mamme: “ti voglio bene”! Hanno fatto da cornice a questa festa, una campagna con una vegetazione rigogliosa di piante e fiori profumati.

Ed in questa giornata è bello ricordare le origini molto antiche di questa ricorrenza, legate alla fertilità e alla maternità della donna.

Nel 1908 la festa prese un aspetto più contemporaneo, una scrittrice americana celebrò per la prima volta “Mother’s Day”, per ricordare la mamma, un attivista per la pace. Ed oggi In questi tempi di guerra, è bello ricordare cosa sono le mamme, loro sono e saranno sempre delle scintille di pace.  Se gli uomini hanno programmato ed attuato guerre e portato morte, le mamme hanno sempre accolto e custodito la vita, ed alimentato con i loro seni le nuove piccole vite!

Con l’occasione, mi piace ricordare alcune parole del Santo Padre nel corso della Messa, presieduto nella Basilica di San Pietro, nel primo giorno del 2024, “Il mondo ha bisogno di guardare alle madri e alle donne per trovare la pace, per uscire dalle spirali della violenza e dell’odio, e tornare ad avere sguardi umani e cuori che vedono».

In questa festa della mamma, il pensiero non può che andare a Maria, Madre di Dio e Madre di tutta l’umanità, poiché Lei ha il volto della Pace, e con Lei il pensiero va alle nostre tante suorine sparse nel mondo, che su esempio di Madre Carla, danno testimonianza nei luoghi più sperduti del globo, della loro maternità nei confronti dell’umanità che non ha voce, a causa della povertà, delle disabilità o dell’avanzare dell’età.

Concludo con una preghiera alla Mamma di tutti, che Maria possa accompagnare tutte le mamme del mondo, sia quelle che accolgono la vita nei loro grembi, sia quelle che l’accolgono nella loro quotidianità, nel difficile ma necessario cammino verso la Pace.

Patrizia Tosti

LA MIA “PRIMA COMUNIONE”

Pubblicato il: giovedì 30 Maggio 2024

Il giorno della mia Prima Comunione è stato molto emozionante: sapevo che avrei ricevuto il Sacramento dell’Eucaristia, cioè il Corpo di Cristo e per questo motivo ero molto felice.

Durante la Cerimonia ho apprezzato molto tutta l’organizzazione e lo svolgimento della SS. Messa.

Fra i passaggi più coinvolgenti ricordo l’offertorio e la Preghiera dei fedeli, che abbiamo preparato noi ragazzi nei giorni precedenti.

Sicuramente però non dimenticherò mai il momento in cui i miei genitori mi hanno mostrato il segno della Croce sulla fronte e mio papà mi ha consegnato il crocifisso che ho indossato sopra la tunica bianca.

I Canti che hanno scandito l’intera celebrazione mi hanno scaldato il cuore, come ad esempio il canto dell’Alleluia, che noi tutti abbiamo accompagnato con le braccia alzate in segno di gioia per ringraziare Nostro Signore Gesù.

Attorno a me ho sentito l’affetto e il calore dei miei familiari, del Parroco Don Costantino, delle mie catechiste, Alessandra e Suor Angela e di tutta la Comunità Parrocchiale che ha condiviso con noi ragazzi del Catechismo questo giorno così importante per la vita di ogni cristiano.

Anche i miei genitori, con cui mi sono confrontato per scrivere queste righe, hanno vissuto un’esperienza indimenticabile e intensa, che ha permesso loro di riscoprire il proprio essere figli di Dio nella Fede e nell’incontro con Gesù, unica Fonte di vita eterna.

Grazie a tutti!

Matteo Paradiso

PARROCCHIA SS.SANTUARIO MADONNA DI CAPOCROCE

FRASCATI

DOMENICA DELLA SS. TRINITÀ  26 MAGGIO 2024

MAGGIO, MESE MARIANO

Pubblicato il: venerdì 31 Maggio 2024

In questo mese di maggio, che la tradizione della Chiesa cattolica dedica a Maria, Madre di Dio e Regina del Rosario, moltissime persone pregano il Santo Rosario ogni giorno.

Anche noi abbiamo recitato tutti i giorni il Santo Rosario in parrocchia e nelle famiglie intorno alla nostra Comunità di Shenkoll. Anche quest’anno la parrocchia ha offerto un agile sussidio, utile ad uso personale che nella preghiera comunitaria.

La preghiera del Rosario ha fatto ravvivare la fede in quanto l’uomo si unisce intimamente a Dio: questa connessione avviene attraverso Maria, Mediatrice di tutte le Grazie.

La Missione mondiale con Maria di Nazareth in Albania 2024 ha portato la statua della Madonna nella nostra diocesi di Lezha, accompagnata da due Missionari p. Giovanni Maria Leonardi, frate cappuccino e Sr Maria Villani. La nostra parrocchia ha avuto la gioia di accoglierLa per due giorni richiamando la partecipazione di tanti fedeli. Sono stati giorni di preghiera e di rinnovato affidamento a Maria, come suoi veri figli.

Il mese mariano si è concluso con una solenne Messa e consacrazione a Maria, Madre e Regina del mondo intero.

1° GIUGNO, FESTA DEI BAMBINI

Pubblicato il: sabato 8 Giugno 2024

Oggi, in occasione del 1° giugno, giornata internazionale dei bambini, si è svolta una bella iniziativa, che ha visto partecipi bimbi, insegnanti e genitori. All’inizio è stato organizzato un incontro con tutti i genitori dei bambini del nostro Centro Diurno “Nena Karla”. Abbiamo valutato insieme l’anno scolastico; e terminato l’incontro, sono entrati in scena i bimbi, rendendo tutto più allegro e più bello coi loro vestitini colorati, esibizioni, poesie, canti e balli.

Al termine abbiamo consegnato i diplomi ai bambini che hanno terminato la scuola dell’infanzia e inizieranno il nuovo percorso di studi della scuola elementare.

La festa si è conclusa con un bellissimo e coinvolgente ballo popolare albanese.

La prima comunione: l’importanza della fede condivisa per un cammino di crescita e di testimonianza

Pubblicato il: mercoledì 12 Giugno 2024

“Lasciate che i bambini vengano a me” (Mc 10,14)

Così ha detto Gesù agli Apostoli, e noi comunità parrocchiale, accogliendo l’invito di Nostro Signore, nei giorni 5 e 9 giugno 2024 abbiamo celebrato il sacramento della Prima Comunione per 50 bambini provenienti dai villaggi di Shenkoll, di Tale e di Rrile.

Si sono preparati a questo giorno attraverso un cammino di fede, durante il quale hanno vissuto momenti di formazione, di riflessione, di condivisione e anche di gioia.

La Prima Comunione rappresenta un momento fondamentale nella vita di ogni battezzato, in quanto, riprendendo le parole di Papa Francesco: “da questo sacramento dell’amore scaturisce ogni autentico cammino di fede, di comunione e di testimonianza”.

La celebrazione è stata presieduta dal nostro parroco, P. Salvator Reino, il quale, durante l’omelia, si e’ rivolto ai bambini sottolineando l’importanza di mantenere il legame di comunione con Gesù e raccomandando loro di partecipare sempre alla S.Messa domenicale e di continuare il cammino di crescita umana e spirituale.

Ogni bimbo e’ stato chiamato per nome, perché il Signore conosce e ama ognuno da sempre.

Ed essi, col loro “Eccomi”, hanno dichiarato di esser pronti, davanti a tutti, a ricevere Gesù Eucaristia.

Emozionante il momento in cui i bimbi si sono accostati alla Santa Comunione, felici d’aver ricevuto il Corpo ed il Sangue di Gesù.

Al termine abbiamo espresso la nostra gioia comunitaria con il canto di ringraziamento intitolato “Infinitamente grazie”, e ai bimbi e’ stata consegnata una pergamena a ricordo di questo importantissimo giorno della loro vita.

Insieme per un cammino sinodale alla luce dell’Incarnazione

Pubblicato il: martedì 18 Giugno 2024

Da Venerdì 14 a Domenica 16 Giugno si è tenuta a Frascati la serie di incontri intitolata “Insieme per un cammino sinodale alla luce dell’Incarnazione” che ha riunito le comunità di Amici SMI di Frascati (RM), Brindisi e Su Planu (CA).

Queste giornate ricche di momenti di condivisione e comunione hanno permesso ai pellegrini di approfondire il carisma di Madre Carla Borgheri non solo sul piano storico e biografico tramite la mostra a lei dedicata nella casa madre di Frascati, ma anche spirituale attraverso la preghiera sulla sua tomba, una catechesi di don Crocifisso Tanzarella sulla figura di Maria quale modello per ogni cristiano e un incontro di formazione tenuto da padre Mario Óscar Llanes SDB sul ruolo positivo e attivo dei laici nella Chiesa post-Conciliare. Gli incontri di formazione hanno sottolineato l’importanza dell’Incarnazione del Verbo nella vita quotidiana, che si traduce in una partecipazione dei battezzati al ministero profetico, sacerdotale e regale di Cristo.

Tutte le giornate sono state caratterizzate da un clima ricco di gioia e pace nel segno dell’unità tra fratelli e sorelle provenienti da culture diverse e dalla generosa ospitalità offerta dalle Suore Missionarie dall’Incarnazione ai pellegrini, il cui carisma è stato illustrato anche tramite un piccolo spettacolo animato dalle sorelle e una mostra virtuale sulle missioni in Africa e Asia arricchita dalle testimonianze di suore coinvolte in alcune di esse.

La comunione ha trovato il suo culmine nella celebrazione dell’Eucaristia nella cappella di Casa Betania, dove don Alessandro Brandi ha commentato la parabola del granello di senape invitando l’assemblea a farla propria.

Ringraziando Dio per i doni elargiti, i pellegrini si sono lasciati con il proposito di proseguire assieme il cammino anche a distanza tramite momenti di preghiera condivisa nelle comunità locali di Amici SMI.

Festa di Maria Santissima Assunta in Cielo- Torvaianica

Pubblicato il: domenica 18 Agosto 2024

EVVIVA MARIA!

Dal 14 al 17 agosto si è svolta, a Torvaianica, la storica processione in onore di Maria Assunta in Cielo, organizzata dalla parrocchia Beata Vergine Immacolata, con il patrocinio del comune di Pomezia. Sono state quattro giornate in cui la comunità parrocchiale e i cittadini di Torvaianica si sono riuniti per accogliere la Vergine Maria, lungo le strade, con canti e inni di lode.

Il 14 agosto la Santa Messa è stata presieduta dal vescovo di Albano, S.E. Mons. Vincenzo Viva, il quale ha chiesto a tutta la comunità, in occasione di queste quattro giornate di festa, di pregare per la pace, specialmente in Medio Oriente. Il parroco, Don Andrea Conocchia, ha accolto questa richiesta di preghiera per la pace nella terra di Gesù mediante l’intercessione di Maria, la nostra Mamma celeste. Particolarmente emozionante la preghiera del Santo Rosario che, come dice il beato Carlo Acutis: “Dopo la santa Eucaristia, il santo rosario è l’arma più potente per combattere il demonio ed è la scala più corta per salire in Cielo”. Tutti riuniti per la mamma di Gesù il nostro cuore e la nostra preghiera sono andati a chi si trova nella sofferenza, alle persone anziane, al Santo Padre Papa Francesco, alla Chiesa tutta, all’umanità intera e, per non dimenticare, alle vittime di guerra in Medio Oriente, in Ucraina e nel mondo intero.

Nel quinto mistero della gloria si cita: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. […] Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni” (Ap 12, 1-5). Questo passo è stato ripreso come canto iniziale dal coro della Parrocchia Beata Vergine Immacolata, durante la celebrazione delle Sante Messe ed è stato bello vedere come tutti hanno cantato queste parole colme d’amore per Maria, una donna e madre perfetta che ci ha donato suo Figlio affinché possiamo essere innalzati alla gloria del cielo.

