Archivio Categoria ITALIA

Quando una sera di giugno diventa un albero della vita

Pubblicato il: sabato 10 Luglio 2021

Il 22 giugno 2021, appena arrivato un pò di fresco nella calura estiva che sta caratterizzando questi giorni, si è tenuto un evento in un paesino sperduto del tacco d’Italia: Salice Salentino.

E’ proprio nella città del vino doc che un gruppo di bambini e bambine si sono esibiti nei giardini dell’Asilo Sacro Cuore per salutare le suore che li hanno accompagnati nel triennio della scuola dell’infanzia.

Una tappa importante per i piccoli che hanno ballato, cantato ed espresso alle loro guide, spirituali e scolastiche, tutta la loro gratitudine ed il loro amore.

Lacrime di emozione hanno solcato i volti dei genitori alla vista dell’espressione di tanta bellezza e di tanto amore.

Percepibile la consapevolezza che i loro bambini, arrivati a scuola piccoli ed insicuri, sono oramai divenuti “giovanotti e giovanotte” pronte ad intraprendere l’importante tappa della scuola primaria.

Presente alla serata anche Don Massimo Alemanno, parroco della Parrocchia Santa Maria Assunta che ha salutato ai più piccoli incoraggiandoli per il nuovo percorso che intraprenderanno a settembre e per ricordare ai presenti che a breve si festeggerà la Festa della Madonna della Visitazione, importante appuntamento per la comunità salicese.

Durante la serata l’esibizione dell’artista Ruggero Palazzo che con il sax ha suonato il “sacro e il profano” fra un cambio d’abito e l’altro.

L’affetto che lega i genitori alle suore è palpabile: si nota dagli sguardi pieni di gratitudine e complicità scambiati durante la serata.

Una mamma, che poetessa per un giorno ha messo nero su bianco le proprie emozioni, ha donato alle suore questa magnifica poesia.

Un semplice grazie

Il mio piccolo tesoro
Non lo avevo mai lasciato
Ma alle vostre mani d’oro
Con fiducia ho consegnato.
Mi ricordo il primo giorno
Quando dissi: Presto, è ora!
Egli tutto vide intorno
il sorriso della suora.
Ora gli anni son passati,
quel che inizia ha poi la fine:
Quei bambini a voi affidati
sono ometti e signorine.
Con immensa commozione
Un bacione meritate
Anche se la situazione
Ci ha voluto distanziate.
Ora ci saluteremo
Qualche lacrima può uscire
Ma per voi sempre avremo
Un affetto a non finire

La serata si è conclusa con il ringraziamento che segue dedicato alle amate suore da parte dei genitori.

Oggi termina uno dei percorsi più importanti della vita dei nostri bambini.  Sono arrivati qui da voi timorosi, insicuri, con gli occhi pieni di lacrime (loro eh!) ma voi avete saputo prenderli per mano, avete saputo dare la carezza nel momento giusto, avete saputo tranquillizzarli e rallegrarli.
Con voi hanno superato tutte le paure e le insicurezze dei primi giorni e sono cresciuti giorno dopo giorno. Hanno fatto di voi parte della propria famiglia. E così abbiamo fatto anche per noi genitori.
Grazie perché ci avete fatti sentire sempre a casa, amati, capiti e felici con il vostro modo di essere estremamente discrete ed estremamente amorevoli.
Siete sempre state presenti con la parola di conforto e la battuta per far sorridere. Sono stati anni difficili, gli ultimi due, a causa di questo virus ma la vostra vicinanza è stata costante e presente, SEMPRE!
Vogliamo ringraziarvi, care suore, perché avete saputo insegnare ai nostri piccoli lo stare insieme nel rispetto del prossimo ed il grande dono dell’amicizia, grazie per la disponibilità e la pazienza che da sempre avete manifestato. Non avremmo potuto scegliere niente di meglio per i nostri bambini, siete il percorso più bello che poteva capitare sul loro cammino. Vi saremo sempre grati per tutto ciò che avete fatto in questi anni.

Insomma, una serata ricca di emozioni, d’affetto e d’amore che il Signore ci ha voluto donare.

E quando il pensiero ripercorrerà il ricordo di quella sera di giugno,  ritornerà nei presenti la consapevolezza che la magia della presenza delle nostre suore ha saputo trasformare la tristezza di fine percorso nella gioia di un futuro ritrovato, fatto di sogni e speranza che solo loro potevano dare ai genitori e ai piccoli.

Crescere all’ombra dell’albero della vita delle nostre amate suore sarà un onore che caratterizzerà le famiglie per sempre.

Un grazie alle suore per tutto ciò che sono riuscite ad essere per tutti noi con la loro fondamentale presenza.

Alida Cuiuli Pizzicaroli, una stella che ora brilla in Cielo

Pubblicato il: domenica 29 Agosto 2021

Cara Alida, amica e maestra, è difficile trovare le giuste parole per la tua improvvisa scomparsa, ma esse restano l’unico veicolo per far sentire la nostra vicinanza alla tua famiglia e soprattutto un gesto di affetto immediato nei tuoi confronti.
Sei stata una donna, una madre, una nonna e un insegnante esemplare, sempre pronta ad educare con l’esempio e con la testimonianza di vita. Questo nostro pensiero, nei tuoi riguardi, arrivi fin lassù sotto forma di carezze, abbracci, attestati d’amore e di stima, nella speranza che possa alleviare il senso di vuoto che hai lasciato.
Appena diplomata hai accolto senza esitazione l’invito di madre Carla, con la quale avevi costruito un legame speciale, a collaborare alla formazione delle giovani Suore, e hai donato alla nostra Famiglia religiosa disponibilità, sapere, conoscenze e veri valori della vita. Ti sei dedicata insieme al primo nucleo di Suore all’istruzione degli adulti del quartiere di Vermicino con l’impegno di sostenere famiglie in difficoltà. Quante gioie e fatiche hai condiviso della nostra nascente Congregazione, quanti beni disinteressati hai elargito a tante generazioni!

Alida con le giovani aspiranti

Ora preghiamo Dio che dia la forza al tuo Giuseppe, ai tuoi figli Andrea e Chiara, agli amati nipotini di superare questo momento sapendo il grande amore che vi univa. Forse il tempo lenirà il dolore e aiuterà tutte noi ad andare avanti ma il vivo ricordo di una persona speciale, quale eri, ci accompagnerà per sempre.
Chi ama non conosce morte perché l’amore fa rinascere la vita nella divinità. Sei sempre viva nei nostri cuori… sarai ovunque noi siamo e continuerai ad avere un posto speciale nella nostra Famiglia insieme a madre Carla.
Con stima, affetto e riconoscenza

Madre Anna Piu e tutte le Suore Missionarie dell’Incarnazione

In ricordo del 15.mo anniversario della morte di Madre Carla Borgheri

Pubblicato il: sabato 18 Settembre 2021

Lunedì ricorrerà il quindicesimo anniversario della morte di Madre Carla Borgheri, fondatrice della nostra Congregazione Suore Missionarie dell’Incarnazione e Padri Missionari dell’Incarnazione.

Era, infatti, il 20 settembre 2006 quando a mezzogiorno, mentre recitavamo, intorno al suo letto, l’Angelus Domini, Lei passava da questo mondo per andare incontro al suo Signore.

Siamo grati al Signore per il dono della sua vita e di tutte le meraviglie che il Signore ha operato attraverso la sua docile ed umile obbedienza al progetto di Dio, per il bene dei tanti fratelli e sorelle nelle varie parti del mondo.

Nelle difficili circostanze di pandemia e di problematiche del mondo che siamo chiamate a vivere, chiediamo al Signore una coscienza vigile e grata del dono ricevuto nell’incontro con il carisma di Madre Carla, per servire sempre meglio la Chiesa, riconoscendo che ogni istante da noi vissuto è abitato dal Verbo Incarnato e da Lui redento, perciò non c’è niente di inutile e tutto è segno dell’amore di Dio. Come affermava Madre Carla: “Crediamo che il bene e l’amore di Dio vinceranno sul male, però è vero che oggi siamo noi che dobbiamo divenire armi di virtù nelle mani di Dio. Dio vincerà, il male è stato vinto da Gesù sulla Croce, ma i giusti di ogni secolo devono sempre fare la loro parte. Cerchiamo di essere tra i santi figli di Dio, diveniamo seme fecondo di crescita per le anime, per la Chiesa”.

Se saremo fedeli alla grazia che ci ha raggiunti attraverso il carisma di Madre Carla, potremo essere “braccia, mani, piedi, mente e cuore di una Chiesa in uscita” (Papa Francesco), per essere nel mondo portatrici di speranza e testimoni dell’amore. Solo questa novità può essere credibile oggi!

Il 20 settembre sarà celebrata in suo suffragio la S. Messa in tutte le parti del mondo in cui sono presenti le Suore Missionarie dell’Incarnazione e i Padri Missionari dell’Incarnazione.

A Vermicino sarà celebrata la S. Messa alle ore 18.00 nella Cappella di Casa Madre, dove è presente la tomba di Madre Carla.

La celebrazione del 15° anniversario del Suo ingresso nell’eternità, Le sia di suffragio e diventi per noi sprone per continuare il cammino sulle sue orme.

                                                                                                                                     Il Consiglio generale SMI

Scarica invito

GALLERIA FOTO DELLA CELEBRAZIONE

Fotogrammi della mia giovinezza tra…ricordi ed emozioni

Pubblicato il: sabato 25 Settembre 2021

La vita è fatta di emozioni e pensieri, ma i ricordi sono sicuramente la parte più preziosa che abbiamo e vanno custoditi nei meandri della nostra memoria.

Tutti abbiamo dei ricordi e, belli o brutti che siano, sono ciò che costituisce il nostro passato, ci aiutano ad affrontare al meglio il nostro presente e il nostro futuro…ma la cosa bella dei ricordi di vita è che possiamo condividerli con le persone che amiamo di più e che hanno fatto parte di quel momento passato.

Vivere di ricordi è bellissimo ed è per questo che ho raccolto alcune foto che vorrei commentare con voi con la convinzione che così come la scrittura è un tentativo di preservare la memoria, lo scatto fotografico è la possibilità di rendere immortale un attimo. Ciò che dobbiamo tenerci stretti, infatti, non sono solo i ricordi del passato, ma la persona che siamo diventati grazie alle nostre esperienze, perché ciò che conta è quello che siamo adesso. E proprio la strada dei ricordi mi porta a contemplare principalmente quei momenti ricchi di calore, di brividi e di emozioni che ho vissuto quando ho conosciuto Madre Carla; paesaggi, scorci di strade, stanze, oggetti, parole, insegnamenti che rendono vivo il ricordo di colei che c’è sempre stata ogni qualvolta avessi avuto bisogno di un consiglio, di un monito, di una strada da percorrere, di un obiettivo da raggiungere o di un sogno da realizzare. Sono questi i fotogrammi che mi riportano a lei, come se fosse ancora qui con me, con la sensazione che non mi ha mai lasciata e con un’emozione grandissima che nessuna penna al mondo potrebbe descrivere; se la mia vita odierna ha un senso ed è ricca di valori e di persone che mi vogliono bene lo devo anche a quell’esperienza profonda vissuta al fianco di Madre Carla.

Ebbene sì, proprio qualche settimana fa, e precisamente il 19 agosto, il recarmi dopo 21 anni nelle comunità di Frascati e Vermicino, nei luoghi della mia prima giovinezza, ha fatto riaffiorare una miriade di ricordi ed ho vissuto un turbinio di emozioni che hanno toccato profondamente il mio vissuto e che ora mi è difficile raccontare. Sono partita da Lecce e al mio arrivo mi hanno accolta a braccia aperte Madre Anna e Madre Carmela, ho vissuto assieme alle suore momenti di allegria e di relax con “laboratori creativi” e, poi, il raccoglimento e la preghiera davanti alla tomba di Madre Carla… che dirvi di quei momenti, lì, davanti alla tomba di colei che mi ha regalato il suo sorriso, ha corretto i miei errori, ha educato il mio spirito, ha protetto il mio cammino e, con la sua dolce mano mi ha dato sicurezza…come spiegare con le parole ciò che ho provato? Come affermò Dante Alighieri nel suo capolavoro “non si poria per verba”. Alle suore più giovani, nei 5 giorni della mia permanenza, ho raccontato la mia esperienza accanto a Madre Carla il che ha permesso loro di sapere chi fosse stata per me e quanto grande sia stato il suo carisma. Potrei ancora scrivere fiumi di parole, ma lascio ora la parola alle immagini…saranno loro a continuare a raccontarvi di me.

Tutto è ancora lì, come se il tempo si fosse fermato ed è ancora tutto magico come prima; i ricordi saranno sempre parte piacevole del presente, perché pur cambiando i luoghi, le generazioni, le persone, siamo noi, con il nostro cuore, a dare un senso a quegli spazi e a quelle persone ed è allora che si vive la meravigliosa esperienza di quegli attimi di vita che chiamiamo emozioni.

Novoli, 25 settembre 2021                                                                             Anna Maria Pulli

Festa di San Martino per i bambini della scuola dell’infanzia: tempo di condivisione e di allegria

Pubblicato il: sabato 13 Novembre 2021

Le feste e le ricorrenze che si susseguono durante l’anno scolastico per i nostri bambini sono sempre occasioni di scoperte e nuove conoscenze che danno l’opportunità di vivere con consapevolezza momenti e avvenimenti della loro vita, di conoscere tradizioni e usanze della nostra cultura. Com’è consuetudine, anche quest’anno la festa di San Martino è stata rispettata e rinnovata all’interno dell’accogliente cortile della scuola paritaria “Sacro Suore” di Salice Salentino (LE),

dove le nostre suore hanno arrostito e servito le caldarroste in un’atmosfera allegra e spensierata per tutti i bambini e per le rappresentanti dei genitori presenti. L’occasione è servita anche per portare i piccoli a visitare il giardino esterno, a raccogliere le foglie cadute e apprezzare la bellezza dei suoi colori caldi e dei suoi frutti succosi.

Pierpaola D.

 

 

Galleria fotografica salice Salentino

I dieci anni della Onlus: Caritas Testimonium Servitium

Pubblicato il: venerdì 24 Dicembre 2021

Con la gioia nel cuore e con tanta gratitudine verso Dio e verso i fratelli vogliamo condividere l’evento che abbiamo organizzato per ringraziare i nostri cari amici dell’Associazione Onlus Caritas Testimonium Servitium nella ricorrenza della celebrazione dei 10 anni del loro operato ed il cui nome può essere spiegato con le parole: amore, testimonianza e servizio, ovvero testimoni dell’immenso amore di Dio che umilmente si pongono al servizio dei più deboli e dei più bisognosi. L’evento si è svolto il 28 novembre scorso, prima domenica di Avvento, tempo di attesa gioiosa e di speranza, di preparazione per accogliere la nascita di Gesù, che viene e cerca alloggio nei nostri cuori.

Il pomeriggio ha avuto inizio con la presentazione dei nuovi associati, seguita dalla celebrazione  della Santa Messa di ringraziamento officiata da Don Enzo Prato, parroco di Vasanello, che ha consegnato ai 5 soci fondatori il Mandato Missionario, la Croce ed il Vangelo. Dopo la Santa Messa, Don Enzo ha offerto a tutti i presenti una coinvolgente riflessione sull’Incarnazione, tratta dal prologo di Giovanni.

La serata è proseguita con la condivisione dell’operato svolto dall’associazione in questi 10 anni. La Provvidenza, sempre presente tra noi, ha voluto che si realizzassero alcuni micro progetti in Africa, India e nelle Filippine. L’Associazione, formata da pochissime persone ricche di tanta buona volontà, lavora instancabilmente; attraverso vari eventi, per citarne qualcuno: concerti con la Banda dei Carabinieri, con la Corale Tuscolana e il Coro polifonico “Carissimi”, commedie teatrali, cene di solidarietà, mercatini, bomboniere solidali ecc., sono stati realizzati due chilometri di tubazione per portare l’acquedotto all’orfanotrofio e alle famiglie del villaggio di Tabou (Costa D’Avorio), la costruzione di una sala polivalente a Lipa (Filippine), l’acquisto di un terreno in Assam nel nord dell’India, il sostegno a diverse famiglie disagiate, studenti e bambini, adozioni a distanza.

La proiezione dei video di ringraziamento, giunti dalle diverse comunità di ogni parte del mondo, è stata motivo di commozione per tutti i presenti. A conclusione dei ringraziamenti, è intervenuta anche la Madre generale che, dopo aver ringraziato tutta l’assemblea ed in particolare i fondatori dell’associazione, ha esortato i nuovi soci ad una collaborazione attiva. La serata si è conclusa con colorati momenti di festa: le suore indiane, africane e vietnamite hanno danzato balli tipici, indossando costumi tradizionali dei propri paesi.

Da questo evento emerge una profonda riflessione che ci esorta a lasciare spazio alla solidarietà, alla gratitudine e ad  abituarci ad apprezzare quotidianamente quello che la vita ci offre.

Solo così saremo sicuri di aver vissuto appieno!

 Le SMI

 

Ricorrenza del centenario della nascita di Madre Carla

Pubblicato il: giovedì 17 Febbraio 2022

Il 17 febbraio 2022 è una data memorabile per la nostra Congregazione, perché ricordiamo il Centenario della nascita di Madre Carla Borgheri, fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione e dei Padri Missionari dell’Incarnazione.

Ripercorrendo le tappe della vita di Madre Carla ci si inoltra in un percorso difficile irto di ostacoli, poiché ella, nonostante le sofferenze e la malattia, ha saputo remare la “barca della sua vita” mantenendo ritta la rotta e andare lontano. Una volta conquistata dall’amore di Dio e dalla Sua misericordia, Madre Carla si è lasciata guidare in piena docilità e disponibilità da tutto ciò che lo Spirito Santo le suggeriva, come la Vergine di Nazareth, consegnando con fiducia il suo “Sì” al Padre.

La fondazione della Famiglia religiosa delle Suore Missionarie dell’Incarnazione (1961) e dei Padri Missionari dell’Incarnazione (1994) sono frutto del suo “Sì” alla volontà di Dio. L’unico obiettivo della sua vita era quello di fare la volontà divina. La mano del Signore e la Sua provvidenza hanno sempre guidato i suoi passi.

Madre Carla ha sempre prediletto i piccoli, i poveri e gli ultimi, a imitazione di Gesù Verbo Incarnato, che non è venuto per essere servito, ma per servire. La carità ha occupato il primo posto nella sua vita. La passione per Dio e per l’uomo è stato il motore che ha spinto ogni sua iniziativa.  E’ stata una grande Missionaria, portatrice e annunciatrice dell’amore, in lei ardeva la sete di far conoscere il mistero del Verbo fatto carne al mondo intero.

Tutti i suoi viaggi missionari, a volte fatti nel disagio e precarietà, li viveva con serenità e gioia interiore che trasparivano nel suo indimenticabile sorriso.

Oggi noi sue Figlie e Figli siamo eredi di tutta la ricchezza spirituale che lei ci ha lasciato ed è per questo che sentiamo la responsabilità e la gioia di farla conoscere e condividerla con tutta l’umanità.

Il 19 Febbraio celebreremo una Santa Messa nella Cattedrale di Frascati alle ore 19,00 presieduta da sua Eccellenza Mons. Raffaello Martinelli, per esprimere la nostra gratitudine al Signore per il dono della vita di Madre Carla.

“Avere fede non significa non avere momenti difficili,

ma avere la forza di affrontarli sapendo che non si è soli.”

      ( Papa Francesco)

                                                                                                                              Sr. Assumpta Ezhumuri SMI

Madre Carla – Una Perla di Dio

Pubblicato il: giovedì 17 Febbraio 2022

Abbiamo conosciuto le Suore Missionarie dell’Incarnazione nel 2008, quando sono venute nella nostra parrocchia dello Spirito Santo di Su Planu (CA) in occasione della Missione cittadina.

È nata subito un’amicizia tra loro, noi ed anche don Salvatore Scalas. In questi anni l’amicizia è cresciuta pian piano. Il grande desiderio di don Salvatore era che loro facessero sempre parte della nostra comunità.

Dopo la sua morte, questo desiderio si è avverato e dall’ottobre 2018 due suore sono presenti nella nostra comunità. È un grande dono!

Le suore sono molto gentili, sempre sorridenti ed è piacevole collaborare con loro nelle varie attività parrocchiali come la catechesi, il gruppo Caritas, l’oratorio e il coro.

Un giorno ci hanno regalato il libro sulla vita di Madre Carla e con curiosità abbiamo iniziato a leggerlo e in questo ultimo anno abbiamo conosciuto alcune suore che hanno vissuto con Madre Carla e ci hanno trasmesso l’esperienza diretta che hanno vissuto con lei e raccontando la testimonianza di fede nella vita e nella sua quotidianità.

Questi giorni, sfogliando la biografia di Madre Carla sono rimasta attratta dal suo motto: “contemplazione e azione; allo stesso tempo, una donna pienamente appassionata dell’uomo”.

Nella sua esistenza terrena, Madre Carla era molto umile, laboriosa, faceva grandi sacrifici, nonostante fosse la fondatrice. Aveva una grande sensibilità verso gli ammalati, gli anziani, i bisognosi.

In occasione del centesimo anniversario della nascita di Madre Carla ci siamo soffermati sui suoi libri e ci ha colpito come amasse le missioni. “Come un sasso gettato in acqua spande la forza d’urto in cerchi concentrici sempre più distanti, così l’amore da voi vissuto nella quotidianità possa spandersi in cerchi sempre più vasti, fino a raggiungere i fratelli lontani”. L’amore di Dio e questo forte spirito missionario spinsero Madre Carla ad andare in terre lontane per fondare nuove missioni in Italia, in India, Costa d’Avorio, Albania, Filippine e Vietnam. Essendo una donna che amava non solo scoprire nuove culture, ma anche immergersi dentro di esse, per lei era importante conoscere la lingua dello stato dove si svolge la missione per poter entrare in relazione col popolo locale e testimoniare meglio Gesù.

Le sorelle della missione nella nostra comunità, inoltre, ci hanno anche raccontato com’era Madre Carla nella sua vita quotidiana. Ci hanno raccontato che era amante della natura e quando usciva in giardino guardava con ammirazione ogni cosa: dal semplice filo d’erba ad un albero fiorito. Diceva: “Tutto è opera di Dio. Contemplando la natura, attraverso il creato si arriva al Creatore”; amava anche gli animali e aveva un cagnolino, chiamato Nerone, che portava sempre con sé.

Le sorelle della nostra comunità ci hanno anche raccontato della loro quotidianità con Madre Carla, di come trascorreva le giornate sempre con loro e parlando con l’amore di una mamma e trasmettendo i suoi insegnamenti ed i suoi pensieri. Amava fare delle gite tutti insieme con le consorelle, al mare, come in campagna. Era una donna di grande preghiera e grazie ai suoi grandi stimoli culturali desiderava che le figlie delle sue missioni dessero molta importanza anche ai più moderni mezzi di comunicazione, che riteneva utili per divulgare la parola di Dio.

Madre Carla viaggiava molto per portare la lieta notizia, andava nelle missioni fino all’anno prima di morire, il 20 Settembre 2006. Nonostante fosse rimasta invalida, a seguito di una caduta mentre era in Africa, dal letto di dolore continuava a desiderare di raggiungere i confini della Terra. Diceva: “Ora non posso. Sarete voi a farlo anche per me.”

Le sue ultime parole furono: “Vivete nella carità e nell’umiltà verso tutti. Siate portatrici e testimoni dell’amore di Dio”.

La vita vissuta da Madre Carla, la sua semplicità, umiltà, disponibilità al servizio, il desiderio di conoscere cose nuove e soprattutto il suo sorriso li vediamo in tutte le suore che abbiamo conosciuto nella nostra comunità.

Noi siamo grati al Signore per averci dato l’opportunità di conoscere Madre Carla, la sua essenza e il suo spirito missionario, che ci vengono trasmessi ogni giorno dalle sue figlie presenti nella nostra comunità.

Famiglia Siragusa

Donna del Sì. Madre Carla Borgheri, Mostra fotografica

Pubblicato il: sabato 19 Febbraio 2022

Italia, Costa d’avorio, India, Albania, Filippine, Vietnam terre di missioni, luoghi di incontro dell’incarnazione dell’Amore di Dio, attraverso l’operato delle Suore Missionarie dell’Incarnazione.

Centinaia di sorrisi donati, sostegno nelle case di cura, conforto ai malati, educazione ed istruzione nelle scuole, annuncio nelle parrocchie: luoghi dove l’opera di madre Carla continua e si rinnova grazie al dono della sua vocazione, grazie allo Spirito che ha suggerito il suo Carisma, che innamora e fa sbocciare nuove vocazioni, nuove donne e uomini che incarnano l’amore di Dio.

L’Incarnazione delle SMI vede le sue origini nella vita di una donna, nella nascita di una bambina che 100 anni fa è venuta al mondo per farsi strumento del più grande Amore verso i più piccoli.

Il 17 Febbraio 1922 nasceva una bambina che ben presto manifestò la sua tenacia e la sua forza nell’affrontare le difficoltà che la vita le propose precocemente: Cleo Borgheri.

Proprio attraverso le difficoltà è avvenuto il suo incontro con Dio, suscitando in lei il desiderio della contemplazione della parola e il dono della sua vita all’altro, donando al mondo madre Carla.

È proprio attraverso il mistero dell’Incarnazione che prende forma il suo progetto d’amore, ricevuto da Dio, da condividere con le persone che aveva accanto.

Allo stesso modo il progetto di questa mostra nasce dal desiderio di condividere l’amore e gli insegnamenti ricevuti da madre Carla, attraverso attimi di vita vissuta, condivisa nelle comunità, case di accoglienza da lei aperte, condivise con innumerevoli missioni realizzate per portare ai confini del mondo l’amore di Dio per le sue creature.

Queste foto raccontano la vita di una donna che ha saputo nutrirsi della Parola del Padre e trasformarsi in strumento umile e disponibile per consegnare l’amore ricevuto a chi ancora non l’ha conosciuto.

Con lo stesso desiderio le SMI hanno desiderato questa mostra per far conoscere una donna che ha messo in moto un continuo inesauribile circolo d’amore ricevuto, che si trasforma in amore incarnato, che dona senza sosta al prossimo.

È in questo modo che l’opera di madre Carla giunge fino a noi, e oltre noi continuerà, in quel movimento virtuoso di amore ricevuto che si trasforma in amore donato

Questa mostra si pone al servizio di quell’opera grandiosa e misteriosa che ha guidato l’operato di madre Carla, nella realizzazione delle innumerevoli opere di misericordia e provvidenza, che oggi si rinnovano grazie a quel Sì che con generosità hanno detto le SMI insieme alla loro madre fondatrice.

Questa istallazione nasce dall’idea di chi l’ha fortemente desiderata, dalle mani di chi l’ha progettata, dalle professionalità di chi ha contribuito alla realizzazione di questo progetto, grazie alle opere di carità provvidenza che hanno permesso la sua realizzazione.

                                                                                                                                                                  Elisabetta Valeri

Visita virtuale alla mostra fotografica ” Donna del Sì”. Madre Carla Borgheri

Virtual visit to the photographic exhibition of Mother Carla Borgheri, “Donna del sì”.

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA

Pubblicato il: sabato 26 Febbraio 2022

Madre Carla “Donna del Sì”

20 febbraio 2022

Casa Madre – Vermicino

Domenica 20 febbraio 2022, nella sala sottostante alla Cappella di Casa Madre delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, a Vermicino, alla presenza di Sua Eminenza, Cardinale Marcello Semeraro è stata inaugurata la mostra fotografica “Donna del sì” dedicata a Madre Carla, per commemorare i cento anni della sua nascita e i cinquant’anni della Fondazione della Congregazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione. L’inaugurazione è stata preceduta dalla celebrazione eucaristica, celebrata da don Luis Munoz Cortes, Parroco della Parrocchia “Sacri Cuori di Gesù e Maria” di Vermicino, che ha reso grazie al Signore per il dono di Madre Carla insieme alla Comunità, nella Cappella dove riposano le spoglie mortali della fondatrice.

Il Cardinale Marcello Semeraro ha dato luogo al suggestivo taglio del nastro, per contrassegnare la transizione dall’idea della mostra al lavoro finito, per arrivare ad immergersi in modo tangibile nel vero scopo del progetto.

I primi ad entrare nel “mondo di madre Carla” allestito con innumerevoli foto e oggetti a lei appartenuti, sono stati Sua Eminenza il Cardinale Marcello Semeraro insieme a Madre Carmela Cataldo, Superiora generale e Madre Anna Piu, compagna fedele, tra le prime che hanno seguito Madre Carla, e fortemente voluto questa esposizione.

Le SMI hanno avuto l’onore di ricevere anche Mons. Marco Mellino, Segretario del Consiglio dei Cardinali e Mons. Lucio Adrian Ruiz, Segretario del Dicastero per le Comunicazioni, giunti per visitare la mostra.

Hanno fatto seguito un folto gruppo di partecipanti, in vario modo legati alla figura della Madre, al Carisma e alle sue opere.

Entrando nella mostra, è stato presentato per la prima volta l’inno dedicato a Madre Carla, momento emozionante, ricco di solennità, gratitudine e amore filiale verso una donna, che in umiltà e semplicità è riuscita a fare grandi le piccole cose.

Ad accogliere il visitatore un totem, multi sfaccettato come molte sono le sfaccettature del Carisma stesso, costruito in modo tridimensionale con foto che raccontano il Carisma delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, che rappresenta la prima tappa della mostra, cui subito dopo fanno seguito alcune foto di donne, di suore che hanno seguito il soffio del Carisma, dalle novizie alle prime suore strette intorno a Carla Borgheri, cuore pulsante di questa intuizione: farsi strumento per trasmettere l’Amore di Dio padre ai più piccoli. Questo gruppo di foto costituisce la seconda tappa che apre la strada alla manifestazione della capacità di Madre Carla di portare l’Amore di Dio fino ai confini della Terra.

Nella terza tappa questa sua capacità è ben rappresentata iconicamente da un planisfero, i cui contorni vengono delineati da fili blu, che si staglia sulla parete centrale, agli occhi dei visitatori: da Roma partono numerosi fili rossi che mettono in connessione lo sguardo del visitatore con le Missioni volute da Madre Carla, rappresentate con scatti di vita vissuta durante il suo permanere in quei luoghi di missione, luoghi di testimonianza e di incarnazione.

Di fronte all’opera di Madre Carla è rappresentata la sua vita, dalla nascita sulla terrena alla nascita al cielo, attraverso attimi della sua vita di bimba in fasce, di giovinetta in cerca del senso del suo vivere, di donna, di madre.

Tra i pannelli che illustrano la sua vita è possibile ammirare alcuni oggetti appartenuti a Madre Carla: dalle fasce nelle quali era avvolta quando era solo Cleo Borgheri, alle sue amate conchiglie, al suo crocifisso, fedele compagno di viaggio come i sandali utilizzati dalla madre per percorrere le strade delle sue missioni, fino ad arrivare alla cinepresa.

Una mostra che ha voluto mettere in luce l’opera della madre, attraverso i frutti che ancora oggi continuano a maturare, mantenendo uno sguardo costante all’umanità di questa donna, che ha sempre cercato di porsi come umile strumento nelle mani di una Volontà superiore, senza mai prendersi il merito di avere almeno docilmente detto Sì a questo progetto.

Progetto voluto da Lui, realizzato per mezzo di lei, e delle sue sorelle che continuano la sua opera, rispondendo coraggiosamente e amorevolmente ancora Sì.

La Mostra voluta dalle Suore Missionarie dell’Incarnazione, è stata realizzata dalla stretta collaborazione tra la passione di Sr. Loreda Spagnolo e la professionalità di Mirco Murgia, il contributo di Madre Anna Piu, Sr. Carmela Cataldo e di alcune sorelle.

A tutti un sentito ringraziamento da parte di tutte le sorelle della Congregazione. Si augura che questa Mostra possa essere un mezzo per far conoscere sempre più Madre Carla, un modello di vita cristiana, una vita spesa per la gloria di Dio e il bene dei fratelli.