In occasione della festa di Maria Assunta in Cielo abbiamo potuto ammirare anche la bellezza di due monumentali tele, che Massimiliano Ferragina ha gentilmente prestato alla Parrocchia Beata Vergine Immacolata per queste giornate di grande festa. Citando le parole dello stesso artista possiamo osservare da un lato “Maria la donna e madre coraggiosa, che sfida il suo tempo, che diventa la prima discepola dello stesso figlio, che osserva maturare questo ragazzo in grazia e sapienza, che attende con speranza crescente la sua rivelazione”. Dall’altro lato dell’altare vi è poi un’altra rappresentazione di Maria “la Madre di Dio, Regina del cielo, l’avvocata nostra per eccellenza presso il Signore Gesù, da umile ancella a Regina”. Due opere che commuovono e che ci fanno riflettere sulla grandezza di Maria come mamma che ci conduce con tutta la sua dolcezza verso il suo amato figlio Gesù.

In conclusione, sono state quattro giornate in cui abbiamo magnificato Maria e riprendendo le parole del parroco Don Andrea Conocchia: “Abbiamo vissuto questo tempo di grazia, di salvezza e di misericordia. Abbiamo vissuto questo tempo che è di presenza del Signore e della Mamma Celeste sulle nostre strade, tra le nostre case e sulla spiaggia…Evviva Maria!”

                                                                                                                                   Francesca Amore

                                                                                                      

La fragranza dello Spirito Santo

Pubblicato il: giovedì 22 Agosto 2024

Mercoledì 21 agosto 2024 alcune rappresentanze dei fedeli della Parrocchia Beata Vergine Immacolata di Torvaianica, insieme al parroco don Andrea, a don Peter e alle Suore Missionarie dell’Incarnazione accompagnate dalle famiglie della Casa di Accoglienza “Cardinal Pizzardo” si sono recati a Roma per partecipare all’Udienza Generale di Papa Francesco. Una giornata organizzata per festeggiare il 70º anniversario della Parrocchia a cui il Santo Padre ha già rivolto i suoi auguri e impartito la sua benedizione via e-mail:

     Don Andrea Conocchia

Caro fratello,

grazie tante per la tua e-mail.

Grazie per tutto il bene che fai.

Grazie per il “tutti, tutti, tutti”.

Ti sono vicino in questo 70° anniversario, e prego per tutti voi.

Che il Signore vi benedica e la Madonna vi custodisca.

Fraternamente,

Francesco

Il giorno dell’Udienza è stato di dialogo e condivisione tra le varie famiglie partecipanti. Si respirava un’aria di grande fratellanza, felici di poter incontrare Papa Francesco e portare nel cuore le proprie intenzioni davanti al Santo Padre. Erano presenti nel gruppo anche molti bambini che il Papa ha benedetto con estrema dolcezza e tenerezza.

Nel corso dell’Udienza il Pontefice ha esortato i pellegrini a riflettere sullo Spirito Santo che viene su Gesù nel battesimo del Giordano e che da lui si diffonde nel corpo che è la Chiesa. Nel Giordano Dio Padre ha consacrato Gesù come re, profeta e sacerdote. Ma a differenza di quanto si racconta nell’Antico Testamento in cui, con olio profumato, queste figure importanti venivano unte, nel caso di Gesù c’è l’olio spirituale che è lo Spirito Santo. Il dono ricevuto è servito a Gesù per la sua missione: oggi la Chiesa è infatti popolo regale, profetico e sacerdotale. Papa Francesco ha evidenziato che il termine stesso di “cristiani” vuol dire “unti a imitazione di Cristo”.

Ciò che ha particolarmente colpito i presenti sono le seguenti parole pronunciate dal Santo Padre: “Una persona che vive con gioia la sua unzione profuma la Chiesa, profuma la comunità, profuma la famiglia con questo profumo spirituale“. Purtroppo però, sottolinea il Papa, alcuni cristiani non diffondono “il profumo di Cristo”. Pertanto, i pellegrini sono stati invitati a porre particolare attenzione al “cattivo odore del proprio peccato” perché peccando ci si allontana da Gesù. Forte è stata anche l’affermazione di Papa Francesco sul diavolo: “Il diavolo entra dalle tasche, state attenti”. È qui che il Pontefice prega tutti noi di “essere il buono odore di Cristo nel mondo”, ma per farlo è necessario essere persone amorevoli, gioiose, magnanime, fedeli e pacifiche cosicché coloro che ci circondano possono sentire “la fragranza dello Spirito Santo”.

A conclusione dell’Udienza, papa Francesco ha ricordato, oltre che la figura di San Pio X nel giorno della sua commemorazione, anche la celebrazione del “giorno del catechista”: il Pontefice ha rivolto un particolare pensiero verso di loro perché sono i “primi a portare la fede” in molte parti del mondo.

Inoltre, il Papa ha pensato molto ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli: “Su esempio del Santo Pontefice Pio X vi incoraggio ad aderire a Cristo con l’ascolto della sua parola e la testimonianza delle buone opere”. Infine, Papa Francesco ha chiesto a tutti noi di non dimenticare di pregare per la pace in tutti quei paesi del mondo colpiti e martoriati dalla guerra.

Francesca Amore

Una giornata piena di sportività

Pubblicato il: domenica 25 Agosto 2024

Una giornata piena di sportività

 “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Ha il potere di unire le persone come pochi altri riescono a fare. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza dove una volta c’era disperazione.”  (Nelson Mandela)

La giornata dello sport è una vibrante celebrazione dell’atletismo, del lavoro di squadra e dell’entusiasmo, del potenziale umano, dell’unità e della pura gioia di superare i propri limiti.

Il 24 agosto 2024 Mother Carla matriculation School ha organizzato il suo primo incontro sportivo annuale. Una giornata piena di emozioni, brividi, strilli e applausi.

L’ospite d’onore della giornata è stato il signor Balu, sindaco del villaggio di Thenur, e Sr. Shiny Chakkalakal, Superiora regionale, e presidente della Scuola. 

La giornata è iniziata con una preghiera rivolta al Signore, seguita dal discorso di benvenuto di Suor Chriselda e dall’alzabandiera.  A seguire c’è stata una marcia dei quattro gruppi in cui erano divisi gli studenti, secondo il colore della bandiera (blu, gialla, verde e rosso).

È stato un evento altamente competitivo, con partecipanti tutti ben motivati, agili e desiderosi di esibirsi nella loro abilità, coordinazione, forza e resistenza in varie discipline sportive (corsa su 100 e 200 metri, staffetta, salto in lungo, lancio del disco etc.).

I genitori, presenti in gran numero, applaudivano sorridenti e contenti delle prestazioni dei loro figlioli. Vincitore finale è stato il Gruppo Blu.

È stata una giornata piena di sportività, di entusiasmo e di bei ricordi. Dopo la cerimonia di consegna dei premi, Sr. Angel Mary ha espresso gratitudine a tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente per rendere possibile l’evento, ed infine la Preside, Sr. Arul ha salutato i presenti. L’evento si è concluso con l’interpretazione, molto toccante, dell’inno nazionale.

Una settimana di preghiera con Madre Carla Borgheri

Pubblicato il: martedì 10 Settembre 2024

“Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza”

(Is 52,7)

I santi sono messaggeri di pace e di buone notizie che annunciano la salvezza, sono i fari che ci indicano la strada della santità. Anche Madre Carla è una di questi messaggeri che annuncia oggi la bella Notizia di gioia e ci indica la strada per arrivare a Gesù.

In prossimità del 18° anniversario della sua morte, il 20 settembre 2024, accostiamoci a lei per chiedere la sua intercessione con “Una settimana di preghiera con Madre Carla Borgheri”. Questo sussidio è destinato a una settimana di preghiera per la sua la beatificazione e al termine di ogni sezione è inserita la preghiera di intercessione. Ogni sezione è dedicata a un aspetto particolare della vita cristiana: pregare, ascoltare, accogliere, annunciare, donare, servire e gioire. Queste preghiere ci guidano a vivere con maggiore intensità e consapevolezza la nostra fede, trasformando ogni azione quotidiana in un atto d’amore verso Dio e verso il prossimo. Attraverso la preghiera di intercessione di Madre Carla, si possono chiedere grazie e favori spirituali, confidando nella sua vicinanza e protezione.

Come auspica il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi nella presentazione di questo sussidio, “possa questo libretto essere un compagno fedele nel vostro cammino spirituale, un aiuto per approfondire la vostra relazione con Dio e un invito a vivere con gioia e gratitudine ogni giorno della vostra vita”

Una settimana di preghiera con Madre Carla Borgheri – Scarica pdf

Un ricordo indimenticabile

Pubblicato il: mercoledì 18 Settembre 2024

Il mio primo incontro con Madre Carla Borgheri è avvenuto in India, nella comunità di Kochi, in Kerala.

È stato un momento che non dimenticherò mai. Avevo solo 24 anni ed ero novizia, il suo sguardo materno e la sua tenerezza mi hanno colpito profondamente fin da subito.

Madre Carla aveva un modo unico di farti sentire accolta, come una madre che si prende cura dei suoi figli con amore e dolcezza.

Quell’incontro speciale mi ha portata fino in Italia. Partimmo insieme, io, Madre Carla e altre tre suore. Durante il viaggio, lei è stata una vera madre per tutte noi: ci amava e ci guidava con affetto, ma anche con quella fermezza amorevole che sapeva correggere, quando era necessario.

In particolare ricordo un episodio che porto ancora nel cuore. Madre Carla era appena rientrata da un lungo viaggio dall’India, e noi tutte eravamo piene di gioia nell’attesa di salutarla e abbracciarla. C’era un’atmosfera di festa, ma io, nel mio cuore, sentivo il bisogno di un momento personale con lei. Così, senza rendermene conto, rimasi indietro, sperando di poterle parlare in privato. Madre Carla, con la sua solita delicatezza, si accorse subito di me e mi chiamò per un colloquio. Parlammo a lungo, e io sentii di poterle aprire il cuore. Le sue parole furono semplici, ma cariche di saggezza: “A volte può bastare poco a sollevare chi soffre, un sorriso, una parola buona detta al momento giusto.”

Quella esperienza rimane impressa nella mia mente ancora oggi, perché mi ha insegnato il potere dell’amore e dell’ascolto, anche nei piccoli gesti.

Madre Carla aveva un dono speciale: sapeva entrare nei cuori delle persone, offrendo loro conforto e speranza.

Quell’incontro con lei è stato un momento di grazia che continua a ispirarmi nella mia vita di fede e servizio.

Giorni di grazia e unità

Pubblicato il: mercoledì 18 Settembre 2024

Come membro della comunità SMI di Lipa, in Filippine, voglio condividere con voi la visita canonica avuta dal 7 all’11 settembre 2024: è stata un’esperienza di grazia che rimarrà impressa nel cuore di tutte noi della comunità. L’arrivo della nostra Superiora Generale, Sr. Carmela Cataldo e dell’Economa Generale, Sr. Gracy Thayil, è stato un momento che attendevamo con gioia e trepidazione da diverso tempo. La loro presenza ha prodotto in noi un rinnovato entusiasmo e una profonda comunione spirituale. La visita è iniziata il 7 settembre, proprio alla vigilia della festa della Natività di Maria. C’è stata un’adorazione eucaristica che ha toccato profondamente i nostri cuori. Nei diversi incontri comunitari, ricordo come Sr. Carmela ci ha spiegato con semplicità l’importanza della visita canonica: un’occasione per riflettere sulla vita spirituale, comunitaria e missionaria. Ci siamo sentite unite non solo tra di noi, ma con tutte le altre comunità SMI sparse per il mondo.

L’8 settembre, il giorno della festa di Maria, abbiamo partecipato alla Santa Messa nella Parrocchia Divina Pastora a Tambo, presieduta dal nostro parroco, Padre Godo Fredo Mendoza, ed erano presenti numerosi parrocchiani. È stato un momento di comunione e di fraternità. La presentazione di Sr. Carmela alla comunità parrocchiale da parte del parroco ha rafforzato il legame tra noi e la parrocchia. Dopo la Messa, ci siamo riuniti per delle foto, e quel semplice gesto ha sigillato il nostro cammino di collaborazione e amicizia.

Un momento che mi ha particolarmente colpita è stato l’incontro con i giovani della parrocchia, venuti nella nostra comunità per ricevere la benedizione di Sr. Carmela. Il loro entusiasmo e curiosità erano palpabili. La Madre Generale ha parlato della nostra missione, spronandoli a fare delle scelte coraggiose, a non avere paura della fedeltà per tutta la vita, a vivere con passione e speranza il futuro. Tra loro, una ragazza ha espresso il desiderio di scegliere la vita religiosa. Il coraggio e la gioia di questa ragazza ha rievocato il mio percorso verso la mia consacrazione a Dio e ha rinnovato la mia fedeltà al Signore.