                                                                                                                                      Redazione

Una parentesi felice

Pubblicato il: venerdì 22 Aprile 2022

 

 

Il giorno 25 Marzo 2022 alle ore 18.00 presso la parrocchia di Santa Maria Assunta di Salice Salentino, si é svolta la Solenne Celebrazione Eucaristica, in occasione della Solennità dell’Annunciazione del Signore ed è anche la festa della Congregazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione; l’anno in cui celebrano il Centenario della nascita di Madre Carla Borgheri, fondatrice della loro Congregazione.

Ha presieduto la Santa Messa il Parroco Don Massimo Alemanno e durante la celebrazione le suore hanno rinnovato solennemente i voti. All’evento ha partecipato tutta la cittadinanza, in particolare i bambini che frequentano la “Scuola paritaria delle Suore Missionarie dell’Incarnazione” che hanno allietato la giornata organizzando delle coreografie e dei canti per l’occasione.

Nella stessa data, ricorreva inoltre, i cinquanta anni della fondazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione dato l’inizio da Madre Carla Borgheri, per la quale in questa gioiosa occasione, 1’amministrazione comunale di Salice Salentino ha espresso di volerle intitolare una piazza.

In un periodo buio come quello che viviamo quotidianamente si é rivelato essere una parentesi di felicita e spensieratezza per tutti i presenti. I volti dei bambini pieni di gioia hanno riscaldato 1’ambiente ed inoltre, ad essere un appuntamento di convivialità é stata organizzata una raccolta fondi destinata al sostegno della popolazione ucraina.

Il bene genera bene. (Le rappresentanti della Scuola)

50 anni di Fondazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione

Pubblicato il: sabato 14 Maggio 2022

Il giorno 23 di aprile 2022 ho avuto il piacere di essere invitato, con mia moglie, all’evento del 50° anniversario della fondazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione.

Dapprima abbiamo partecipato alla celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eminenza Cardinale Joao Braz De Aviz insieme ai numerosi sacerdoti nella Parrocchia di Sacri Cuori di Gesù e Maria a Vermicino e poi, a seguire, all’incontro conviviale tenutosi presso la Casa Generalizia.

Conosco da poco il loro Famiglia religiosa. E’ stata una nuova e bella scoperta, che mi ha trasmesso tanta pace interiore e soprattutto mi ha consentito di conoscere il loro instancabile e fruttuoso operato, sia in Italia che in paesi lontani, costantemente al fianco degli ultimi e di chi soffre.

Oltre al momento della preghiera, c’è stato il momento in cui l’aurea della preghiera si è propagata fra i partecipanti, coinvolti in balli e canti.

Alcune sorelle hanno potuto portare in scena alcuni balli con dei costumi caratteristici dei loro lontani paesi, oltre che portare sui tavoli numerosi prelibati piatti dei propri paesi d’origine.

Ci siamo “saziati” della pace e della serenità che librava nell’aria; tanta era quella che traspariva dagli occhi di tutte le sorelle e che ci è stata trasmessa in una serata piacevolissima, accompagnata dalla presenza materna della loro fondatrice che da lassù ha sicuramente gioito per il cammino da lei intrapreso e proseguito dalle sue instancabili figlie, sempre fiduciose del continuo aiuto di Dio.

                                                                                                                                                        Antonio P.

Ultimo saluto alla carissima sorella Sr. Philomena

Pubblicato il: lunedì 13 Giugno 2022

Carissima suor Philomena,

Nonostante le elevate distanze geografiche che non permettono a tutti noi di essere presenti fisicamente, siamo qui uniti intorno a te nei modi più diversi, legato a te con i cuori e con le menti. Prima di concludere l’ultima eucarestia terrena, ti rivolgiamo il nostro saluto e il nostro grazie; lo facciamo a nome di tutte le Suore Missionarie dell’Incarnazione.

  • Grazie perché hai detto di sì al Signore che ti chiamava ed a lui ti sei affidata in maniera determinata, gioiosa e risoluta;
  • Grazie perché sei stata una consorella esemplare nella tua prontezza e generosità verso i bisogni della Congregazione e dei tanti fratelli e sorelle che ti hanno circondato;
  • Grazie per tutte le volte che con semplicità e amore hai costruito tra noi il regno di Dio.

Ci mancherai, suor Philomena:

ci mancherà il tuo sorriso, la tua gratitudine, la tua generosità, il tuo essere costantemente un’umile “serva del Signore”, la tua disponibilità verso l’obbedienza, nonostante la tua fragilità fisica.

Te ne vai così presto ma resta con noi l’esempio della tua vita, vissuta nella fedeltà verso le piccole cose di ogni giorno: la fedeltà alla vocazione, la carità verso tutti, ferma di volontà, il servizio generoso dato fino all’ultimo momento in cui hai avuto la forza di lottare su questa terra, la povertà, la semplicità, l’obbedienza e la grande pazienza. Hai sempre affrontato le difficoltà con tenacia e pregando incessantemente. Il Signore è fiero di te e lo siamo tutte noi tue sorelle.

Nel tuo stile inconfondibile sei sempre stata pronta: sulla tua bocca non è mai mancato il SI immediato rivolto al Signore – sia quando ti ha chiamato per la prima volta alla vita religiosa, sia quando ti ha convocato con sé al Paradiso ieri. La tua priorità è stata fare la volontà di Dio, sempre.

Ti sei presa cura di tanti fratelli e sorelle, hai caricato sulle tue spalle fragili le loro sofferenze anche quando sembrava difficile da accettare, concludevi con questo semplice ma devoto motto: “sia tutto per la gloria di Dio”.

Con la video chiamata, qualche minuto prima del tuo ultimo respiro, ci hai rassicurato sulla tua disponibilità di fare la volontà del Padre nella serenità e nella piena consapevolezza di quanto stava accadendo. Hai consolato e incoraggiato le tue consorelle e i tuoi familiari, specialmente la tua cara mamma: con le tue dolci maniere le hai sussurrato di stare tranquilla; hai raccomandato ai tuoi familiari di avere cura di lei (la povera mamma spezzata dal dolore) e di amarsi sempre l’un l’altro. I tuoi precetti rimarranno sempre nei nostri cuori: sei una fonte instancabile di affetto e ti sei sempre contraddistinta per l’inestimabile bontà. Hai servito con amore i bambini, i giovani, gli ammalati e gli anziani: per tutti c’era un posto speciale nel tuo cuore.

L’ultimo momento della tua vita è stato una sintesi di come hai vissuta la vita terrena nell’amore di Dio e dei fratelli per testimoniare il carisma dell’Incarnazione.

Suor Philomena, tu lasci nel cuore di ognuna di noi un modello di preghiera, di semplicità, di sacrificio, di dedizione, di obbedienza, di rispetto per l’Autorità, di carità e di gioia alla sequela del Verbo Incarnato, nonostante la stanchezza, la fragilità umana e la sofferenza fisica.

Siamo sicure che dal cielo continuerai a pregare per la tua amata Congregazione (specialmente per quelle più giovani, di ogni nazione e cultura), per le vocazioni future e per portare avanti con santità ed entusiasmo il carisma a noi affidato. E … avrai sempre, dal Paradiso, un occhio attento al benessere della tua amata famiglia nativa che ti ama ardentemente.

Oggi, il nostro desiderio, è quello di manifestarti l’affetto che nutriamo per te, nonostante il dolore per la tua dipartita, e la tanta fiducia che riserviamo nei tuoi confronti: a partire da questo momento sarai una dei nostri Angeli in cielo e ci rivolgeremo a te per ottenere la grazia della vita vera, in Cristo Verbo Incarnato.

Grazie suor Philomena, continua a esserci vicino e a sostenerci, insieme a Madre Carla e alle altre consorelle lassù, affinché noi in terra possiamo continuare a camminare secondo la volontà di Dio per la sua gloria e per il bene dell’umanità.

Un sentito grazie anche alla cara mamma, alle sorelle e al fratello che – come famiglia nativa – sono stati vicini a suor Philomena fino all’ultimo respiro, tenendola per mano. Un sentito ringraziamento lo rivolgiamo anche alle nostre consorelle che hanno sostenuto suor Philomena in questo periodo di grande prova. Restiamo ancora sempre e tutti uniti insieme nel Signore.

 

Madre Anna Piu, Madre Carmela Cataldo

Suor Loreda Spagnolo e tutte le SMI

La chiusura del Mese mariano per le suore Missionarie dell’Incarnazione

Pubblicato il: venerdì 17 Giugno 2022

Per celebrare la chiusura del mese Mariano dedicato alla Madonna, le Suore Missionarie dellIncarnazione hanno aperto le porte della casa San Carlo Borromeo a Su Planu. La sera di domenica scorsa, Suor Mercy e Suor Cecilia hanno accolto i fedeli nel cortile, dove sono stati recitati i Misteri Gloriosi del Santo Rosario

Susanna Musanti 

Il mio “sì”

Pubblicato il: domenica 3 Luglio 2022

“Guardiamo alla vita consacrata, come ad un incontro con Cristo!

Lui viene a noi e noi andiamo verso di Lui guidati dallo Spirito Santo”

(Papa Francesco).

Sono una ragazza vietnamita di 24 anni, cresciuta in una famiglia che mi ha educata secondo i princìpi della fede cristiana e questo non è affatto scontato in un paese in cui fino a pochi decenni fa imperversava la guerra e non si era liberi di professare la propria fede. Il Signore aveva un progetto su di me molto diverso da quello che immaginavo da bambina.

Nel luglio 2016, infatti, ho conosciuto la Congregazione delle Suore Missionarie dell’incarnazione e ho deciso di entrare a far parte della comunità di Ba Lua; sono stata attratta dalla loro missione ed ho intrapreso un bel cammino fatto di momenti di gioia ma anche di fatica.

Cristo mi ha chiamata alla vita consacrata e dall’esperienza intima con Lui; è scaturita una gioia immensa che ha riempito il mio cuore e mi ha resa davvero felice.

Ho cercato Dio con la fede, l’ho trovato nella speranza e l’ho conosciuto con l’amore. Con la sua grazia e con l’aiuto di altre persone che il Signore mi ha messo accanto ho sperimentato l’immensità dell’amore di Dio che mi ama di amore infinito e mi ha chiamata a vivere il mistero dell’Incarnazione.

Come diceva Madre Carla, Dio si è fatto carne per noi, solo per amore, tutto per amore. Sono pienamente consapevole che come ogni essere umano, anche un credente è immerso nelle fatiche e nei dolori quotidiani, ma a differenza di chi non crede il cristiano trova nella fede una lente che gli permette di vedere le cose sotto una luce nuova perché la fede non cambia il paesaggio, ma modifica lo sguardo dell’uomo. Sorreggere, ringraziare, perdonare, amare, sorridere, affidarsi non sono solo verbi, ma parole profonde che riempiono di senso il vocabolario della vita.

Essere religiosi e consacrarsi a Dio significa interrogarsi sul significato della nostra esistenza ed essere aperti alle risposte anche se esse ci scuotono profondamente.

Ho pronunciato il mio sì lo scorso 29 giugno in occasione della solennità di San Pietro e Paolo e sono pienamente consapevole che le persone consacrate sono segno tangibile di Dio nei diversi ambienti di vita, sono lievito per la crescita di una società giusta e fraterna, sono profezie di condivisione con i piccoli e con i poveri. Ecco allora che farò tutto il bene che posso con tutti i mezzi, in tutti i modi, in tutti i posti e per le persone che incontrerò finché potrò. Spenderò la mia vita donandola agli altri e rendendo a Dio la mia gratitudine infinita per avermi scelta.

Gesù fa di me uno strumento del tuo amore. Amen.

  Sr. Maria Pham Thi Huong

MISSIONARIE DELL’INCARNAZIONE: MENO MALE CHE CI SONO

Pubblicato il: domenica 31 Luglio 2022

Le suore Missionarie dell’Incarnazione sono state fondate nel 1972 da Madre Carla Borgheri, a Vermicino, vicino Roma.

Il loro ministero, evidenziato dal titolo di appartenenza alla congregazione, è quello di una vita nutrita di spirito caritativo e apostolico, pertanto sono portatrici e testimoni dell’infinito amore di Dio per l’uomo.

Nella diocesi di Brindisi-Ostuni hanno fatto la loro provvidenziale comparsa, per volere dell’Arcivescovo, Mons. Settimio Todisco, nel 1992.

Col suo carisma di grande uomo di fede, Mons. Todisco aveva capito che i cittadini di Brindisi, in un periodo storico particolare, avevano bisogno di sperimentare la “carità” nel senso lato del termine, quella “carità” che si contraddistingue con l’amore, perché tutti noi esistiamo e siamo stati creati con un atto d’amore e proprio l’amore è in grado di far crescere ogni positiva virtù che, tra le altre qualità, indica nella misericordia divina il centro di tutto il genere umano.

A Brindisi, l’Arcivescovo Todisco, con lungimiranza e consumato intuito, suggerito dallo Spirito Santo, decise che le Suore Missionarie dell’incarnazione avessero dovuto trovare la loro visibile e lodevole attività di preghiera, prevalentemente presso la chiesa di Santa Maria degli Angeli, decretata poi “Santuario” il 20 dicembre 1999.

Gli anni Novanta del trascorso secolo sono stati storicamente difficili, per vari motivi (sociali, lavorativi, occupazionali, politici, scolastici, ecc); nelle intenzioni di Mons. Todisco, le Missionarie dell’Incarnazione, in un momento cruciale, venivano chiamate e impegnate, per fare trovare una risposta alle sfide e alle urgenze che la nostra Città presentava, similmente a quelle di tutti gli altri Centri italiani.

Le disciplinate e serene suore, col loro esempio di vita dedicata alla “Adorazione” e alla preghiera, potevano e dovevano incarnare nella quotidianità la Buona Novella evangelica della “Parola fatta carne”.

E tutte le numerose suore che si sono avvicendate, nessuna esclusa, hanno sempre dato il meglio di se stesse.

Mai una supponenza, mai una delusione ai fedeli, ma sempre atti di generosità, di abnegazione e di continua preghiera.

Certo, in quella che fu la casa di San Lorenzo, non era possibile che accadesse diversamente.

Il nostro più illustre concittadino, anch’egli missionario, considerando Brindisi quale sua terra privilegiata di missione, ha girato lì Europa, diffondendo, anch’egli in tempi difficili, poiché gravidi di eresie, la verità evangelica e mariana, con umile spirito francescano.

Ed oggi è motivo di lieta sorpresa, per la comunità ecclesiale (e non solo) della nostra Città che il “Santuario degli Angeli” conservi, anche ai nostri giorni, l’Adorazione Eucaristica Permanente, grazie alle “suorine” Missionarie dell’Incarnazione.

Sicuramente, San Lorenzo si sarà impegnato a pregare e disporre, dal cielo, tale impagabile provvidenza.

Or sono trent’anni da quando le suore, ben inserite nella Comunità brindisina e operanti nelle varie chiese della Diocesi di Brindisi-Ostuni, nelle encomiabili e reverendissime persone di Mons. Settimio Todisco, di Mons. Rocco Talucci e di Mons. Domenico Caliandro, nella sua attuale persistenza alla guida della “Chiesa” di Brindisi-Ostuni, prestano proficuamente lo loro insostituibile opera.

A loro vada il sincero e grato ringraziamento dei fedeli brindisini, con un augurio: ad multos, multos annos, per la loro instancabile, diuturna “Adorazione” e preghiera di cui la città di Brindisi ne ha effettiva necessità e grande bisogno.

Antonio Caputo. Socio fondatore dell’associazione. S.Lorenzo  da Brindisi.

Galleria fotografica Brindisi

MARIA, UNA FOLATA D’ARIA FRESCA SUL DESTINO DEL MONDO

Pubblicato il: venerdì 19 Agosto 2022

“Girovaghi” per quattro giorni

Non siamo stati in processione dietro una statua, più o meno bella, più o meno grande.

Dopo due anni, siamo ri-tornati nelle strade, in spiaggia, in riva al mare, accompagnati dall’eterno movimento delle sue onde che sostenevano il nostro procedere.

Siamo ri-tornati con e tra la gente per narrare la grazia femminile e materna di Maria, Madre di Dio e dell’Umanità.

L’interruzione forzata del procedere nella nostra amata Torvaianica non ha significato la sospensione della relazione tra Lei, Madre sempre presente, la comunità cristiana e anche quella civile che si è sempre informata sulla possibilità di partecipare alla processione.

Impossibile interrompere un Amore e se non hai il coraggio di manifestarlo, con garbo e senza ostentazioni, forse, quell’Amore non lo meriti.

Siamo ri-tornati per ri-dire, girovagando, che Maria è Donna e Madre che ha deciso di schierarsi. Maria non è Donna e Madre neutrale, sceglie gli “Anawim”, i poveri del Signore. Si arruola dalla parte dei vinti, con squisito Amore e in totale Fedeltà al suo Dio e all’Umanità.

Maria è Betlemme, perché è ‘casa del pane di Dio’ per l’intera umanità, e il profumo del pane non si può nascondere.

Siamo ri-tornati perché Maria, fragranza di Dio, potesse spargersi in tutto il paese e tutti potessero riempirsi della sua inebriante, eterna presenza.

Siamo ri-tornati per pregare per tutti, per affidare tutti, credenti e non credenti, piccoli, giovani, adulti, anziani, sani e ammalati, indifferenti, presenti in strada, abbarbicati sui balconi,  chiusi in macchina o che hanno affollato, come ogni anno da sessant’anni, i chilometri percorsi sul bagnasciuga, attendendo il passaggio di Maria Donna e Madre di tutta l’umanità, che sia in pace o in guerra.

Maria, l’esempio della più bella “dilatazione cardiaca” che possa raggiungere la donna e l’uomo che amano Dio e i suoi figli.

Maria, “l’eccedenza amorosa” di Dio per la sua creatura.

In “scena” è ri-tornato tutto questo: ‘una folata d’aria fresca sul destino del mondo’, che parte da un piccolo paese e da una piccola, claudicante comunità, che trova ancora il coraggio di sognare Dio attraverso la contemplazione di Maria, Donna e Madre di tutti.

Allora ri-tornare può combaciare con ri-trovarsi a “Camminare Insieme”, con Lei, tra noi per avvertire il soffio d’aria fresca che raggiunge la pochezza di ciascuno. Il Suo soffio che ti fa intuire che sei “Insieme” agli altri e che il tuo cammino è sostenuto, condiviso e amato dalla tua comunità, fino a sentirti meno claudicante, meno solo.

Grazie a te Maria, Madre nostra, che hai scelto di stare stretta a noi in questo “girovagare”, palese metafora della nostra vita.

Fabrizio, diacono

 

SALICE RICORDA MADRE CARLA

Pubblicato il: giovedì 6 Ottobre 2022

Un cammino verso la santità

Il momento tanto atteso è stato fortemente vissuto: l’intitolazione della piazza a Madre Carla rappresenta sia il punto di arrivo di una Comunità riconoscente, che ha organizzato con devozione l’intero evento, nonché un ulteriore passo verso un processo di beatificazione e canonizzazione cui guardano con fede e speranza tutti coloro che l’hanno conosciuta. Un cammino irto e difficile, come la strada del Calvario, cui era dedicata la piazza che ora, per la toponomastica, è divenuta Largo Madre Carla Borgheri. Ed è al Calvario, quale luogo che, nell’umana memoria, rappresenta il dolore e la sofferenza patiti dal Dio fatto uomo, a cui ha sempre guardato Madre Carla, tanto da farle scrivere: “Cosa importa se la strada per giungere alla Resurrezione è il Calvario. Anche Esso può divenire dolce se lo saliamo insieme a Gesù”. Per Crucem ad Lucem, come ha recentemente ricordato il Papa emerito, Benedetto XVI, in un suo libro sulla Pasqua. E nella serata di domenica 2 ottobre 2022, l’intera comunità di Salice ha voluto illuminare il ricordo di Madre Carla con musiche, poesie, testimonianze…, e ciò con la testimonianza di chi ha fatto della sua vita un cammino verso la santità.

                                                                                                                                                              Anna Maria P.

Madre Carla, una Missionaria dei nostri tempi

Pubblicato il: domenica 23 Ottobre 2022

Oggi Giornata missionaria mondiale, è stata una bellissima Eucarestia celebrata a Capocroce, in cui abbiamo ricordato l’importanza della Missione di cui le Suore dell’Incarnazione sono testimoni! La loro esperienza di carità, semplicità e di fede ha riscaldato i nostri Cuori. I giovani dell’Oratorio sono rimasti molto colpiti dalla loro testimonianza e dal ricordo di Madre Carla Borgheri, loro fondatrice che oggi abbiamo commemorato 100 anni dalla sua nascita.
Grazie per tutto quello che fate per la nostra comunità e per tutti noi!
Che Dio vi benedica!
I giovani dell’Oratorio di Capocroce

Un giorno significativo per ricordare Madre Carla

Pubblicato il: mercoledì 26 Ottobre 2022

Domenica 23 settembre, giornata mondiale missionaria – quale giornata migliore per ricordare Madre Carla nel centenario della sua nascita. Fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, sua splendida famiglia dove ti senti sempre accolto, in qualsiasi momento, e abbracciato da caldi sorrisi.

La celebrazione di domenica è stata molto semplice, ma nella sua semplicità, molto emozionante. L’adorazione con un canto asiatico, dopo la consacrazione è stato di sicuro il momento più toccante. Le Suore Missionarie dell’Incarnazione vivono il loro spirito missionario già dalle persone che incontrano giornalmente lungo il loro cammino. Personalmente ringrazio il Signore per averle incontrate e prego perché dia sempre loro una grande forza e un grande sorriso per vivere appieno la “MISSIONARIETÀ”

                                                                                                                                                                         Barbara Gori

La comunità di Salice in festa per Madre Carla Borgheri

Pubblicato il: mercoledì 2 Novembre 2022

Un giorno di festa, domenica 2 ottobre scorso, per la comunità cittadina di Salice Salentino, in particolare per quanti hanno avuto la possibilità di conoscere e apprezzare, quand’era in vita, la vocazione e le virtù di Madre Carla Borgheri, fondatrice delle Suore e dei Padri Missionari dell’Incarnazione. E’ lei, infatti, che nel lontano 1985, ottenne dall’allora Arcivescovo della Diocesi di Brindisi-Ostuni, S.E. Mons. Settimio Todisco, che una comunità di Suore si insediasse sul territorio salicese e, da quel momento, esse rappresentano una risorsa preziosa per l’intera collettività che a loro affida l’opera educativa dei piccoli nella Scuola dell’infanzia da loro gestita e quella catechetica dei ragazzi più grandi. Madre Carla ha visitato più volte la Comunità salicese a cui era molto legata ed essa, domenica scorsa, ha voluto renderle omaggio con una presenza commossa e numerosa alle celebrazioni per la ricorrenza del centenario della nascita della loro madre fondatrice. Era un grande desiderio quello di poter consegnare alla storia salicese e non solo, la vita, la spiritualità, la testimonianza di Madre Carla.  Così, in piena sintonia ed unità di obiettivi la comunità delle Suore Missionarie, guidate dall’attuale Madre Generale, dalle instancabili Suor Loreda Spagnolo e Suor Jessy Chennatara, ha sollecitato l’attenzione del Parroco della Chiesa Madre di Salice, don Massimo Alemanno, dove le Suore operano e dell’Amministrazione Comunale che, sin da subito, hanno accolto le istanze e le hanno portate a termine.

Domenica sera, alla presenza del Sindaco Cosimo Leuzzi e della sua Giunta, delle Autorità civili, militari e religiose, di tanti fedeli è stata inaugurata una targa “Largo Madre Borgheri” che denominerà il Largo Calvario, sito in Via XX Settembre. La preghiera di benedizione è stata officiata dall’Arcivescovo Di Brindisi-Ostuni, S.E. Mons. Domenico Caliandro. Tanta commozione e soddisfazione trasparivano dagli sguardi lucidi delle Suore, giunte anche da fuori per l’occasione e di tutti i presenti. Un sogno divenuto realtà.

Il clima di gioia e di festa è proseguito in Piazza Plebiscito, dove è stato presentato lo spettacolo: “Vi raccontiamo Madre Carla”, un mix di canti, poesie, coreografie e testimonianze che hanno visto protagonisti bambini, ragazzi, giovani e adulti delle diverse realtà ecclesiali e associative. Una bella occasione per fare tesoro e rendere sempre vivi e attuali gli insegnamenti di Madre Carla Borgheri, amante del Signore, della vita, della gioia, del servizio, della fraternità.

Questa sera, Madre Carla, ci ha fatto un dono, ci ha fatto sperimentare la bellezza dell’essere comunità e noi dobbiamo esserne fieri. Lei diceva sempre: devo accostarmi all’altro come un dono. Una bella lezione per noi e un forte incoraggiamento ad avere cura delle relazioni, accogliendo e accettando le diversità, nella certezza che le celebrazioni passano, ma la memoria, la testimonianza restano scolpiti nel cuore di tutti noi che non esiteremo a  seguire i passi di Madre Carla nel cammino verso la santità”, così don Massimo Alemanno salutava e ringraziava tutti gli intervenuti.

                                                                                                                                                                   Coralba Rosato

Intitolazione del Largo Calvario a Madre Carla Borgheri

Papa Francesco: “Una Chiesa senza la carità non esiste”

Pubblicato il: giovedì 3 Novembre 2022

Vorremmo condividere con voi un’esperienza che facciamo con i poveri collaborando con Caritas Diocesana di Frascati. Da quasi cinque anni, prestiamo il nostro servizio presso questa realtà, nella quale si sono incontrate e conosciute diverse persone che prestano il loro servizio come volontari. In questo luogo, ogni ospite porta con sé la sua storia personale, piena di grandi sofferenze, e abbandona quella che fino a quel momento è stata la sua patria, senza sapere dove va. Le persone che ospitiamo arrivano qui con delle barche che rappresentano per loro la speranza di avere un futuro migliore e in un certo senso un’ancora di salvezza per la loro vita. C’è chi arriva malato, chi senza soldi, chi con problemi familiari e/o matrimoniali ecc…

La vita di queste persone è stata segnata da tantissime ferite ma, la maggior parte di loro, sono ancora sorridenti, e desiderosi di costruire un futuro migliore. Tra le tante storie che abbiamo ascoltato desideriamo raccontarvene una in particolare. Un giorno abbiamo conosciuto una persona, di origini rumena, molto amorevole e rispettosa di circa settant’anni. Questo uomo ha vissuto per circa due anni, la sua vita, notte e giorno sotto una tenda, senza elemosinare niente ma affidandosi unicamente alla provvidenza di Dio. Noi, conoscendolo giorno dopo giorno, abbiamo notato come, nonostante le numerose difficoltà di ogni giorno, non si è mai allontanato da Dio perché è un uomo pieno di fede. Prima di arrivare in questa città, è stato un instancabile lavoratore, infatti, ha lavorato per 23 anni in diverse città italiane. Dopo essersi ammalato è diventato povero ed in fine si è ritrovato a vivere per strada come un povero. Lui ha due figli in Inghilterra ma non ha nessun contatto con loro. La moglie è morta, adesso siamo noi le sue uniche compagne di vita. In questo nostro servizio di apostolato incontriamo tantissime persone di ogni lingua e nazione che come sottolinea sempre il papa Francesco: “sono le persone che fugano le guerre e le sue sequele”. Ogni persona che incontriamo ha le sue esigenze e le sue caratteristiche culturali come ad esempio: le abitudini, la religione e le proprie opinioni. Nel nostro servizio accettare l’altro così com’è e senza giudicarlo e un segno di grande AMORE.

Non vorremmo usare la parola “poveri” perché in realtà non sono poveri ma sono persone che per diversi motivi sono diventate povere. La loro condizione attuale è quella di estrema povertà. Come viene raccontato nel vangelo “Gesù ci invita a camminare e a vivere con i poveri, per essere poveri come loro.

Tutte le persone presenti in questo centro, appena arriviamo, ci accolgono e e ci salutano con tanta gioia. Alcune, addirittura, ci chiamando per nome. Ormai siamo diventati grandi amici. Per tutto quello che ho appena raccontato ringraziamo Dio e  la Comunità per averci fatto questo regalo e per averci dato questa possibilità di gettare questo seme in mezzo ai poveri e “portare il suo amore” con il nostro servizio.

“La Caritas è la carezza della Chiesa al suo popolo; la carezza della Madre Chiesa ai suoi figli; la tenerezza, la vicinanza. La ricerca della verità e lo studio della verità cattolica sono altre dimensioni importanti della Chiesa, se la facciano i teologi… Poi si trasforma in catechesi e in esegesi. La Caritas è l’amore nella Madre Chiesa, che si avvicina, accarezza, ama”.

Sessione di apertura della fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione della serva di dio Madre Carla Borgheri

Pubblicato il: sabato 19 Novembre 2022

Con immensa gioia e gratitudine al Signore vi invitiamo a partecipare alla Sessione di apertura dell’Inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche, la fama e segni di santità della Serva di Dio Madre Carla Borgheri, Fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione e dei Padri Missionari dell’Incarnazione, che si svolgerà domenica 11 dicembre 2022 alle ore 16.00 nella Chiesa Cattedrale di San Pietro in Frascati. Presiederà il rito S. E. Mons. Raffaello Martinelli, Vescovo della Diocesi di Frascati.
Durante la Sessione di apertura presteranno giuramento i membri del Tribunale Ecclesiastico diocesano, il Postulatore Dott. Waldery Hilgeman e la Vice-Postulatrice suor Loreda Spagnolo delle Suore Missionarie dell’Incarnazione.
La Serva di Dio Madre Carla Borgheri, al secolo Nada Annunziata Borgheri, Fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione e dei Padri Missionari dell’Incarnazione, nasce a Novi Ligure (AL), Diocesi di Tortona il 17 febbraio 1922. Trascorre la sua vita prima a Firenze e poi a Roma.
Dopo vicende dolorose e la malattia, è conquistata dall’amore di Dio; ella si lascia condurre dalla grazia divina per realizzare il piano di Dio. La sua vita è caratterizzata dall’amore per gli ultimi della società e dallo zelo missionario per portare il lieto messaggio evangelico di Dio fatto uomo. Vive la contemplazione del mistero dell’Incarnazione nelle opere di carità per cooperare alla redenzione dell’umanità e la diffusione del Regno di Dio.
Nella sua semplicità e umiltà, è strumento nelle mani di Dio per fondare, nel 1972 la Congregazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione che riceve il riconoscimento di Diritto Pontificio nel 1988, e nel 1994 il ramo maschile dei Padri Missionari dell’Incarnazione. Resta alla guida della Congregazione fino al 2° Capitolo generale del 2001, durante il quale preferisce affidare la guida ad altre sorelle, per dedicarsi completamente alla guida spirituale delle sue figlie e figli.

Nel testamento spirituale esorta le sue figlie a vivere unite intimamente a Cristo da sentire la presenza di Dio Padre, del dolce Verbo Divino e del Santo Spirito, e invita a diventare il più possibile dei “Gesù viventi” in questo travagliato secolo.

Unico anelito della sua vita è cercare instancabilmente la volontà di Dio e rendere gloria a Lui. La sua ultima lettera indirizzata alle sue figlie si conclude dicendo che la santità è il perché della nostra vita.
Muore il 20 settembre 2006, a Frascati.
Chi non può partecipare personalmente all’evento, può unirsi spiritualmente e seguire la diretta streaming sulla  pagina Facebook Suore Missionarie dell’Incarnazione.

Si apre la causa di beatificazione e canonizzazione di Madre Carla Borgheri

Pubblicato il: venerdì 2 Dicembre 2022

Si apre la causa di beatificazione e canonizzazione di Madre Carla Borgheri (al secolo Cleo),
Fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione e dei Padre Missionari dell’Incarnazione.
Il vescovo di Frascati, mons. Raffaello Martinelli, ha pubblicato l’EDITTO con il quale intende dare inizio alle procedure per la Causa di beatificazione e canonizzazione di Madre Carla Borgheri che verrà aperta il prossimo 11 dicembre, alle ore 16,00 nella cattedrale di San Pietro, a Frascati.
Il vescovo invita tutti i fedeli a fornire notizie riguardo la figura di Madre Carla.
La cerimonia di apertura della “Causa di beatificazione e canonizzazione”, detta  Prima Sessio, avrà luogo domenica 11 dicembre 2022; inizierà alle ore 16,00 con la recita dei Vespri. Prevede la lettura del Decreto di introduzione della Causa e del Rescritto di Nulla Osta della Santa Sede, l’insediamento del Tribunale nominato dal Vescovo; poi i giuramenti del Vescovo, dei membri del Tribunale e di quelli della postulazione. La cerimonia potrà essere seguita in diretta via internet.