Anche la visita alla Casa Orfanotrofio “God’s Smile Home” è stata significativa. La nuova assistente sociale ha condiviso con Sr. Carmela i progressi della casa, un progetto che ci sta molto a cuore.   È stato incoraggiante vedere come, insieme, possiamo continuare a dare speranza a tanti bambini.

Infine, la celebrazione eucaristica che ha concluso la visita è stata un momento di sincero ringraziamento. La cena assieme ai parrocchiani, al coro e al consiglio parrocchiale, è stata non solo un semplice pasto, ma un’esperienza di sinodalità ecclesiale. Questa visita ha ravvivato in me un nuovo slancio e passione per la missione che Dio ci ha affidato.  Preghiamo affinché il Signore continui a benedire la nostra comunità e tutte le Suore Missionarie dell’Incarnazione nel mondo. Con il cuore pieno di gratitudine, porterò sempre con me questo momento di grazia.

Yoga a scuola: nutriamo mente, corpo e spirito

Pubblicato il: giovedì 19 Settembre 2024

La nostra scuola è attenta alle sfide che gli studenti affrontano quotidianamente, sia a livello scolastico che sociale.

Per aiutarli a gestire lo stress e migliorare il loro benessere generale, abbiamo introdotto nel curriculum lezioni di yoga, una pratica che ha origine in India oltre 5.000 anni fa.

Attraverso posture (asana), esercizi di respirazione (pranayama) e meditazione, gli studenti imparano a prendersi cura del proprio corpo e a trovare un equilibrio tra il benessere fisico e mentale. Questa pratica, infatti, è riconosciuta per i suoi benefici nel ridurre lo stress, aumentare la flessibilità e promuovere la calma interiore.

Grazie allo yoga, gli studenti stanno migliorandone la flessibilità, la concentrazione e il controllo emotivo, acquisendo abilità preziose per affrontare la scuola e la vita.

Lo yoga non è solo una semplice attività fisica, ma è diventato una parte integrante del loro percorso di crescita personale.

Siamo orgogliosi di promuovere un ambiente che sostiene la salute olistica, aiutando i nostri studenti a costruire una vita equilibrata e sana.

Gare sportive a Kanyakumari

Pubblicato il: giovedì 19 Settembre 2024

Vogliamo raccontare il successo delle bambine speciali di “St. Charles home”, conosciuta come “Scuola per disabili mentali”, che hanno partecipato alle competizioni sportive organizzate dal distretto di Kanyakumari in Tamil Nadu.

L’evento, tenutosi presso l’Anna Stadium nella seconda settimana di settembre, ha visto la partecipazione di nove alunne, che si sono cimentate con coraggio in varie discipline sportive.

Tra loro, Abarna Sri si è distinta nella gara di lancio del peso, conquistando il secondo premio con un’energia e una determinazione encomiabili.

Nel gioco di gruppo del throwball, altre sette studentesse hanno dimostrato un’incredibile capacità di squadra, ottenendo anch’esse il secondo premio.

A trionfareè stata la selezione di Abarna Sri e Vadivu, rappresentanti il distretto di Kanyakumari nelle competizioni statali che si terranno all’inizio di ottobre.

Questi risultati non sono solo medaglie e premi, ma sono la testimonianza di come le bambine, seppur con disabilità intellettive, possano raggiungere traguardi straordinari, superando ogni barriera e aspettativa.

Il loro successo nello sport non è soltanto una vittoria personale, ma una celebrazione del potenziale unico che ognuna di loro possiede.

Questi traguardi dimostrano come il loro impegno, la loro forza interiore e il loro spirito di squadra possano rendere possibile l’impossibile.

Una settimana di preghiera con Madre Carla

Pubblicato il: venerdì 20 Settembre 2024

La Parrocchia “Beata Vergine Immacolata (Torvaianica), insieme alle Suore Missionarie dell’Incarnazione, hanno organizzato una settimana di Rosario Meditato e una Santa Messa, celebratasi il 20 settembre, in ricordo dell’amata Madre Carla Borgheri, in occasione del 18° anniversario della sua morte.

Dal 13 al 19 settembre i fedeli della Parrocchia hanno pregato, ma soprattutto meditato sulle parole di Madre Carla. In particolare sono stati sette i verbi che hanno accompagnato la comunità in questo cammino di preghiera: pregare, ascoltare, accogliere, annunciare, donare, servire e gioire. Queste azioni sono esattamente parte della vita di ogni cristiano ed è su questi aspetti che Madre Carla si è soffermata nei suoi scritti “Dio solo”.

La Serva di Dio ha infatti affermato che pregare è un modo per colloquiare con Dio. Parlare con Lui ci permette di esprimere tutto il nostro amore e la nostra gratitudine nei suoi confronti, ma anche raccontare le nostre difficoltà e i nostri bisogni. Gesù è stato sempre pronto a comprendere le necessità di chi gli era vicino. Su suo esempio, anche noi dobbiamo essere disponibili ad ascoltare il prossimo.

È importante dunque accogliere chiunque ci circonda e come dice Madre Carla “dobbiamo accettare la diversità come un dono, come una ricchezza” perché è proprio dall’incontro con l’altro che possiamo diventare ricchi di spirito.

Pertanto, ogni cristiano è invitato ad essere “collaboratore di Gesù” e annunciare la Buona Novella. Non è necessario usare tante parole, l’importante è che queste poche siano piene di dolcezza, amore e umiltà verso i nostri fratelli e le nostre sorelle.

Donare una parola di conforto e letizia agli altri, proseguiamo la missione di Gesù che “ha dato la vita per aiutare noi” (Madre Carla Borgheri, Dio solo, 15).

Come detto in Matteo 20, 28 “il Figlio dell’uomo […] non è venuto per essere servito, ma per servire”, anche noi dobbiamo metterci al servizio di Dio e del prossimo. Questa vicinanza e presenza del nostro Signore fa, dunque, gioire il cuore di ogni essere umano.

Madre Carla, nella sua vita, è stata una testimone autentica della volontà di Dio. Un’apostola fedele che ha dato il suo amore e la sua vita per tutti e che si è fatta portatrice proprio di questi sette verbi che abbiamo appena citato.

Il parroco don Andrea Conocchia, durante la Santa Messa del 20 settembre, ha ricordato alcune parole di Madre Carla, tratte proprio dai suoi scritti. In modo particolare si è soffermato sul concetto di Incarnazione, spiegato da Carla come “mistero dell’amore di Dio per l’uomo. È il dono della divina misericordia alla creatura. È il centro dell’unità di tutto il genere umano che per essa diviene in Cristo, unico corpo”. Un concetto molto bello e profondo che tocca i cuori di tutti i presenti. Don Andrea, inoltre, invita tutti ad essere missionari, bisogna che “ci muoviamo, ci mettiamo sulla strada, insieme allo Spirito Santo, Gesù e Madre Carla”. Il Vangelo di Luca (8, 1-3) “ci fa pensare alle donne, a Madre Carla, alle donne nella comunità. È importante tenere conto di questa presenza, di questa preziosità all’interno della Chiesa e della società” sottolinea il Parroco.

Francesca Amore

Ricordando Madre Carla Borgheri

Pubblicato il: venerdì 20 Settembre 2024

In occasione del 18° anniversario della sua nascita in Cielo, noi Suore Missionarie dell’Incarnazione sparse nel mondo, insieme ai fedeli abbiamo vissuto “Una settimana di preghiera con Madre Carla”. Abbiamo pregato per i malati, per le vittime di calamità naturali e per la pace nel mondo, chiedendo l’intercessione di Madre Carla. Il mondo ne ha tanto bisogno in questo momento, e noi abbiamo offerto le nostre piccole sofferenze e difficoltà unendole a quelle degli altri. Per Madre Carla la preghiera era un dialogo intimo con Dio, un colloquio che nutre l’anima e dà forza nelle sfide della vita. Durante la settimana di preghiera abbiamo sperimentato una pace profonda, difficile da descrivere a parole, ma che ha toccato ciascuna di noi nel profondo del cuore.

Se anche tu, che stai leggendo queste parole, desideri vivere un’esperienza simile, ti invito a pregare con fede, come abbiamo fatto noi, chiedendo l’intercessione di Madre Carla. (Scarica – Una settimana di preghiera con Madre Carla Borgheri) Vedrai che il Signore ti concederà le grazie necessarie per affrontare la tua vita con gioia e serenità. Invochiamo con fiducia la misericordia di Dio, sotto la protezione di Maria Santissima e attraverso l’intercessione di Madre Carla.

Risposta ad una chiamata speciale

Pubblicato il: domenica 22 Settembre 2024

Oggi, 20 settembre, tutta la Famiglia delle Suore Missionarie dell’Incarnazione ringrazia il Signore per il grande dono della serva di Dio Madre Carla nel suo 18o anniversario della nascita al cielo.

La gioia e la gratitudine a Dio  sono ancor più in quanto, in questa stessa giornata, la novizia Sneha Yesudas Punnakal, si è consacrata a Lui nella Prima Professione Religiosa.

In un mondo secolarizzato, in una società quasi del tutto lontana dalla fede, sembra quasi impossibile che una giovane possa rispondere alla chiamata del Signore ed affidare tutta la propria vita a Cristo.

Ma Dio continua a chiamare giovani alla sua sequela, e la vocazione non è frutto di una pianificazione ma di un incontro con Dio che cambia la vita.

La celebrazione Eucaristica, presieduta da Mons. Shaiju Pariyathuchery, Amministratore Apostolico della Diocesi di Cochin, si è svolta nella Cappella della comunità di Cochin insieme a tanti sacerdoti concelebranti.

Erano presenti i genitori e i parenti della novizia, numerose religiose di varie congregazioni, amici, conoscenti e benefattori. Abbiamo potuto sperimentare la forza della preghiera comunitaria insieme a tanti fratelli e sorelle, e la gioia è stata immensa.

Siamo fiduciose nel Signore, che continua ad assistere la Chiesa con il dono di tante vocazioni e ad arricchirla attraverso coloro che, generosamente e fedelmente, rispondono alla sua chiamata.

Preghiamo il Padrone della messe perché mandi operai alla sua Messe!

Un ostello a sostegno della scolarizzazione nello stato di Assam

Pubblicato il: lunedì 23 Settembre 2024

Le Suore Missionarie dell’Incarnazione, presenti nello Stato di Assam nel Villaggio di Simulaguri, dal 2017 svolgono la loro missione prevalentemente a favorire la scolarizzazione, in particolare delle bambine, le più discriminate.  In tutto lo stato di Assam il tasso di alfabetizzazione è in generale molto basso, ma è ancora più basso tra la popolazione femminile.  Una delle principali difficoltà è legata alle condizioni delle famiglie che vivono in situazioni di povertà ed emarginazione, il cui lavoro è scarsamente retribuito e senza alcuna considerazione sociale. Inoltre, la distanza delle scuole dai villaggi e le difficoltà degli spostamenti sia per la prolungata stagione delle piogge che per la carenza di trasporti pubblici, è un grande problema. Sono pochi quelli che possono pagare il trasporto privato e spesso i ragazzi vanno a scuola in bicicletta. I bambini più piccoli sono accompagnati dai genitori, sempre in bicicletta, ma per farlo uno dei genitori deve rinunciare ad andare a lavorare e quindi perde la sua paga giornaliera.

Per far fronte a questa grande sfida della scolarizzazione, seppur una goccia nell’oceano, le Missionarie dell’incarnazione hanno progettato di ospitare bambine provenienti da villaggi lontani ed in particolare bambine che provengono da famiglie disagiate economicamente. Superate tante sfide, il 19 settembre, con la presenza dell’Ordinario Mons. John Moolachira, Vescovo della diocesi di Guwahati, ha inaugurato l’Ostello per accogliere le ragazze e dar loro la possibilità di frequentare la scuola dei Padri Bethramiti, adiacente alla Comunità, con cui esse collaborano per l’educazione e l’istruzione scolastica.   Alla cerimonia di inaugurazione e benedizione erano presenti il parroco, p. Satheesh, e alcuni padri bethramiti, sacerdoti Salesiani e religiose di diverse congregazioni, fr. Xavier PMI, le suore dalla Comunità di Arunachal Pradesh, sr. Salomy come rappresentate della Superiora regionale e numerose persone dai villaggi limitrofi. In un clima di festa e danze, secondo la tradizione del posto, le Suore, insieme al popolo, hanno dato una calorosa accoglienza al vescovo. Fr. Xavier, ha scoperto la targa “Madre Carla Bhavan”  e il Vescovo ha benedetto la nuova struttura.