Processo di beatificazione e canonizzazione della serva di Dio Madre Carla Borgheri

Pubblicato il: sabato 24 Dicembre 2022

Anche la Comunità di Brindisi si associa alla corale preghiera per l’inizio della Causa di beatificazione e canonizzazione di Madre Carla Borgheri.

Innanzitutto Le diciamo il nostro grazie per tutto ciò che ha saputo donarci. La Madre sin da giovanissima fu attratta dal mistero dell’ Incarnazione e, creando proselitismo tra le consorelle, approfondì lo studio dei testi teologici  dando inizio all’ opera missionaria, che la porterà in seguito in diverse parti del mondo.

Ringraziamo anche il Signore che attraverso Lei ci ha fatto sperimentare la bellezza della fraternità e la gioia della comunione, come anticipo della gioia eterna dei Santi nel Cielo.

Un affettuoso pensiero vada a tutte le Sue consorelle che, in fedeltà alla vocazione e alla santità ricevuta nel battesimo, rinnovano con il loro impegno quotidiano il riflesso nitido della Misericordia di Dio per i malati e i più deboli, come aveva loro insegnato proprio Madre Carla.

Fu anche questo infinito amore missionario che portò Madre Carla il 21/07/1992, per volontà di Monsignore don Settimio Todisco, a fondare la locale Comunità, con l’avvio di un sodalizio religioso con la città di San Lorenzo da Brindisi, nella cui chiesa le Suore Missionarie dell’ Incarnazione continuano tutt’oggi ad essere guida e servizio di reciproca fraternità con tutti.

Grazie e lode a Dio

 

Santuario Santa Maria degli Angeli Brindisi

Madre Carla Borgheri verso gli onori degli altari

Pubblicato il: sabato 24 Dicembre 2022

“Santità è rendere straordinario ciò che è ordinario sapendo che Dio ci accompagna nel quotidiano…è vivere l’ordinario in modo straordinario, cioè nella gioia e nell’amore…” Sono queste le parole che pronunciava Madre Carla e che per sempre rimarranno scolpite nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerla ed esser le accanto.                                                                                                                                  La cerimonia di apertura della causa di beatificazione e canonizzazione, presieduta da S. E. Monsignor Raffaello Martinelli e durante la quale hanno prestato giuramento i membri del Tribunale Ecclesiastico diocesano, il Postulatore Dott. Waldery Hilgeman e la Vice-Postulatrice Suor Loreda Spagnolo delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, si è aperta domenica 11 dicembre nella Cattedrale di San Pietro a Frascati con la recita dei Vespri, la lettura del decreto di introduzione della causa e del rescritto di nulla osta della Santa Sede, l’insediamento del Tribunale, i giuramenti del vescovo, dei membri del Tribunale e di quelli della postulazione. Grande è stato il gaudio delle stesse Religiose e dai Padri Missionari dell’Incarnazione che devono la loro fondazione a Madre Carla, la Serva di Dio la cui  vita è stata caratterizzata dall’amore per gli ultimi della società e dallo zelo missionario volto a portare il lieto messaggio evangelico di Dio fatto uomo e che ha vissuto la contemplazione del mistero dell’Incarnazione nelle opere di carità per cooperare alla redenzione dell’umanità e alla diffusione del Regno di Dio. .

La vita di madre Carla Borgheri è scandita dal servizio, da opere di carità, il suo è il servizio di una missionaria spinta nel suo agire dall’amore di Dio che la porta, sin dall’inizio, in varie parti del mondo dove fonda diverse opere, tra cui orfanatrofi e case per disabili. Il suo carisma – scrive in un articolo pubblicato dall’Osservatore Romano il postulatore della causa di beatificazione Waldery Hilgeman – è incentrato sul mistero del Verbo Incarnato. Oggi la sua figura, sottolinea il postulatore, è un appello “ad abitare gli spazi di confine, quei luoghi di frontiera, ai quali la società attuale guarda disincantata, dove la fatica, la sofferenza e la miseria spirituale diventano luogo privilegiato per l’incontro con Dio”.

BUON NATALE 2022

Pubblicato il: sabato 24 Dicembre 2022

Carissimi lettori,

Il Natale di nostro Signore è finalmente arrivato. Tutti buoni, misericordiosi, fratelli nell’amore e nella fede. Addobbi, decorazioni, regali, pranzi e cene con familiari ed amici.

Bambini felici di ricevere i doni sotto l’albero, con i genitori ed i nonni malinconici nel ricordo della loro infanzia. Certo dobbiamo augurarci tutto questo, occorre godere dei piccoli momenti di felicità che la vita sa regalare. Ma occorre anche fermarsi un momento, lasciare fuori la frenesia ricorrente in tutti i periodi di festa, riflettendo sul comune destino.

Siamo tutti fratelli su una piccola Arca di Noè fluttuante nell’immensità dello spazio siderale, il viaggio di ognuno di noi è strettamente intrecciato con quello di qualsiasi altro essere vivente su questo piccolo pianeta, per il momento ancora blu.

Che il Natale illumini i cuori e le menti, faccia comprendere che solo se prevarranno gli uomini di buona volontà la Luce potrà trovare un pertugio ed incunearsi in un mondo avvolto dalle tenebre, prevalendo su coloro “ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo che è immagine di Dio” (2 Corinzi 4,4).

Buon Natale a tutti.

MADRE CARLA BORGHERI- PASSI VERSO LA SANTITÀ

Pubblicato il: mercoledì 28 Dicembre 2022

“Non eviteremo di seguire i passi di Madre Carla verso la santità”.

Così don Massimo Alemanno, parroco della Chiesa Madre di Salice Salentino, concludeva la cerimonia in occasione dell’intitolazione di largo Calvario a Madre Carla Borgheri (Salice Salentino, 03 ottobre 2022).

Ben presto la nostra comunità viene chiamata ad adempiere a quella promessa con l’invito per tutti a partecipare all’apertura del processo di beatificazione e canonizzazione dell’amata Madre Carla, nella Cattedrale di S. Pietro in Frascati, l’11 dicembre 2022.

L’invito è stato accolto con viva gioia e così una piccola rappresentanza della comunità parrocchiale si è messa in viaggio verso Frascati per accogliere questo grande dono.

La cattedrale è gremita di gente, che in raccoglimento recita i vespri e a seguire S.E. Raffaello Martinelli, vescovo della diocesi di Frascati, dà lettura del decreto di introduzione della causa di beatificazione e canonizzazione della Madre, del nulla osta della Santa Sede, della nomina del Tribunale composto da un suo delegato, da un promotore di giustizia, dal Notaio e dai postulatori, e con essi presta giuramento e avvia il processo.

Il clima di preghiera è cominciato già dalle prime ore del mattino di domenica 11 dicembre, la terza di Avvento, la Domenica della Gioia, noi, ospiti accolti con amore fraterno, con tutte le attenzioni possibili e con gioia incontenibile dalle SMI di Frascati e Vermicino.

Nella loro piccola chiesetta “Cappella Casa Madre”, dove riposa Madre Carla, abbiamo reso lode al Signore con la Celebrazione Eucaristica  presieduta da don Massimo Alemanno che ci ha donato un pensiero sul motto di Madre Carla: “la santità è il perché della nostra vita”. La santità a cui si riferisce Madre Carla, spiega don Massimo, non è certo l’essere beatificati e canonizzati quando si passa a miglior vita, ma è l’essere santi nella vita quotidiana, lì dove il Signore ha deciso di collocarci, coltivando unicamente l’amore per l’Altro e per l’altro, esattamente come ha fatto in vita Madre Carla che non si è risparmiata fino al suo ultimo giorno per evangelizzare, pregare e curare il prossimo, continua poi, riportando l’esempio vivo delle SMI del Sacro Cuore di Salice ringraziandole per la preghiera e le numerose attività che svolgono al servizio della nostra comunità, elogiando in particolare l’adorazione continua al Santissimo perché l’Eucarestia è il prolungamento dell’Incarnazione oggi.

Per conoscere ancora meglio Madre Carla è stato molto interessante visitare la singolare mostra fotografica che racchiude e documenta tutta la sua vita.

Scrive don Massimo nel diario visitatori:

“Un dono bello alla Chiesa e alla società, un dono d’Amore per la vita bella e buona del Vangelo fatto carne per noi e attraverso di noi, un dono di vita piena perché solo attraverso la carne si accoglie il dono dell’Altro e dell’altro, un dono di gioia perché solo nelle piccole cose si sperimenta la lode: Ti benedico o Padre!” 

Suggestivi i luoghi di Madre Carla, dove pregava, dove riposava e lavorava e un piccolo ma vero e proprio museo con tutti gli oggetti svariati e inimmaginabili di sua proprietà che le sono stati donati o che ha acquistato lei stessa durante le numerose missioni in India, Albania, Vietnam, Filippine.

Lodevole l’impegno delle SMI che hanno saputo custodire e valorizzare il tutto.

A conclusione della giornata interamente dedicata a Madre Carla, non potevano mancare i festeggiamenti per questo passo importante verso la sua santità con una bella festa con musica, balli e buon cibo.

Un grazie a tutte le SMI che ci hanno fatto respirare l’aria della Chiesa primitiva dove si metteva tutto in comune, si condividevano i beni e il Bene grande che è Gesù, grazie per la testimonianza di sorelle innamorate della semplicità, per noi una bella sosta nel cammino d’Avvento che ci ha aiutato a preparare un cuore capace di accogliere il Signore.

Grazie per ogni gesto e attenzione.

Promettiamo ancora: “Non eviteremo di seguire i passi di Madre Carla verso la santità”.

La Comunità Parrocchiale della Chiesa Madre di Salice Salentino.

Auguri di un felice anno nuovo

Pubblicato il: lunedì 2 Gennaio 2023

L’anno che verrà…
l’anno che se ne va… due attimi che intersecano per tracciare il nuovo percorso di ciascuna di noi.
A te, Dio Padre, chiediamo di essere lampada ai nostri passi e luce sul nostro cammino,
affinché quello nuovo sia un anno in cui l’unico fuoco ad ardere
sia quello dell’amore
e l’unica esplosione sia quella della pace. Fà, o Signore,
che in tutto il mondo riecheggi la speranza.

 

UNIAMOCI TUTTI PER RINGRAZIARE DIO DEL DONO DI BENEDETTO XVI

Pubblicato il: martedì 3 Gennaio 2023

​”Chi crede, non è mai solo: non lo è nella vita e neanche nella morte”. Con queste sue parole e con grande cordoglio, preghiamo per Papa Benedetto XVI che ora siede alla destra del Padre. A lui e per lui la preghiera che continui ad accompagnare il mondo, la chiesa e i fedeli nel loro cammino.

BUONA FESTA DELL’EPIFANIA

Pubblicato il: venerdì 6 Gennaio 2023

 

Nella festa dell’Epifania il nostro sguardo guarda all’orizzonte del mondo per celebrare la manifestazione del Signore a tutti i popoli. Nei Magi che seguono fedelmente la stella è simboleggiato il cammino di ogni uomo alla ricerca della verità e dell’amore. Per tutti l’auspicio di offrire al Signore l’oro della propria esistenza, l’incenso della preghiera e la mirra delle proprie croci e, come afferma papa Francesco, a tutti l’augurio che per ciascuno di noi nasca una strada da un ostacolo nella ricerca della fede. Ciò potrà avvenire solo se alzeremo lo sguardo verso la stella e seguiremo i grandi desideri del nostro cuore.

Premiazione del Concorso artistico SMI

Pubblicato il: domenica 29 Gennaio 2023

In occasione delle celebrazioni del Centenario della nascita di madre Carla Borgheri, ieri 28 gennaio 2023 alle 11:00 ci siamo collegate via Internet con le sorelle di tutto il mondo.

Si è svolta durante il collegamento la premiazione del concorso artistico dal titolo “La mia vocazione per l’oggi” espressione d’arte e d’amore.

Il concorso è stato pensato come momento di riflessione sulla vocazione personale:

  • come viene vissuta nella famiglia delle SMI
  • come è stata messa al servizio del prossimo.

Le opere pervenute, e che hanno partecipato al concorso, sono 96.

Differenti sono state le espressioni artistiche per rispondere al titolo:

  • racconti
  • poesie
  • disegni
  • manufatti
  • video
  • foto
  • presentazioni /slides

Tutte meritevoli di un ringraziamento particolare per l’impegno, la creatività e il dono della narrazione di sé.

Tre sono stati i membri della giuria giudicante che ha attribuito ad ogni opera differenti voti, in base all’efficacia comunicativa, la qualità compositiva, la metodologia più attuale per arrivare al prossimo etc.

Il concorso prevedeva in un primo momento una vincitrice, ma a sorpresa, durante l’incontro, è stato annunciato che sarebbero stati premiati i primi 5 lavori in classifica.

Al termine dell’evento è stato riservato un ulteriore Premio per l’impegno e il tempo dedicato per la partecipazione al concorso ad una partecipante e un altro Premio ad una sorella per lo stile narrativo con cui ha presentato il suo lavoro.

È stato un piacevole momento di condivisione con tutte le comunità, un momento di arricchimento personale, mediante la condivisione dei lavori premiati.

Ci auguriamo di poter organizzare in futuro nuovi momenti di scambio di esperienza e creatività, come quello che abbiamo vissuto ieri.

Un grazie speciale a tutte le sorelle delle comunità che hanno partecipato e si sono messe in gioco, portando anche in questo la testimonianza con la propria vita e il proprio elaborato.

Un ringraziamento anche a ciascun componente della giuria che con passione, competenza e professionalità ha valutato con cura ogni opera in concorso.

Le nostre migliori congratulazioni alle vincitrici del concorso:

I° classificata: Suor Geethu Elizabeth Puthenpurakal

Un viaggio in Terra Santa

II° classificata: Suor Mary Vipin Chinkutharayil

Un corso di esercizi spirituali di una settimana

III° classificata: Suor Leema Kattikatt

Un hard disk di 1 Tb

IV° classificata: Suor Deepa Cicily Chakkalathil

Un quadretto in argento della Madonna

V° classificata: Suor Mary Jifna Punnakal

Un libro delle omelie di Papa Francesco

Premio critica: Suor Margret Kuruppassery

Premio narrativa: Suor Brilla Venit

 

Buon compleanno

Pubblicato il: venerdì 17 Febbraio 2023

Dire che Madre Carla mi manca può apparir scontato, mi lascio trasportare dal vento delle emozioni che pilota il mio sguardo verso il cielo e, scrutando tra le stelle, mi fa dire… ovunque lei sia, continui a distendere su di me i suoi abbracci!

Ebbene sì, mi mancano le sue lezioni di vita e se chiudo gli occhi per un attimo sento che è vicina a me. Il tempo perde valore dietro il calore dei ricordi ed allora faccio finta che lei ci sia ancora, come quando ero solo una ragazzina.

Ricordo ancora il suo profumo che mi faceva sentire a casa, quella casa che ho sempre sognato.  Avrei tante cose da dirle, o Madre cara, tanti segreti da confidarle, tanti consigli da chiederle e tante persone da farle conoscere.

È sempre qui nel mio ricordo, ad un passo dal cuore…per sempre.

Buon compleanno fin lassù!

                                                                                                                                                                             Anna Maria

Giorno di gratitudine e di festa

Pubblicato il: venerdì 17 Febbraio 2023

Centouno anni fa come oggi, il 17 febbraio, nasceva Madre Carla. Vogliamo rendere grazie al Signore per il dono della sua vita e di quanto Egli ha realizzato attraverso di lei per il bene di tanti fratelli.

Madre Carla docile ai doni dello Spirito e disponibile alla volontà di Dio, è stata segno dell’amore di Dio per tutti. Lo scorso 11 dicembre abbiamo avuta la grazia di celebrare l’apertura del processo della sua beatificazione e canonizzazione nella Cattedrale di Frascati, dichiarandola Serva di Dio. Oggi la fama della sua santità è conosciuta nelle varie parti del mondo e continua a diffondersi.

Da una lettera scritta a noi sue figlie, il 17 febbraio 1989, possiamo cogliere la passione missionaria che la spingeva con paziente speranza verso tanti fratelli, per portare la luce e la gioia di Gesù Verbo Incarnato; diceva: “Un’anima missionaria custodisce, dentro di sé, il desiderio insopprimibile di portare Cristo alle anime, senza chiedere nulla per sé, né quanto ciò le possa costare. Come il seminatore, ella getta il seme nella speranza, fiduciosa nella Grazia divina che, come pioggia benefica, fa germogliare e crescere la buona semente sino ai frutti maturi. Ella vigila, senza risparmiarsi sostenuta dalla Santa Obbedienza, dall’ispirazione divina, dalla esperienza personale, e da quanto le viene suggerito. Ella spera, senza stancarsi, giacché il seme porterà frutto, come e quando il Signore vorrà. Ella è pronta anche ad abbandonare il campo di lavoro, alla voce dell’obbedienza, perché sa che: «uno semina e uno miete». Uniamo la nostra obbedienza a quella di Maria”.

Con Lei diciamo: «Fiat mihi secundum verbum tuum» (Lc 1, 38) con tutta l’implicanza del suo significato; solo così diverremo madri di anime come Maria e come la serva di Dio, Madre Carla.

Oggi, per la mediazione di Madre Carla, vogliamo chiedere al Signore anche per noi, la passione e la gioia di portare Cristo. Con questo desiderio, viviamo con gratitudine la gioia di questa giornata.

Cinquant’anni di fedeltà

Pubblicato il: sabato 18 Febbraio 2023

Care Sorelle Missionarie dell’Incarnazione,

Vi siamo molto grati per averci offerto la possibilità di realizzare la festa del cinquantesimo anniversario del nostro matrimonio. L’anniversario ricorreva il 27 luglio 2022, ma, per motivi di salute è stato necessario rinviare, per ben tre volte, ad altra data.

Abbiamo scelto, infine, l’11 febbraio perché è la festa della Madonna di Lourdes; questa scelta non è stata casuale poiché era nostro desiderio vivere questo evento sotto lo sguardo e la protezione di Maria e nella Cappella del vostro Istituto dove avevamo già celebrato il venticinquesimo anniversario del nostro matrimonio.

Conservavamo di quell’avvenimento, celebrato nella Cappella, un’aria di pace, di sacralità, di calorosa accoglienza, di famiglia; ciò ci ha spinto a chiedervi la possibilità di accoglierci per celebrare il cinquantesimo.

Alla nostra richiesta, la vostra disponibilità è stata pronta, amabile, materna e senza riserve.

Il giorno della festa  la Cappella era stata preparata con cura, sobrietà e delicatezza.

Nell’attesa che arrivasse il sacerdote, le suore si sono occupate dei numerosi bambini, e noi ci siamo sentiti sostenuti in ogni momento.

La Celebrazione dell’Eucaristia, accompagnata dai canti, si è svolta in un’atmosfera semplice, solenne, soprannaturale, familiare e composta.

Il giorno successivo, nel ringraziare il sacerdote, don Orlando, gli abbiamo detto che la Santa Messa è stata un momento di grazia, un capolavoro. Egli ha confermato dicendo: “Sì, è stato un momento di grazia, un capolavoro perché si percepiva fortemente l’unità di tutta l’assemblea”.

Sembrava che anche i banchi, i ceri, i fiori, le pareti, la luce vivida del sole partecipassero alla sacralità del momento. Spontaneamente, alcuni presenti hanno rivolto a Dio le loro invocazioni per noi.

In un’atmosfera raccolta e partecipata, commovente è stato il ricordo dei nostri cari che ci hanno preceduto nella Casa del Padre.

La nostra meraviglia era grande; volevamo quasi scomparire affinché fosse lasciato spazio al vero protagonista: Dio Padre, considerando che tra i presenti qualcuno non è credente.

Silvano, un nostro amico, ci ha telefonato per ringraziarci di aver partecipato alla Celebrazione; gli era sembrato “un Inno alla Via, alla Famiglia, alla Fratellanza”.

Conoscendo i nostri limiti e le nostre scarse capacità organizzative, non finiremo mai di stupirci poiché, tutto ciò che si è svolto ha superato ogni nostro desiderio ed aspettativa. Non è stata una festa, è stato un momento di Grazia.

Care Sorelle, grazie per averci accolto e averci fatto sentire parte della vostra famiglia.

Sarà stato un dono di Madre Carla?!

                                                                                           Con fraterno affetto

                                                                                           Pietro e Liliana Perfetto

La Scuola dell’Infanzia Paritaria “Sacro Cuore” partecipa alla Va Edizione del Carnevale

Pubblicato il: lunedì 20 Febbraio 2023

 “Il Creato è casa comune ambiente di vita e non semplice oggetto da usare e sfruttare” – sono le parole di Papa Francesco protagoniste del carro allegorico che ha sfilato per le vie di Salice Salentino in occasione della Va Edizione del Carnevale Salicese che si è svolta domenica 12 febbraio 2023. Alla manifestazione, organizzata dal Comune in collaborazione con l’Associazione Smile, ha partecipato il nostro Istituto Scolastico, la Scuola dell’Infanzia Paritaria “Sacro Cuore”, con un carro che ha voluto lanciare il messaggio per il rispetto dell’ambiente in continuità con quello che è il progetto educativo previsto per questo anno scolastico.

Associazioni, gruppi e scuole nel territorio hanno preso patte alla gran sfilata di maschere, carri e gruppi mascherati; allegria, gioia, spensieratezza e voglia di stare insieme sono stati i sentimenti che hanno animato non solo la sfilata di domenica ma anche le giornate precedenti alla manifestazione.

Tante mamme e papà, ma anche nonne e zie, tutti impegnati a curare ogni dettaglio per la realizzazione del carro, dei vestiti a tema per i bambini ma anche per i genitori che si sono messi in gioco in una giornata che rimarrà nei cuori e nei ricordi di tutti noi.

Quando c’è la collaborazione di tutti si possono fare grandi cose: donare il proprio tempo e mettere a disposizione degli altri le proprie abilità è la massima espressione dell’amore per la comunità.

Sono stati giorni ricchi di emozioni, il tempo a disposizione era poco ma la tenacia e l’impegno di tutti hanno consentito la buona riuscita dell’iniziativa – dice una mamma – ringraziamo la nostre Suore per averci consentito di realizzare il carro e le maschere per il Carnevale mettendo a disposizione i lori spazi, la loro cortesia e infinita pazienza. Anche in queste occasioni si dimostrano esempi di vita e affidare i nostri bambini a loro rimane per noi un privilegio.”

La nostra Scuola non poteva mancare all’invito dell’Amministrazione di partecipare al Carnevale, la festa del divertimento per antonomasia. Un sentito ringraziamento va alle rappresentanti di Classe e di Istituto che anche questa volta hanno dato il massimo per la buona riuscita dell’iniziativa” – dicevano le suore – e ancora – “come Scuola vogliamo ringraziare i genitori e tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del carro perché hanno saputo fare di una semplice idea una grande iniziativa che ci ha reso orgogliose. La nostra Scuola è una realtà ben radicata nel comune di Salice Salentino ed è sempre attenta a partecipare ad ogni proposta che contribuisce alla crescita emotiva e socio educativa dei nostri bambini e delle loro famiglie.

 

Concluso l’anno giubilare in memoria della Serva di Dio Madre Carla Borgheri

Pubblicato il: martedì 28 Febbraio 2023

Il 26 febbraio, nel santuario di Oria dedicato ai Santi Medici,  la Comunità delle Suore Missionarie dell’Incarnazione ha concluso l’Anno Giubilare del centenario della nascita di Madre Carla Borgheri, ed ha rappresentato un momento di riflessione e di ispirazione per tutti i partecipanti. Come ha ricordato S.E. mons. Pisanello: “Molte volte abbiamo la tentazione di pensare che la santità sia riservata a coloro che hanno la possibilità di mantenere le distanze dalle occupazioni ordinarie, per dedicare molto tempo alla preghiera. Non è così …Tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova”.

Personalmente ringrazio la divina provvidenza per il dono di Madre Carla…il Signore ci dona gli strumenti…facciamone tesoro! Tutti possiamo essere santi a immagine e somiglianza di Dio. Siamo come nani sulle spalle di giganti, possiamo vedere più lontano in virtù del lascito di coloro che ci hanno preceduto nella Fede. Il cammino che conduce alla Santità è alla portata di tutti, grazie all’esempio di figure come Madre Carla, a noi resta il compito di preservarne il ricordo e seguirne l’esempio. E, proprio per questo, al termine della messa, lo stesso presule, insieme alle consorelle ed ai fedeli nella sala ex voto,  ha scoperto una targa a perpetuo ricordo dell’evento. Il tutto si è concluso con momenti di fraternità, convivialità e meditazione…L’auspicio sia che la chiusura dell’anno giubilare, nel santuario di Oria, alla presenza di monsignor Vincenzo Pisanello, possa essere un ulteriore gradino del cammino che conduce alla santità, “il perché della nostra vita”.

Solenne celebrazione eucaristica a conclusione del Giubileo per i 100 anni dalla nascita della serva di Dio madre Carla Borgheri.

Pubblicato il: mercoledì 8 Marzo 2023

Domenica 26 Febbraio 2023 ore11:00

Nella cornice del santuario di San Cosimo alla macchia di Oria (BR) domenica 26 Febbraio, prima domenica di Quaresima, ci siamo trovati insieme per la celebrazione della messa e per concludere l’anno giubilare della nascita di madre Carla Borgheri, fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione e dei Padri Missionari dell’Incarnazione. A celebrato S.E. mons. Vincenzo Pisanello vescovo di Oria, e con l’occasione si sono susseguite anche alcune testimonianze, inaugurazione e benedizione di una lapide della sala ex.

Per madre Carla l’11 dicembre 2022 è iniziato il processo di beatificazione a Frascati nella cattedrale di San Pietro.

Nell’editto del vescovo mons. Raffaello Martinelli scriveva: “su ispirazione dello Spirito Santo madre Carla ha voluto incarnare il suo carisma al grande mistero dell’incarnazione e ha cercato di rendere visibile nella chiesa e nel mondo i tratti caratteristici di Gesù”.

La madre nel 1993 ha accolto la richiesta di mons. Armando Franco per il servizio al santuario dei Santi Medici per l’accoglienza dei pellegrini e l’animazione liturgica. Madre Carla amava sostare al santuario e implorare grazie per tutti i fedeli e i pellegrini che vi si recavano. Amava dire che “la santità è il perché della nostra vita”.

Chi scrive deve molto a madre Carla perché attraverso le sue suore in servizio permanente come Congregazione dell’Incarnazione madre Josephine, suor Jndù e suor Elizabeth, che Dio le benedica sempre, al santuario hanno creato le condizioni ideali per la mia conversione definitiva e profonda con i modi canonici ispirati dalla madre che sono accoglienza e ascolto.

Quando suor Loreda ha presentato all’assemblea i tratti salienti della vita di madre Carla ha posto l’accento sulla sua umanità e vita missionaria.

Pareva che ascoltare suor Loreda, conoscessimo da sempre madre Carla nonostante non l’avessimo mai incontrata e parlato con lei, e sentivamo il suo forte invito ad andare avanti con forza e determinazione.

Come tutti i santi e i beati hanno iniziato da soli, anche madre Carla avrà vissuto quell’esperienza, e da quello che si legge e ascoltato, lei con i suoi intenti e dell’amore di Dio reincarnato a ispirarvi ha dispensato accoglienza e positività nel mondo ovunque andasse.

Sì perché penso fosse innanzitutto una persona positiva e propositiva facendo della santità il senso della vita… e il nostro…

L’emozione e la partecipazione in primis delle suore della Congregazione che occupavano tre file nei banchi della Chiesa, si percepiva nell’aria e si toccava con mano.

Ogni qualvolta si pronunciava o si faceva riferimento a madre Carla la sua presenza la avvertivamo tutti e la voglia di renderle merito acquistava sempre più vigore man mano che la celebrazione andava avanti. Era un crescendo Rossiniano.

Un intervento finale molto sentito è stato fatto anche dalla madre generale madre Carmela Cataldo, in linea di successione a madre Carla e madre Anna Piu.

Madre Carmela ha sottolineato i tratti e il lavoro continuo e incessante fatti in trent’anni di presenza al santuario di San Cosimo alla Macchia.

La messa è finita con l’invito di don Mino, vicedirettore del Santuario, a recarsi tutti dopo la celebrazione di S.E. Vincenzo Pisanello presso la sala ex voto, per benedire, inaugurare e intitolare la medesima sala a madre Carla. A me piace pensare che una parte di oggetti e testimonianze di miracoli fatti per intercessione dei Santi Medici siano stati portati da fedeli per le preghiere incessanti della madre a loro sostegno. Io sono stato testimone oculare della passione e abnegazione faticosa e meticolosa di donne e uomini volontari, che hanno fatto sì che si sistemasse e si finisse il tutto a tempo di record per dare alla sala ex voto un volto nuovo, degno di una grande donna e “santa”, ora serva di Dio. L’intervento con tutti incerchio alla presenza della gigantografia di madre Carla, del direttore del Santuario don Franco Depadova a cui va il ringraziamento decisivo per la realizzazione di tutto insieme a quelle del vescovo, hanno lasciato il segno nei cuori dei presenti, e noi presi dall’emozione nel cuore eravamo al settimo cielo, testimoni di un evento unico.

Infine siamo stati invitati tutti nelle sale del santuario per un piacevole aperitivo offerto gentilmente e preparato deliziosamente.

Si era lì tutti felici e commossi con il pensiero a madre Carla, certi che la sua presenza fosse in mezzo a noi per ringraziarci della degna giornata, con la sua ben nota umiltà e allegria.

Grazie madre Carla!

Continua a pregare per noi.

Mimmo Buccolieri

Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua Parola

Pubblicato il: sabato 25 Marzo 2023

La solennità dell’Annunciazione è una grande festa della Chiesa e nella Chiesa, essa racchiude in sé il “si” della Madre e quello del Figlio «Ecco Signore, io vengo per fare la tua volontà» Eb 10,7; allo stesso tempo questo “si” continua nella Chiesa tramite i martiri e i santi, e naturalmente in ogni cristiano che vuole rispondere positivamente alla sua vocazione che anzi e prima di tutto è un dono di Dio e una missione da realizzare con la nostra vita perché ci impegna e ci mette in cammino.

L’Annunciazione ha nel cuore il mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio, cioè con Gesù Cristo, Dio assume la forma dell’uomo (Fl 2,7): il “vero Dio, vero uomo” è al centro della confessione di fede. Gesù ci viene incontro per salvarci, per redimerci e riscattarci; tuttavia non viene in forma misteriosa e con potenza, viene da una donna nella debolezza e nell’umiliazione fino alla morte. Come primogenito, immagine del Dio invisibile, egli è ristabilimento dell’uomo all’immagine del creatore (Col 1, 15-20).

L’importanza della memoria liturgica già fu messa in evidenza dalle parole di Abramo di Efeso, vescovo nel secolo VI, il più antico testimone della celebrazione stessa, quando in una sua omelia affermò: «Grande e celebre è questo giorno, né vi è discorso capace di illustrare l’amore che oggi Dio ha dimostrato agli uomini. Oggi si è compiuto il disegno stabilito prima dei secoli». Si tratta della più antica testimonianza di una celebrazione dell’Annunciazione al 25 marzo, e non più nel periodo immediatamente precedente il natale, come una volta si faceva.