Quest’occasione è stata anche un’opportunità per presentare, a tutti i partecipanti, il carisma e lo spirito missionario di Madre Carla e il suo grande desiderio di lavorare in mezzo ai più poveri e agli ultimi della società. Madre Carla raccomandava l’importanza dell’istruzione dei bambini: elevare culturalmente significa aiutare a migliorare la società e garantire un futuro migliore per i bambini che sono gli adulti del domani.

La celebrazione Eucaristica si è conclusa nella gratitudine a Dio, al vescovo per la sua paterna presenza e a tutti i presenti per la loro collaborazione. Il vescovo ha rivolto un ringraziamento alle Missionarie dell’Incarnazione per il servizio che svolgono a favore della popolazione e ha illustrato le varie necessità che ci sono in questo posto di missione. L’evento si è concluso con un momento di festa e di comunione fraterna con tutti presenti. Ringraziamo la divina provvidenza che accompagna sempre e tutti i benefattori, che con la loro generosità permettono di portare un po’ di sollievo a questi fratelli che tendono la mano. Dio benedica a tutti!

Un segno di speranza: posa della prima pietra in Burkina Faso

Pubblicato il: martedì 24 Settembre 2024

Se il Signore non costruisce la casa,

invano si affaticano i costruttori.

(Salmo 126,1)

Il Burkina Faso, da ormai una decina d’anni, vive una situazione sociale e politica delicata e critica. Dal 2014 la gente ha cominciato a reclamare con grande forza trasparenza, giustizia e democrazia. In quello stesso periodo, a iniziare dal nord del paese, sono cominciati ad apparire i terroristi islamici, seminando terrore e morte. La gente fugge verso il sud del paese, nelle grandi città. Si calcola che gli sfollati a causa dei terroristi abbiano raggiunto la cifra di due milioni.

Una grande sfida è riappacificare e unificare la popolazione e far diventare le sessanta etnie del Burkina un solo popolo.

A causa dell’insicurezza e dell’instabilità sociale continua a salire il numero delle scuole chiuse. Una scommessa molto importante, per il futuro del Burkina Faso, è l’istruzione e la scolarizzazione. Nonostante i passi in avanti compiuti in questi ultimi anni, i risultati restano ancora insufficienti: abbandono precoce della scuola, analfabetismo dei genitori, insufficiente numero di scuole e di insegnanti. Nelle zone rurali molto spesso gli alunni devono percorrere molti chilometri per raggiungere la scuola; l’istruzione primaria viene impartita in francese, lingua non sempre parlata dai genitori; le classi sono sovraccariche; la mancanza di materiali scolastici non facilita l’insegnamento e l’apprendimento.

In questo clima di incertezza, la comunità delle Suore Missionarie dell’Incarnazione ha deciso di avviare una Missione in Burkina Faso che il 29 giugno 2022 si è stabilità ufficialmente a Boassa, nella diocesi di Ouagadougou. Da quel momento in poi la loro missione evangelizzatrice si è sempre più radicata nel paese.

Il 20 settembre 2024 la comunità “San Giuseppe” a Boassa, ha vissuto un momento storico: la posa della prima pietra per la costruzione di un’abitazione per la comunità. L’evento è iniziato con una solenne celebrazione eucaristica, in concomitanza con il 18° anniversario della nascita al cielo di Madre Carla Borgheri, fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione. Alla celebrazione hanno preso parte i padri e le suore Missionarie di Villareggia, le Missionarie della Dottrina Cristiana, le Domenicane della Presentazione della Beata Vergine Maria e diversi membri della Comunità Cristiana di Base.

Durante la celebrazione Eucaristica, presieduta da Padre Martin Ouédraogo, il missionario di Villareggia ha incoraggiato i fedeli a collaborare attivamente con le Suore Missionarie dell’Incarnazione per rendere la missione sempre più feconda a favore dei meno fortunati.

Padre Martin, dopo aver benedetto il terreno, ha proceduto con la simbolica posa della prima pietra, un gesto che segna l’inizio ufficiale dei lavori di costruzione della nuova struttura, germoglio di una grande speranza per tanti bambini e le loro famiglie.

La Comunità delle Missionarie dell’Incarnazione a Boassa, con coraggio e speranza si affida alla divina provvidenza che si manifesta attraverso gesti concreti e generosi di tante persone.

Grazie a tutti.

Il cammino della comunità in Vietnam

Pubblicato il: mercoledì 25 Settembre 2024

Nel cuore di ognuno di noi è profondamente radicato il desiderio di felicità. Così ci ricordava Madre Carla Borgheri, e con questo spirito la comunità SMI in Vietnam continua il suo cammino.

Sebbene giovane e lontana dalla Casa Madre di Frascati, questa comunità, nata da poco, è come la “sorella più piccola” della Famiglia delle SMI. Pur affrontando sfide e con poche risorse, la nostra forza risiede nella fede, sull’esempio di Madre Carla.

Il 20 settembre rappresenta una giornata speciale e indimenticabile per la nostra Famiglia Religiosa: commemoriamo la morte della Serva di Dio Madre Carla.

In concomitanza con tutta la congregazione, abbiamo celebrato una Messa solenne nella nostra comunità, presieduta da Padre Antonio Minh, Provinciale degli Oblati di Maria Immacolata (OMI), affidando a Madre Carla tutte le nostre intenzioni e pregando affinché il Signore ci mantenga fedeli al carisma che lei ci ha lasciato in eredità.

Il 22 settembre, nella piccola cappella, abbiamo avuto la gioia di accogliere i parrocchiani per pregare insieme: è stata un’occasione preziosa per far conoscere la nostra Madre Fondatrice e condividere con loro il cammino sinodale in corso.

Abbiamo rivolto le nostre preghiere agli ammalati, alla nostra congregazione, a tutte le persone che ci chiedono sostegno spirituale e, in modo speciale, alle vittime del tifone Yagi, che ha devastato le province del nord del Vietnam.

Abbiamo chiesto l’intercessione di Madre Carla affinché il Signore mandi nuove vocazioni, permettendoci di diffondere il Suo amore attraverso il carisma dell’Incarnazione.

In questo spirito di comunione e di preghiera, rinnoviamo la nostra fiducia nella guida di Madre Carla, certi che il suo esempio continuerà a ispirarci a camminare con fede e dedizione.

Una settimana di preghiera con Madre Carla Borgheri

Pubblicato il: mercoledì 25 Settembre 2024

(14 – 20 settembre 2024)

vissuta presso la parrocchia dello Spirito Santo a Su Planu

insieme alle Suore Missionarie dell’Incarnazione, il gruppo SMI e la comunità parrocchiale tutta

Pregare, ascoltare, accogliere, annunciare, donare, servire, gioire. Questo, lo stile affidato e consegnato anche alla comunità parrocchiale attraverso il sussidio proposto dalla Congregazione e ispirato agli scritti di Madre Carla Borgheri e agli insegnamenti del magistero di Papa Francesco. Delle vere e proprie tappe, come particolari stazioni spirituali vissute dalla comunità parrocchiale dello Spirito Santo nella settimana dal 14 al 20 settembre u.s. con la recita del Santo Rosario, le riflessioni proposte per ogni giorno, la preghiera d’intercessione e la partecipazione alla Celebrazione Eucaristica.

Particolare e significativo il coinvolgimento dei fedeli che insieme alle Suore e al gruppo SMI non ha mancato di provvedere ad un’alternanza nella lettura delle meditazioni e dei testi, con l’intento di prestare non tanto un servizio alla comunità, quanto piuttosto quello di avvicinarsi alla spiritualità e alle parole di Madre Carla.

Questa spiritualità è stata respirata in un modo più intimo, particolare e familiare come altre volte negli anni e nei mesi scorsi è accaduto, nel pomeriggio di domenica 15 nella casa delle Suore. L’occasione, dopo il momento di preghiera, è stata propizia per vivere in modo insolito un momento di fraternità e convivialità.

Il carisma, l’operato, ma più in generale tutta la missione e la spiritualità della Madre hanno coinvolto i partecipanti in un modo forte, maturando una sensibilità e un desiderio di conoscenza circa la sua figura gradualmente sempre più forte. La meta è per tutti, la Santità attraverso il fascino di testimoni preziosi come lei.

In tal senso, lo stesso parroco don Giuseppe Camboni, accettando e offrendo la sua disponibilità a questa settimana ha voluto rendere più fruibile e accessibile la preghiera attraverso alcune copie del sussidio proposto. Con lui, la giornata di venerdì 20 ha avuto particolarmente risalto perché al termine della celebrazione della Messa è stata letta la biografia, tutta la vita di Madre Carla fino al giorno dell’apertura della causa di beatificazione nella sua prima fase, a livello diocesano.

Non è stato infatti un momento passato sotto silenzio, poiché per i diversi e i tanti che hanno vissuto in preghiera tutta questa settimana, è stata un’ulteriore occasione per osservare il passaggio di Dio, della sua grazia nella vita della Madre. Un filo rosso ha realmente condotto, benedetto e preso per mano la sua storia e il suo cammino. Le stesse immagini contenenti la preghiera d’intercessione per Madre Carla, hanno dimostrato l’attaccamento e la devozione per la sua figura.

A riguardo, le situazioni affidate, anche sentendo parlare i parrocchiani, sono state le più varie e disparate: dalla pace alla serenità del cuore, finanche alle prove e alle fatiche vissute proprio in ambito familiare e domestico. Passano e sono attualmente incisive le meraviglie operate dal Signore nella vita della Madre, proprio in un tempo in cui la chiamata a vivere la speranza chiave del prossimo Giubileo risulta essere l’intento principale per le comunità. È questa, la preghiera dei semplici, dei piccoli, di una porzione eletta e privilegiata del popolo santo e fedele di Dio.

Così, anche una giovane comunità parrocchiale come quella dello Spirito Santo a Su Planu con fiducia e umiltà ha provato a mettersi alla scuola del Vangelo attraverso le orme di Madre Carla.

L’auspicio, così come l’augurio rimangono sfide per osare e rischiare la vita confidando ogni giorno nella Provvidenza, testimoniando il Vangelo lì dove ciascuno è chiamato. È per questo che con le parole della Madre, chi ha vissuto sinodalmente la settimana di preghiera può nel suo piccolo dire: «Cerchiamo insieme la strada che attraverso l’amore ci conduce a Dio» perché la preghiera d’intercessione non si fermerà.

XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo

Pubblicato il: venerdì 4 Ottobre 2024

Oggi, 4 ottobre 2024, festa di San Francesco d’Assisi, la Seconda Sessione del 16° Sinodo dei Vescovi sulla Sinodalità continua il suo importante cammino a Roma.

Questo evento storico, che proseguirà fino al 27 ottobre, riunisce 368 partecipanti con diritto di voto, tra cui 54 donne, provenienti da tutto il mondo, per riflettere su come la Chiesa possa vivere in modo più profondo i principi di comunione, partecipazione e missione.

Papa Francesco ha sottolineato, fin dall’inizio del processo sinodale, l’importanza centrale dello Spirito Santo. Nel discorso d’apertura del Sinodo del 2021, ha affermato: “Il protagonista del Sinodo è lo Spirito Santo. Se non c’è lo Spirito, non ci sarà Sinodo”.

Questo ci invita ad aprirci non alle preferenze personali, ma a ciò che Dio vuole per la Chiesa.

In questo spirito, il Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo, ha ribadito che il Sinodo è soprattutto “un tempo di preghiera”,in cui il primo ascolto di cui abbiamo bisogno è quello del Signore e del Suo Spirito, che parla al cuore dei credenti.

Un aspetto centrale del Sinodo è la chiamata a riscoprire l’importanza dell’ascolto.

Questo tema trova grande risonanza anche nella figura della Serva di Dio Madre Carla, che ricorda quanto sia facile essere distratti dalla vita quotidiana e cosìperdere il contatto con di Dio:“Senza che noi ce ne accorgiamo, le cose occupano il nostro cuore e la nostra mente, e ci rendono sorde alla voce dolcissima di Dio”.

Tutti siamo chiamati ad unirci, in comunione e in preghiera, nell’invocazione dello Spirito Santo, affinché ci guidi nel discernimento di ciò che il Signore chiede oggi alla sua Chiesa e a camminare insieme, come Chiesa sinodale.

Il santo di Assisi ci ricorda la forza dell’umiltà, della povertà e dell’ascolto come strumenti potenti per vivere il Vangelo.

Preghiamo affinché’ il Sinodo, sostenuto dalla preghiera e dal discernimento comunitario, possa continuare a essere un segno visibile di comunione e di missione per la Chiesa universale.

Per seguire il Sinodo: Sinodo 2021-2024

Verso il Giubileo del 2025

Pubblicato il: venerdì 4 Ottobre 2024

Il 28 settembre la Diocesi di Lezhë ha organizzato un incontro per i giovani dal tema “Pellegrinaggio e Giubileo”.

Accompagnati dai loro animatori, hanno partecipato anche i giovani della parrocchia di Shenkoll.

E’ stata una giornata vissuta da tutti con tanto entusiasmo.

Al centro della riflessione c’è stato il Giubileo, che, nella vita e nella storia della Chiesa, ha sempre rappresentato un evento di grande rilevanza spirituale, ecclesiale e sociale.

Il Giubileo e il pellegrinaggio non sono semplicemente azioni fisiche o religiose, ma esperienze spirituali profonde che richiedono un cammino interiore, la conversione dal peccato, la riconciliazione e la  totale dedizione a Dio.

L’Anno Santo, un viaggio simbolico, è un pellegrinaggio reale verso Dio, e richiede di abbandonarsi alla grazia di Dioe di mettersi sotto la guida di Gesù, Buon Pastore.

La riflessione ha evidenziato l’importanza di accostarsi ai sacramenti, in particolare al sacramento della Riconciliazione, per riscoprire il valore della confessione e sperimentare la misericordia di Dio.

Attraverso questa esperienza, ciascuno è invitato a rafforzare la speranza nel perdono e a camminare verso la santità.

La liturgia, forma di preghiera collettiva, è fondamentale poiché aiuta a vivere la presenza di Cristo e ad avvicinarsi ai divini misteri.

La dimensione spirituale del Giubileo, che invita alla conversione, si coniughi con aspetti fondamentali del vivere sociale, per costituire una fraternità universale, sentendoci pellegrini sulla terra in cui il Signore ci ha posto per coltivarla e custodirla (cfr Gen 2,15)

Il pellegrino del Giubileo 2025 è un “pellegrino di speranza”: nonostante le  sfide e le difficoltà, dobbiamo tenere accesa la fiaccola della speranza che ci è stata donata da Gesù, e fare di tutto perché ognuno riacquisti la forza e la certezza di guardare al futuro con animo aperto, cuore fiducioso e mente lungimirante.

Un tratto di vita

Pubblicato il: venerdì 18 Ottobre 2024

Dopo dieci anni di assenza sono ritornata in Albania. Ora, come allora, il mio cammino ha portato lungo strade e sentieri, ad incontrare una umanità variegata, dove l’esistenza scorre per tutti ma non allo stesso modo. Mi vengono incontro tanti volti che mi sembra già di conoscere: alcuni salutano, altri lamentano le proprie condizioni di vita, altri chiedono ascolto. Gli adulti sembrano quasi condannati a ripetere le stesse azioni per tutta la vita rimanendo inconsapevoli dei cambiamenti del tempo, mentre i ragazzi percepiscono che il mondo offre altre opportunità. La popolazione soffre. Ascoltare la voce, il suono delle parole che narrano episodi di violenza, di indifferenza e di abbandono, mi ha fatto riflettere sul senso della mia missione: Chi sono Signore? Cosa vuoi da me? Cosa chiedi a noi su questa terra? Queste domande, che quotidianamente mi accompagnano, appaiono ora sotto una luce diversa, più chiara.

L’Albania è un paese immerso in una natura ancora in gran parte incontaminata. Non che le cose, dalla caduta del regime comunista, non siano cambiate, visto che l’economia è in fase di sviluppo e nuove infrastrutture supportano la crescita dell’intero Paese. Ma, come in tutte le economie del “terzo mondo”, non tutta la popolazione ha usufruito in egual modo di questo nuovo benessere. Ci sono i poveri e i ricchi, alcune case sembrano regge e molte altre sono semplici e modeste abitazioni. Di solito le famiglie sono composte da due o tre figli, che tentano la fortuna all’estero, soprattutto America, Italia e Grecia, mentre genitori e nonni restano a casa.

La mia esperienza mi ha fatto, comunque, toccare con mano la fede della popolazione di religione cristiana, la partecipazione alle funzioni religiose, alla catechesi ed alle attività della comunità ecclesiale.

In ultimo, un sentito ringraziamento ai Padri Rogazionisti che collaborano con noi nell’attività parrocchiale.

Sr. Jude Dcruz SMI

USCIRE PER INCONTRARE

Pubblicato il: giovedì 31 Ottobre 2024

Ottobre, mese dedicato alla missione universale nella Chiesa, invita le comunità cristiane a riflettere sulla missione e a promuovere accoglienza, fratellanza e solidarietà; inoltre, per antica e secolare consuetudine, è anche il mese del Santo Rosario.

Per questo le Suore Missionarie dell’Incarnazione, presenti nella Casa di Accoglienza “Cardinal Pizzardo”, hanno avuto una bellissima iniziativa: recitare il Rosario nelle case delle famiglie di Torvaianica invitando anche conoscenti che, per svariate ragioni, non possono andare in chiesa. Come su insegnamento e desiderio di Madre Carla Borgheri, le sue figlie hanno testimoniato così l’Amore di Dio, incontrando e raggiungendo il prossimo.

È stato un gesto molto apprezzato che ha permesso alle famiglie di pregare, in modo particolare, per le intenzioni personali. Il Rosario è una preghiera potentissima che permette di ricevere delle risposte e ottenere Grazie. Ma soprattutto “Recitare il Rosario in famiglia è un momento di crescita spirituale sotto lo sguardo benevolo della Vergine Maria” (Benedetto XVI).

Questa iniziativa è stata anche un momento di condivisione e gioia perché si sono accorciate le distanze e si è vissuto in maniera ancora più profonda la fratellanza reciproca. Papa Francesco infatti, nell’Evangelii Gaudium, utilizza l’espressione “Chiesa in uscita” proprio per ribadire che bisogna farsi vicini all’umanità e offrire parole e gesti di speranza a tutti coloro che ne hanno bisogno.  «La Chiesa “in uscita” è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano» (Evangelii Gaudium, 24).

A conclusione di questo mese missionario la Parrocchia Beata Vergine Immacolata di Torvaianica ha condiviso e ascoltato la testimonianza di alcune Suore Missionarie dell’Incarnazione. Suor Assunta ha raccontato, ai fedeli presenti durante la Santa Messa del 27 ottobre 2024, la presenza nel mondo intero delle SMI spiegando che: “La missione è evangelizzare, portare la carità ed essere utili per gli altri portando l’amore di Cristo al prossimo”.

Francesca Amore

COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

Pubblicato il: sabato 2 Novembre 2024

Il 2 novembre una ricorrenza di dolore, di morte o un giorno di speranza, e di nascita?  I primi cristiani definivano il giorno della morte, il giorno della nuova nascita!  Loro erano certi, che la morte non esistesse, e che, al contrario si nascesse due volte, e la seconda fosse per sempre. San Francesco nel suo cantico chiamava la morte  “sorella morte corporale”.  La morte che è stata sempre rappresentata anche nei testi sacri antichi con dei scheletri, il poverello d’Assisi la definiva “sorella”! Sorella, termine intrinseco di solidarietà e amore! In queste giornate feticismi, tradizioni pagane, hanno sempre calcato la mano, su scheletri, fantasmi ed altre false rappresentazioni della morte. Ma credo sia arrivato il tempo di affrontare una verità, spesso dimenticata, un quasi mistero sacro che spesso si perde nella superficialità del mondo moderno. La notte dei morti, è molto più che ricordare i nostri defunti, è un invito per ciascuno di noi, a vivere questa data, profondamente radicata nella nostra fede cristiana, come una notte di grande speranza, un richiamo alla preghiera, per chi abbiamo amato e che ora non è più con noi. In questi giorni abbiamo la possibilità di  aiutarli nel loro cammino verso la beatitudine eterna! Con la preghiera, oltre a metterci in contatto con loro,  riusciamo a donare  e ricevere pace e amore. Poiché è l ‘amore generato dalla preghiera, che supera ostacoli e barriere. Ed anche se quando li ricorderemo i nostri occhi luccicheranno un po’, come le stelle del cielo, noi abbiamo la consapevolezza come credenti in Gesù che niente finirà mai, e che un giorno siederemo tutti al banchetto del Padre.

In questa occasione mi piace ricordare Madre Carla, il primo novembre è la sua festa, ma anche lei come tutti i Santi,  ha vissuto il momento del trapasso, allora ricordiamola nelle preghiere di questi giorni  più che mai, affinché  dal Cielo possa intercedere  al Padre, per i nostri defunti e per la nostra umanità messa a dura prova dalle vicende del mondo!

“LIFE”: una vita per il popolo

Pubblicato il: lunedì 11 Novembre 2024

“LIFE”: una vita per il popolo

Venerdì 8 novembre 2024 i fedeli della Parrocchia Beata Vergine Immacolata di Torvaianica, alla presenza del vescovo di Albano, Mons. Vincenzo Viva, del parroco Don Andrea Conocchia e del sindaco Veronica Felici, hanno accolto e ascoltato la bellissima testimonianza che il giornalista e vaticanista del TG5, Fabio Marchese Ragona, ha donato ai presenti sugli incontri avuti con Papa Francesco per la stesura del libro “Life. La mia storia nella Storia”.

In questo libro, afferma il Coautore, il Papa racconta la sua vita a cuore aperto partendo dalle sue origini, parlando anche di episodi molto intimi sulla sua famiglia, passando poi per eventi storici come la Seconda Guerra Mondiale, le dimissioni di Benedetto XVI, fino ai giorni nostri. “Lui (Papa Francesco) ci ha messo il cuore e io ci ho messo la penna” spiega il Vaticanista perché è la prima volta che un Papa decide di aprire il suo cuore a tutti.

Il Santo Padre ha accettato di realizzare questo libro per due ragioni, spiega Fabio Marchese Ragona: innanzitutto, vista la sua età, Papa Francesco ha visto e vissuto tante cose in 80 anni di vita e questa sua testimonianza vorrebbe che fosse d’esempio per i giovani affinché non si ripetano gli errori commessi nel passato. “È importante che ciascuno di noi faccia un lavoro di discernimento personale, di riaprire il libro della propria vita e rivedere tutto ciò che è stato, tutto ciò che abbiamo vissuto, tutto ciò che è stato compiuto di bello, di sbagliato, i peccati commessi, i traguardi raggiunti, i doni che abbiamo ricevuto. Un esercizio che andrebbe fatto prima che sia troppo tardi”, questa è la seconda e profonda ragione che offre Papa Francesco al Giornalista.

Fabio Marchese Ragona ha soprattutto voluto far cogliere alla comunità la personalità del Papa, sottolineando quanto sia importante conoscere prima la biografia di una persona perché questa permette di spiegare gesti, parole e scelte. Infatti, grazie ai racconti di Papa Francesco, il Giornalista ha così capito perché parla tanto di migranti, dei poveri, degli ultimi, degli invisibili, perché il Papa stesso viene da una famiglia di migranti e sa cosa significa vivere in mezzo alla povertà. Il Vaticanista ha inoltre sottolineato quanto sia umile e attento il Santo Padre verso le persone, ricordandosi proprio di tutto e tutti. Questo aspetto è stato confermato dal parroco don Andrea Conocchia che, nelle varie corrispondenze con il Santo Padre via mail e durante gli incontri alle Udienze Generali, ha sempre sperimentato la costante attenzione di Papa Francesco alla comunità parrocchiale di Torvaianica, ricordandosi di nomi e situazioni e ringraziando sempre il Parroco per l’operato svolto fin ad ora.