Questa bella testimonianza pone in evidenza il legame tra l’Annuncio e l’incarnazione, realtà che trovano il suo compimento nel dogma cristologico perché intrinsecamente uniti e senza confusione. Ciò che segue desta questa verità: «se il mistero dell’incarnazione del verbo di Dio nel grembo della vergine Madre appartiene al patrimonio originario della nostra fede, la sua celebrazione costituisce il riflesso dell’approfondimento compiuto intorno al dogma cristologico». A ragione Paolo VI scrisse che l’Annunciazione «era ed è festa congiunta di Cristo e della Vergine: del Verbo che si fa “Figlio di Maria” (Mc 6,3), e della Vergine che diviene Madre di Dio» e in cui la Chiesa viene concepita.

«Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua Parola, “è la frase che riassume il senso di questa celebrazione”. La risposta di Maria all’Angelo si prolunga nella Chiesa, chiamata a rendere presente Cristo nella storia, offrendo la propria disponibilità perché Dio possa continuare a visitare l’umanità con la sua misericordia»

Le suore Missionarie dell’Incarnazione mosse dallo Spirito Santo vivono questa festa, o meglio questo evento con grande rilevanza attraverso la consacrazione all’amore che è Cristo stesso e la contemplazione di Maria, vergine e modello di ogni santità, sacrario della nuova umanità, che col suo ‘fiat’ apre le porte della salvezza a ogni uomo ferito dal peccato. Guardare Maria è camminare verso Gesù, la pienezza e sorgente della santità, perché alla santità siamo chiamati, anzi come dice Madre Carla la santità è il perché della nostra vita, quindi in ogni nostro gesto, dire e fare siamo invitati a seguire l’esempio di Maria nell’abbandono di sé e nel fidarsi di Dio, la cui misericordia ci accoglie sempre e non ci respinge né ci tradisce.

Il grembo di Maria- che al dire di S. Ambrogio di Milano, è l’aula coelestium sacramentorum, racchiudendo il Verbo di Dio fatto carne, racchiude la summa misericordiarum.

Celebrare l’Annunciazione del Signore è lodare la santissima Trinità per le meraviglie operate in Maria.

In questa grande festa dell’Annunciazione rivolgiamoci ancora una volta a Maria la regina della pace perché interceda per noi e soprattutto chiediamo specialmente che ci ridoni la pace in modo particolare ai paesi che tuttora sperimentano la triste realtà della guerra, in modo tale, che convertiti ci amiamo come veri fratelli e insieme costruiamo l’armonia estinguendo di mezzo la sofferenza e l’oppressione.

Il signore faccia di noi testimoni autentici della sua misericordia, per intercessione di Madre Carla, per la gloria della Santissima Trinità. Amen

L’angelo del Signore portò l’annuncio a Maria, ed ella concepì per opera dello Spirito Santo!

                                                                       –  Frederico Muhep Missionari della Salette

“Non abbiate paura, non temete… è risorto”

Pubblicato il: sabato 8 Aprile 2023

La Pasqua di Risurrezione è la vita che vince la morte, il bene che sconfigge il male, è il macigno rotolato, con la consolante certezza che l’abisso della morte è stato varcato e, con esso, sono stati sconfitti il lutto, il lamento e l’affanno.

Con le parole di Don Tonino Bello, Pasqua, allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l’inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione di Cristo.

La Pasqua: un cammino della nostra storia

Pubblicato il: domenica 16 Aprile 2023

La massima espressione della volontà di Dio, in cui riposa la nostra fede, è la ‘‘Pasqua’’. Essa trova il fondamento soltanto nella somma verità, Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Noi guardiamo la Pasqua come principio dell’esistenza cristiana; in essa ci è stata donata la pienezza dell’amore di Dio, manifestato nella croce. Questa croce è un’espressione della sofferenza del Signore, un Dio umile che ha perdonato coloro che lo accusavano. Perdonando, manifestò la pienezza della sua misericordia che da quel momento non ha chiesto il riconoscimento di tutta l’umanità perché dica: ‘‘abbiamo peccato, Signore’’ e così manifestare il suo amore e dare il perdono a tutti noi, Chiesa pellegrina. Lui perdona innanzitutto con un atto di volontà, anche se sofferente (Lc 23,34a). Solo dopo arriva la verità nel cuore, guardando il modo in cui il Signore fa la sua Pasqua sul legno della croce, una verità che produce meraviglie solo al pronunciarla (Mc 15,38).
Tutto ciò che è accaduto nell’ora del Signore è un’espressione di un amore totale, quell’amore che portò gioia a noi nel primo giorno della Settimana, quando Gesù risuscitò (Gv 20,1-10). Parlando della gioia, Papa Francesco ci esorta a non dimenticare coloro che sono tristi, come se vivessero una continua quaresima.
Ogni persona umana ha i suoi diritti, ma alcuni non credono più nell’umanità, a causa della giustizia che viene loro negata senza che nessuno venga in loro aiuto per trovare la strada che porti a una soluzione dell’ingiustizia e apra un cammino verso la gioia.
La Pasqua ha un senso importante per le suore Missionarie dell’Incarnazione, perché Madre Carla, l’amabile Fondatrice, la riteneva una festa fondamentale. Anzitutto, Madre Carla Borgheri aveva sempre con sé un crocifisso, non solo come distintivo del suo essere cristiana, ma come fondamento della sua fede; una fede che la teneva ben radicata nella sua storia, nella sua vita quotidiana. Madre Carla aveva ben presente la festa della risurrezione del Salvatore, nella quale trova senso ogni aspetto della nostra vita. Affermava sempre che Dio dall’eternità ha pensato a ciascuno di noi, ci ha visti, conosciuti e chiamati alla vita. Tutto questo lo ha fatto perché ci ama. E invitava sempre ad amare il Buon Gesù che sempre resta con noi, anche se tutti ci volgono le spalle. La Pasqua, così come l’Incarnazione, costituisce il centro unificatore di tutto il genere umano.
In verità, mi commuovo davanti al modo in cui Madre Carla concepisce la persona di Gesù, e collega i misteri della nostra fede, con l’Incarnazione. Gesù con la Sua gioiosa Risurrezione ci dà la speranza e la forza; insomma, come ribadisce Madre Carla, se Gesù è risorto anche noi potremo risorgere come ci ha promesso.
“Cosa importa se la strada per giungere alla risurrezione è il Calvario, anch’esso può divenire dolce se saliamo insieme a Gesù”. Le sue parole confortano e suonano come un invito a contemplare il calvario della nostra storia, delle sofferenze del mondo, soprattutto ad avere un pensiero al povero popolo ucraino che sta cercando in tutti i modi un momento di pace; ma la pace è quasi inesistente. Infatti anche quando il corpo è sano, tante volte il cuore non trova pace a causa delle sofferenze che lo affliggono.
Il testamento della Madre fondatrice è quanto mai attuale perché ci invita a fare della sequela di Gesù lo scopo della nostra vita, ognuno con il proprio stile di vita, anche quando il cuore è ricolmo di amarezza come lo era il suo nell’orto degli ulivi. Si deve procedere lungo questo cammino terreno con serenità, accettando le tante contrarietà.
Per finire, dobbiamo ricordare che la pasqua trova senso nella nostra vita, se la nostra vita trova senso nella Pasqua. Bisogna riconoscere che in Dio noi troviamo riposo, che noi siamo l’immagine del suo essere increato. La croce è dove il Signor morì e passò da questo mondo, compiendo la sua opera di salvezza. Ma continuiamo a cercarlo e Lui si farà trovare. Il vescovo di Ippona scrive che siamo stati fatti per il Signore e che il nostro cuore è inquieto finché non riposi in Lui. Tutto questo non è semplice da capire per la ragione la quale non vede la verità, ma è un fondamento che viene dalla fede, dono di Dio. Che la Pasqua del Signore rinnovi tutta la speranza dell’umanità che da sola non può trovare la vita, una vita di felicità che solo nel Signore risorto si può trovare!
Fr. Feliciano MS

“Indietro, o fanti, questa terra è mia”

Pubblicato il: mercoledì 3 Maggio 2023

Come da tradizione, nell’ultima domenica di aprile, nella nostra parrocchia di Capo Croce, a Frascati si festeggia Maria Santissima in ricordo del miracolo del 1527.
È stata una giornata ricca di eventi, in mattinata sono stati esposti i disegni fatti dai bambini e ragazzi del catechismo, poi la giornata è culminata con la celebrazione dei vespri solenni e la S. Messa presieduta da S.E. il Vescovo Martinelli a cui è stata donata una copia dell’immagine sacra come ringraziamento degli anni trascorsi i questa diocesi.
La processione, molto sentita dal popolo devoto a Maria, che quest’anno sarebbe partita dall’altro santuario frascatano, la Chiesa delle scuole Pie, non si è potuta svolgere a causa del maltempo. Preghiamo Maria che interceda ancora una volta per noi, per tutto il popolo, perché cessino le guerre e le atrocità in ogni angolo del mondo. Affidiamo a lei le nostre preoccupazioni e le nostre angosce come quel lontano 1527.
Ausiliatrice nostra, prega per noi.

Una visita speciale ai bambini della scuola “Sacro Cuore”

Pubblicato il: mercoledì 10 Maggio 2023

Gli scorsi giorni i bambini della nostra Scuola dell’Infanzia Paritaria “Sacro Cuore” hanno ricevuto la visita di “tre ospiti speciali”, arrivati in occasione della Visita canonica: Madre Carmela Cataldo superiora generale, Sr. Loreda Spagnolo vicaria generale e Sr. Jessy Chennathara consigliere generale delle Suore Missionarie dell‘Incarnazione.

Madre Carmela ha voluto conoscere i bambini presenti a Scuola e si è intrattenuta con loro, esortandoli ad essere bambini buoni e bravi sia a casa che a scuola. I bambini disponibili all’ascolto hanno risposto con semplicità e spontaneità alle domande rivolte e hanno anche intonato alcune allegra canzoncine, accompagnate da semplici balli.

La Visita si è conclusa con la distribuzione di dolcetti, che i bambini hanno gradito con  tanta soddisfazione.

Passaggio di Dio nella comunità di Nurri

Pubblicato il: giovedì 25 Maggio 2023

Un evento straordinario ha caratterizzato le giornate dal 16 al 22 maggio: la visita canonica, vissuta da noi tutte con grande entusiasmo e gioia perché rappresenta: “Il passaggio di Dio dalla nostra comunità”. Come i figlioli attendono con ansia l’arrivo del proprio papà, così noi abbiamo atteso con ansia questo evento. È un’occasione privilegiata grazie alla quale la nostra fede riceve un nuovo slancio, si rinnova e si riveste di nuova energia. In quest’ottica abbiamo vissuto questo evento, al termine del quale la nostra comunità si è sentita rinnovata. Abbiamo accolto con docilità e piacere i buoni consigli ricevuti, il mettersi a confronto con la Parola è un esercizio sempre utile a comprendere la validità del nostro operato e capire in che modo possiamo migliorarlo, così da divenire vere Discepole di Cristo a servizio dei più deboli per poter edificare al meglio il Regno di Dio e rendere Lode al Suo nome. Vogliamo essere un faro, un esempio, per la comunità in cui siamo chiamate a operare. Vogliamo ringraziare la Madre generale Sr. Carmela Cataldo, la vicaria generale Loreda Spagnolo e la Consigliera generale Sr. Jessy Chennathara, perché sempre ci sostengono e ci guidano con la loro esperienza, la loro presenza e la loro grande Fede.

Nei giorni di permanenza la Superiora generale e le Visitatrici hanno avuto modo di incontrare il Sindaco del Paese, Antonio Atzeni per organizzare l’intitolazione di una Piazza di Nurri a Madre Carla, il Parroco don Fabrizio Deidda, alcuni laici che collaborano con le suore e i parenti delle anziane della Casa di Riposo.

Un altro esempio di grazia da sottolineare durante questa visita canonica a Nurri, è l’occasione privilegiata che hanno avuto le stesse Superiore nell’incontrare il Vescovo S. E. Mons. Giuseppe Baturi della diocesi di Cagliari. Sarà stato anche per loro un’occasione unica per tracciare nuovi sentieri di santità.

Il giorno 21 maggio nella Parrocchia di S. Michele Arcangelo a Nurri 18 bambini preparati da Sr. Sherly Rebello, per la prima volta hanno incontrato il Signore nel Sacramento dell’Eucaristia. È stato un momento toccante vedere l’emozione che traspariva dai loro volti quando si sono accostati all’altare per ricevere la loro prima comunione.

Noi pregheremo per loro perché conservino sempre la stessa emozione, purezza e voglia di incontrare Cristo e camminare insieme a Lui lungo i sentieri della vita. L’avvenimento è stato ancora più unico e speciale perché arricchito anche dalla presenza delle nostre Superiore.

Ringraziamo il Signore per i tanti benefici ricevuto e poniamo nelle Sue mani ogni nostro desiderio di crescita e santificazione.

Racconto di esperienze vissute

Pubblicato il: mercoledì 31 Maggio 2023

Sabato 27 Maggio 2023, vigilia di Pentecoste i ragazzi di Catechismo della parrocchia “Sacro Cuore di Gesù e Maria” di Vermicino in cammino verso il Sacramento della Confermazione e a conclusione dell’anno catechistico, hanno vissuto una giornata nella casa delle Suore Missionarie dell’incarnazione.

L’incontro è iniziato con una prima parte ludica e condivisione, per proseguire con un momento di riflessione guidato dalla catechista Suor Juliet.  Ella ha ripercorso la storia della salvezza che è stata affrontata durante quest’anno, dalla chiamata di Abramo fino alla resurrezione di Gesù. Dopo una breve verifica e il pranzo nel giardino della casa, c’è stata la visita guidata alla mostra della Serva di Dio Madre Carla Borgheri, fondatrice delle suore Missionarie dell’Incarnazione, per la quale lo scorso dicembre è stata aperta la causa di beatificazione e canonizzazione. E’ stato molto interessante per i ragazzi ripercorrere la sua vita, hanno potuto constatare che nonostante le difficoltà, gli ostacoli e le sofferenze, la sua grande Fede, l’Amore incondizionato per Dio nostro Padre, il suo totale abbandono all’azione dello Spirito Santo le hanno permesso di costruire un’opera così grande a beneficio dei tanti bisognosi. Hanno conosciuto attraverso le foto e le testimonianze tutte le Missioni da lei avviate, dove in prima persona ha operato e nelle quali le sue figlie spirituali continuano ad operare.  Di particolare bellezza in questa memoria è l’insegnamento che ne deriva per ciascuno di noi, ovvero la consapevolezza che, nonostante le difficoltà leggere o pesanti che siano, tutti siamo chiamati a fare qualcosa di grande nella vita, a partire dall’incontro con Gesù, e tutti possiamo riuscirci se animati dalla sua stessa Fede e dal suo stesso Amore per Cristo e per i fratelli.

Di questa magnifica giornata, oltre ai numerosi spunti di riflessione che i ragazzi porteranno con loro, rimarrà sicuramente anche il ricordo della grande empatia creatasi tra animatori e ragazzi che ha permesso una completa socializzazione e condivisione tra di loro. Nonostante fossero ragazzi di due gruppi diversi e non si conoscessero tra di loro hanno interagito perfettamente, creando un clima gioioso e conviviale.

Un altro momento toccante è stato l’incontro con le “nonnine” ospiti nella casa di Riposo delle suore, i sorrisi scambiati, la gioia che traspariva dai loro volti, quando gli abbiamo raccontato le esperienze vissute insieme in questa giornata e gli abbiamo fatto vedere alcuni dei nostri giochi, ci ha scaldato il cuore.

Ora con la fine della scuola per loro sarà un momento di scelte e cambiamenti importanti. Avranno l’impegno degli esami di terza media e il passaggio nella scuola superiore. Ciò sarà per loro sicuramente delicato e potrebbero sentirsi disorientati, avranno quindi bisogno di un po’ di tempo per ritrovare un nuovo equilibrio con il quale confrontarsi. La speranza è quella che in questa fase di transizione riescano a rimanere fermi negli insegnamenti ricevuti finora, così da ritrovarsi ancora tutti insieme per continuare a vivere da fratelli, com’è stato in questa giornata, il cammino verso l’Alto.

Noi pregheremo per loro affinché la Madre Celeste li protegga e lo Spirito Santo li guidi sulla retta via.

                                                                                                                                      Alessio

TRA LE BRACCIA DI MARIA

Pubblicato il: sabato 3 Giugno 2023

Maggio, nel culto cattolico, è il mese Mariano consacrato in modo particolare alla Vergine Maria, madre di Gesù. A questo periodo si associano tutta una serie di pratiche devozionali e di celebrazioni che hanno lo scopo di ringraziare e lodare Dio per averci donato una così amorevole madre e chiedere inoltre l’intercessione di Maria presso Dio.

Con la recita del santo Rosario, la famiglia cristiana, sull’esempio di quella di Nazareth, diventa una dimora di santità e una scuola efficacissima di vita cristiana. La meditazione dei misteri della Redenzione, infatti, insegna a specchiarsi quotidianamente negli esempi di Gesù e Maria (misteri gaudiosi), a ricavare da Loro conforto nelle avversità (misteri dolorosi) e a tendere costantemente verso i beni celesti, cercando sempre “le cose di lassù” (misteri gloriosi).

La Pia tradizione di recitare il Rosario è sempre stata una caratteristica delle famiglie cristiane e la nostra famiglia religiosa per volontà della fondatrice, Madre Carla Borgheri ha sempre mantenuto questa buona tradizione di recarsi nelle famiglie di Vermicino per la recita del santo Rosario.

Negli ultimi anni le restrizioni della pandemia, purtroppo, hanno impedito questa buona pratica; tuttavia, quest’anno si è potuto finalmente riprendere questa antica tradizione Mariana recitando il Santo Rosario nelle famiglie del quartiere di Spinoretico.

Si è constatato che la presenza delle Suore Missionarie dell’Incarnazione nelle famiglie ha aiutato a mantenere vivo il valore davvero straordinario di questa semplice ma profonda preghiera cristiana. Stare insieme, meditare e condividere il messaggio evangelico è stato gradito alla maggior parte delle persone con cui si è entrate in contatto.  Hanno condiviso le loro difficoltà e sofferenze. L’amore per Maria, la fede in Dio e la sollecitudine della Chiesa portano conforto e infonde coraggio per affrontare con più serenità i problemi inevitabili della vita terrena.

L’ultimo giorno del mese di maggio molte famiglie del quartiere si sono radunate nella Cappella delle Suore per concludere il mese con la recita del Santo Rosario, seguito da un momento di fraternità e condivisione.

Ringraziamo per tutto ciò che questo mese di preghiera ha portato nei nostri cuori e nella nostra vita. Ringraziamo Maria per la sua bontà e protezione materna. Ringraziamo Madre Carla Borgheri per averci lasciato in eredità la sua Spiritualità e la possibilità di crescere e far parte di questa meravigliosa famiglia cristiana delle suore “Missionarie dell’Incarnazioni” che ogni giorno ci arricchisce grazie agli stimoli che da essa ne derivano.

Grazie.

Un giorno da ricordare

Pubblicato il: mercoledì 14 Giugno 2023

Domenica 4 Giugno 2023, noi ragazzi di scuola media, siamo stati invitati dalle Suore Missionarie dell’Incarnazione di Salice Salentino a trascorrere una giornata insieme a loro.

Un gruppetto di noi ha accolto con piacere questo invito. Come non dire di sì!? È stata un’esperienza ENTUSIASMANTE!

Ci siamo incontrate presso l’asilo alle ore 10 del mattino, carichi di tanta energia e voglia di fare per affrontare e vivere al meglio quella bella giornata.

Tutti insieme ci siamo diretti nella Parrocchia Santa Maria Assunta, la Chiesa Madre del nostro paese, per partecipare alla Santa Messa, consapevoli del fatto che una bella giornata non può che iniziare con la preghiera.

E quale più alta e solenne forma di preghiera se non quella della Messa? Intorno all’altare del Signore è cominciata la nostra giornata di comunione e condivisione. Al termine della celebrazione siamo ritornati all’asilo, e dopo esserci rilassati un po’, abbiamo visto il film “Il circo della farfalla”, ricco di significato, di insegnamenti e tanti spunti di riflessione. Abbiamo poi discusso sul film mettendo in risalto i punti che più ci avevano colpito. Durante la discussione sono emerse le nostre ansie, paure e insicurezze. Analizzando il comportamento dei vari personaggi del film e confrontandolo col nostro, ne abbiamo colto varie analogie.

Giunta poi l’ora del pranzo, tutti insieme ci siamo messi a tavola per consumare il buonissimo cibo preparato dalle suore. Dopo aver sparecchiato siamo stati un po’ in giardino approfittando della bellissima giornata di sole.

Non volendo sprecare nemmeno un secondo di quel prezioso tempo trascorso insieme, abbiamo fatto dei braccialetti, mettendo a dura prova la nostra pazienza, ma alla fine con nostra grande soddisfazione, siamo riusciti a terminarli.

La nostra giornata insieme è proseguita con un’attività di laboratorio, abbiamo compilato alcune schede, precedentemente preparate dalle nostre suore, contenenti tante domande e tanti spunti di riflessione sul film che avevamo visto in mattinata.  

È stato illuminante scoprire come tutti noi spesso ci sentiamo deboli, insicuri, incapaci di affrontare le nostre paure, proprio come a Will, il personaggio chiave di questo film, che alla fine per poter attraversare il fiume è stato costretto a mettersi alla prova da solo, scoprendo che aveva delle qualità e capacità nascoste che gli avrebbero permesso di vivere una vita piena: AVEVA TROVATO IL SUO SCOPO NELLA VITA. Ciascuno di noi è chiamato a trovare e scoprire qual è il proprio ruolo in questa vita, qual è la missione che ci è stata affidata da Dio Padre e alla quale siamo chiamati a rispondere.

Per farlo però, abbiamo necessariamente bisogno di metterci alla prova nonostante le difficoltà e le paure che ci bloccano e che portano a chiuderci in noi stessi. Grande sarà la nostra gioia quando ci accorgeremo che nonostante il duro lavoro che abbiamo dovuto affrontare saremo stati in grado di realizzare i nostri sogni e le nostre aspirazioni. Sappiamo bene che la vita spesso ci mette e ci metterà a dura prova, e che molto spesso, ci ritroveremo da soli a dover fare scelte importanti che daranno una svolta, positiva o negativa, alla nostra vita a seconda di quale sarà stata la nostra decisione.  Saranno proprio quei momenti che ci faranno crescere più degli altri.

Tutti noi abbiamo dei talenti, alcuni visibili, altri nascosti, la parte difficile sarà far emergere quelli nascosti. In questo duro lavoro di discernimento, di scelte quotidiane, di prove e fallimenti, di conquiste e vittorie, anche quando tutti intorno sembreranno incuranti delle nostre difficoltà, dobbiamo ricordarci che non saremo mai soli, basterà abbandonarsi docilmente all’azione dello Spirito Santo che è in noi, aprire il nostro cuore e lasciarsi guidare da Lui. 

A tutti capita di sentirsi un bruco, brutti, deboli e incapaci, l’importante è saper guardare oltre alle apparenze, nessuno di noi è solo ciò che sembra, noi siamo tanto altro e presto ci accorgeremo che come il bruco del film, anche noi sapremo trasformarci in bellissime farfalle, pronte ad affrontare la vita.

Per finire questa meravigliosa giornata abbiamo deciso di giocare a nomi, cose e città, abbiamo riso tanto e ci siamo divertiti un mondo. Prima di salutarci abbiamo fatto delle foto, perché rimanga impresso in noi, anche a distanza di anni, il ricordo di questa bellissima giornata.

Ci siamo infine salutati, ringraziando le nostre suore per averci dato la possibilità di trascorrere dei momenti così belli e siamo ritornati a casa con nel cuore la speranza di poter ripetere ancora un’esperienza come questa appena vissuta.

Miriam

UN GIORNO DEDICATO ALLE MAMME CHE OGGI SANNO SOLO SORRIDERE

Pubblicato il: martedì 20 Giugno 2023

Nel pomeriggio di sabato 10 Giugno,

Presso le suore Missionarie dell’incarnazione dove vengono ospitate le nostre mamme, abbiamo festeggiato in un atmosfera di serenità, gioia e condivisione la tanto attesa festa della mamma, che quest’anno a causa del maltempo era stata rimandata. L’organizzazione della festa da parte delle nostre Suore, è stata perfetta, tanta bella musica, balli, tanto cibo e quello che conta di più, tanti sorrisi, tante carezze d’amore alle nostre mamme, carezze che hanno toccato tutte specialmente quelle più fragili, quelle che un giorno erano grandi mamme e che oggi sanno solo sorridere!

Questa giornata di gioia non è stata solo la festa delle mamme, questa è stata la festa delle donne, ad iniziare da Maria, la nostra Mamma Celeste, poi le nostre suore che per scelta di vita e sull’esempio di Madre Carla sono diventate mamme delle nostre mamme, e poi tutte le donne anche coloro che non hanno procreato, poiché il Buon Dio ha donato a tutte un grembo per accogliere la vita!

Grazie Suore, ancora una volta avete dato testimonianza che il Vangelo si può e si deve vivere!

Patrizia Tosti

 

Gesù con noi e per noi

Pubblicato il: domenica 25 Giugno 2023

Dopo due anni di pandemia in cui tutti siamo stati costretti a vivere i momenti più importanti della nostra vita in solitudine, finalmente quest’anno abbiamo avuto la possibilità di riprendere e condividere tutte le attività. Domenica 11 Giugno solennità del Corpus Domini il nostro Parroco Don Fabrizio Deidda ha deciso di portare il Santissimo nella nostra casa.

Quando in casa si aspetta un ospite importante in genere ci si prepara per tempo per offrirgli un’adeguata accoglienza, e quale ospite più importante di Nostro Signore Gesù Cristo che veniva a farci visita in tutto il Suo splendore!? Lui si che meritava senza ombra di dubbio una speciale preparazione.

Per accogliere Gesù abbiamo preparato il nostro cuore e la nostra casa. Dopo aver preparato al meglio la nostra casa interiore era giunto il momento di rendere bella e accogliente anche quella esteriore. Attraverso l’operosità delle brave collaboratrici abbiamo preparato una cappella nel nostro cortile, ricoprendo di petali di rosa tutto il percorso dall’ingresso all’altare.

Giunto il momento tanto atteso è arrivato Gesù accompagnato dal Parroco e da un gran numero di parrocchiani. E’ stato un momento di grande emozione. Nell’aria si respirava tanto amore e  tanta fede. Insieme abbiamo pregato, ringraziato e lodato il Signore nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia. L’Eucarestia è un dono di grazia, è il Sacramento del profondo amore di Gesù per ciascuno di noi. La Solennità del Corpus Domini ha lo scopo di affermare la divinità di Gesù e del Suo Corpo vivo e vero nell’Ostia consacrata e di ravvivare nei fedeli la fede nel Signore.

E’ sicuramente ciò che è successo a tutti i presenti in quel poco tempo trascorso insieme davanti al Santissimo. Sul volto delle nostre nonne, ospiti della casa, traspariva una pura emozione e tanto amore per quel Dio fatto uomo per la nostra redenzione. Poter lodare e adorare Gesù tutti insieme è stato un vero momento di gioia, una gioia che ha rafforzato la nostra fede e che porteremo e custodiremo a lungo nel nostro cuore.

Un dovuto ringraziamento a don Fabrizio per averci donato questa possibilità, ma soprattutto grazie Signore per il Tuo infinito amore!

Intitolazione della Piazza Madre Carla Borgheri a Nurri

Pubblicato il: mercoledì 28 Giugno 2023

Dopo settimane di ferventi preparativi, grande festa a Nurri sabato 24 Giugno 2023 per l’intitolazione della piazza alla serva di Dio Madre Carla Borgheri, fondatrice della comunità delle Suore Missionarie dell’Incarnazione.

La loro presenza nella comunità è un grande dono di Dio per le cure che amorevolmente prestano alle anziane Ospiti nella struttura, ma soprattutto per la testimonianza di Fede e Fratellanza.

La celebrazione ha avuto inizio alle ore 18 di fronte ad una piazza gremita di gente per la celebrazione della santa messa e del momento dell’intitolazione. A scoprire la targa è stato il sindaco Antonello Atzeni alla presenza del parroco don Fabrizio Deidda, della madre generale suor Carmela Cataldo, di Madre Anna Piu, della vicaria suor Loreda Spagnolo e di numerose consorelle.

La serata è poi proseguita con un momento di intrattenimento in cui tutte le associazioni che ruotano intorno alla vita del paese hanno collaborato per omaggiare Madre Carla e il suo operato e in cui è stata ripercorsa la sua vita (gruppo folk 78, la banda musicale “Cossu Brunetti”, l’associazione teatrale “Su framentu”, il coro “sant Agostino”, la società di ballo “Andromeda”, l’Associazione SOS e un piccolo coro di voci bianche composto dai bimbi della scuola primaria del Paese).

È stato restituito alla comunità un luogo che siamo sicuri diventerà luogo di incontro e aggregazione e favorirà la collaborazione e il coinvolgimento di tante associazioni nello sviluppo di nuove iniziative sotto lo sguardo amorevole di Madre Carla che è riuscita, in questa giornata, ad unire tutti in un unico intento. Auspichiamo che la comunità segua sempre il suo esempio, che la sua figura sia fonte di ispirazione e che come è accaduto in lei, il seme che germoglia possa creare meravigliosi frutti.

                                                                                    Manuela U.

Una testimonianza a Brindisi nel Santuario di S. Maria degli Angeli

Pubblicato il: giovedì 29 Giugno 2023

Sabato, 24 giugno 2023 a Brindisi nel Santuario di Santa Maria degli Angeli si è svolto l’incontro con la dottoressa Annamaria Pulli, figlia spirituale di Madre Carla Borgheri, fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione. All’incontro erano presenti il gruppo “Amici SMI” di Brindisi, i soci della “Associazione San Lorenzo da Brindisi”, il Rettore del Santuario don Pio Conte e numerosi fedeli.

La dottoressa Pulli è stata invitata a Brindisi per rendere testimonianza sulla esemplarità e santità di Madre Carla che ha trasformato la sua vita con i suoi insegnamenti portandola dalle tenebre di una vita triste e senza affetti ad un risveglio spirituale che le ha dato la forza di reagire alle avversità della vita, di studiare fino a laurearsi e di cambiare il suo destino.

L’incontro con Madre Carla è stato per la dottoressa luminoso e risolutivo per la sua vita di bambina cresciuta in collegio senza affetto e senza speranza nel futuro. Madre Carla l’ha amorevolmente accolta nella sua casa di Frascati donandole la sua materna protezione e allontanando quei dolorosi momenti della sua infanzia ed adolescenza. Le ha trasmesso il coraggio di vivere, la forza di reagire alle avversità, le ha insegnato ad avere fiducia in Dio e a pregare in modo nuovo e intenso.

La dottoressa Pulli ha raccontato piccoli episodi della sua vita e ha citato frasi e aneddoti sulla bontà e delicatezza di Madre Carla che lasciandola libera di decidere sulla sua vita, con vera carità, le ha dato gioia e serenità permettendole di realizzarsi come moglie, madre e lavoratrice cristiana.

La dottoressa Pulli ha terminato informando i presenti che l’11 Dicembre 2022 si è aperto nella Cattedrale di Frascati il processo di Beatificazione di Madre Carla Borgheri, cui lei stessa ha partecipato insieme ad alcune socie dell’Associazione S. Lorenzo da Brindisi e al gruppo di Salice Salentino e che ha già deposto la propria testimonianza al processo sulla santità di vita di Madre Carla.

A fine incontro le Suore Missionarie dell’Incarnazione hanno offerto un rinfresco alla dottoressa e a tutti i presenti che si sono stretti attorno alla relatrice, ringraziandola per la bella e commovente testimonianza su Madre Carla Borgheri.

Un Viaggio spirituale indimenticabile

Pubblicato il: martedì 25 Luglio 2023

Ci troviamo nel cuore dell’Italia, nel suggestivo villaggio di Loreto, di fronte a uno dei luoghi più straordinari che abbiamo mai visitato: il Santuario della Santa Casa. Questa sacra struttura, avvolta dalla leggenda e permeata di spiritualità, continua a richiamare pellegrini e visitatori desiderosi di sperimentare una connessione profonda con il divino. Desideriamo condividere con voi il nostro indimenticabile viaggio spirituale di quattro giorni trascorsi a Loreto, immersi nella meraviglia della Santa Casa.

L’arrivo e l’incontro con la sacralità ci pervadono mentre ci avviciniamo al Santuario. La guida spirituale di Padre Francesco OMI ci ha permesso di osservare i maestosi corridoi di pietra che conducono alla Santa Casa, il luogo in cui la Vergine Maria ha vissuto e l’Arcangelo Gabriele le ha annunciato l’Incarnazione di Gesù. È sempre con profonda commozione che, entrando nel venerato sacello, leggiamo le parole poste sopra l’altare: “Hic Verbum Caro factum est” – “Qui il Verbo si è fatto Carne” – che risuonano in modo singolare in questo Santuario, luogo privilegiato per contemplare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Qui, infatti, sono custodite le mura che, secondo la tradizione, provengono da Nazaret, dove la Vergine Santa pronunciò il suo “sì”. Per questo, come ci hanno detto tutti coloro che abbiamo incontrato, “a Loreto siete a casa vostra”, come Suore Missionarie dell’Incarnazione. Abbiamo avuto diverse occasioni, sia personali che comunitarie, di stare dentro quella Santa Casa, recitare l’Angelus, partecipare alla Santa Messa, leggere il brano dell’Annunciazione e rinnovare il nostro “sì”. Abbiamo avuto anche l’opportunità di partecipare a una veglia di preghiera insieme ai giovani, un momento davvero unico e indimenticabile.

Dopo quattro giorni immersi nell’esperienza spirituale all’interno del Santuario della Santa Casa di Loreto, lasciamo il luogo con profonda gratitudine e un rinnovato senso di spiritualità. Questo pellegrinaggio si è rivelato un’opportunità straordinaria per avvicinarci a Dio e sentire la presenza amorevole della Vergine Maria. Il Santuario, con la sua Santa Casa, ci offre uno spazio unico e sacro, impregnato di una profonda devozione che ci ha permesso di riscoprire la nostra vocazione di Suore Missionarie dell’Incarnazione.

Per coloro che cercano un’esperienza del trascendente e desiderano riflettere sul proprio cammino spirituale, il Santuario della Santa Casa di Loreto rappresenta un luogo straordinario di incontro con la spiritualità e la fede. Che tu sia un credente o semplicemente desideroso di immergerti nella storia e nell’atmosfera potente di questo luogo sacro, una visita al Santuario può trasformarsi in un’esperienza che cambia la vita.

Grazie!

UNA GIORNATA SPECIALE

Pubblicato il: mercoledì 9 Agosto 2023

Con l’incontro tenutosi sabato scorso 5 agosto si è concluso il ciclo di ritiri spirituali che la famiglia dell’Immacolata Concezione ha programmato per l’Anno Liturgico 2022-2023 e che ancora una volta ha avuto il piacere di vivere insieme alla comunità delle Suore Missionarie dell’Incarnazione della “Casa Nazareth” di Frascati.

Anche in questa occasione non è mancato da parte della Suore quel nobile spirito di ospitalità che le ha sempre contraddistinte in questi anni in cui siamo stati accolti nella loro casa.

Quello con le Suore Missionarie dell’Incarnazione, infatti, è un sodalizio che noi della Famiglia dell’Immacolata intratteniamo ormai da anni, interrotto solo durante la Pandemia che ci ha tenuti forzatamente lontani per un po’ di tempo.

Argomento di quest’ultimo ritiro è stato uno dei temi più cari alla nostra Famiglia, ossia la Trasfigurazione di Gesù. Nella sua catechesi, don Francesco, la nostra guida spirituale, con la consueta semplicità ed efficacia ha presentato in una “Lectio Divina” il brano del vangelo di Matteo dove si narra l’episodio del monte Tabor. A rendere ancora più speciale la nostra riunione c’è stata anche una ricorrenza eccezionale, il 52° anniversario di sacerdozio del nostro diletto don Guerino, cappellano dell’ospedale di Frascati, che ormai partecipa assiduamente ai nostri ritiri e che consideriamo a tutti gli effetti membro onorario della nostra Famiglia. Al termine della celebrazione eucaristica lo stesso don Guerino ha preso la parola per condividere con tutti noi un po’ della sua storia vocazionale e della sua esperienza di sacerdote. Lo ringraziamo con tutto il cuore. La giornata, poi, si è conclusa con un piacevole momento conviviale preparato per tutti dalle carissime suore che con il loro sorriso e la loro cordialità si sono intrattenute con tutti noi. A chiudere questa giornata speciale è giunto, infine, l’immancabile omaggio del nostro tenero Gino che ha voluto dedicare le sue mirabili parole al sacerdote festeggiato.

Portiamo a casa con noi, dunque, il ricordo di una giornata stupenda passata nella meditazione della Parola di Dio, nella lode a Maria santissima e nella gioiosa fraternità tra di noi e con una comunità di dolci suore che con la loro gentilezza e affabilità hanno fatto da degna cornice ad una giornata davvero indimenticabile.

Ci auguriamo di continuare nel tempo il nostro cammino di formazione spirituale con la Comunità delle Suore Missionarie dell’Incarnazione anche per il prossimo Anno Liturgico, invocando l’aiuto di Dio e l’assistenza dal cielo del nostro fondatore Don Giancarlo Gramolazzi.

Deo Gratias.

                                                                                                                La Famiglia dell’Immacolata Concezione

I giovani, centinaia, migliaia: GMG 2023

Pubblicato il: giovedì 10 Agosto 2023

Parto da Lisbona per rientrare a Grottaferrata dopo giornate indimenticabili alla GMG 2023, la mia numero 4!

Torno carica dello zaino in spalla che ho portato con me per la veglia del 5 agosto e la messa di invio del giorno dopo con Papa Francesco e più di 1 milione di giovani provenienti da tutti i continenti.

Torno carica dei doni ricevuti in questi giorni:

– una settimana prima della GMG con un gruppo di giovani e animatori del Movimento dei Focolari per completare la preparazione dei vari contributi che abbiamo potuto offrire: lo stand alla città della Gioia, OneToOne di adulti disponibili per colloqui con i giovani, l’animazione di 3 catechesi a più di 5000 giovani con Margaret Karram e Jesus Moran (presidente e copresidente del Movimento), un momento sulla cura del Creato #daretocare e poi workshop e concerti col Gen Verde e… tanto tanto altro vissuto con Economy Of Francesco, Leaving Peace!

– tre giorni dopo la GMG per un “RiseUp4” con 350 giovani e ragazzi per andare in profondità con dopo l’esperienza vissuta con Papa Francesco e prepararci al rientro con piste di attuazione dei sogni che i giovani hanno e vogliono realizzare per brillare di luce e provare a cambiare il mondo.

– una sorpresa costante che mi ha lasciata senza parole e con tanta speranza: assistere a un ‘miracolo’ che si è ripetuto ogni volta davanti a Gesù Eucarestia quando i giovani si inginocchiavano in silenzio per adorare, pregare, parlare e stare con Gesù.

Un raccoglimento che ho sperimentato durante la messa di apertura e la Via Crucis, che ho ritrovato durante l’adorazione nelle catechesi con 6000/7000 giovani di lingua inglese provenienti da paesi e culture diversi, è successo nella grande veglia con Papa Francesco, e ancora nella post GMG durante una meditazione itinerante coi 350 giovani e che si è conclusa con una ennesima adorazione silenziosa, arricchita dai canti che aiutavano a pregare e ringraziare!

Quale la sorpresa? I giovani, centinaia, migliaia…sono attirati da Gesù, vogliono stare con Lui! Sono giovani, pieni di vita – e di sfide e di tante domande –  che cantano, danzano, fanno chiasso (come vuole Papa Francesco) ma poi si fermano davanti a Gesù e con Lui nel cuore, vogliono alzarsi per ripartire il cammino.

E io, noi adulti che ci ritroviamo ad accompagnare i giovani?

Le 3 parole di Papa Francesco alla messa finale sono una consegna anche per me:

Brillare, Ascoltare, Non temere!

BRILLARE: Noi diventiamo luminosi, brilliamo quando, accogliendo Gesù, impariamo ad amare come Lui. Amare come Gesù: questo ci rende luminosi, questo ci porta a fare opere di amore.

ASCOLTARE: Ascoltare Gesù. Tutto il segreto sta qui. Ascolta che cosa ti dice Gesù. Prendi il Vangelo e leggi quello che dice Gesù, quello che dice al tuo cuore.

NON TEMERE: Cari giovani, vorrei guardare negli occhi ciascuno di voi e dirvi: non temete, non abbiate paura. Di più, vi dico una cosa molto bella. Non sono più io, è Gesù stesso che vi guarda ora, vi guarda, Lui che vi conosce, conosce il cuore di ognuno di voi, conosce la vita di ognuno di voi, conosce le gioie, conosce le tristezze, i successi e i fallimenti, conosce il vostro cuore. E oggi Lui dice a voi, qui, a Lisbona, in questa Giornata Mondiale della Gioventù: “Non temete, non temete, coraggio, non abbiate paura!”.

Ritorno carica, sorpresa, speranzosa, grata a Maria!

                                                                                   Paola Pepe

DA PREGARE MARIA, A PREGARE COME MARIA

Pubblicato il: sabato 19 Agosto 2023

Grammatica dell’amore polifonico della Madre

Torvaianica, 14-17 agosto 2023

Quattro giorni, quattro stazioni, quattro parti di un tutto che è Torvaianica, visita insieme a Maria, Madre di Dio e Madre dell’umanità.

Sono tanti anni che faccio lo stesso tragitto, ma le emozioni che si provano sono sempre diverse, sempre nuove. Andare con Maria per viali, strade, vicoli e per mare è imparare a ri-dire la vita con la lingua dell’umano contro il disumano che, in questi tempi, sembra andare di “moda”.

Camminando e ascoltando le riflessioni che risuonano dagli altoparlanti, passo dopo passo, si arriva a percepire che è importante non solo pregare Maria, ma pregare “come” Maria.

Ecco! È il “come” che caratterizza questa Figlia di Dio, prediletta dal suo Fattore.

Pregare “come” Maria ci permette di essere di fronte a Dio senza maschera alcuna, rimanendo – nonostante tutte le mancanze – persona e non personaggio.

Pregando con Lei, ci viene svelata la grammatica di un “come” fatto di quotidiana, di ferialità e di periferie; tempi e luoghi prediletti dal Figlio, di eccedenza: quel “di più” che è la Buona Notizia da offrire a tutti.

Pregare “come” Maria ci fa gustare “il modo in cui la grammatica dell’ordinario viene sconvolta dall’irruzione dello straordinario, che trasfigura la quotidianità – e gli spazi – e la rende immensa” (Chiara Giaccardi).

Pregando con Lei, ci viene svelato il “come”, azione sempre libera e gioiosa, come l’incontro con Elisabetta. Quando apri la vita a Dio, non hai più bisogno di avere una dimora. “La casa natale inizia ad aprirsi… – il “come” del viaggio libero e gioioso si fonda – non su bisogni o su timori, bensì su un progetto” (Ermes Ronchi).

Il “come” di Maria risiede anche nell’essere anticipatrice nel comprendere ciò che accade intorno a sé. Nella “Casa del Vino”, alle nozze di Cana, Maria dimostra che la polifonia degli affetti e dell’esistenza non deve mai essere smarrita. Così facendo, Maria chiarisce definitivamente “come” ama Dio la sua creatura e come la sua creatura deve amare Dio: questo “come” lo impara dal Figlio. “Gesù nel suo comandamento nuovo offre tre oggetti d’amore, non in concorrenza tra loro: amerai Dio, amerai il tuo prossimo, come ami te stesso. Questa polifonia non discende da realtà diminuite, ma da realtà complete: l’amore – il “come” di Maria – è figlio di addizione e dono, non di sottrazione” (Ermes Ronchi).

Pregando con Lei, ci viene svelato, forse, il lato più bello del “come” si prega: “non per aggrapparci, ma per stupirci. Non si prega per ricavare qualcosa, ma per trasformarci” (Søren Kierkegaard).

Il “come” pregare di Maria ci porta nelle viscere della relazione e del servizio. Maria, nel Vangelo, cerca relazione: non la vediamo mai da sola. È creatura di incontri e di comunione.

Maria fa casa. Maria serve. Nel nome “serva” appare colei che, come dice Dante, è “umile e alta più che creatura”. Il servizio è “il nome nuovo della civiltà, inaugurata da suo Figlio, a cui Lei partecipa” (Ermes Ronchi).

“Maria, figlia di tuo Figlio…”

Noi figli di Dio e di Maria.

Ecco, il suo “come”!

Fabrizio, diacono

Ma questo è il mio viaggio…Un’ onda perfetta

Pubblicato il: giovedì 14 Settembre 2023

Ma questo è il mio viaggio…Un’ onda perfetta
Vorrei attribuire tale titolo, estrapolato dalla canzone del gruppo musicale The Sun per descrivere la meravigliosa esperienza della GMG. Prima di giungere alla nostra tappa ossia Lisbona, abbiamo sostato presso il Santuario di Nostra Signora di Laghetto ubicato tra le Alpi Marittime francesi, in cui abbiamo potuto pregare Colei che “si alzò e andò in fretta” (Lc 1,39). Dalla delicata tramontana francese, abbiamo raggiunto l’ardente Spagna in particolare la sua capitale Madrid, che ci ha offerto di osservare palazzi, monumenti e Chiese incantevoli. Dopo aver avuto l’occasione di visitare tali luoghi, finalmente siamo giunti a Lisbona, capitale del Portogallo. Noi, come diocesi abbiamo ricevuto l’indimenticabile ospitalità degli abitati del piccolo paese di Ribamar, i quali hanno messo in pratica ciò che l’evangelista Matteo(25,40) ci esorta a svolgere nei riguardi dei nostri fratelli e sorelle: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Sua Santità Papa Francesco, nel suo primo discorso è stato perentorio: “Voi non siete qui per caso. Il Signore vi ha chiamati, non solo in questi giorni, ma dall’inizio dei vostri giorni. Sì, Lui vi ha chiamati per nome”. Siamo chiamati in quanto siamo amati da Dio, il quale ci apprezza così come siamo, anche con le nostre sfumature. Bisogna lasciarci plasmare dall’amore di Dio, per farsi che ciò avvenga, Dio ci ha donato Maria, simbolo di questa GMG, la quale all’interno del Vangelo di Giovanni (2,5) afferma: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. Cosa ci vuol comunicare la Vergine? Un messaggio semplicissimo ossia: di affidarci a Dio, il quale desidera per noi la Felicità. Papa Francesco, inoltre, durante l’emozionante Via Crucis ha citato tutti gli ostacoli che noi giovani, purtroppo, incontriamo nella nostra vita, donandoci una speranza, mediante le seguenti parole: “Io cado con te per rialzarti con me. Vai, fatti aiutare, rimettiti in piedi e vai avanti. Andiamo insieme.” Il Santo Padre, sottolinea più volte che Dio non ci abbandona mai, non si stanca mai di perdonarci, conosce e si prende cura delle nostre difficoltà. Un ulteriore aspetto che vorrei condividere con voi è quello della Fraternità, evidenziata anche dal Pontefice: “Amare è questo, è lasciarsi commuovere dal volto
dell’altro, anche sfigurato”. Il nostro gruppo, sin dal primo giorno ha emanato gioia contagiosa. In soli 12 giorni, abbiamo sperimentato che “Siamo fratelli, amati di un unico Padre”. Ci terrei a farvi notare, che il viaggio svolto si è tenuto in un pullman, all’interno del quale abbiamo raccontato le nostre storie, le ferite e anche i momenti di letizia. Ci siamo divertiti, fatti forza l’un l’altro, abbiamo scovato i modi migliori per trascorrere le tante ore assieme, abbiamo gioito e ci siamo commossi: sempre con la certezza che qualcuno avesse asciugato le nostre lacrime e sarebbe stato felice della nostra allegria. Dio ci invia delle persone nel nostro cammino, in grado di esserci d’ausilio, pertanto vorrei ringraziare i sacerdoti che sono stati come un’ancora, predisposti all’ascolto e a farci comprendere l’Amore di Dio. Radio Monte Carla vi ringrazia infinitamente per aver condiviso la vostra storia d’amore con Dio. Grazie al sorriso, gli occhi pieni di lacrime di gioia e la Fede delle mie Sorelle e dei miei Fratelli, che il Signore mi ha donato: mi sono sentita viva. Il nostro viaggio si è concluso, facendo sosta nuovamente in Francia in un luogo peculiare e suggestivo, ovvero: Lourdes. Fermarci in tale luogo, è stato significativo in quanto abbiamo espresso e ribadito il nostro GRAZIE al Maria. Infine, Assisi, città in cui si respira tanta armonia, ci ha elargito la possibilità di visitare i luoghi più significativi di San Francesco e la chiesa di Santa Maria Maggiore ove giace il corpo del Beato Carlo Acutis.
Da tale esperienza, nel mio bagaglio porterò con me tanti insegnamenti, tra cui :
 Non celare le proprie emozioni, specialmente le lacrime in quanto quando piangiamo significa che siamo vivi;
 Essere e cercare se stessi;
 Le domande con la vita diventano risposte il segreto è pazientare;
 L’amore di Dio è sempre una sorpresa;
 Essere sempre originali e non morire come fotocopie, proprio come sosteneva il Beato Carlo Acutis;
 Avere l’audacia di compiere scelte coraggiose come San Francesco.
Con l’auspicio che, io e assieme a tutti i giovani, volto nuovo della Chiesa, possiamo divenire “Sale della Terra e Luce del mondo” (Mt 5,11-12)!!!
Rise Up!

Un caloroso abbraccio
Carla Ciccarese
Parrocchia Santa Maria della Neve, in Latiano

Un giorno indimenticabile

Pubblicato il: domenica 24 Settembre 2023

Un giorno indimenticabile

Poter condividere un momento così importante per la famiglia della Suore Missionarie dell’Incarnazione, è stato un Dono immenso! Dovevamo essere noi il Regalo per Maria Thu e Maria Hien nel giorno della loro Prima Professione ed invece sono state Loro a farci un meraviglioso Regalo!

Essergli vicino nel giorno del loro Si al Signore è stato emozionante, la loro testimonianza e la loro storia sono stati un esempio per Noi.

Siamo tutti chiamati a scoprire la nostra Vocazione, quella Missione alla quale ci chiama Dio e che può renderci pienamente liberi e felici! Felicità che abbiamo trovato negli occhi di Suor Maria Thu e Suor Maria Hien e di tutte le Suore della Congregazione.

È stata davvero una giornata indimenticabile, fatta di momenti forti e intensi, di lacrime e sorrisi, di gioia e condivisione … con questo spirito ci auguriamo di poter continuare a camminare insieme anche alle nostre “Suorine”, che ormai sono entrate, non solo nei nostri cuori, ma anche a far parte della nostra Famiglia!

I Giovani di Capocroce

23-09-2023

La professione religiosa: dono di Dio

Pubblicato il: domenica 24 Settembre 2023

La professione religiosa: dono di Dio

Oggi per noi Suore Missionarie dell’Incarnazione è un giorno di grande gioia e di festa.   Due nostre sorelle vietnamite hanno fatto la loro prima Professione religiosa, donando con il loro “SI” tutte se stesse al Signore. Un SI fedele alla vocazione dalla quale sin da subito sono state animate, cresciuta a modello e immagine del Fiat di Maria nostra Madre. È un evento estremamente importante perché è il momento in cui le nostre sorelle sono entrate a far parte ufficialmente della famiglia, quella delle: “Suore Missionarie dell’Incarnazione”.

Con l’ingresso nella nostra “famiglia” loro ricevono il dono di un Carisma, e soprattutto divengono le future custodi di questo enorme patrimonio spirituale che deve essere annunciato al mondo. Come diceva la nostra saggia Madre Carla: “La professione non ammette leggerezze o superficialità ma esige amore cosciente, donazione totale di tutto il nostro essere”. Ogni vocazione è una delle tante dimostrazioni dell’immenso e irripetibile amore di Dio, è la manifestazione di quanto Lui continui ad amarci.

La celebrazione è stata presieduta da don Claudio Cerulli, e concelebrata da numerosi sacerdoti alla presenza del popolo di Dio, nella cappella di Casa Madre dove riposa il corpo dell’umile Serva di Dio: Madre Carla Borgheri. Siamo certi della sua presenza in questo momento gioioso e prezioso per tutti noi.

Madre Carla è stata la prima a fare tutto ciò fosse in suo potere per trasmettere a tante persone la Spiritualità dell’Incarnazione, far conoscere l’amore di Dio sulla terra. Lo ha fatto con l’esempio, con la preghiera e con le tante testimonianze dei suoi scritti, preziosi promemoria a quanti con fiducia si accostano ad essi.

È stato un momento emozionante e nello stesso tempo pieno di gratitudine che riempie i nostri cuori di gioia.

Ora invochiamo dal Signore ogni benedizione e grazia sulle neo-professe per un cammino di Santità.!!!

 

 

Attimi di paradiso

Pubblicato il: venerdì 29 Settembre 2023

Attimi di paradiso

Io provo sempre una profonda gratitudine nei confronti delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, perché ogni qualvolta si vivono momenti di preghiera, di riflessione, di adorazione e contemplazione insieme a loro, alla presenza del Signore, un pezzo di Cielo scende tra noi e ci tocca nel profondo… questo è quello che è avvenuto anche e soprattutto sabato mattina durante la Professione Religiosa di Maria Thu e Maria Hien: una meraviglia per i miei occhi e per il mio cuore. Non era per me la prima volta, perché avendo una sorella suora, avevo già assistito ad una Professione Religiosa, ma non ci si abitua mai alla Chiamata del Signore: quando il Signore chiama, l’emozione è sempre molto grande e profonda… l’Eterno per primo ama e ti sceglie. Questa è la bellissima citazione di San Giovanni cui Suor Maria Thu e Suor Maria Hien hanno fatto riferimento: la loro vocazione nasce perché amate dal Signore in modo incondizionato ed assoluto. Due ragazze venute da lontano, con la loro storia, la loro giovane vita che si sono messe in Cammino perché hanno sentito questa chiamata all’Amore da Colui che è Amore. E tutto questo lo abbiamo visto nei loro volti raggianti, bagnati di lacrime ma raggianti.

Come Maria, anche loro creature semplici, hanno detto “Eccomi” alla volontà del Signore: momento bellissimo, in cui la commozione di tutti i presenti era visibile in occhi velati di lacrime. Tutta la celebrazione è stata un crescendo di emozioni, curata nei minimi particolari, allietata da canti e musiche molto coinvolgenti. Interessante è stato sentire come i ragazzi del nostro Oratorio, insieme alle nostre amate Suore, hanno cantato nella loro lingua madre, il Vietnamita… Il risultato è stato sorprendente! Tutta la comunità cantava insieme a loro: giovani Suore e giovani dell’Oratorio che insieme camminano per donare Amore. Sono vocazioni diverse, chiamate diverse, ma con un unico scopo: testimoniare la Pienezza che solo il Signore può dare. Tutto questo sotto l’amorevole sguardo della nostra Madre Carla Borgheri, che dal Cielo protegge le sue Figlie e protegge tutti noi, che rivolgiamo a Lei le nostre incessanti preghiere. Posso dire in tutta umiltà e sincerità che vivere questa giornata è stato per me vivere “Attimi di Paradiso”. Ancora grazie di Cuore.

Rita Razza

Un pomeriggio speciale

Pubblicato il: martedì 3 Ottobre 2023

Ieri, nell’incantevole giardino della Casa Madre Delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, per le nonne ospiti della Casa di Riposo è stato organizzato un pomeriggio veramente speciale.

L’evento, pensato per l’occasione della festa dei nonni, si è trasformato in due ore di autentica serenità e gioia.

Accompagnati da un piacevole sottofondo musicale, deliziati da un gustoso e apprezzatissimo menù, le nonne ospiti, le loro famiglie e tutte le suore hanno trascorso il pomeriggio condividendo la tranquillità e la pace che è la caratteristica principale di questo luogo straordinario, nato per opera di Madre Carla.

Un momento importante per tutti è stato l’apertura della festa: la preghiera comune dedicata a chi soffre e soprattutto alle popolazioni che in questo momento stanno vivendo il dramma della guerra, ha unito tutti i presenti in un momento di raccoglimento e comunione.

Il piacere di stare insieme è stato, poi, il vero protagonista del pomeriggio.

Giuliana Ricottini

Il mese missionario prende vita

Pubblicato il: venerdì 13 Ottobre 2023

Qualche mese dopo l’inaugurazione della Piazza Madre Carla Borgheri, ieri sera, si è svolto il primo incontro di preghiera dedicato al Mese Missionario.

Molte persone hanno partecipato al Rosario mariano e ormai la nuova piazza è diventata un punto di ritrovo per i piccoli e le famiglie del rione. I vicini, “auspichiamo che nel prossimo futuro si realizzino iniziative di questo genere per avvicinare le persone alla fede sull’esempio di Madre Carla”.

Ottobre Missionario: Cuori Ardenti, Piedi in Cammino

Pubblicato il: martedì 24 Ottobre 2023

Ogni anno, il mese di Ottobre ci offre l’opportunità di riflettere sulla missione, ci immerge in un viaggio speciale, un percorso di animazione missionaria coinvolgente per la Chiesa Cattolica in tutto il mondo. Questo straordinario itinerario culmina con la celebrazione della Giornata missionaria mondiale, quest’anno celebratasi il 22 ottobre. Il tema scelto è stato: “Cuori Ardenti, Piedi in Cammino”; ispirato dal racconto dei discepoli di Emmaus nel Vangelo di Luca, un invito a vivere la missione con passione e determinazione. Questo brano del vangelo di Luca ci ricorda che la vita cristiana è un cammino, una strada, un percorso da fare insieme, fiduciosi nel Signore. E’ un cammino impegnativo che dura una vita, infatti non basta solo conoscere Gesù, bisogna entrare in rapporto di comunione con Lui e riempirsi di Lui, perché è Lui stesso che ci sostiene attraverso lo Spirito Santo, che riscalda i cuori e anima lo spirito ad andare avanti. Solo chi cammina, conosce le barriere e le difficoltà del cammino.  Il percorso missionario a maggior ragione, non si racchiude in un mese, è una strada da percorrere per l’intera vita perché la nostra vita è chiamata ad essere un apostolato.

Ovvio che non si tratta semplicemente di un cammino geografico ma anche e soprattutto di un cammino spirituale, dove prima di tutto riempiamo noi stessi attraverso l’ascolto, la riflessione e il confronto quotidiano della Parola per essere in grado poi di portare agli altri quella conoscenza pregna dell’Amore di Dio.

La diocesi di Roma avendo organizzato una straordinaria Veglia Missionaria presso la Basilica di San Paolo fuori le Mura, tenutasi il 21 ottobre, intendeva proprio questo, come chiesa Madre che presiede alla carità: riportare la verità evangelica della Chiesa in uscita, dove possiamo trovare evangelizzatori ed evangelizzati e mai funzionari, dove possiamo trovare dei servitori e non dei Padroni. È stata una serata carica di emozioni, preghiera e testimonianze toccanti.

Durante la veglia, abbiamo ascoltato tre storie straordinarie. La prima, è stata quella di padre Pier Luigi Maccalli, che ha reso omaggio al coraggio e alla fede di un missionario rapito in Niger da estremisti islamici, trascorrendo oltre due anni in prigionia. La sua testimonianza è un inno alla forza dello spirito umano e alla fiducia in Dio. La seconda testimonianza è stata di suor Gabriella Bottani, una missionaria comboniana, la cui storia è stata segnata da un tragico attentato terroristico in Mozambico, in cui è stata uccisa sua zia suor Maria De Coppi. Infine, Francesca Battilocchi, una ragazza, giovane di 22 anni, che ha condiviso la sua esperienza di un viaggio missionario a Nairobi con l’Associazione Giacomogiacomo. La sua storia dimostra che la missione non ha età, e chiunque può fare la differenza, elemento essenziale perché ciò avvenga è: l’essere radicati in Dio, il contenuto della missione, nel quale la missione trova senso, trova in Lui la fonte e il culmine.

Durante la veglia, c’è stato anche un momento toccante in cui noi, Suore Missionarie dell’Incarnazione, abbiamo eseguito una danza su una canzone chiamata “Joganiya”. Questa canzone parla di un amore profondo e devoto, simboleggiando il desiderio di una connessione eterna con il Divino. La danza è stata un modo straordinario e originale per esprimere questa profonda connessione con il divino attraverso il movimento e l’arte. Come sappiamo l’arte è l’espressione della bellezza e dell’armonia.

Il cardinale Angelo De Donatis ha consegnato il mandato e una Croce a coloro che si preparano a partire in missione, sia religiosi che laici. In questo momento ha sottolineato l’importanza della missione nella Chiesa e l’invito a tutti ad essere parte attiva in questo straordinario viaggio di fede.

Alla fine della serata possiamo dire che la Basilica di San Paolo ha accolto il mondo intero. Abbiamo ascoltato le voci provenienti da ogni angolo della terra. Questo ci ha fatto riflettere su ciò che rende speciale il nostro mondo. La risposta sta nella scelta di rimanere con uno sguardo ben definito, anche quando sembra più facile andarsene. Stare può essere il contrario della missione, che spesso è associata a partire, ma è importante ricordare quanto sia cruciale anche il fermarsi e dare un significato alla nostra presenza qui nell’attimo presente. Questa è la vera essenza dell’ottobre missionario: cuori ardenti, pronti a mettersi in cammino.

Per concludere non possiamo che ringraziare Dio Padre per questa ulteriore occasione di crescita spirituale donataci.

P. Luigi Secchi tra le braccia del Padre

Pubblicato il: domenica 29 Ottobre 2023

“È preziosa agli occhi del Signore la morte dei suoi fedeli” (Sal 116)

Facciamo fatica a comprendere la preziosità della morte dei fedeli del Signore! Il vuoto che ha lasciato padre Luigi ora ci invita a colmarlo con la fede e nella speranza di incontrarlo un giorno nella carità eterna di Dio.

Padre Luigi è stato un uomo di Dio, padre, fratello, amico e sacerdote modello a immagine del Buon Pastore! La sua presenza discreto, gentile e attenta ai bisogni dell’altro infondeva serenità e gioia a chiunque lo incontrava. Lui ha terminato la sua corsa, ha compiuto la sua missione da buon Ministro degli infermi del corpo e dello spirito di tante persone che ha servito.

Ci piace immaginarti a contemplare il volto del Padre insieme a Madre Carla per la quale con entusiasmo e devozione ti sei dedicato come Delegato episcopale per la Causa della sua Beatificazione!

Dal nostro cuore esala un sentimento di gratitudine al Signore per tutto il bene che Egli ha compiuto per mezzo di questo suo servo fedele e buono.

Ora ti affidiamo all’eterna misericordia di Dio, continua la tua missione dal Cielo intercedendo per noi al Signore, che in questa terra hai servito con semplicità e amore.

Grazie padre Luigi! Ci mancherai tanto, ma tu sarai sempre presente nei nostri ricordi e nella nostra preghiera.

Arrivederci in Cielo!

Perché le cose semplici sono quelle più belle!

Pubblicato il: domenica 26 Novembre 2023

Nella semplicità e nella pace della Casa delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, abbiamo trascorso oggi un momento di condivisione e preghiera alla Luce della Parola del Signore. Lui che guida i nostri passi, che ci insegna ad amare e a non avere paura delle diversità, ci ha permesso di vivere oggi una giornata che custodiremo sempre nel nostro Cuore. Preghiera, ascolto della Parola, condivisione e riflessioni… sono stati questi gli ingredienti del nostro pomeriggio insieme. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare nel nostro Cammino le Suore Missionarie dell’Incarnazione che da anni ormai sono per Noi un dono e un esempio e che oggi ci hanno accolto nella loro Casa, facendocela sentire anche un po’ Nostra. Grazie Suorine per la gioia e la semplicità che ci trasmettete… continuiamo a camminare insieme verso la vera Felicità sulla strada dell’Amore!