Anche il Vescovo, Mons. Vincenzo Viva, ha raccontato la sua esperienza e la sua visione della “Chiesa di Papa Francesco”. Il Vescovo afferma di essere contento di vivere questa stagione ecclesiale perché Papa Francesco ha una visione molto precisa di Chiesa, quella attenta per il popolo e pronta a condividere e a camminare con il popolo; insomma, una “Chiesa della prossimità e dell’immediatezza” senza troppi filtri perché siamo tutti fratelli. Riportando le parole di Mons. Vincenzo Viva: “In uno degli incontri svolti con i vescovi di recente nomina, Papa Francesco ci ha ricordato che il vescovo non deve stare davanti al gregge, ma in mezzo al gregge e a volte anche dietro. Questa immagine bella vuole dire che è una scelta popolare, cioè una scelta di una Chiesa che è missionaria, estroversa, che cerca di condividere il cammino delle persone del suo tempo, di rimettersi in dialogo con le persone”.

Francesca Amore

Non c’è amore più grande. Martirio e offerta della vita

Pubblicato il: giovedì 14 Novembre 2024

È questo il tema del Convegno organizzato dal Dicastero delle Cause dei Santi svolto presso l’Istituto Patristico Augustinianum di Roma dall’11 al 14 novembre.

La realtà del martirio continua a essere più che mai attuale. L’intento del Convegno ha approfondito questa realtà nei contesti del XXI secolo, e l’altra area di approfondimento ha riguardato la nuova fattispecie delle Cause di beatificazione e canonizzazione, ossia l’offerta della vita, approvata da Papa Francesco l’11 luglio 2017.

Mi rimane questa domanda: Siamo disposti, oggi, a dare la vita per Gesù? Un interrogativo che non può non lasciare inquieti, se solo si pensa per un istante a quanto avviene a milioni di cristiani in diverse parti del mondo. Quella sulla disponibilità a seguire Cristo fino a dare la propria vita è in effetti “una domanda che interpella tutti” e che “se per noi è quasi teorica”, per altri è tanto concreta da “accompagnarli ogni giorno”.

Le Conclusioni dei lavori sono state a cura di S. Em. Card. Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi. “Oggi, nella nostra parte d’Europa che include Roma, noi non abbiamo le persecuzioni e lo stesso Colosseo è il teatro per le nostre Via Crucis e celebrazioni giubilari per i ‘Nuovi Martiri’”; “abbiamo, però, l’indifferenza”, e qui, come spiega Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica Gaudete et exsultate sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, si tratta “di scherni che tentano di sfigurare la nostra fede e di farci passare per persone ridicole”, cosa che rende la parola della beatitudine evangelica attuale: non c’è persecuzione, ma c’è indifferenza, o derisione. E per il Pontefice “accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi, questo è santità”.

Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco durante l’Udienza ai partecipanti al Convegno ha ricordato che “per essere santi non occorre soltanto lo sforzo umano o l’impegno personale di sacrificio e di rinuncia. Prima di tutto bisogna lasciarsi trasformare dalla potenza dell’amore di Dio, che è più grande di noi e ci rende capaci di amare anche al di là di quanto pensavamo di essere capaci di fare”.

La Serva di Dio Madre Carla Borgheri ricorda “come nei primi tempi cristiani, i nostri fratelli affrontavano tutto con serenità, anzi con gioia, perché sapevano di seguire Gesù, così noi con la nostra vita quotidiana. La nostra meta è la santità, non lo dimenticate mai”.

Sr. Loreda Spagnolo

Festa di indipendenza e della Bandiera

Pubblicato il: lunedì 2 Dicembre 2024

Il 28 e 29 novembre sono due date importanti per tutti gli albanesi.  Il 28 novembre 1912 avvenne l’indipendenza dai turchi e l’innalzamento della bandiera a Valona.

Questa data è collegata al 28 novembre 1943, quando l’eroe nazionale Gjergj Kastrioti innalzò la bandiera Kruja e trionfò l’indipendenza dell’Albania dall’impero Ottomano.

Invece il giorno 29 novembre 1944 l’Albania fu liberata dall’occupazione nazista.

Queste date ci ricordano le sofferenze e il sangue che donarono tanti giovani uomini e donne per la Patria.

L’Albania è un paese che ha sofferto molto, però col coraggio, patriottismo e l’intelligenza, e il sangue di tanti Martiri ce l’abbiamo fatta!

Anche noi abbiamo festeggiato nell’Asilo di Madre Carla. Abbiamo vestito i bambini coi colori tipici della bandiera albanese: il rosso simbolizza il sangue dei Martiri e il nero l’aquila che vola.

Attraverso poesie, canzoni e danze i bimbi hanno rappresentato l’amore per il nostro paese. Abbiamo vissuto bei momenti tutti insieme.

“Sì!”, per sempre

Pubblicato il: sabato 14 Dicembre 2024

Come ripagare un giorno il Signore per tutte le cose buone che ha fatto per me?

“Alzerò il calice della salvezza e adempirò i miei voti al Signore, sì davanti a tutto il suo popolo” (dal Salmo 115).

Il giorno 7 dicembre 2024, durante la Messa vespertina dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, nella Cappella di Casa Madre a Vermicino, sr. Jifna Mary proveniente dall’India e sr. Jolie Solange proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo, hanno emesso i loro voti perpetui nella congregazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione.

Una bella partecipazione di consorelle, amici e numerosi sacerdoti concelebranti, tra cui molti congolesi in Italia.

Sua Eccellenza Mons. Giuseppe Satriano, Vescovo di Bari-Bitonto, ha presieduto la celebrazione eucaristica, e il rito della consacrazione, ha trasmesso un messaggio pieno di speranza sia a noi religiose che ai molti fedeli presenti: “Dio non ci chiede tanto ma ci chiede tutto. Dobbiamo generare la vita che viene da Lui”.

 È stato per noi una grande gioia la presenza della nostra confondatrice Madre Anna Piu, della Madre Generale e delle sorelle provenienti da varie comunità.

Esprimiamo il nostro sincero ringraziamento a tutte voi, care sorelle, che ci avete sostenuto durante il cammino della formazione religiosa fino al nostro “sì” definitivo nella nostra Famiglia religiosa.  Ringraziamo il Signore perché ci ha scelto per essere portatrici del suo Verbo Incarnato e con affetto ringraziamo Madre Carla per aver colto con cuore aperto la chiamata del Signore, dando vita e inizio a questa Famiglia religiosa.

Dopo la celebrazione abbiamo vissuto un bellissimo momento di fraternità intorno ad una mensa ricca di pietanze di varie parti del mondo, preparati con tanto amore dalle nostre care sorelle.

Con questa piccola parola: “Grazie”, semplice ma ricca di valore, esprimiamo la nostra gratitudine.

Grazie per tutti i vostri gesti di amicizia, di affetto e di amore sincero. Non era solo la nostra festa ma di tutti. Grazie!

ANNO SANTO DEL GIUBILEO 2025

Pubblicato il: martedì 17 Dicembre 2024

Pellegrini con un salvacondotto: la Speranza che non confonde

 

Prime ore del mattino. Stazione Barberini linea A della metropolitana. Alcuni operai stanno raggiungendo il loro posto di lavoro ancora un po’ assonnati. Indossano scarpe antinfortunistiche e tute ripulite, ma evidentemente consumate dalle loro fatiche. Sulla lunga scala mobile si confondono tra dipendenti pubblici, uomini in divisa, badanti, un paio di funzionari in giacca e cravatta e alcuni studenti.

  I pellegrini, invece, si muoveranno prevalentemente in gruppi. Arriveranno equipaggiati di catechesi, momenti di preghiera organizzati prima o durante il viaggio. Vestiranno cappellini e zainetti colorati. Si muoveranno per età (giubileo dei bambini, delle famiglie, dei giovani…) o per categorie (lavoratori, sportivi, scuola e università…). Gli uni e gli altri attraverseranno Roma e le sue piazze, con obiettivi chiaramente diversi, ma forse del tutto ignari che l’Anno Santo, ogni Giubileo, lascia inevitabilmente segni indelebili del suo passaggio. Come l’insospettabile Fontana di Trevi, a pochi passi da stazione Barberini. La più fotografata, in ogni stagione dell’anno, fin dalle prime luci dell’alba. Affascina con i suoi giochi d’acqua e le sue statue colossali. Eppure quasi tutti ignorano che è frutto della premura dei Papi per gli abitanti di Roma e per i pellegrini provenienti da ogni dove. Occorre garantire acqua potabile, consolidare gli acquedotti, bonificare territori malsani, attrezzare spazi di accoglienza. Il Giubileo, di ieri e di oggi, è senza dubbio opportunità per sensibilizzare le coscienze e per prendere atto della stagione ecclesiale e civile che si sta attraversando e di conseguenza intraprendere decisivi provvedimenti sul piano sociale, pastorale, teologico e dottrinale, e tuttavia, quando si parla di Anni Santi, non possono mancare riferimenti alle implicazioni sociali ed economiche del piano urbanistico della Città eterna. Roma è da mesi un cantiere a cielo aperto. Si va dal lavoro di restauro delle principali meraviglie artistiche come il Baldacchino del Bernini e la Pietà di Michelangelo in san Pietro – che oggi avvolti nel telo schermante dei ponteggi fanno rimanere delusi i turisti – alla riqualificazione di snodi importanti della viabilità, del trasporto pubblico e di aree pedonali. Piazza San Giovanni con la sua vocazione spirituale e popolare e l’area di piazza Pia che collega Castel Sant’Angelo a San Pietro, per citare due delle principali opere in corso, saranno (speriamo) significativi centri di aggregazione riqualificati.

         Il pellegrinaggio ad Petri sedem raccoglieva un’istanza che veniva dal popolo. Evidentemente i pellegrinaggi non nascevano con il Giubileo indetto da Bonifacio VIII nel 1300. Roma è Città Santa prima del Giubileo! Girolamo, la domenica con gli amici andava in giro per le tombe dei martiri. Una forma di venerazione antica, nella quale si colloca con forza la centralità petrina, senza tralasciare tuttavia gli innumerevoli martiri che hanno lavato con il loro sangue la sacralità di Roma. Fin dalle catacombe si desiderava la loro compagnia, come scrive il grande papa Damaso nella cripta dei papi a S. Callisto:  «Se lo cerchi, sappi che qui riposa, unita, una schiera di Beati. I sepolcri venerandi conservano i corpi dei santi, ma la reggia del cielo ha rapito per sé le anime elette – e aggiungeva – anch’io qui avrei voluto essere sepolto, ma ebbi timore di disturbare le ceneri sante dei Beati».

         Nel 2025, forse, occorre avere timore non di disturbare le ceneri dei beati, ma di non disturbarle affatto. Di ridurre cioè la sacralità del Giubileo alla straordinarietà di un evento, anzi, di una serie di eventi. Di restare affascinati dall’apertura di una o più Porte Sante, senza ricordare che il Risorto, da sempre, ha la capacità di entrare «a porte chiuse» (e di stare) nella paura dei discepoli, per augurare la pace a fraternità insidiate.

         Ieri come oggi, i pellegrini giungono a Roma dai luoghi della non-pace. Per Amore e per Fede attraversano luoghi di conflitti personali e sociali. Occorre consegnare loro un salvacondotto: la Speranza che non confonde e che fa cogliere nel tempo la presenza viva dell’Eterno.

 

don Michele Martinelli

Assistente Nazionale

Settore Giovani Azione Cattolica Italia

SPUNTI DI NATIVITÀ

Pubblicato il: venerdì 20 Dicembre 2024

Oggi il tempo di Natale viene presentato attraverso varie sfaccettature, prevalentemente di natura consumistica. Basti pensare ai vari programmi televisivi dove si vedono servizi in cui le persone sono intente a fare shopping, ad acquistare regali da poter donare ai propri cari, file kilometriche fuori dai centri commerciali, gente che pazientemente aspetta fuori dai negozi.