                                                                                                                             Simeone

La cura reciproca: sé e noi

Pubblicato il: sabato 23 Dicembre 2023

La freschezza della giovinezza è come la bellezza di un giardino pieno di fiori: se i fiori sono colorati il giardino appare ancora più bello. Con questa immagine possiamo descrivere la crescita umana e spirituale di noi giovani Suore Missionarie dell’Incarnazione; come ci esorta la Serva di Dio, Madre Carla Borgheri: «Il nostro sia un “sì” generoso, totale, gioioso. Se dobbiamo donare a Dio un fiore colto nel nostro giardino, doniamolo subito, appena reciso, non dobbiamo tenerlo in mano, pensarci sopra, altrimenti perde la sua freschezza, il suo profumo e non è più presentabile. Un’anima missionaria custodisce, dentro di sé, il desiderio insopprimibile di portare Cristo alle anime, senza chiedere nulla per sé, né quanto ciò le possa costare» (Dio Solo, p.146).  Per essere portatrici di Cristo nel mondo e per poterLo donare agli altri, dobbiamo essere riempite di Cristo; inoltre è molto importante prendersi innanzitutto cura di se stesse  per potersi prendere cura degli altri.

“Non è un prima temporale, ma esistenziale: se non mi prendo cura di me, non so prendermi cura degli altri, se non so ascoltare me stessa, non so ascoltare gli altri, se non sto bene con me stessa, non sto bene nemmeno con gli altri e non faccio stare bene gli altri”. Questo è stato il fulcro degli incontri di questi giorni guidati da Sr. Grazia, di nome e di fatto. Infatti, gli ultimi mesi di questo anno 2023 sono stati davvero mesi di grazia perché con l’aiuto di Sr. Grazia ci siamo messe in gioco per conoscere e per condividere le nostre emozioni per approfondire la conoscenza di noi stesse. Abbiamo compreso bene che la conoscenza di se stessi non è un punto da raggiungere, ma un processo che dura per tutta la vita. In questo processo le emozioni sono la nostra forza interna più grande, e sono quelle che ci distinguono dalle macchine permettendoci di sognare, sperare fiorire ed amare. In questo modo la cura di me stessa è paragonabile alla cura della nostra casa e questo diventa indispensabile, perché la nostra casa, il nostro corpo è il luogo in cui il Signore vuole venire ad abitare per portare la salvezza a noi e, attraverso di noi, agli altri. Come ci ricorda la Serva di Dio Carla Borgheri: “Tutta la nostra giornata deve essere un continuo fiorire di atti virtuosi, affinché possa trasformarsi in un vaso profumato di presenza divina. Questo lavoro assiduo, quotidiano ci renderà spiritualmente più sensibili, capaci di comprendere e sentire in noi i desideri del Signore, per viverli intensamente”.

Sr. Suji SMI

Nurri 2023: Gusto e Tradizione in Festa

Pubblicato il: domenica 24 Dicembre 2023

Chiude a Nurri la decima edizione. Un successo che cresce di anno in anno, offrendo i prodotti agroalimentari della tradizione locale, la cultura, la storia dei luoghi, raccontando il territorio e le nostre usanze.

Le suore missionarie hanno proposto anche quest’anno un punto ristoro con un menu di piatti ispirati alla tradizione Sarda e Nurrese interpretati con fantasia e attenzione. Molto buoni i Culurgiones preparati con la farina e il formaggio locale, il Pane fatto in casa, i Formaggi della Cooperativa Unione Pastori e il dolce per eccellenza la Seadas servita con il miele e la scorza d’arancia.

Buon Natale 2023

Pubblicato il: lunedì 25 Dicembre 2023

“Natale è una storia al di là della storia,
è la tua storia, Gesù, che incontri la nostra vita,
quella di ieri, quella di oggi e quella di domani.
Natale è un albero della vita
che esprime l’uomo, che manifesta Dio.
Natale sei Tu, Gesù, uno dei nostri,
tra i più grandi, ma anche tra i più vicini:
un Dio, ma anche un Amico e un Fratello.”
(Robert Riber).
Con l’augurio che dalla culla, Gesù entri anche nella nostra storia di ogni giorno.
Buon Natale!

Madre Carla Borgheri: un faro di luce

Pubblicato il: venerdì 16 Febbraio 2024

Il 17 febbraio del 1922 segna un evento speciale, nasce Madre Carla Borgheri!

La sua vita e le sue parole continuano a risplendere come un faro luminoso nel mare delle nostre esistenze. Con la sua saggezza e ispirazione ha lasciato un’impronta profonda nei nostri cuori e nelle nostre menti.

Madre Carla ci invita a considerare “ogni essere come una scala che conduce a Dio”. Questa visione ci spinge a riconoscere la sacralità di ogni vita, a comprendere che ognuno di noi è un tassello prezioso nel meraviglioso disegno dell’Amore divino. Ci esorta a purificare l’anima, a sgombrarla da tutto ciò che ostacola la percezione della presenza divina in noi. Come il sole non può penetrare attraverso un vetro incrostato, malgrado la sua trasparenza, così dobbiamo eliminare gli ostacoli che impediscono alla luce di Dio di penetrare ed illuminare le nostre vite.

In questo giorno speciale, mentre ricordiamo la sua nascita, riflettiamo sul suo messaggio e seguiamo il suo esempio di vita dedicata all’amore verso Dio e i fratelli.

Attraverso il deserto Dio ci guida alla libertà: Quaresima 2024

Pubblicato il: martedì 20 Febbraio 2024

Carissimi lettori, proponiamo alla vostra lettura e riflessione il messaggio del Santo Padre Francesco per la Quaresima 2024. Nel messaggio, il Papa ci guida attraverso il deserto spirituale, invitandoci a riflettere sulla libertà che Dio offre al suo popolo. Con parole di speranza e saggezza, ci esorta a rinnovare il nostro impegno per la giustizia sociale e l’amore fraterno durante questo periodo di digiuno spirituale e conversione. Che questo messaggio sia per tutti noi un’ispirazione nel nostro cammino di fede.

Attraverso il deserto Dio ci guida alla libertà

Cari fratelli e sorelle!

Quando il nostro Dio si rivela, comunica libertà: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile» (Es 20,2). Così si apre il Decalogo dato a Mosè sul monte Sinai. Il popolo sa bene di quale esodo Dio parli: l’esperienza della schiavitù è ancora impressa nella sua carne. Riceve le dieci parole nel deserto come via di libertà. Noi li chiamiamo “comandamenti”, accentuando la forza d’amore con cui Dio educa il suo popolo. È infatti una chiamata vigorosa, quella alla libertà. Non si esaurisce in un singolo evento, perché matura in un cammino. Come Israele nel deserto ha ancora l’Egitto dentro di sé – infatti spesso rimpiange il passato e mormora contro il cielo e contro Mosè –, così anche oggi il popolo di Dio porta in sé dei legami oppressivi che deve scegliere di abbandonare. Ce ne accorgiamo quando ci manca la speranza e vaghiamo nella vita come in una landa desolata, senza una terra promessa verso cui tendere insieme. La Quaresima è il tempo di grazia in cui il deserto torna a essere – come annuncia il profeta Osea – il luogo del primo amore (cfr Os 2,16-17). Dio educa il suo popolo, perché esca dalle sue schiavitù e sperimenti il passaggio dalla morte alla vita. Come uno sposo ci attira nuovamente a sé e sussurra parole d’amore al nostro cuore.

L’esodo dalla schiavitù alla libertà non è un cammino astratto. Affinché concreta sia anche la nostra Quaresima, il primo passo è voler vedere la realtà. Quando nel roveto ardente il Signore attirò Mosè e gli parlò, subito si rivelò come un Dio che vede e soprattutto ascolta: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele» (Es 3,7-8). Anche oggi il grido di tanti fratelli e sorelle oppressi arriva al cielo. Chiediamoci: arriva anche a noi? Ci scuote? Ci commuove? Molti fattori ci allontanano gli uni dagli altri, negando la fraternità che originariamente ci lega.

Nel mio viaggio a Lampedusa, alla globalizzazione dell’indifferenza ho opposto due domande, che si fanno sempre più attuali: «Dove sei?» (Gen 3,9) e «Dov’è tuo fratello?» (Gen 4,9). Il cammino quaresimale sarà concreto se, riascoltandole, confesseremo che ancora oggi siamo sotto il dominio del Faraone. È un dominio che ci rende esausti e insensibili. È un modello di crescita che ci divide e ci ruba il futuro. La terra, l’aria e l’acqua ne sono inquinate, ma anche le anime ne vengono contaminate. Infatti, sebbene col battesimo la nostra liberazione sia iniziata, rimane in noi una inspiegabile nostalgia della schiavitù. È come un’attrazione verso la sicurezza delle cose già viste, a discapito della libertà.

Vorrei indicarvi, nel racconto dell’Esodo, un particolare di non poco conto: è Dio a vedere, a commuoversi e a liberare, non è Israele a chiederlo. Il Faraone, infatti, spegne anche i sogni, ruba il cielo, fa sembrare immodificabile un mondo in cui la dignità è calpestata e i legami autentici sono negati. Riesce, cioè, a legare a sé. Chiediamoci: desidero un mondo nuovo? Sono disposto a uscire dai compromessi col vecchio? La testimonianza di molti fratelli vescovi e di un gran numero di operatori di pace e di giustizia mi convince sempre più che a dover essere denunciato è un deficit di speranza. Si tratta di un impedimento a sognare, di un grido muto che giunge fino al cielo e commuove il cuore di Dio. Somiglia a quella nostalgia della schiavitù che paralizza Israele nel deserto, impedendogli di avanzare. L’esodo può interrompersi: non si spiegherebbe altrimenti come mai un’umanità giunta alla soglia della fraternità universale e a livelli di sviluppo scientifico, tecnico, culturale, giuridico in grado di garantire a tutti la dignità brancoli nel buio delle diseguaglianze e dei conflitti.

Dio non si è stancato di noi. Accogliamo la Quaresima come il tempo forte in cui la sua Parola ci viene nuovamente rivolta: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile» (Es 20,2). È tempo di conversione, tempo di libertà. Gesù stesso, come ricordiamo ogni anno la prima domenica di Quaresima, è stato spinto dallo Spirito nel deserto per essere provato nella libertà. Per quaranta giorni Egli sarà davanti a noi e con noi: è il Figlio incarnato. A differenza del Faraone, Dio non vuole sudditi, ma figli. Il deserto è lo spazio in cui la nostra libertà può maturare in una personale decisione di non ricadere schiava. Nella Quaresima troviamo nuovi criteri di giudizio e una comunità con cui inoltrarci su una strada mai percorsa.

Questo comporta una lotta: ce lo raccontano chiaramente il libro dell’Esodo e le tentazioni di Gesù nel deserto. Alla voce di Dio, che dice: «Tu sei il Figlio mio, l’amato» (Mc 1,11) e «Non avrai altri dèi di fronte a me» (Es 20,3), si oppongono infatti le menzogne del nemico. Più temibili del Faraone sono gli idoli: potremmo considerarli come la sua voce in noi. Potere tutto, essere riconosciuti da tutti, avere la meglio su tutti: ogni essere umano avverte la seduzione di questa menzogna dentro di sé. È una vecchia strada. Possiamo attaccarci così al denaro, a certi progetti, idee, obiettivi, alla nostra posizione, a una tradizione, persino ad alcune persone. Invece di muoverci, ci paralizzeranno. Invece di farci incontrare, ci contrapporranno. Esiste però una nuova umanità, il popolo dei piccoli e degli umili che non hanno ceduto al fascino della menzogna. Mentre gli idoli rendono muti, ciechi, sordi, immobili quelli che li servono (cfr Sal 114,4), i poveri di spirito sono subito aperti e pronti: una silenziosa forza di bene che cura e sostiene il mondo.

È tempo di agire, e in Quaresima agire è anche fermarsi. Fermarsi in preghiera, per accogliere la Parola di Dio, e fermarsi come il Samaritano, in presenza del fratello ferito. L’amore di Dio e del prossimo è un unico amore. Non avere altri dèi è fermarsi alla presenza di Dio, presso la carne del prossimo. Per questo preghiera, elemosina e digiuno non sono tre esercizi indipendenti, ma un unico movimento di apertura, di svuotamento: fuori gli idoli che ci appesantiscono, via gli attaccamenti che ci imprigionano. Allora il cuore atrofizzato e isolato si risveglierà. Rallentare e sostare, dunque. La dimensione contemplativa della vita, che la Quaresima ci farà così ritrovare, mobiliterà nuove energie. Alla presenza di Dio diventiamo sorelle e fratelli, sentiamo gli altri con intensità nuova: invece di minacce e di nemici troviamo compagne e compagni di viaggio. È questo il sogno di Dio, la terra promessa verso cui tendiamo, quando usciamo dalla schiavitù.

La forma sinodale della Chiesa, che in questi anni stiamo riscoprendo e coltivando, suggerisce che la Quaresima sia anche tempo di decisioni comunitarie, di piccole e grandi scelte controcorrente, capaci di modificare la quotidianità delle persone e la vita di un quartiere: le abitudini negli acquisti, la cura del creato, l’inclusione di chi non è visto o è disprezzato. Invito ogni comunità cristiana a fare questo: offrire ai propri fedeli momenti in cui ripensare gli stili di vita; darsi il tempo per verificare la propria presenza nel territorio e il contributo a renderlo migliore. Guai se la penitenza cristiana fosse come quella che rattristava Gesù. Egli dice anche a noi: «Non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano» (Mt 6,16). Si veda piuttosto la gioia sui volti, si senta il profumo della libertà, si sprigioni quell’amore che fa nuove tutte le cose, cominciando dalle più piccole e vicine. In ogni comunità cristiana questo può avvenire.

Nella misura in cui questa Quaresima sarà di conversione, allora, l’umanità smarrita avvertirà un sussulto di creatività: il balenare di una nuova speranza. Vorrei dirvi, come ai giovani che ho incontrato a Lisbona la scorsa estate: «Cercate e rischiate, cercate e rischiate. In questo frangente storico le sfide sono enormi, gemiti dolorosi. Stiamo vedendo una terza guerra mondiale a pezzi. Ma abbracciamo il rischio di pensare che non siamo in un’agonia, bensì in un parto; non alla fine, ma all’inizio di un grande spettacolo. Ci vuole coraggio per pensare questo» (Discorso agli universitari, 3 agosto 2023). È il coraggio della conversione, dell’uscita dalla schiavitù. La fede e la carità tengono per mano questa bambina speranza. Le insegnano a camminare e, nello stesso tempo, lei le tira in avanti.

Benedico tutti voi e il vostro cammino quaresimale.

FRANCESCO

La mezza età: un passaggio dal “fare” all’ “essere”

Pubblicato il: mercoledì 28 Febbraio 2024

È motivo di gratitudine al Signore per averci concesso l’opportunità di trascorrere tre giornate di formazione e riflessione su: Le donne consacrate e la crisi di mezza età.  Come donne consacrate, approfondendo questa tematica, abbiamo riflettuto sulla nostra chiamata e come ravvivare le motivazioni della consacrazione. Abbiamo avuto il privilegio di essere accompagnate, per i primi due giorni, da Don Mario Lanos Oscar SDB docente della Pontificia Università Salesiana di Roma; e il terzo giorno, da suor Loreda Spagnolo Responsabile della formazione, nostra consorella e compagna di viaggio.

Il periodo della mezza età è un viaggio necessario e promettente, un passaggio delicato tra giovinezza ed età senile, e rappresenta circa un terzo della vita. Questo periodo è un nuovo passaggio dalle delusioni ad una nuova accettazione di sé, del proprio limite e fragilità dell’età. L’indebolimento del corpo nasconde, però, l’esigenza di spostare l’attenzione da una dimensione esteriore e superficiale a una più profonda e interiore.

Da notare che la crisi non è necessariamente negativa; rappresenta piuttosto una scelta, separazione, giudizio; un discernimento che aiuta a promuovere il cambiamento e a rendersi consapevoli della necessità di rinnovarsi; è anche un’opportunità per la via verso la santità.

Il periodo della mezza età è un momento favorevole (kairos) e il quotidiano per noi Missionarie dell’Incarnazione è il luogo privilegiato per questo tempo favorevole. Il segreto, infatti, per una buona qualità di questa fase della vita dipende da un corretto e significativo rapporto con il quotidiano, ma anche di relazioni autentiche, di saper condividere le proprie esperienze, di prendersi cura del proprio corpo.

Fondamentale è la rinnovata relazione con il Signore Gesù scoprendo nuovi “sapori” della preghiera e della relazione con Lui. Manteniamo il nostro sguardo verso l’Alto!

Portate nel mondo la croce di Cristo

Pubblicato il: martedì 5 Marzo 2024

Dopo 4 anni di lunga sosta per il Covid-19, finalmente nella frazione della Parrocchia di Vermicino di via Luzi, si è di nuovo organizzato, il giorno 1 marzo 2024, il percorso della Via Crucis. La pioggia ha impedito di celebrare la via Crucis all’aperto, così, insieme al Parroco, don Luis, le suore e i fedeli hanno partecipato a questo importante momento di preghiera nella Cappella della Casa Madre.

La Via Crucis è un percorso formato da 14 tappe o Stazioni, che ripercorrono la Passione di Gesù e il suo tragitto verso il Golgota, dov’è stato crocifisso. Rappresenta uno dei momenti centrali della Quaresima, che è il periodo di riflessione e preparazione spirituale in vista della Pasqua, e offre ai fedeli l’opportunità di seguire un itinerario di Preghiera profonda.

I commenti scelti per ogni Stazione sono stati quattordici testimonianze di vita vissuta nel dolore e nella guerra. Don Luis ha ribadito ai fedeli l’importanza di essere portatori della Pace e non dell’odio. Ciascuno deve lavorare per la propria pace con gesti concreti perché è nella quotidianità dei piccoli gesti che si costruisce la Pace nel mondo, iniziando prima di tutto ad affermare la pace nella famiglia, tra vicini di casa, nell’ambito del lavoro…Oggi non vogliamo gente che frusti il Papa e la Chiesa, vogliamo gente capace di portare la Croce. Negli anni 60, questa periferia era poco abitata, piena di vigne e rovi. Per compiere il suo progetto per questo popolo, il Signore chiamò la serva di Dio Madre Carla. Lei accettò la volontà di Dio dicendo Sì. Dio ha usato lei come strumento per annunciare il suo amore per questo paese. Ancora oggi, le Suore dell’Incarnazione, con piccoli e grandi gesti, quotidianamente e instancabilmente, continuano ad annunciarlo.

Alle Suore, don Luis ha raccomandato di essere Luce del mondo, specialmente per via Luzi. Alla fine, grazie alla benedizione di Dio, con la Croce innalzata, attraversando la strada del dolore, saremo risorti con Cristo.

Solennità dell’Annunciazione

Pubblicato il: martedì 9 Aprile 2024

Lunedi 8 aprile, solennità liturgica dell’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria, presso la Casa Madre in Frascati delle Suore Missionarie dell’Incarnazione si è svolta la Celebrazione Eucaristica presieduta dal nuovo Vescovo S.E. mons. Stefano Russo.

Oltre agli aspetti teologici e spirituali, si è sottolineato che il carisma e la missione delle Suore scaturiscono proprio dal grande mistero dell’Annunciazione e dell’Incarnazione di Gesù, Dio-con-noi, fattosi uomo per salvare ogni uomo.

Le Suore Missionarie dell’Incarnazione hanno rinnovato i loro voti di povertà, castità ed obbedienza.

La cappella era gremita da molti fedeli ed amici delle Suore, raccoltisi attorno ad esse per condividere con loro questo bel momento di Chiesa e di festa.

Hanno concelebrato vari Sacerdoti, tra cui don Orlando Raggi, Vicario per le Congregazioni Religiose e Delegato diocesano per la causa di beatificazione della Fondatrice e Serva di Dio madre Carla Borgheri.

Al termine della Celebrazione ci si è intrattenuti in un momento di convivialità fraterna, con varie e gustose pietanze (in particolare una spettacolare super-torta di panna e crema), preparate direttamente dalle Suore.

Il Vescovo è rimasto fino al termine, accogliendo in tutta semplicità ed empatia il desiderio dei tanti che hanno voluto conoscerlo di persona e salutarlo.

Davvero un bel pomeriggio/serata di Chiesa, una chiesa di pietre vive… vissuto all’insegna di Maria Santissima e di queste sue figliolette, le Suore Missionarie dell’Incarnazione, con la benedizione del Successore Apostolico e alla presenza di una numerosa e calorosa comunità.

LA MIA “PRIMA COMUNIONE”

Pubblicato il: giovedì 30 Maggio 2024

Il giorno della mia Prima Comunione è stato molto emozionante: sapevo che avrei ricevuto il Sacramento dell’Eucaristia, cioè il Corpo di Cristo e per questo motivo ero molto felice.

Durante la Cerimonia ho apprezzato molto tutta l’organizzazione e lo svolgimento della SS. Messa.

Fra i passaggi più coinvolgenti ricordo l’offertorio e la Preghiera dei fedeli, che abbiamo preparato noi ragazzi nei giorni precedenti.

Sicuramente però non dimenticherò mai il momento in cui i miei genitori mi hanno mostrato il segno della Croce sulla fronte e mio papà mi ha consegnato il crocifisso che ho indossato sopra la tunica bianca.

I Canti che hanno scandito l’intera celebrazione mi hanno scaldato il cuore, come ad esempio il canto dell’Alleluia, che noi tutti abbiamo accompagnato con le braccia alzate in segno di gioia per ringraziare Nostro Signore Gesù.

Attorno a me ho sentito l’affetto e il calore dei miei familiari, del Parroco Don Costantino, delle mie catechiste, Alessandra e Suor Angela e di tutta la Comunità Parrocchiale che ha condiviso con noi ragazzi del Catechismo questo giorno così importante per la vita di ogni cristiano.

Anche i miei genitori, con cui mi sono confrontato per scrivere queste righe, hanno vissuto un’esperienza indimenticabile e intensa, che ha permesso loro di riscoprire il proprio essere figli di Dio nella Fede e nell’incontro con Gesù, unica Fonte di vita eterna.

Grazie a tutti!

Matteo Paradiso

PARROCCHIA SS.SANTUARIO MADONNA DI CAPOCROCE

FRASCATI

DOMENICA DELLA SS. TRINITÀ  26 MAGGIO 2024

Insieme per un cammino sinodale alla luce dell’Incarnazione

Pubblicato il: martedì 18 Giugno 2024

Da Venerdì 14 a Domenica 16 Giugno si è tenuta a Frascati la serie di incontri intitolata “Insieme per un cammino sinodale alla luce dell’Incarnazione” che ha riunito le comunità di Amici SMI di Frascati (RM), Brindisi e Su Planu (CA).

Queste giornate ricche di momenti di condivisione e comunione hanno permesso ai pellegrini di approfondire il carisma di Madre Carla Borgheri non solo sul piano storico e biografico tramite la mostra a lei dedicata nella casa madre di Frascati, ma anche spirituale attraverso la preghiera sulla sua tomba, una catechesi di don Crocifisso Tanzarella sulla figura di Maria quale modello per ogni cristiano e un incontro di formazione tenuto da padre Mario Óscar Llanes SDB sul ruolo positivo e attivo dei laici nella Chiesa post-Conciliare. Gli incontri di formazione hanno sottolineato l’importanza dell’Incarnazione del Verbo nella vita quotidiana, che si traduce in una partecipazione dei battezzati al ministero profetico, sacerdotale e regale di Cristo.

Tutte le giornate sono state caratterizzate da un clima ricco di gioia e pace nel segno dell’unità tra fratelli e sorelle provenienti da culture diverse e dalla generosa ospitalità offerta dalle Suore Missionarie dall’Incarnazione ai pellegrini, il cui carisma è stato illustrato anche tramite un piccolo spettacolo animato dalle sorelle e una mostra virtuale sulle missioni in Africa e Asia arricchita dalle testimonianze di suore coinvolte in alcune di esse.

La comunione ha trovato il suo culmine nella celebrazione dell’Eucaristia nella cappella di Casa Betania, dove don Alessandro Brandi ha commentato la parabola del granello di senape invitando l’assemblea a farla propria.

Ringraziando Dio per i doni elargiti, i pellegrini si sono lasciati con il proposito di proseguire assieme il cammino anche a distanza tramite momenti di preghiera condivisa nelle comunità locali di Amici SMI.

Festa di Maria Santissima Assunta in Cielo- Torvaianica

Pubblicato il: domenica 18 Agosto 2024

EVVIVA MARIA!

Dal 14 al 17 agosto si è svolta, a Torvaianica, la storica processione in onore di Maria Assunta in Cielo, organizzata dalla parrocchia Beata Vergine Immacolata, con il patrocinio del comune di Pomezia. Sono state quattro giornate in cui la comunità parrocchiale e i cittadini di Torvaianica si sono riuniti per accogliere la Vergine Maria, lungo le strade, con canti e inni di lode.

Il 14 agosto la Santa Messa è stata presieduta dal vescovo di Albano, S.E. Mons. Vincenzo Viva, il quale ha chiesto a tutta la comunità, in occasione di queste quattro giornate di festa, di pregare per la pace, specialmente in Medio Oriente. Il parroco, Don Andrea Conocchia, ha accolto questa richiesta di preghiera per la pace nella terra di Gesù mediante l’intercessione di Maria, la nostra Mamma celeste. Particolarmente emozionante la preghiera del Santo Rosario che, come dice il beato Carlo Acutis: “Dopo la santa Eucaristia, il santo rosario è l’arma più potente per combattere il demonio ed è la scala più corta per salire in Cielo”. Tutti riuniti per la mamma di Gesù il nostro cuore e la nostra preghiera sono andati a chi si trova nella sofferenza, alle persone anziane, al Santo Padre Papa Francesco, alla Chiesa tutta, all’umanità intera e, per non dimenticare, alle vittime di guerra in Medio Oriente, in Ucraina e nel mondo intero.

Nel quinto mistero della gloria si cita: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. […] Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni” (Ap 12, 1-5). Questo passo è stato ripreso come canto iniziale dal coro della Parrocchia Beata Vergine Immacolata, durante la celebrazione delle Sante Messe ed è stato bello vedere come tutti hanno cantato queste parole colme d’amore per Maria, una donna e madre perfetta che ci ha donato suo Figlio affinché possiamo essere innalzati alla gloria del cielo.

In occasione della festa di Maria Assunta in Cielo abbiamo potuto ammirare anche la bellezza di due monumentali tele, che Massimiliano Ferragina ha gentilmente prestato alla Parrocchia Beata Vergine Immacolata per queste giornate di grande festa. Citando le parole dello stesso artista possiamo osservare da un lato “Maria la donna e madre coraggiosa, che sfida il suo tempo, che diventa la prima discepola dello stesso figlio, che osserva maturare questo ragazzo in grazia e sapienza, che attende con speranza crescente la sua rivelazione”. Dall’altro lato dell’altare vi è poi un’altra rappresentazione di Maria “la Madre di Dio, Regina del cielo, l’avvocata nostra per eccellenza presso il Signore Gesù, da umile ancella a Regina”. Due opere che commuovono e che ci fanno riflettere sulla grandezza di Maria come mamma che ci conduce con tutta la sua dolcezza verso il suo amato figlio Gesù.

In conclusione, sono state quattro giornate in cui abbiamo magnificato Maria e riprendendo le parole del parroco Don Andrea Conocchia: “Abbiamo vissuto questo tempo di grazia, di salvezza e di misericordia. Abbiamo vissuto questo tempo che è di presenza del Signore e della Mamma Celeste sulle nostre strade, tra le nostre case e sulla spiaggia…Evviva Maria!”

                                                                                                                                   Francesca Amore

                                                                                                      

La fragranza dello Spirito Santo

Pubblicato il: giovedì 22 Agosto 2024

Mercoledì 21 agosto 2024 alcune rappresentanze dei fedeli della Parrocchia Beata Vergine Immacolata di Torvaianica, insieme al parroco don Andrea, a don Peter e alle Suore Missionarie dell’Incarnazione accompagnate dalle famiglie della Casa di Accoglienza “Cardinal Pizzardo” si sono recati a Roma per partecipare all’Udienza Generale di Papa Francesco. Una giornata organizzata per festeggiare il 70º anniversario della Parrocchia a cui il Santo Padre ha già rivolto i suoi auguri e impartito la sua benedizione via e-mail:

     Don Andrea Conocchia

Caro fratello,

grazie tante per la tua e-mail.

Grazie per tutto il bene che fai.

Grazie per il “tutti, tutti, tutti”.

Ti sono vicino in questo 70° anniversario, e prego per tutti voi.

Che il Signore vi benedica e la Madonna vi custodisca.

Fraternamente,

Francesco

Il giorno dell’Udienza è stato di dialogo e condivisione tra le varie famiglie partecipanti. Si respirava un’aria di grande fratellanza, felici di poter incontrare Papa Francesco e portare nel cuore le proprie intenzioni davanti al Santo Padre. Erano presenti nel gruppo anche molti bambini che il Papa ha benedetto con estrema dolcezza e tenerezza.

Nel corso dell’Udienza il Pontefice ha esortato i pellegrini a riflettere sullo Spirito Santo che viene su Gesù nel battesimo del Giordano e che da lui si diffonde nel corpo che è la Chiesa. Nel Giordano Dio Padre ha consacrato Gesù come re, profeta e sacerdote. Ma a differenza di quanto si racconta nell’Antico Testamento in cui, con olio profumato, queste figure importanti venivano unte, nel caso di Gesù c’è l’olio spirituale che è lo Spirito Santo. Il dono ricevuto è servito a Gesù per la sua missione: oggi la Chiesa è infatti popolo regale, profetico e sacerdotale. Papa Francesco ha evidenziato che il termine stesso di “cristiani” vuol dire “unti a imitazione di Cristo”.

Ciò che ha particolarmente colpito i presenti sono le seguenti parole pronunciate dal Santo Padre: “Una persona che vive con gioia la sua unzione profuma la Chiesa, profuma la comunità, profuma la famiglia con questo profumo spirituale“. Purtroppo però, sottolinea il Papa, alcuni cristiani non diffondono “il profumo di Cristo”. Pertanto, i pellegrini sono stati invitati a porre particolare attenzione al “cattivo odore del proprio peccato” perché peccando ci si allontana da Gesù. Forte è stata anche l’affermazione di Papa Francesco sul diavolo: “Il diavolo entra dalle tasche, state attenti”. È qui che il Pontefice prega tutti noi di “essere il buono odore di Cristo nel mondo”, ma per farlo è necessario essere persone amorevoli, gioiose, magnanime, fedeli e pacifiche cosicché coloro che ci circondano possono sentire “la fragranza dello Spirito Santo”.

A conclusione dell’Udienza, papa Francesco ha ricordato, oltre che la figura di San Pio X nel giorno della sua commemorazione, anche la celebrazione del “giorno del catechista”: il Pontefice ha rivolto un particolare pensiero verso di loro perché sono i “primi a portare la fede” in molte parti del mondo.

Inoltre, il Papa ha pensato molto ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli: “Su esempio del Santo Pontefice Pio X vi incoraggio ad aderire a Cristo con l’ascolto della sua parola e la testimonianza delle buone opere”. Infine, Papa Francesco ha chiesto a tutti noi di non dimenticare di pregare per la pace in tutti quei paesi del mondo colpiti e martoriati dalla guerra.

Francesca Amore

Una settimana di preghiera con Madre Carla Borgheri

Pubblicato il: martedì 10 Settembre 2024

“Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza”

(Is 52,7)

I santi sono messaggeri di pace e di buone notizie che annunciano la salvezza, sono i fari che ci indicano la strada della santità. Anche Madre Carla è una di questi messaggeri che annuncia oggi la bella Notizia di gioia e ci indica la strada per arrivare a Gesù.