Ma per quanto riguarda la vera essenza del Natale, della natività di Gesù Cristo, del viaggio pieno di paura e di ansia che hanno affrontato Maria e Giuseppe per raggiungere Betlemme e della successiva fuga verso l’Egitto, delle condizioni in cui Maria ha dovuto partorire il Bambino Gesù qualcuno si è mai chiesto qualcosa? Qualcuno si è mai provato a mettere nei panni dei personaggi di quest’evento che avrebbe sconvolto il mondo?

Allora con questo piccolo articolo andremo a visualizzare i protagonisti della vicenda e proveremo a dare qualche spunto riflessivo cercando similitudini tra le vite dei protagonisti e le nostre.

Vediamo chi sono i protagonisti:

  1. Gesù
  2. Maria
  3. Giuseppe
  4. I Magi
  5. Erode

Se c’è una cosa che mi ha sempre appassionato del mio percorso di Fede è notare come, nonostante millenni di distanza, molti personaggi che troviamo nei Vangeli o nei racconti della Bibbia adottino o usino comportamenti che sono simili o identici ai miei.

Oggi mi voglio soffermare in particolar modo su Giuseppe, Maria, i Magi ed Erode.

Partiamo da Maria e Giuseppe. Provando a metterci nei loro panni, quante volte anche noi abbiamo affrontato sfide simili? Sarà capitato sicuramente a ciascuno di noi di dover affrontare momenti, eventi e situazioni in cui ci era richiesto coraggio. In cui ci era richiesto di alzarci, prendere il nostro cammello e avviarci, nonostante l’ansia e il panico fossero i padroni del momento.

Se ci pensi bene, tutte le volte che ti alzi, che con coraggio affronti le sfide che il quotidiano o la vita ti mettono davanti, qualunque esse siano, stai agendo esattamente come Maria e Giuseppe che si sono prodigati per salvare la vita a Gesù.

L’amore e il coraggio sono le due armi che i nostri due Genitori (perché Maria e Giuseppe sono Madre e Padre anche per noi) hanno utilizzato sia per la nascita di Gesù sia nella fuga.

Proprio la fuga è un atto di grande coraggio. Anche se non sembra, la fuga richiede una forza d’animo differente. Basti pensare a Gesù che nel deserto “fugge” sottraendosi al quesito del demonio che lo tentava oppure a Santa Teresina di Lisieux che per evitare di peccare a causa di qualche sua consorella brontolona “fuggiva” in altre stanze del convento. Il paradosso Cristiano sta proprio nella fuga.

Un atto che tutto sembra tranne che eroico ma che in realtà dona una grande pace e una gioia mai visti. Infatti fuggendo Maria e Giuseppe hanno potuto salvare la vita a Gesù.

Anche noi quindi siamo chiamati ad armarci di coraggio ma soprattutto a fuggire quando serve soprattutto se ci troviamo davanti alle tentazioni.

Quando parliamo dei Magi la prima immagine che ci salta in mente è sicuramente quella delle statuine che mettiamo nel Presepe, ma questi tre personaggi ci insegnano una grande cosa. La Fiducia!

Potrebbero sembrare personaggi che vengono buttati lì nella storia, famosi solo per i doni che portano al Signore quando in realtà la loro figura ci dona un grande esempio di Fiducia in Dio che anche noi nel nostro piccolo siamo chiamati ad allenare.

Infatti quanti di noi al posto dei Magi si sarebbero fidati della famosa “Stella Cometa” che li avrebbe guidati da Gesù? Sicuramente non molti di noi, fragili e diffidenti come siamo.

Ecco magari l’esempio dei Magi può essere quello spunto dove anche personaggi che nella storia della Salvezza sembrano avere un ruolo marginale (poiché come sappiamo dopo la nascita tornano nel loro paese e non sappiamo più nulla di loro) danno invece una grande scossa nel coltivare la fiducia in Dio.

E soprattutto ricordiamo, in vista del Giubileo, che coltivare la Fiducia aiuta ad allenare anche la virtù della Speranza!

Infine parliamo dell’ultimo personaggio, Erode, colui che si è sentito usurpato di una carica, che detta in termini romani “rosica” della nascita di un altro Re.

Erode quindi viene ricordato solamente per le sue stupidaggini eppure quante volte anche noi siamo un po’ come Erode?

Proviamo a renderci conto di tutte quelle volte in cui, ad esempio, un compito, un posto o un ruolo ci vengono tolti o anche solamente veniamo informati che potremmo perderli. Secondo voi qual è la reazione che subito si insinua nel nostro animo?

Lo ammetto, io sono un po’ rosicone come Erode.

Però è questa l’ultima parola sulla mia vita? Rosicare come Erode mi definisce?

Non penso proprio!

Perché noi siamo molto altro che semplice fastidio per la perdita di un posto, noi siamo qualcosa di più profondo e il Signore lo sa, infatti ci ama infinitamente nonostante i nostri peccati.

Per concludere, vi invito a prendere sempre spunto dalle figure Bibliche, perché in Essi potreste trovare persone che come voi hanno affrontato ansie, sfide e paure e tenete d’occhio anche coloro che si sono rivelati personaggi sciocchi o pessimi come Erode perché anche da loro possiamo imparare qualcosa, come ad esempio scegliere il bene e l’amore sempre invece del male.

Vi auguro un buon Natale, grazie per aver letto il mio articolo e che il Signore Gesù vi benedica.

Alessio Pulcinelli

Studente Ecclesia Mater.

In preparazione al Natale

Pubblicato il: sabato 21 Dicembre 2024

Nella casa di riposo di Vermicino delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, si è tenuto un incontro con Padre Gennaro Rosato, con i parenti delle ospiti, in preparazione del Natale, una bellissima riflessione che a volte non si considerano leggendo il Vangelo. Infatti, nella lettura dell‘Annunciazione dell‘Angelo Gabriele a Maria sono presenti vari personaggi, oltre a Dio, l’altissima figura principale nell’ascolto di Maria.

Anche la visita di Maria ad Elisabetta ci fa capire come noi dobbiamo essere disposti nell’ascoltare gli altri e condividere con loro le situazioni che stanno vivendo.  È il Signore Dio come un’artista che nella sua creatività li stupisce ogni giorno iniziando dal sorgere del sole alla natura che ci circonda dalla pioggia all’arcobaleno. Da noi stessi che, quando la mattina ci guardiamo allo specchio e ci studiamo della meraviglia che Dio ha fatto “l’uomo”.

Osservando la croce vediamo il grande amore che Dio ha avuto per noi donandoci suo figlio “Gesù”. È stato un incontro bellissimo dove Padre Gennaro ha creato un colloquio di serenità e di confronto con le nostre riflessioni e quelle delle Suore presenti è stata una bellissima esperienza sia per il cuore che per l’anima.  Per questo ringraziamo le Suore e per questa iniziativa.

Buone feste a tutti che Dio ci benedica.

Il dono di Dio che illumina e riscalda i cuori

Pubblicato il: sabato 21 Dicembre 2024

Il Natale è la festa dei doni, non certo però quella del consumismo, della frenetica e spasmodica ricerca del regalo da fare, al contrario, è la ricorrenza di un dono speciale, poiché con il Natale Dio ci fa dono di sé stesso, ci regala la Sua Vita. Una Vita che vince sulla morte! E questo dono di “Dio con noi,” racchiude in sé il mistero dell’incarnazione. Dio si è fatto carne, nato in una stalla. da una Vergine, nato quasi forestiero, Maria è Giuseppe erano a Betlemme per il censimento, e da chi viene accolto per primo? Non dai dotti e sapienti, ma da umili pastori, ed i pastori da sempre sono la parte più povera, più umile della società. Dal vangelo di Luca 8-11.

C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.

Tutto questo per farci comprendere, che Lui si è fatto carne per toccare le nostre fragilità, i nostri limiti, per annunciare ad ognuno di noi, aldilà delle ricchezze, del potere, della fama, che Lui ci ama così, come siamo, con le nostre piccolezze, e miserie umane. E noi cosa possiamo fare per accoglierlo e festeggiare la sua nascita? Noi con la gioia nei cuori dobbiamo recepire e vivere, l’annuncio dell’angelo come una grazia donata, e come i pastori   metterci in cammino verso la Luce di quel bambino che dopo duemila anni continua a dare testimonianza al mondo del miracolo della nascita di Dio.

L’invito per questo Natale è quello di essere prove viventi di quella luce che illuminando, riscalda il cuore degli uomini, anche quelli più aridi.  Madre Carla ne è stata un esempio, lei non solo ha saputo ascoltare la chiamata, ma si è resa disponibile ad accogliere il dono della Grazia di Dio e lo ha saputo divulgare nei luoghi più poveri e sperduti del mondo. Ricordarla in questa Santa Festa, ci aiuta a comprendere non solo l’importanza della nascita di un Dio Salvatore, ma ci apre la porta alla Santità, poiché tutti siamo chiamati a diventare Santi, come lo è sempre stata lei. Un augurio di un Santo Natale di pace e amore fraterno, possa arrivare in ogni angolo del mondo, specialmente nei luoghi, dove le guerre, spesso anche di religione, calpestano e massacrano la vita umana, dono inestimabile di Dio.

Dallo scarto alla vita nuova

Pubblicato il: martedì 24 Dicembre 2024

Natale è la festa degli umili e dei semplici, perché Dio si manifesta nella semplicità e nella povertà. Egli accetta l’umiltà e la fragilità della nostra storia personale, viene e supera tutte le distanze, si fa vicino a noi, come le cose più semplici e quotidiane dell’esistenza. È lo stile di Dio quello di scegliere ciò che al mondo è scartato e marginato per ridare nuova vita e renderla più preziosa.

Questo ci insegna il mistero dell’Incarnazione, e questo è il messaggio che ho voluto dare con il mio presepe Dallo scarto alla vita nuova, esposto questi giorni tra i 100 Presepi in Vaticano.

Il mio presepe illustra proprio il Mistero che da sempre affascina e attrae l’umanità. Dio ci parla con la tenerezza e il linguaggio di un Bambino, ci insegna ciò che è essenziale per la nostra vita.

Il titolo Dallo scarto alla vita nuova richiama alle grandi sfide attuali in un mondo che affronta continue sfide – sociali, economiche e ambientali -, ci ricorda che ciò che sembra perduto o scartato può essere accolto e trasformato in una realtà preziosa. Porta un messaggio di speranza e di rinascita.

L’opera mette la Grotta della Natività al centro di tutto, è l’unico luogo che non ha una porta, questo significa che il cuore è chiamato a non essere chiuso, ma aperto, libero, capace di accogliere tutti. Il pastore, il primo ad ascoltare il messaggio divino, risponde mettendosi in cammino portando con sé anche le pecore scartate verso la Grotta, per un incontro di amore e di stupore.

I mestieri riproposti nel presepe rappresentano la vita e ci richiamano a valorizzare la semplicità dell’attività quotidiana, a saper stare insieme, dove tutti si sentono fratelli e creano una comunità di pace.

Quando viviamo la fraternità alla luce del sacramento della povertà e della semplicità, impariamo a riconoscere in ogni persona il volto di Cristo, e così costruiamo una vita nuova, basata sulla giustizia, sull’amore e sul rispetto per ogni vita umana, specialmente per chi è più vulnerabile.

Si è fatta particolare attenzione all’utilizzo di materiale riciclato come il polistirolo, il legno di vecchie cassette di frutta, plastica, giornali, cartone, avanzi di stoffa ecc., dando prova che lo “scarto” può essere una risorsa in favore dell’impegno ecologico.

Il natale, allora, sia per tutti un’opportunità di rinascita. Spalanchiamo il cuore alla novità che Dio vuole realizzare con noi e attraverso di noi. Siamo tutti fratelli!

Celebrare il Natale è un invito alla speranza, e questa speranza è offerta a tutti, nessuno escluso. Auguri di buon Natale e un Anno giubilare carico di pace e gioia a tutti.

Sr. Loreda Spagnolo, SMI

“Dallo scarto alla vita nuova”, il presepe di Suor Loreda in Piazza San Pietro

Un Natale di luce e meraviglia al “Nëna Carla Borgheri”

Pubblicato il: mercoledì 1 Gennaio 2025

Il Natale, con la sua magia senza tempo, continua a essere la festa più amata dai bambini. Non solo per i regali di Babbo Natale, ma per il suo messaggio profondo: un momento di gioia, amore e condivisione.