In prossimità del 18° anniversario della sua morte, il 20 settembre 2024, accostiamoci a lei per chiedere la sua intercessione con “Una settimana di preghiera con Madre Carla Borgheri”. Questo sussidio è destinato a una settimana di preghiera per la sua la beatificazione e al termine di ogni sezione è inserita la preghiera di intercessione. Ogni sezione è dedicata a un aspetto particolare della vita cristiana: pregare, ascoltare, accogliere, annunciare, donare, servire e gioire. Queste preghiere ci guidano a vivere con maggiore intensità e consapevolezza la nostra fede, trasformando ogni azione quotidiana in un atto d’amore verso Dio e verso il prossimo. Attraverso la preghiera di intercessione di Madre Carla, si possono chiedere grazie e favori spirituali, confidando nella sua vicinanza e protezione.

Come auspica il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi nella presentazione di questo sussidio, “possa questo libretto essere un compagno fedele nel vostro cammino spirituale, un aiuto per approfondire la vostra relazione con Dio e un invito a vivere con gioia e gratitudine ogni giorno della vostra vita”

Una settimana di preghiera con Madre Carla Borgheri – Scarica pdf

Un ricordo indimenticabile

Pubblicato il: mercoledì 18 Settembre 2024

Il mio primo incontro con Madre Carla Borgheri è avvenuto in India, nella comunità di Kochi, in Kerala.

È stato un momento che non dimenticherò mai. Avevo solo 24 anni ed ero novizia, il suo sguardo materno e la sua tenerezza mi hanno colpito profondamente fin da subito.

Madre Carla aveva un modo unico di farti sentire accolta, come una madre che si prende cura dei suoi figli con amore e dolcezza.

Quell’incontro speciale mi ha portata fino in Italia. Partimmo insieme, io, Madre Carla e altre tre suore. Durante il viaggio, lei è stata una vera madre per tutte noi: ci amava e ci guidava con affetto, ma anche con quella fermezza amorevole che sapeva correggere, quando era necessario.

In particolare ricordo un episodio che porto ancora nel cuore. Madre Carla era appena rientrata da un lungo viaggio dall’India, e noi tutte eravamo piene di gioia nell’attesa di salutarla e abbracciarla. C’era un’atmosfera di festa, ma io, nel mio cuore, sentivo il bisogno di un momento personale con lei. Così, senza rendermene conto, rimasi indietro, sperando di poterle parlare in privato. Madre Carla, con la sua solita delicatezza, si accorse subito di me e mi chiamò per un colloquio. Parlammo a lungo, e io sentii di poterle aprire il cuore. Le sue parole furono semplici, ma cariche di saggezza: “A volte può bastare poco a sollevare chi soffre, un sorriso, una parola buona detta al momento giusto.”

Quella esperienza rimane impressa nella mia mente ancora oggi, perché mi ha insegnato il potere dell’amore e dell’ascolto, anche nei piccoli gesti.

Madre Carla aveva un dono speciale: sapeva entrare nei cuori delle persone, offrendo loro conforto e speranza.

Quell’incontro con lei è stato un momento di grazia che continua a ispirarmi nella mia vita di fede e servizio.

Una settimana di preghiera con Madre Carla

Pubblicato il: venerdì 20 Settembre 2024

La Parrocchia “Beata Vergine Immacolata (Torvaianica), insieme alle Suore Missionarie dell’Incarnazione, hanno organizzato una settimana di Rosario Meditato e una Santa Messa, celebratasi il 20 settembre, in ricordo dell’amata Madre Carla Borgheri, in occasione del 18° anniversario della sua morte.

Dal 13 al 19 settembre i fedeli della Parrocchia hanno pregato, ma soprattutto meditato sulle parole di Madre Carla. In particolare sono stati sette i verbi che hanno accompagnato la comunità in questo cammino di preghiera: pregare, ascoltare, accogliere, annunciare, donare, servire e gioire. Queste azioni sono esattamente parte della vita di ogni cristiano ed è su questi aspetti che Madre Carla si è soffermata nei suoi scritti “Dio solo”.

La Serva di Dio ha infatti affermato che pregare è un modo per colloquiare con Dio. Parlare con Lui ci permette di esprimere tutto il nostro amore e la nostra gratitudine nei suoi confronti, ma anche raccontare le nostre difficoltà e i nostri bisogni. Gesù è stato sempre pronto a comprendere le necessità di chi gli era vicino. Su suo esempio, anche noi dobbiamo essere disponibili ad ascoltare il prossimo.

È importante dunque accogliere chiunque ci circonda e come dice Madre Carla “dobbiamo accettare la diversità come un dono, come una ricchezza” perché è proprio dall’incontro con l’altro che possiamo diventare ricchi di spirito.

Pertanto, ogni cristiano è invitato ad essere “collaboratore di Gesù” e annunciare la Buona Novella. Non è necessario usare tante parole, l’importante è che queste poche siano piene di dolcezza, amore e umiltà verso i nostri fratelli e le nostre sorelle.

Donare una parola di conforto e letizia agli altri, proseguiamo la missione di Gesù che “ha dato la vita per aiutare noi” (Madre Carla Borgheri, Dio solo, 15).

Come detto in Matteo 20, 28 “il Figlio dell’uomo […] non è venuto per essere servito, ma per servire”, anche noi dobbiamo metterci al servizio di Dio e del prossimo. Questa vicinanza e presenza del nostro Signore fa, dunque, gioire il cuore di ogni essere umano.

Madre Carla, nella sua vita, è stata una testimone autentica della volontà di Dio. Un’apostola fedele che ha dato il suo amore e la sua vita per tutti e che si è fatta portatrice proprio di questi sette verbi che abbiamo appena citato.

Il parroco don Andrea Conocchia, durante la Santa Messa del 20 settembre, ha ricordato alcune parole di Madre Carla, tratte proprio dai suoi scritti. In modo particolare si è soffermato sul concetto di Incarnazione, spiegato da Carla come “mistero dell’amore di Dio per l’uomo. È il dono della divina misericordia alla creatura. È il centro dell’unità di tutto il genere umano che per essa diviene in Cristo, unico corpo”. Un concetto molto bello e profondo che tocca i cuori di tutti i presenti. Don Andrea, inoltre, invita tutti ad essere missionari, bisogna che “ci muoviamo, ci mettiamo sulla strada, insieme allo Spirito Santo, Gesù e Madre Carla”. Il Vangelo di Luca (8, 1-3) “ci fa pensare alle donne, a Madre Carla, alle donne nella comunità. È importante tenere conto di questa presenza, di questa preziosità all’interno della Chiesa e della società” sottolinea il Parroco.

Francesca Amore

Ricordando Madre Carla Borgheri

Pubblicato il: venerdì 20 Settembre 2024

In occasione del 18° anniversario della sua nascita in Cielo, noi Suore Missionarie dell’Incarnazione sparse nel mondo, insieme ai fedeli abbiamo vissuto “Una settimana di preghiera con Madre Carla”. Abbiamo pregato per i malati, per le vittime di calamità naturali e per la pace nel mondo, chiedendo l’intercessione di Madre Carla. Il mondo ne ha tanto bisogno in questo momento, e noi abbiamo offerto le nostre piccole sofferenze e difficoltà unendole a quelle degli altri. Per Madre Carla la preghiera era un dialogo intimo con Dio, un colloquio che nutre l’anima e dà forza nelle sfide della vita. Durante la settimana di preghiera abbiamo sperimentato una pace profonda, difficile da descrivere a parole, ma che ha toccato ciascuna di noi nel profondo del cuore.

Se anche tu, che stai leggendo queste parole, desideri vivere un’esperienza simile, ti invito a pregare con fede, come abbiamo fatto noi, chiedendo l’intercessione di Madre Carla. (Scarica – Una settimana di preghiera con Madre Carla Borgheri) Vedrai che il Signore ti concederà le grazie necessarie per affrontare la tua vita con gioia e serenità. Invochiamo con fiducia la misericordia di Dio, sotto la protezione di Maria Santissima e attraverso l’intercessione di Madre Carla.

Una settimana di preghiera con Madre Carla Borgheri

Pubblicato il: mercoledì 25 Settembre 2024

(14 – 20 settembre 2024)

vissuta presso la parrocchia dello Spirito Santo a Su Planu

insieme alle Suore Missionarie dell’Incarnazione, il gruppo SMI e la comunità parrocchiale tutta

Pregare, ascoltare, accogliere, annunciare, donare, servire, gioire. Questo, lo stile affidato e consegnato anche alla comunità parrocchiale attraverso il sussidio proposto dalla Congregazione e ispirato agli scritti di Madre Carla Borgheri e agli insegnamenti del magistero di Papa Francesco. Delle vere e proprie tappe, come particolari stazioni spirituali vissute dalla comunità parrocchiale dello Spirito Santo nella settimana dal 14 al 20 settembre u.s. con la recita del Santo Rosario, le riflessioni proposte per ogni giorno, la preghiera d’intercessione e la partecipazione alla Celebrazione Eucaristica.

Particolare e significativo il coinvolgimento dei fedeli che insieme alle Suore e al gruppo SMI non ha mancato di provvedere ad un’alternanza nella lettura delle meditazioni e dei testi, con l’intento di prestare non tanto un servizio alla comunità, quanto piuttosto quello di avvicinarsi alla spiritualità e alle parole di Madre Carla.

Questa spiritualità è stata respirata in un modo più intimo, particolare e familiare come altre volte negli anni e nei mesi scorsi è accaduto, nel pomeriggio di domenica 15 nella casa delle Suore. L’occasione, dopo il momento di preghiera, è stata propizia per vivere in modo insolito un momento di fraternità e convivialità.

Il carisma, l’operato, ma più in generale tutta la missione e la spiritualità della Madre hanno coinvolto i partecipanti in un modo forte, maturando una sensibilità e un desiderio di conoscenza circa la sua figura gradualmente sempre più forte. La meta è per tutti, la Santità attraverso il fascino di testimoni preziosi come lei.

In tal senso, lo stesso parroco don Giuseppe Camboni, accettando e offrendo la sua disponibilità a questa settimana ha voluto rendere più fruibile e accessibile la preghiera attraverso alcune copie del sussidio proposto. Con lui, la giornata di venerdì 20 ha avuto particolarmente risalto perché al termine della celebrazione della Messa è stata letta la biografia, tutta la vita di Madre Carla fino al giorno dell’apertura della causa di beatificazione nella sua prima fase, a livello diocesano.

Non è stato infatti un momento passato sotto silenzio, poiché per i diversi e i tanti che hanno vissuto in preghiera tutta questa settimana, è stata un’ulteriore occasione per osservare il passaggio di Dio, della sua grazia nella vita della Madre. Un filo rosso ha realmente condotto, benedetto e preso per mano la sua storia e il suo cammino. Le stesse immagini contenenti la preghiera d’intercessione per Madre Carla, hanno dimostrato l’attaccamento e la devozione per la sua figura.

A riguardo, le situazioni affidate, anche sentendo parlare i parrocchiani, sono state le più varie e disparate: dalla pace alla serenità del cuore, finanche alle prove e alle fatiche vissute proprio in ambito familiare e domestico. Passano e sono attualmente incisive le meraviglie operate dal Signore nella vita della Madre, proprio in un tempo in cui la chiamata a vivere la speranza chiave del prossimo Giubileo risulta essere l’intento principale per le comunità. È questa, la preghiera dei semplici, dei piccoli, di una porzione eletta e privilegiata del popolo santo e fedele di Dio.

Così, anche una giovane comunità parrocchiale come quella dello Spirito Santo a Su Planu con fiducia e umiltà ha provato a mettersi alla scuola del Vangelo attraverso le orme di Madre Carla.

L’auspicio, così come l’augurio rimangono sfide per osare e rischiare la vita confidando ogni giorno nella Provvidenza, testimoniando il Vangelo lì dove ciascuno è chiamato. È per questo che con le parole della Madre, chi ha vissuto sinodalmente la settimana di preghiera può nel suo piccolo dire: «Cerchiamo insieme la strada che attraverso l’amore ci conduce a Dio» perché la preghiera d’intercessione non si fermerà.

XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo

Pubblicato il: venerdì 4 Ottobre 2024

Oggi, 4 ottobre 2024, festa di San Francesco d’Assisi, la Seconda Sessione del 16° Sinodo dei Vescovi sulla Sinodalità continua il suo importante cammino a Roma.

Questo evento storico, che proseguirà fino al 27 ottobre, riunisce 368 partecipanti con diritto di voto, tra cui 54 donne, provenienti da tutto il mondo, per riflettere su come la Chiesa possa vivere in modo più profondo i principi di comunione, partecipazione e missione.

Papa Francesco ha sottolineato, fin dall’inizio del processo sinodale, l’importanza centrale dello Spirito Santo. Nel discorso d’apertura del Sinodo del 2021, ha affermato: “Il protagonista del Sinodo è lo Spirito Santo. Se non c’è lo Spirito, non ci sarà Sinodo”.

Questo ci invita ad aprirci non alle preferenze personali, ma a ciò che Dio vuole per la Chiesa.

In questo spirito, il Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo, ha ribadito che il Sinodo è soprattutto “un tempo di preghiera”,in cui il primo ascolto di cui abbiamo bisogno è quello del Signore e del Suo Spirito, che parla al cuore dei credenti.

Un aspetto centrale del Sinodo è la chiamata a riscoprire l’importanza dell’ascolto.

Questo tema trova grande risonanza anche nella figura della Serva di Dio Madre Carla, che ricorda quanto sia facile essere distratti dalla vita quotidiana e cosìperdere il contatto con di Dio:“Senza che noi ce ne accorgiamo, le cose occupano il nostro cuore e la nostra mente, e ci rendono sorde alla voce dolcissima di Dio”.

Tutti siamo chiamati ad unirci, in comunione e in preghiera, nell’invocazione dello Spirito Santo, affinché ci guidi nel discernimento di ciò che il Signore chiede oggi alla sua Chiesa e a camminare insieme, come Chiesa sinodale.

Il santo di Assisi ci ricorda la forza dell’umiltà, della povertà e dell’ascolto come strumenti potenti per vivere il Vangelo.

Preghiamo affinché’ il Sinodo, sostenuto dalla preghiera e dal discernimento comunitario, possa continuare a essere un segno visibile di comunione e di missione per la Chiesa universale.

Per seguire il Sinodo: Sinodo 2021-2024

USCIRE PER INCONTRARE

Pubblicato il: giovedì 31 Ottobre 2024

Ottobre, mese dedicato alla missione universale nella Chiesa, invita le comunità cristiane a riflettere sulla missione e a promuovere accoglienza, fratellanza e solidarietà; inoltre, per antica e secolare consuetudine, è anche il mese del Santo Rosario.

Per questo le Suore Missionarie dell’Incarnazione, presenti nella Casa di Accoglienza “Cardinal Pizzardo”, hanno avuto una bellissima iniziativa: recitare il Rosario nelle case delle famiglie di Torvaianica invitando anche conoscenti che, per svariate ragioni, non possono andare in chiesa. Come su insegnamento e desiderio di Madre Carla Borgheri, le sue figlie hanno testimoniato così l’Amore di Dio, incontrando e raggiungendo il prossimo.

È stato un gesto molto apprezzato che ha permesso alle famiglie di pregare, in modo particolare, per le intenzioni personali. Il Rosario è una preghiera potentissima che permette di ricevere delle risposte e ottenere Grazie. Ma soprattutto “Recitare il Rosario in famiglia è un momento di crescita spirituale sotto lo sguardo benevolo della Vergine Maria” (Benedetto XVI).

Questa iniziativa è stata anche un momento di condivisione e gioia perché si sono accorciate le distanze e si è vissuto in maniera ancora più profonda la fratellanza reciproca. Papa Francesco infatti, nell’Evangelii Gaudium, utilizza l’espressione “Chiesa in uscita” proprio per ribadire che bisogna farsi vicini all’umanità e offrire parole e gesti di speranza a tutti coloro che ne hanno bisogno.  «La Chiesa “in uscita” è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano» (Evangelii Gaudium, 24).

A conclusione di questo mese missionario la Parrocchia Beata Vergine Immacolata di Torvaianica ha condiviso e ascoltato la testimonianza di alcune Suore Missionarie dell’Incarnazione. Suor Assunta ha raccontato, ai fedeli presenti durante la Santa Messa del 27 ottobre 2024, la presenza nel mondo intero delle SMI spiegando che: “La missione è evangelizzare, portare la carità ed essere utili per gli altri portando l’amore di Cristo al prossimo”.

Francesca Amore

COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

Pubblicato il: sabato 2 Novembre 2024

Il 2 novembre una ricorrenza di dolore, di morte o un giorno di speranza, e di nascita?  I primi cristiani definivano il giorno della morte, il giorno della nuova nascita!  Loro erano certi, che la morte non esistesse, e che, al contrario si nascesse due volte, e la seconda fosse per sempre. San Francesco nel suo cantico chiamava la morte  “sorella morte corporale”.  La morte che è stata sempre rappresentata anche nei testi sacri antichi con dei scheletri, il poverello d’Assisi la definiva “sorella”! Sorella, termine intrinseco di solidarietà e amore! In queste giornate feticismi, tradizioni pagane, hanno sempre calcato la mano, su scheletri, fantasmi ed altre false rappresentazioni della morte. Ma credo sia arrivato il tempo di affrontare una verità, spesso dimenticata, un quasi mistero sacro che spesso si perde nella superficialità del mondo moderno. La notte dei morti, è molto più che ricordare i nostri defunti, è un invito per ciascuno di noi, a vivere questa data, profondamente radicata nella nostra fede cristiana, come una notte di grande speranza, un richiamo alla preghiera, per chi abbiamo amato e che ora non è più con noi. In questi giorni abbiamo la possibilità di  aiutarli nel loro cammino verso la beatitudine eterna! Con la preghiera, oltre a metterci in contatto con loro,  riusciamo a donare  e ricevere pace e amore. Poiché è l ‘amore generato dalla preghiera, che supera ostacoli e barriere. Ed anche se quando li ricorderemo i nostri occhi luccicheranno un po’, come le stelle del cielo, noi abbiamo la consapevolezza come credenti in Gesù che niente finirà mai, e che un giorno siederemo tutti al banchetto del Padre.

In questa occasione mi piace ricordare Madre Carla, il primo novembre è la sua festa, ma anche lei come tutti i Santi,  ha vissuto il momento del trapasso, allora ricordiamola nelle preghiere di questi giorni  più che mai, affinché  dal Cielo possa intercedere  al Padre, per i nostri defunti e per la nostra umanità messa a dura prova dalle vicende del mondo!

“LIFE”: una vita per il popolo

Pubblicato il: lunedì 11 Novembre 2024

“LIFE”: una vita per il popolo

Venerdì 8 novembre 2024 i fedeli della Parrocchia Beata Vergine Immacolata di Torvaianica, alla presenza del vescovo di Albano, Mons. Vincenzo Viva, del parroco Don Andrea Conocchia e del sindaco Veronica Felici, hanno accolto e ascoltato la bellissima testimonianza che il giornalista e vaticanista del TG5, Fabio Marchese Ragona, ha donato ai presenti sugli incontri avuti con Papa Francesco per la stesura del libro “Life. La mia storia nella Storia”.

In questo libro, afferma il Coautore, il Papa racconta la sua vita a cuore aperto partendo dalle sue origini, parlando anche di episodi molto intimi sulla sua famiglia, passando poi per eventi storici come la Seconda Guerra Mondiale, le dimissioni di Benedetto XVI, fino ai giorni nostri. “Lui (Papa Francesco) ci ha messo il cuore e io ci ho messo la penna” spiega il Vaticanista perché è la prima volta che un Papa decide di aprire il suo cuore a tutti.

Il Santo Padre ha accettato di realizzare questo libro per due ragioni, spiega Fabio Marchese Ragona: innanzitutto, vista la sua età, Papa Francesco ha visto e vissuto tante cose in 80 anni di vita e questa sua testimonianza vorrebbe che fosse d’esempio per i giovani affinché non si ripetano gli errori commessi nel passato. “È importante che ciascuno di noi faccia un lavoro di discernimento personale, di riaprire il libro della propria vita e rivedere tutto ciò che è stato, tutto ciò che abbiamo vissuto, tutto ciò che è stato compiuto di bello, di sbagliato, i peccati commessi, i traguardi raggiunti, i doni che abbiamo ricevuto. Un esercizio che andrebbe fatto prima che sia troppo tardi”, questa è la seconda e profonda ragione che offre Papa Francesco al Giornalista.

Fabio Marchese Ragona ha soprattutto voluto far cogliere alla comunità la personalità del Papa, sottolineando quanto sia importante conoscere prima la biografia di una persona perché questa permette di spiegare gesti, parole e scelte. Infatti, grazie ai racconti di Papa Francesco, il Giornalista ha così capito perché parla tanto di migranti, dei poveri, degli ultimi, degli invisibili, perché il Papa stesso viene da una famiglia di migranti e sa cosa significa vivere in mezzo alla povertà. Il Vaticanista ha inoltre sottolineato quanto sia umile e attento il Santo Padre verso le persone, ricordandosi proprio di tutto e tutti. Questo aspetto è stato confermato dal parroco don Andrea Conocchia che, nelle varie corrispondenze con il Santo Padre via mail e durante gli incontri alle Udienze Generali, ha sempre sperimentato la costante attenzione di Papa Francesco alla comunità parrocchiale di Torvaianica, ricordandosi di nomi e situazioni e ringraziando sempre il Parroco per l’operato svolto fin ad ora.

Anche il Vescovo, Mons. Vincenzo Viva, ha raccontato la sua esperienza e la sua visione della “Chiesa di Papa Francesco”. Il Vescovo afferma di essere contento di vivere questa stagione ecclesiale perché Papa Francesco ha una visione molto precisa di Chiesa, quella attenta per il popolo e pronta a condividere e a camminare con il popolo; insomma, una “Chiesa della prossimità e dell’immediatezza” senza troppi filtri perché siamo tutti fratelli. Riportando le parole di Mons. Vincenzo Viva: “In uno degli incontri svolti con i vescovi di recente nomina, Papa Francesco ci ha ricordato che il vescovo non deve stare davanti al gregge, ma in mezzo al gregge e a volte anche dietro. Questa immagine bella vuole dire che è una scelta popolare, cioè una scelta di una Chiesa che è missionaria, estroversa, che cerca di condividere il cammino delle persone del suo tempo, di rimettersi in dialogo con le persone”.

Francesca Amore

Non c’è amore più grande. Martirio e offerta della vita

Pubblicato il: giovedì 14 Novembre 2024

È questo il tema del Convegno organizzato dal Dicastero delle Cause dei Santi svolto presso l’Istituto Patristico Augustinianum di Roma dall’11 al 14 novembre.

La realtà del martirio continua a essere più che mai attuale. L’intento del Convegno ha approfondito questa realtà nei contesti del XXI secolo, e l’altra area di approfondimento ha riguardato la nuova fattispecie delle Cause di beatificazione e canonizzazione, ossia l’offerta della vita, approvata da Papa Francesco l’11 luglio 2017.

Mi rimane questa domanda: Siamo disposti, oggi, a dare la vita per Gesù? Un interrogativo che non può non lasciare inquieti, se solo si pensa per un istante a quanto avviene a milioni di cristiani in diverse parti del mondo. Quella sulla disponibilità a seguire Cristo fino a dare la propria vita è in effetti “una domanda che interpella tutti” e che “se per noi è quasi teorica”, per altri è tanto concreta da “accompagnarli ogni giorno”.

Le Conclusioni dei lavori sono state a cura di S. Em. Card. Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi. “Oggi, nella nostra parte d’Europa che include Roma, noi non abbiamo le persecuzioni e lo stesso Colosseo è il teatro per le nostre Via Crucis e celebrazioni giubilari per i ‘Nuovi Martiri’”; “abbiamo, però, l’indifferenza”, e qui, come spiega Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica Gaudete et exsultate sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, si tratta “di scherni che tentano di sfigurare la nostra fede e di farci passare per persone ridicole”, cosa che rende la parola della beatitudine evangelica attuale: non c’è persecuzione, ma c’è indifferenza, o derisione. E per il Pontefice “accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi, questo è santità”.

Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco durante l’Udienza ai partecipanti al Convegno ha ricordato che “per essere santi non occorre soltanto lo sforzo umano o l’impegno personale di sacrificio e di rinuncia. Prima di tutto bisogna lasciarsi trasformare dalla potenza dell’amore di Dio, che è più grande di noi e ci rende capaci di amare anche al di là di quanto pensavamo di essere capaci di fare”.

La Serva di Dio Madre Carla Borgheri ricorda “come nei primi tempi cristiani, i nostri fratelli affrontavano tutto con serenità, anzi con gioia, perché sapevano di seguire Gesù, così noi con la nostra vita quotidiana. La nostra meta è la santità, non lo dimenticate mai”.

Sr. Loreda Spagnolo

“Sì!”, per sempre

Pubblicato il: sabato 14 Dicembre 2024

Come ripagare un giorno il Signore per tutte le cose buone che ha fatto per me?

“Alzerò il calice della salvezza e adempirò i miei voti al Signore, sì davanti a tutto il suo popolo” (dal Salmo 115).

Il giorno 7 dicembre 2024, durante la Messa vespertina dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, nella Cappella di Casa Madre a Vermicino, sr. Jifna Mary proveniente dall’India e sr. Jolie Solange proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo, hanno emesso i loro voti perpetui nella congregazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione.

Una bella partecipazione di consorelle, amici e numerosi sacerdoti concelebranti, tra cui molti congolesi in Italia.

Sua Eccellenza Mons. Giuseppe Satriano, Vescovo di Bari-Bitonto, ha presieduto la celebrazione eucaristica, e il rito della consacrazione, ha trasmesso un messaggio pieno di speranza sia a noi religiose che ai molti fedeli presenti: “Dio non ci chiede tanto ma ci chiede tutto. Dobbiamo generare la vita che viene da Lui”.

 È stato per noi una grande gioia la presenza della nostra confondatrice Madre Anna Piu, della Madre Generale e delle sorelle provenienti da varie comunità.

Esprimiamo il nostro sincero ringraziamento a tutte voi, care sorelle, che ci avete sostenuto durante il cammino della formazione religiosa fino al nostro “sì” definitivo nella nostra Famiglia religiosa.  Ringraziamo il Signore perché ci ha scelto per essere portatrici del suo Verbo Incarnato e con affetto ringraziamo Madre Carla per aver colto con cuore aperto la chiamata del Signore, dando vita e inizio a questa Famiglia religiosa.

Dopo la celebrazione abbiamo vissuto un bellissimo momento di fraternità intorno ad una mensa ricca di pietanze di varie parti del mondo, preparati con tanto amore dalle nostre care sorelle.

Con questa piccola parola: “Grazie”, semplice ma ricca di valore, esprimiamo la nostra gratitudine.

Grazie per tutti i vostri gesti di amicizia, di affetto e di amore sincero. Non era solo la nostra festa ma di tutti. Grazie!

ANNO SANTO DEL GIUBILEO 2025

Pubblicato il: martedì 17 Dicembre 2024

Pellegrini con un salvacondotto: la Speranza che non confonde

 

Prime ore del mattino. Stazione Barberini linea A della metropolitana. Alcuni operai stanno raggiungendo il loro posto di lavoro ancora un po’ assonnati. Indossano scarpe antinfortunistiche e tute ripulite, ma evidentemente consumate dalle loro fatiche. Sulla lunga scala mobile si confondono tra dipendenti pubblici, uomini in divisa, badanti, un paio di funzionari in giacca e cravatta e alcuni studenti.

  I pellegrini, invece, si muoveranno prevalentemente in gruppi. Arriveranno equipaggiati di catechesi, momenti di preghiera organizzati prima o durante il viaggio. Vestiranno cappellini e zainetti colorati. Si muoveranno per età (giubileo dei bambini, delle famiglie, dei giovani…) o per categorie (lavoratori, sportivi, scuola e università…). Gli uni e gli altri attraverseranno Roma e le sue piazze, con obiettivi chiaramente diversi, ma forse del tutto ignari che l’Anno Santo, ogni Giubileo, lascia inevitabilmente segni indelebili del suo passaggio. Come l’insospettabile Fontana di Trevi, a pochi passi da stazione Barberini. La più fotografata, in ogni stagione dell’anno, fin dalle prime luci dell’alba. Affascina con i suoi giochi d’acqua e le sue statue colossali. Eppure quasi tutti ignorano che è frutto della premura dei Papi per gli abitanti di Roma e per i pellegrini provenienti da ogni dove. Occorre garantire acqua potabile, consolidare gli acquedotti, bonificare territori malsani, attrezzare spazi di accoglienza. Il Giubileo, di ieri e di oggi, è senza dubbio opportunità per sensibilizzare le coscienze e per prendere atto della stagione ecclesiale e civile che si sta attraversando e di conseguenza intraprendere decisivi provvedimenti sul piano sociale, pastorale, teologico e dottrinale, e tuttavia, quando si parla di Anni Santi, non possono mancare riferimenti alle implicazioni sociali ed economiche del piano urbanistico della Città eterna. Roma è da mesi un cantiere a cielo aperto. Si va dal lavoro di restauro delle principali meraviglie artistiche come il Baldacchino del Bernini e la Pietà di Michelangelo in san Pietro – che oggi avvolti nel telo schermante dei ponteggi fanno rimanere delusi i turisti – alla riqualificazione di snodi importanti della viabilità, del trasporto pubblico e di aree pedonali. Piazza San Giovanni con la sua vocazione spirituale e popolare e l’area di piazza Pia che collega Castel Sant’Angelo a San Pietro, per citare due delle principali opere in corso, saranno (speriamo) significativi centri di aggregazione riqualificati.

         Il pellegrinaggio ad Petri sedem raccoglieva un’istanza che veniva dal popolo. Evidentemente i pellegrinaggi non nascevano con il Giubileo indetto da Bonifacio VIII nel 1300. Roma è Città Santa prima del Giubileo! Girolamo, la domenica con gli amici andava in giro per le tombe dei martiri. Una forma di venerazione antica, nella quale si colloca con forza la centralità petrina, senza tralasciare tuttavia gli innumerevoli martiri che hanno lavato con il loro sangue la sacralità di Roma. Fin dalle catacombe si desiderava la loro compagnia, come scrive il grande papa Damaso nella cripta dei papi a S. Callisto:  «Se lo cerchi, sappi che qui riposa, unita, una schiera di Beati. I sepolcri venerandi conservano i corpi dei santi, ma la reggia del cielo ha rapito per sé le anime elette – e aggiungeva – anch’io qui avrei voluto essere sepolto, ma ebbi timore di disturbare le ceneri sante dei Beati».

         Nel 2025, forse, occorre avere timore non di disturbare le ceneri dei beati, ma di non disturbarle affatto. Di ridurre cioè la sacralità del Giubileo alla straordinarietà di un evento, anzi, di una serie di eventi. Di restare affascinati dall’apertura di una o più Porte Sante, senza ricordare che il Risorto, da sempre, ha la capacità di entrare «a porte chiuse» (e di stare) nella paura dei discepoli, per augurare la pace a fraternità insidiate.

         Ieri come oggi, i pellegrini giungono a Roma dai luoghi della non-pace. Per Amore e per Fede attraversano luoghi di conflitti personali e sociali. Occorre consegnare loro un salvacondotto: la Speranza che non confonde e che fa cogliere nel tempo la presenza viva dell’Eterno.

 

don Michele Martinelli

Assistente Nazionale

Settore Giovani Azione Cattolica Italia

SPUNTI DI NATIVITÀ

Pubblicato il: venerdì 20 Dicembre 2024

Oggi il tempo di Natale viene presentato attraverso varie sfaccettature, prevalentemente di natura consumistica. Basti pensare ai vari programmi televisivi dove si vedono servizi in cui le persone sono intente a fare shopping, ad acquistare regali da poter donare ai propri cari, file kilometriche fuori dai centri commerciali, gente che pazientemente aspetta fuori dai negozi.

Ma per quanto riguarda la vera essenza del Natale, della natività di Gesù Cristo, del viaggio pieno di paura e di ansia che hanno affrontato Maria e Giuseppe per raggiungere Betlemme e della successiva fuga verso l’Egitto, delle condizioni in cui Maria ha dovuto partorire il Bambino Gesù qualcuno si è mai chiesto qualcosa? Qualcuno si è mai provato a mettere nei panni dei personaggi di quest’evento che avrebbe sconvolto il mondo?