Al centro diurno “Nëna Carla Borgheri” di Shenkoll, in Albania, abbiamo vissuto questa meraviglia attraverso una festa indimenticabile, dove i più piccoli hanno saputo emozionare e incantare tutti i presenti.

I nostri piccoli artisti, vere “stelline” della serata, hanno saputo trasformare l’evento in un’esperienza unica. Con entusiasmo e passione, hanno dato vita a danze, canti e poesie dedicate a Gesù Bambino.

Il momento clou della festa è stata la rappresentazione della Natività, dove la dolcezza e l’innocenza dei bambini hanno reso il mistero della nascita di Cristo ancora più toccante.

Genitori e familiari, emozionati e orgogliosi, sono rimasti colpiti dalla spontaneità e dal talento dei loro figli.

Papa Francesco ci ricorda che il Natale è un tempo per guardare oltre le apparenze, riscoprendo la semplicità e l’umiltà di Dio che si fa uomo. Le sue parole, “Non lasciamoci distrarre dalle cose superficiali, ma guardiamo al presepe per riscoprire il cuore della nostra fede”, sono state il filo conduttore della nostra festa. Ogni sorriso e ogni gesto dei bambini hanno incarnato questo messaggio, portando nei cuori di tutti una rinnovata speranza.

Questo Natale ha avuto un significato ancor più profondo, intrecciandosi con l’apertura del Giubileo: un tempo di grazia e di rinnovamento spirituale. La recita della Natività ha sottolineato l’importanza del perdono, della pace e della gratitudine, valori che il Giubileo e il Natale condividono.

L’Epifania del Signore

Pubblicato il: venerdì 10 Gennaio 2025

L’Epifania del Signore, simboleggia la rivelazione della divinità di Cristo al mondo intero, al di là delle culture e religioni, è l’universalità, l’incontro del messaggio di Gesù di speranza e salvezza a tutta l’umanità, “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”.

I tre re Magi simboleggiano proprio questo, tre umanità diverse tra loro che seguono una stella, si una stella, una delle meraviglie del Creatore, per incontrare, donare ed adorare il “Dio con noi”.

Domenica 5 gennaio presso la casa di riposo di Vermicino, le nostre suore hanno saputo cogliere anche stavolta il messaggio di questa rivelazione universale e del dono per tutti, organizzando una grande e bellissima festa. Balli, canti, musiche provenienti dalle più svariate parti della terra, e poi doni per tutti, senza alcuna differenza, per le nostre suore, per noi figli e nipoti e poi per le nostre mamme, qualcuna attenta, qualcuna un po’ meno, ma tutte con la gioia negli occhi, quella gioia pura, che forse hanno provato anche i re Magi alla vista del piccolo Gesù. È stato un incontro tra il sacro e l’umano, quell’umano fatto di una tombolata, di tante buone prelibatezze culinarie, e poi una bellissima befana, con le scarpe tutte rotte e con il vestito alla romana. Poi ammettiamolo pure, dove c’è l’allegria, l’armonia, la pace dell’incontro, lì c’è lo Spirito di Dio!

Raduno giovanile nel villaggio di Pongchau

Pubblicato il: domenica 12 Gennaio 2025

L’Arunachal Pradesh è uno stato nella parte nord-orientale dell’India, con un paesaggio di valli profonde, altipiani, colline e creste. Dato che l’Arunachal Pradesh ha ospitato la prima corsa del sole nel territorio indiano, dal 1972 lo stato è denominato la “Terra del Sole Nascente”.

Più della metà della popolazione dell’Arunachal Pradesh è impiegata nell’agricoltura, ma solo una piccola parte del territorio è coltivata. Le tribù principali sono ventisei. Noi, Suore Missionarie dell’Incarnazione, prestiamo il nostro apostolato presso il Wancho, nel villaggio Pongchau.

Ogni villaggio ha un territorio, un suo re e la sua regina. Il re ha la libertà di scegliere le ragazze. La regina viene scelta dalla famiglia del re.  Il re è il capo del villaggio e ha il potere su tutte le famiglie del villaggio ed ogni famiglia deve versargli una quota del raccolto.

La maggior parte delle case sono costruite con bambù, foglie di palma e legno, e solo  da poco hanno iniziato a costruire le case con tina. Le case sono decorate con trofei di teste di Mithun, che è l’animale di stato. Si trovano armi in quasi tutte le case e vengono utilizzate per le feste.

Papa Francesco ci ha chiamato a lasciare le nostre zone di comfort e ad andare verso la “periferia”, mettendo i poveri ed i vulnerabili al centro dei nostri pensieri e delle nostre azioni. Ed in questi luoghi sono tanti i problemi della gente locale, ed anche delle Suore che qui vivono: la rete idrica, i trasporti, la benzina, le strade, le scuole etc.

Ci sono belle virtu’: una forte fede, uno spirito di preghiera ed un vivace talento nel canto e nella danza. Purtroppo risulta difficile poter celebrare frequentemente la Santa Messa. Notevoli anche le difficoltà nel far studiare i bimbi, sia per i problemi economici delle famiglie che per le distanze. Ecco perché’ abbiamo organizzato un ostello, l’“Incarnation girls hostel”, dove al momento alloggiano settantaquattro bambini che rimangono con noi e frequentano la scuola.

Non è facile per noi Suore sostenere tali impegni, ma ci sforziamo di continuare ad offrire, a chi è in difficoltà, educazione, vitto, alloggio, medicine e cure, sperando di poter illuminare il loro futuro.

Durante le vacanze invitiamo le ragazze a stare con noi per insegnar loro alcune cose importanti, come la Parola di Dio, i valori cristiani e morali, le conoscenze generali, le informazioni sui mass media etc.

Madre Carla Borgheri afferma che “L’apostolato della Congregazione deve essere diretto particolarmente alla gioventù, per avvicinarla sempre più al Vangelo, alla vita interiore e al mistero dell’Incarnazione. Curerà con amore i ritiri, le giornate di studio e, quando è necessario, con prudenza, i mass media”.

Durante le vacanze di Natale, allo scopo di illuminare la mente e il cuore delle ragazze, abbiamo condotto un programma di orientamento professionale per tre giorni. Hanno partecipato 24 ragazze provenienti dai sette villaggi intorno a noi. Abbiamo iniziato il programma il 27 dicembre, accogliendole con una bella canzone. Il primo giorno abbiamo eseguito alcuni canti cristiani, abbiamo fatto dei giochi e tenuto alcune sessioni sulla spiegazione della Bibbia e sugli eventi importanti del Nuovo Testamento. Il secondo giorno abbiamo insegnato come discernere ed orientarsi tra i social media. Il terzo giorno è stata celebrata la Santa Messa solenne e abbiamo pregato per le intenzioni delle ragazze. Dopo la Messa abbiamo distribuito i premi alle vincitrici dei vari giochi.

Le ragazze erano molto interessate, ponevano domande e comunque soddisfatte dell’esperienza, umana e spirituale, vissuta con le Suore Missionarie dell’Incarnazione. Speriamo che sia stata una piccola luce nei loro giovani cuori.

Festa interdiocesana della Vita Consacrata: storie, volti e gesti di fede, speranza e carità

Pubblicato il: lunedì 3 Febbraio 2025

La Giornata Mondiale della Vita consacrata rappresenta sempre un momento speciale per la comunità religiosa, ma quest’anno, per la prima volta religiosi e religiose presenti nel territorio della diocesi di Velletri-Segni e Frascati lo hanno celebrato insieme nel pomeriggio di domenica 2 febbraio presso la parrocchia di san Giuseppe Lavoratore in località

Attorno al vescovo Stefano Russo la grande sala si è riempita di una folta presenza di persone che hanno donato la loro vita a Dio nelle più varie forme, ma tutti accomunati da una stessa scelta radicale di vita.

 Una “festa” è stata definita la serata: il tempo è volato in un’alternanza di canti e testimonianze, spaccati di vita che hanno dello straordinario.

  • Le suore di san Camillo – che rischiano la vita per i malati negli ospedali – come in tempo di Covid o altre malattie pericolose ;
  • Salesiani , che ancora oggi continuano il sogno di S. Giovanni Bosco, per incontrare i giovani oggi nel loro vissuto camminando accanto a loro, lavorando non come battitori liberi ma insieme, per far sì che i giovani “si sentano a casa” in una Chiesa che sia una famiglia accogliente;
  • le suore di Santa Marta, nate per raccogliere bambini orfani o abbandonati – in un ‘audace tentativo’ – e vivere in mezzo alla gente secondo le necessità, anziani, malati… in tante parti del mondo, ‘come Marta di Betania ha accolto Gesù;
  • i carmelitani con p. James del Kerala che, seguendo la voce chiara di Dio, ha lasciato la propria terra, si è donato in tante opere di giustizia sociale in un mondo fatto di caste chiuse, per dare dignità a tanti, fino ad arrivare in Italia, dove continua a testimoniare l’amore di Cristo;
  • le Suore Missionarie dell’Incarnazione, e la loro esperienza in spirito sinodale nel comunicare al mondo che Dio si è fatto carne, e l’impegno ad essere segni viventi di questa realtà, lasciando che Dio oggi prenda carne nelle situazioni concrete della vita.

E se altri avessero avuto il tempo di parlare, chissà quanti altri tesori avremmo potuto contemplare.

“Pennellate dello Spirito Santo” ha definito queste testimonianze il Vescovo Stefano, “come in un giardino fiorito di tanti colori” sottolineando l’importanza di ritrovarsi insieme come vita consacrata, in comunione fra tutti e invitando a sentirsi sempre più corresponsabili, gli uni verso gli altri, protagonisti.

Far sperimentare la Chiesa come famiglia, che tanti possano dire: ‘mi trovo a casa’ accogliendo tutti in Cristo.

È seguita la celebrazione presieduta dal Vescovo Stefano e numerosi religiosi sacerdoti, durante la quale è stata rinnovata la consegna della propria vita a Dio, che le letture della liturgia hanno mostrato.

Come ha detto il Vescovo:

“Il racconto della presentazione di Gesù al tempio parla di Maria e Giuseppe che portano Gesù al tempio: essi sono lì per consegnare la loro vita a Dio.

Un atto da ripetere ogni giorno che a sua volta ci fa ritrovare “rinnovati” in due aspetti in particolare:

rimanere stanziati, radicati nella nostra fede” e mettersi in cammino insieme verso Cristo chiedendogli “cosa vuoi da noi oggi affinché questa vita sia ancora espressione del tuo amore?” 

Lo Spirito Santo suggerisce strade nuove, spesso faticose e contrarie alla corrente, ma che continuano ad annunciare Gesù”.

Il vescovo ha proseguito poi con un’osservazione particolare:

“Anna e Simeone sono ‘anziani’ – come possiamo riscontrare anche nelle nostre comunità – eppure hanno avuto un ruolo importantissimo in quel momento. Allora anche noi, se acquistiamo gli occhi del bambino evangelico, in qualsiasi età riscopriremo l’azione di Dio. Lasciamoci rinnovare dall’Amore di Dio e facciamo gesti concreti che ci fanno annunciatori di Cristo”. 

Ci rimane la gratitudine a Dio per il dono della vita consacrata, per la gioia della conoscenza reciproca che ha permesso di imparare gli uni dagli altri rafforzando la comunione, per aver potuto contemplare la multiforme azione dello Spirito Santo, che di tempo in tempo ha arricchito la Chiesa di carismi, luci uniche e originali che non vivono per sé stesse ma illuminano e nutrono tutta la cristianità, componendo l’unico Corpo di Cristo.

Concerto di beneficenza

Pubblicato il: sabato 8 Febbraio 2025

Sabato 8 febbraio la parrocchia Spirito Santo di Su Planu, ha ospitato il concerto di beneficenza dell’Ensemble Chorus Project Luigi Rachel di Quartu Sant’Elena, diretto dal maestro Giacomo Medas e del coro del gruppo folk «Città di Dolianova», diretto dalla maestra Maria Elisabetta Agus. Le due corali si sono esibite per sostenere la costruzione di una scuola materna nella missione di Boassa, in Burkina Faso, dove operano le Suore Missionarie dell’Incarnazione