Allora con questo piccolo articolo andremo a visualizzare i protagonisti della vicenda e proveremo a dare qualche spunto riflessivo cercando similitudini tra le vite dei protagonisti e le nostre.

Vediamo chi sono i protagonisti:

  1. Gesù
  2. Maria
  3. Giuseppe
  4. I Magi
  5. Erode

Se c’è una cosa che mi ha sempre appassionato del mio percorso di Fede è notare come, nonostante millenni di distanza, molti personaggi che troviamo nei Vangeli o nei racconti della Bibbia adottino o usino comportamenti che sono simili o identici ai miei.

Oggi mi voglio soffermare in particolar modo su Giuseppe, Maria, i Magi ed Erode.

Partiamo da Maria e Giuseppe. Provando a metterci nei loro panni, quante volte anche noi abbiamo affrontato sfide simili? Sarà capitato sicuramente a ciascuno di noi di dover affrontare momenti, eventi e situazioni in cui ci era richiesto coraggio. In cui ci era richiesto di alzarci, prendere il nostro cammello e avviarci, nonostante l’ansia e il panico fossero i padroni del momento.

Se ci pensi bene, tutte le volte che ti alzi, che con coraggio affronti le sfide che il quotidiano o la vita ti mettono davanti, qualunque esse siano, stai agendo esattamente come Maria e Giuseppe che si sono prodigati per salvare la vita a Gesù.

L’amore e il coraggio sono le due armi che i nostri due Genitori (perché Maria e Giuseppe sono Madre e Padre anche per noi) hanno utilizzato sia per la nascita di Gesù sia nella fuga.

Proprio la fuga è un atto di grande coraggio. Anche se non sembra, la fuga richiede una forza d’animo differente. Basti pensare a Gesù che nel deserto “fugge” sottraendosi al quesito del demonio che lo tentava oppure a Santa Teresina di Lisieux che per evitare di peccare a causa di qualche sua consorella brontolona “fuggiva” in altre stanze del convento. Il paradosso Cristiano sta proprio nella fuga.

Un atto che tutto sembra tranne che eroico ma che in realtà dona una grande pace e una gioia mai visti. Infatti fuggendo Maria e Giuseppe hanno potuto salvare la vita a Gesù.

Anche noi quindi siamo chiamati ad armarci di coraggio ma soprattutto a fuggire quando serve soprattutto se ci troviamo davanti alle tentazioni.

Quando parliamo dei Magi la prima immagine che ci salta in mente è sicuramente quella delle statuine che mettiamo nel Presepe, ma questi tre personaggi ci insegnano una grande cosa. La Fiducia!

Potrebbero sembrare personaggi che vengono buttati lì nella storia, famosi solo per i doni che portano al Signore quando in realtà la loro figura ci dona un grande esempio di Fiducia in Dio che anche noi nel nostro piccolo siamo chiamati ad allenare.

Infatti quanti di noi al posto dei Magi si sarebbero fidati della famosa “Stella Cometa” che li avrebbe guidati da Gesù? Sicuramente non molti di noi, fragili e diffidenti come siamo.

Ecco magari l’esempio dei Magi può essere quello spunto dove anche personaggi che nella storia della Salvezza sembrano avere un ruolo marginale (poiché come sappiamo dopo la nascita tornano nel loro paese e non sappiamo più nulla di loro) danno invece una grande scossa nel coltivare la fiducia in Dio.

E soprattutto ricordiamo, in vista del Giubileo, che coltivare la Fiducia aiuta ad allenare anche la virtù della Speranza!

Infine parliamo dell’ultimo personaggio, Erode, colui che si è sentito usurpato di una carica, che detta in termini romani “rosica” della nascita di un altro Re.

Erode quindi viene ricordato solamente per le sue stupidaggini eppure quante volte anche noi siamo un po’ come Erode?

Proviamo a renderci conto di tutte quelle volte in cui, ad esempio, un compito, un posto o un ruolo ci vengono tolti o anche solamente veniamo informati che potremmo perderli. Secondo voi qual è la reazione che subito si insinua nel nostro animo?

Lo ammetto, io sono un po’ rosicone come Erode.

Però è questa l’ultima parola sulla mia vita? Rosicare come Erode mi definisce?

Non penso proprio!

Perché noi siamo molto altro che semplice fastidio per la perdita di un posto, noi siamo qualcosa di più profondo e il Signore lo sa, infatti ci ama infinitamente nonostante i nostri peccati.

Per concludere, vi invito a prendere sempre spunto dalle figure Bibliche, perché in Essi potreste trovare persone che come voi hanno affrontato ansie, sfide e paure e tenete d’occhio anche coloro che si sono rivelati personaggi sciocchi o pessimi come Erode perché anche da loro possiamo imparare qualcosa, come ad esempio scegliere il bene e l’amore sempre invece del male.

Vi auguro un buon Natale, grazie per aver letto il mio articolo e che il Signore Gesù vi benedica.

Alessio Pulcinelli

Studente Ecclesia Mater.

In preparazione al Natale

Pubblicato il: sabato 21 Dicembre 2024

Nella casa di riposo di Vermicino delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, si è tenuto un incontro con Padre Gennaro Rosato, con i parenti delle ospiti, in preparazione del Natale, una bellissima riflessione che a volte non si considerano leggendo il Vangelo. Infatti, nella lettura dell‘Annunciazione dell‘Angelo Gabriele a Maria sono presenti vari personaggi, oltre a Dio, l’altissima figura principale nell’ascolto di Maria.

Anche la visita di Maria ad Elisabetta ci fa capire come noi dobbiamo essere disposti nell’ascoltare gli altri e condividere con loro le situazioni che stanno vivendo.  È il Signore Dio come un’artista che nella sua creatività li stupisce ogni giorno iniziando dal sorgere del sole alla natura che ci circonda dalla pioggia all’arcobaleno. Da noi stessi che, quando la mattina ci guardiamo allo specchio e ci studiamo della meraviglia che Dio ha fatto “l’uomo”.

Osservando la croce vediamo il grande amore che Dio ha avuto per noi donandoci suo figlio “Gesù”. È stato un incontro bellissimo dove Padre Gennaro ha creato un colloquio di serenità e di confronto con le nostre riflessioni e quelle delle Suore presenti è stata una bellissima esperienza sia per il cuore che per l’anima.  Per questo ringraziamo le Suore e per questa iniziativa.

Buone feste a tutti che Dio ci benedica.

Dallo scarto alla vita nuova

Pubblicato il: martedì 24 Dicembre 2024

Natale è la festa degli umili e dei semplici, perché Dio si manifesta nella semplicità e nella povertà. Egli accetta l’umiltà e la fragilità della nostra storia personale, viene e supera tutte le distanze, si fa vicino a noi, come le cose più semplici e quotidiane dell’esistenza. È lo stile di Dio quello di scegliere ciò che al mondo è scartato e marginato per ridare nuova vita e renderla più preziosa.

Questo ci insegna il mistero dell’Incarnazione, e questo è il messaggio che ho voluto dare con il mio presepe Dallo scarto alla vita nuova, esposto questi giorni tra i 100 Presepi in Vaticano.

Il mio presepe illustra proprio il Mistero che da sempre affascina e attrae l’umanità. Dio ci parla con la tenerezza e il linguaggio di un Bambino, ci insegna ciò che è essenziale per la nostra vita.

Il titolo Dallo scarto alla vita nuova richiama alle grandi sfide attuali in un mondo che affronta continue sfide – sociali, economiche e ambientali -, ci ricorda che ciò che sembra perduto o scartato può essere accolto e trasformato in una realtà preziosa. Porta un messaggio di speranza e di rinascita.

L’opera mette la Grotta della Natività al centro di tutto, è l’unico luogo che non ha una porta, questo significa che il cuore è chiamato a non essere chiuso, ma aperto, libero, capace di accogliere tutti. Il pastore, il primo ad ascoltare il messaggio divino, risponde mettendosi in cammino portando con sé anche le pecore scartate verso la Grotta, per un incontro di amore e di stupore.

I mestieri riproposti nel presepe rappresentano la vita e ci richiamano a valorizzare la semplicità dell’attività quotidiana, a saper stare insieme, dove tutti si sentono fratelli e creano una comunità di pace.

Quando viviamo la fraternità alla luce del sacramento della povertà e della semplicità, impariamo a riconoscere in ogni persona il volto di Cristo, e così costruiamo una vita nuova, basata sulla giustizia, sull’amore e sul rispetto per ogni vita umana, specialmente per chi è più vulnerabile.

Si è fatta particolare attenzione all’utilizzo di materiale riciclato come il polistirolo, il legno di vecchie cassette di frutta, plastica, giornali, cartone, avanzi di stoffa ecc., dando prova che lo “scarto” può essere una risorsa in favore dell’impegno ecologico.

Il natale, allora, sia per tutti un’opportunità di rinascita. Spalanchiamo il cuore alla novità che Dio vuole realizzare con noi e attraverso di noi. Siamo tutti fratelli!

Celebrare il Natale è un invito alla speranza, e questa speranza è offerta a tutti, nessuno escluso. Auguri di buon Natale e un Anno giubilare carico di pace e gioia a tutti.

Sr. Loreda Spagnolo, SMI

“Dallo scarto alla vita nuova”, il presepe di Suor Loreda in Piazza San Pietro

L’Epifania del Signore

Pubblicato il: venerdì 10 Gennaio 2025

L’Epifania del Signore, simboleggia la rivelazione della divinità di Cristo al mondo intero, al di là delle culture e religioni, è l’universalità, l’incontro del messaggio di Gesù di speranza e salvezza a tutta l’umanità, “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”.

I tre re Magi simboleggiano proprio questo, tre umanità diverse tra loro che seguono una stella, si una stella, una delle meraviglie del Creatore, per incontrare, donare ed adorare il “Dio con noi”.

Domenica 5 gennaio presso la casa di riposo di Vermicino, le nostre suore hanno saputo cogliere anche stavolta il messaggio di questa rivelazione universale e del dono per tutti, organizzando una grande e bellissima festa. Balli, canti, musiche provenienti dalle più svariate parti della terra, e poi doni per tutti, senza alcuna differenza, per le nostre suore, per noi figli e nipoti e poi per le nostre mamme, qualcuna attenta, qualcuna un po’ meno, ma tutte con la gioia negli occhi, quella gioia pura, che forse hanno provato anche i re Magi alla vista del piccolo Gesù. È stato un incontro tra il sacro e l’umano, quell’umano fatto di una tombolata, di tante buone prelibatezze culinarie, e poi una bellissima befana, con le scarpe tutte rotte e con il vestito alla romana. Poi ammettiamolo pure, dove c’è l’allegria, l’armonia, la pace dell’incontro, lì c’è lo Spirito di Dio!

Festa interdiocesana della Vita Consacrata: storie, volti e gesti di fede, speranza e carità

Pubblicato il: lunedì 3 Febbraio 2025

La Giornata Mondiale della Vita consacrata rappresenta sempre un momento speciale per la comunità religiosa, ma quest’anno, per la prima volta religiosi e religiose presenti nel territorio della diocesi di Velletri-Segni e Frascati lo hanno celebrato insieme nel pomeriggio di domenica 2 febbraio presso la parrocchia di san Giuseppe Lavoratore in località

Attorno al vescovo Stefano Russo la grande sala si è riempita di una folta presenza di persone che hanno donato la loro vita a Dio nelle più varie forme, ma tutti accomunati da una stessa scelta radicale di vita.

 Una “festa” è stata definita la serata: il tempo è volato in un’alternanza di canti e testimonianze, spaccati di vita che hanno dello straordinario.

  • Le suore di san Camillo – che rischiano la vita per i malati negli ospedali – come in tempo di Covid o altre malattie pericolose ;
  • Salesiani , che ancora oggi continuano il sogno di S. Giovanni Bosco, per incontrare i giovani oggi nel loro vissuto camminando accanto a loro, lavorando non come battitori liberi ma insieme, per far sì che i giovani “si sentano a casa” in una Chiesa che sia una famiglia accogliente;
  • le suore di Santa Marta, nate per raccogliere bambini orfani o abbandonati – in un ‘audace tentativo’ – e vivere in mezzo alla gente secondo le necessità, anziani, malati… in tante parti del mondo, ‘come Marta di Betania ha accolto Gesù;
  • i carmelitani con p. James del Kerala che, seguendo la voce chiara di Dio, ha lasciato la propria terra, si è donato in tante opere di giustizia sociale in un mondo fatto di caste chiuse, per dare dignità a tanti, fino ad arrivare in Italia, dove continua a testimoniare l’amore di Cristo;
  • le Suore Missionarie dell’Incarnazione, e la loro esperienza in spirito sinodale nel comunicare al mondo che Dio si è fatto carne, e l’impegno ad essere segni viventi di questa realtà, lasciando che Dio oggi prenda carne nelle situazioni concrete della vita.

E se altri avessero avuto il tempo di parlare, chissà quanti altri tesori avremmo potuto contemplare.

“Pennellate dello Spirito Santo” ha definito queste testimonianze il Vescovo Stefano, “come in un giardino fiorito di tanti colori” sottolineando l’importanza di ritrovarsi insieme come vita consacrata, in comunione fra tutti e invitando a sentirsi sempre più corresponsabili, gli uni verso gli altri, protagonisti.

Far sperimentare la Chiesa come famiglia, che tanti possano dire: ‘mi trovo a casa’ accogliendo tutti in Cristo.

È seguita la celebrazione presieduta dal Vescovo Stefano e numerosi religiosi sacerdoti, durante la quale è stata rinnovata la consegna della propria vita a Dio, che le letture della liturgia hanno mostrato.

Come ha detto il Vescovo:

“Il racconto della presentazione di Gesù al tempio parla di Maria e Giuseppe che portano Gesù al tempio: essi sono lì per consegnare la loro vita a Dio.

Un atto da ripetere ogni giorno che a sua volta ci fa ritrovare “rinnovati” in due aspetti in particolare:

rimanere stanziati, radicati nella nostra fede” e mettersi in cammino insieme verso Cristo chiedendogli “cosa vuoi da noi oggi affinché questa vita sia ancora espressione del tuo amore?” 

Lo Spirito Santo suggerisce strade nuove, spesso faticose e contrarie alla corrente, ma che continuano ad annunciare Gesù”.

Il vescovo ha proseguito poi con un’osservazione particolare:

“Anna e Simeone sono ‘anziani’ – come possiamo riscontrare anche nelle nostre comunità – eppure hanno avuto un ruolo importantissimo in quel momento. Allora anche noi, se acquistiamo gli occhi del bambino evangelico, in qualsiasi età riscopriremo l’azione di Dio. Lasciamoci rinnovare dall’Amore di Dio e facciamo gesti concreti che ci fanno annunciatori di Cristo”. 

Ci rimane la gratitudine a Dio per il dono della vita consacrata, per la gioia della conoscenza reciproca che ha permesso di imparare gli uni dagli altri rafforzando la comunione, per aver potuto contemplare la multiforme azione dello Spirito Santo, che di tempo in tempo ha arricchito la Chiesa di carismi, luci uniche e originali che non vivono per sé stesse ma illuminano e nutrono tutta la cristianità, componendo l’unico Corpo di Cristo.

Su Planu: concerto di beneficenza per la missione

Pubblicato il: lunedì 10 Febbraio 2025

Nella parrocchia dello Spirito Santo una serata di musica e solidarietà

Sabato 8 febbraio la parrocchia Spirito Santo di Su Planu, ha ospitato il concerto di beneficenza dell’Ensemble Chorus Project Luigi Rachel di Quartu Sant’Elena, diretto dal maestro Giacomo Medas e del coro del gruppo folk «Città di Dolianova», diretto dalla maestra Maria Elisabetta Agus.

Le due corali si sono esibite per sostenere la costruzione di una scuola materna nella missione di Boassa, in Burkina Faso, dove operano le Suore Missionarie dell’Incarnazione, accogliendo l’invito di suor Lovely che opera nella comunità parrocchiale selargina.

È stata lei ad introdurre la serata, portando i saluti della Madre generale, suor Carmela Cataldo, che non ha potuto presenziare per motivi di salute.

La voce delle suore

«Boassa – ha detto suor Lovely – è un villaggio povero, dove manca del tutto l’acqua, il cibo e la corrente elettrica. Solo durante il tempo delle piogge è possibile coltivare la terra e il poco raccolto viene conservato anche per il lungo tempo della siccità».

Il progetto

Lo scopo della raccolta delle offerte è la costruzione di una scuola materna, che possa permettere la scolarizzazione a partire dai bambini più piccoli, ma anche aiutare tutte le donne del villaggio nella loro formazione.

La maggior parte dei piccoli non va a scuola perché costretta a cercare l’acqua e il cibo lontano dal proprio villaggio.

Nel terreno acquistato 10 anni fa è stata costruita una casetta, che accoglie quattro consorelle missionarie, dove si svolge il catechismo, le attività del coro, l’animazione dei bambini e dei giovani ed è presente un gruppo vocazionale.

Il programma

I due cori intervenuti hanno proposto alcuni brani del loro repertorio, tra cui l’Adieumus di Karl Jenkins per l’Ensemble Chorus Project e S’aneddu di Bobore Nuvoli per il coro «Città di Dolianova».

In formazioni riunite è stato invece proposta la Ninna nanna de Anton’Istene di don Pietro Allori, composta nel 1969 su testo poetico di Antioco Casula, noto Montanaru.

Dopo i ringraziamenti e saluti finali del parroco don Giuseppe Camboni, la serata si è conclusa con un invito conviviale nell’oratorio di Su Planu, dove i due cori hanno regalato ulteriori esibizioni in amicizia e condivisione.

Susanna Musanti

XXXIII Giornata Mondiale del Malato

Pubblicato il: venerdì 14 Febbraio 2025

Dalle parole del Santo Padre, Papa Francesco, di qualche giorno fa: “Celebriamo la XXXIII Giornata Mondiale del Malato nell’Anno Giubilare 2025, in cui la Chiesa ci invita a farci pellegrini di speranza”.

Perché mai il Santo Padre definisce questa una giornata di speranza? Perché chi opera con i malati, con gli anziani e con le loro malattie degenerative, dona speranza ogni giorno a vite spesso segnate dalla sofferenza e dalla solitudine. Spesso non sono solo le cure mediche a dare sollievo al dolore: occorrono una carezza, un sorriso, una parola di conforto che infondano fiducia e calore umano.

L’11 febbraio 2025, presso le Suore Missionarie dell’Incarnazione di Vermicino, dove sono ospitate le nostre mamme, abbiamo celebrato questa speciale Festa della Speranza. Un pomeriggio iniziato con la Santa Messa, celebrata tra canti e preghiere in un’atmosfera familiare e raccolta. Poi, la condivisione di un momento conviviale, fatto di dolci e pietanze preparate con amore.

Le nostre mamme? Tutte gioiose e serene

Insieme in cammino verso la Pasqua

Pubblicato il: martedì 11 Marzo 2025

Cos’è la Quaresima per un cristiano? È un cammino condiviso verso la Pasqua. E proprio nel camminare insieme si racchiude tutta la vita terrena di Gesù.

Lui si è fatto uomo, ha toccato con mano le nostre miserie, ha percorso le strade del mondo annunciando l’amore e la misericordia. Ha perdonato, ha guarito le ferite dell’anima e del corpo, ha risuscitato i morti. E alla fine, non è salito su un trono, ma su una Croce.

La Croce, simbolo di condanna e di vergogna per il popolo ebraico, è diventata invece il segno della nostra Identità. Perché proprio dalla Croce è scaturita la Vita Nuova. E Gesù ce lo ha detto chiaramente: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”.

La Quaresima è un percorso verso una Nuova Vita.

Spesso pensiamo che digiunare o mortificarci siano i modi migliori per prepararci alla Pasqua. Ma Dio non cerca la nostra sofferenza: Lui vuole che ci liberiamo dalla frenesia, del mondo, che ci fermiamo, preghiamo. Saltare un pasto? Perché no! Ma non come un peso, bensì con la gioia nel cuore, perché la vera Quaresima è la gioia del donarsi.

La parabola del Buon Samaritano ci aiuta a comprendere questo:

“Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s’imbatté nei briganti che lo spogliarono, lo ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada, ma quando lo vide, passò oltre dal lato opposto. Così pure un Levita, giunto in quel luogo, lo vide, ma passò oltre dal lato opposto. Ma un Samaritano, che era in viaggio, giunse presso di lui e, vedendolo, ne ebbe pietà; avvicinatosi, fasciò le sue piaghe versandovi sopra olio e vino, poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno dopo, presi due denari, li diede all’oste e gli disse: “Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, te lo rimborserò al mio ritorno”

Il Samaritano non si è limitato ad aiutare sul momento, ha pensato anche al futuro di quell’uomo. E così anche la nostra Quaresima non deve fermarsi al digiuno o preghiera, o accenni di carità, deve trasformarsi in un impegno concreto e costante, per una vita, vissuta nel servizio agli altri.

Madre Carla è stata proprio questo un esempio di vita donata, ha saputo incarnare questo spirito. Lei non si è limitata alla carità dell’istante, ma ha costruito un futuro per chi non ne aveva uno. Con il suo impegno instancabile, ha lasciato una testimonianza vivente alle sue e nostre suore, che continuano la sua straordinaria e pulsante opera di donarsi agli altri, con la Gioia del Risorto.

Buona e Santa Quaresima

San Giuseppe: Modello di Fede

Pubblicato il: mercoledì 19 Marzo 2025

Maria e Giuseppe rappresentano il passaggio dalla promessa e dall’attesa all’attuazione del progetto divino. Sebbene Gesù sia stato generato per opera dello Spirito Santo, Giuseppe è stato il padre putativo a cui Dio ha affidato il compito di accogliere e crescere il Salvatore; la sua stirpe era stata prescelta proprio per questo.

Il profeta Isaia disse:

«Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse (Davide), un virgulto germoglierà dalle sue radici; su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore»

Ma chi è stato veramente il mite e umile Giuseppe? Spesso il concetto di semplicità e mitezza di cuore viene erroneamente associato alla debolezza, quasi a una sorta di paura! Al contrario, Giuseppe è stato l’esatto opposto di tutto questo.

Per noi cristiani, specialmente in questo drammatico momento storico segnato da violenze, guerre, vendette sanguinose, sete di dominio e potere, Giuseppe rappresenta la forza, il coraggio, la speranza e la fede di un uomo giusto e saggio. Non si lasciò accecare dalla rabbia o dalla vendetta, nemmeno di fronte alla possibilità che la sua promessa sposa fosse incinta di un altro. Spesso la gelosia degli uomini, ieri come oggi, offusca la ragione e il rispetto per la propria compagna di vita.

Giuseppe non solo amava Maria nel profondo del suo cuore, ma la rispettava profondamente. Quando rifletteva se ripudiarla in silenzio, in lui non vi era né giudizio né condanna.

L’annuncio dell’angelo:

«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché ciò che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù, poiché egli salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,20-21).

Di fronte a tale rivelazione, che per qualcuno sarebbe potuta sembrare solo un sogno, Giuseppe non ebbe dubbi né esitazioni: accettò il progetto di Dio con la consapevolezza che la sua vita sarebbe cambiata per sempre. Avrebbe dovuto crescere il Figlio di Dio! È difficile immaginare cosa sia passato nella mente di un uomo di fronte a un annuncio del genere. Qualcuno, forse, si sarebbe sentito non solo impaurito, ma anche incapace di sostenere una missione così grande.

Ma la grande forza di Giuseppe, un carpentiere e non semplicemente un povero falegname, è stata quella di saper superare paure, timori e pregiudizi, accettando con speranza e fede ciò che Dio gli aveva riservato. Sono pochi i passaggi del Vangelo in cui si fa riferimento a Giuseppe e non conosciamo con certezza il suo destino, ma resta il fatto che questa figura è spesso dimenticata o considerata secondaria nell’attuazione del progetto divino. Perfino in molti affreschi di artisti e pittori che ritraggono Gesù e Maria, Giuseppe è assente. Eppure, egli deve essere per noi un grande testimone di fede!

Impariamo a ricordare San Giuseppe non solo il 19 marzo, ma in tutti quei momenti della nostra vita in cui siamo chiamati a prendere decisioni importanti o ad affrontare periodi difficili in famiglia. Egli non è stato solo un esempio di paternità, di sposo rispettoso e dedito alla famiglia, ma un modello per ogni vocazione, inclusa quella religiosa.

Un augurio a tutti i papà, affinché, guardando a San Giuseppe, possano essere strumenti di speranza e fede per le proprie famiglie.

In questa giornata speciale, un augurio sincero e speciale va al nostro Santo Padre Francesco. Come San Giuseppe, possa essere sempre guidato dallo Spirito di Dio e continuare a essere un faro per noi tutti.

Guarisci presto, Papa Francesco, e torna in mezzo a noi!

Imparare a giubilare. Il pellegrinaggio interdiocesano alla Basilica Papale di San Paolo Fuori le Mura

Pubblicato il: lunedì 24 Marzo 2025

La Diocesi di Frascati insieme alla Diocesi di Velletri-Segni, unite in persona episcopi S.E. Mons. Stefano Russo, ha attraversato sabato mattina la Porta Santa della Basilica Papale di San Paolo Fuori le Mura partecipando, così, al giubilo di tutta la Chiesa universale in questo Anno Santo della Speranza.

Durante la celebrazione eucaristica, Mons. Russo ha svelato ai fedeli un’icona iscritta con Gesù Salvatore circondato dai Santi Filippo e Giacomo, patroni della Diocesi tuscolana, e dai Santi Clemente e Bruno, patroni della Diocesi di Velletri-Segni, e il versetto del Vangelo di Giovanni (15, 9) “Rimanete nel mio amore” e, come ha detto il Vescovo, è quello che le due Diocesi vogliono fare.

Amore e giubilo. Due termini difficili da separare perché chi ama è felice di donare il proprio amore e chi è amato è felice di sentirsi beneficiario di tale dono. E come si declina, allora, questo dittico con il passaggio della Porta Santa, con un cammino che può essere aspro, difficile e che a volte viene oscurato dallo sconforto? C’è un impostazione importante che non dobbiamo dimenticare: per entrare in Basilica, dal greco “casa del Re”, non serve bussare; la porta è spalancata.

Il dettaglio sembrerebbe ovvio, ma non lo è perché testimonia come il Signore ci aiuti a rimanere nel suo Amore, a rimanere con Lui, anche quando usciamo dalla Sua casa: sappiamo che quella porta rimane spalancata, pronta a farci rientrare alla presenza del Re con la grazia della Sua misericordia e della Sua accoglienza.

E vi è di più. Perché non mettere un portiere o un pulsante per l’apertura automatica? Sarebbe più pratico, no? Perché, invece, la porta rimane spalancata, anche con la pioggia, come quella che ieri mattina ha accolto i fedeli? Nel Vangelo di Luca (15, 11-32), che ieri è stato letto durante la Santa Messa, c’è un’espressione che può aiutarci a capire il motivo di un’apertura tanto serrata: “Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro”. Il Re, dalla propria casa, scruta, da quella porta spalancata, lontano verso tutti quei figli di cui attende la visita, il ritorno o la conoscenza. E quando li scruta in lontananza commosso corre incontro loro verso quella porta spalancata.

Rimanete nel mio Amore. […] Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15, 9 e 11).

Matteo Verzaro

«Perché tu sei prezioso ai miei occhi» (Is 43,4)

Pubblicato il: venerdì 28 Marzo 2025

Questa Parola risuona con forza nei nostri cuori e ci ricorda che Dio ci ama di un amore personale, unico, irripetibile. È Lui che ha guidato ogni nostro passo con la Sua grazia, conducendoci fino a questo giorno benedetto. Davanti a un dono così grande, sentiamo che non possiamo custodirlo solo per noi: siamo chiamate a essere strumenti vivi e trasparenti del Suo amore, ponti che avvicinano i cuori a Dio, testimoni credibili della Sua misericordia.

«L’anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore» (Lc 1,46-47).

In questo giorno speciale, 25 marzo 2025, uniamo la nostra gioia a quella della Chiesa intera nella celebrazione della Solennità dell’Annunciazione del Signore. Come Maria, che con il suo “Sì” ha accolto il progetto di Dio per la salvezza del mondo, anche noi, con cuore colmo di gratitudine, rinnoviamo il nostro “Sì” al Signore, per tutta la vita.

Questa giornata ha per noi un significato ancora più profondo: celebriamo anche la festa della nostra Congregazione, “Il Verbo si fece carne”, in quest’anno giubilare in cui camminiamo come Pellegrini della Speranza.

La celebrazione è stata presieduta con gioia da Padre Mario Carlo Zanotti e concelebrata da numerosi sacerdoti, alla presenza del popolo di Dio e delle nostre sorelle, nella cappella della Casa Madre, dove riposa il corpo dell’umile Serva di Dio, Madre Carla Borgheri. La sua intercessione ci accompagna ogni giorno, la sua testimonianza ci sostiene e ci ispira.

Abbiamo ascoltato con fede e commozione l’omelia, che ci ha ricordato:
«La Divina Eucaristia è il prolungamento dell’Incarnazione: lì dobbiamo raccogliere tutta la nostra vita, la nostra giornata – amore, adorazione, ringraziamento – custodirla per essere custoditi dal Signore».

Un momento particolarmente toccante è stato quello in cui, indossando l’abito religioso, le campane hanno suonato a festa, ricordandoci che «Il Verbo si è fatto carne». È stato un richiamo potente alla nostra consacrazione: Dio ci ha scelte e consacrate per essere portatrici del Suo amore, segno visibile della Sua presenza nel mondo.

Pur non avendo accanto le nostre famiglie d’origine, abbiamo sentito forte la consolazione della Parola di Dio:

«Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna» (Mt 19,29).
In questa promessa abbiamo trovato conforto, e nella grande famiglia delle SMI abbiamo sperimentato un amore che accoglie, sostiene e custodisce.

Signore Gesù, Tu ci hai chiamate per nome.

La Tua tenerezza, la Tua vicinanza e il Tuo amore ci sostengono in ogni momento.
Con cuore fiducioso, Ti affidiamo tutta la nostra vita:

la Tua grazia e il Tuo amore ci bastano.

TI AMO, O MIO GESÙ.

Le neo professe

La Chiesa piange Papa Francesco: un pontificato che ha fatto la storia

Pubblicato il: lunedì 21 Aprile 2025

La sera del 13 marzo 2013. In una serata in cui il cielo non era del colore dei tramonti romani, dove nell’aria non si percepiva ancora il profumo della primavera, in una Roma quasi triste e buia, un arcobaleno di speranza e amore invadeva all’improvviso il cuore dei Romani e di quelli che per un giorno erano riuniti sulla piazza più bella del mondo, esultanti di gioia. Che ringraziavano e lodavano Dio per il dono di Papa Francesco, un uomo puro venuto dalla fine del mondo, il parroco delle favelas, che con la sua veste bianca essenziale e con la sua croce di semplice sacerdote del mondo, da quel balcone della Basilica di San Pietro, stringeva in un abbraccio di tenerezza e amore tutta l’umanità.

Sembrava quasi timido, fuori luogo, in quella casa tanto diversa dal suo ambiente, dalla sua quotidianità, ma quando diceva: “Buona sera, fratelli e sorelle”, diventava all’improvviso San Francesco, il frate scalzo, che ha travolto il mondo di pace e misericordia. E in quella serata buia e triste, il calore di quell’abbraccio riscaldava tutti i nostri cuori. Sembrava quasi che lo Spirito di Dio, lasciata la Cappella Sistina, aleggiasse ancora su Piazza San Pietro, infuocando di sentimenti puri tutti coloro che erano sulla piazza. Gli stessi sentimenti che poi arrivavano in ogni angolo del mondo, attraverso i mezzi di comunicazione. Il contagio era avvenuto, lo stesso contagio di pace e lode a Dio che il poverello d’Assisi aveva causato quasi mille anni fa, nei cuori degli uomini di ieri e di oggi, facendosi difensore dei poveri, degli ultimi, diventando ambasciatore di pace in Oriente, un rivoluzionario, un anticonformista San Francesco, ma sempre difensore estremo della Croce, della Croce Santa.