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MARIA, UNA FOLATA D’ARIA FRESCA SUL DESTINO DEL MONDO

Pubblicato il: venerdì 19 Agosto 2022

“Girovaghi” per quattro giorni

Non siamo stati in processione dietro una statua, più o meno bella, più o meno grande.

Dopo due anni, siamo ri-tornati nelle strade, in spiaggia, in riva al mare, accompagnati dall’eterno movimento delle sue onde che sostenevano il nostro procedere.

Siamo ri-tornati con e tra la gente per narrare la grazia femminile e materna di Maria, Madre di Dio e dell’Umanità.

L’interruzione forzata del procedere nella nostra amata Torvaianica non ha significato la sospensione della relazione tra Lei, Madre sempre presente, la comunità cristiana e anche quella civile che si è sempre informata sulla possibilità di partecipare alla processione.

Impossibile interrompere un Amore e se non hai il coraggio di manifestarlo, con garbo e senza ostentazioni, forse, quell’Amore non lo meriti.

Siamo ri-tornati per ri-dire, girovagando, che Maria è Donna e Madre che ha deciso di schierarsi. Maria non è Donna e Madre neutrale, sceglie gli “Anawim”, i poveri del Signore. Si arruola dalla parte dei vinti, con squisito Amore e in totale Fedeltà al suo Dio e all’Umanità.

Maria è Betlemme, perché è ‘casa del pane di Dio’ per l’intera umanità, e il profumo del pane non si può nascondere.

Siamo ri-tornati perché Maria, fragranza di Dio, potesse spargersi in tutto il paese e tutti potessero riempirsi della sua inebriante, eterna presenza.

Siamo ri-tornati per pregare per tutti, per affidare tutti, credenti e non credenti, piccoli, giovani, adulti, anziani, sani e ammalati, indifferenti, presenti in strada, abbarbicati sui balconi,  chiusi in macchina o che hanno affollato, come ogni anno da sessant’anni, i chilometri percorsi sul bagnasciuga, attendendo il passaggio di Maria Donna e Madre di tutta l’umanità, che sia in pace o in guerra.

Maria, l’esempio della più bella “dilatazione cardiaca” che possa raggiungere la donna e l’uomo che amano Dio e i suoi figli.

Maria, “l’eccedenza amorosa” di Dio per la sua creatura.

In “scena” è ri-tornato tutto questo: ‘una folata d’aria fresca sul destino del mondo’, che parte da un piccolo paese e da una piccola, claudicante comunità, che trova ancora il coraggio di sognare Dio attraverso la contemplazione di Maria, Donna e Madre di tutti.

Allora ri-tornare può combaciare con ri-trovarsi a “Camminare Insieme”, con Lei, tra noi per avvertire il soffio d’aria fresca che raggiunge la pochezza di ciascuno. Il Suo soffio che ti fa intuire che sei “Insieme” agli altri e che il tuo cammino è sostenuto, condiviso e amato dalla tua comunità, fino a sentirti meno claudicante, meno solo.

Grazie a te Maria, Madre nostra, che hai scelto di stare stretta a noi in questo “girovagare”, palese metafora della nostra vita.

Fabrizio, diacono

 

MISSIONARIE DELL’INCARNAZIONE: MENO MALE CHE CI SONO

Pubblicato il: domenica 31 Luglio 2022

Le suore Missionarie dell’Incarnazione sono state fondate nel 1972 da Madre Carla Borgheri, a Vermicino, vicino Roma.

Il loro ministero, evidenziato dal titolo di appartenenza alla congregazione, è quello di una vita nutrita di spirito caritativo e apostolico, pertanto sono portatrici e testimoni dell’infinito amore di Dio per l’uomo.

Nella diocesi di Brindisi-Ostuni hanno fatto la loro provvidenziale comparsa, per volere dell’Arcivescovo, Mons. Settimio Todisco, nel 1992.

Col suo carisma di grande uomo di fede, Mons. Todisco aveva capito che i cittadini di Brindisi, in un periodo storico particolare, avevano bisogno di sperimentare la “carità” nel senso lato del termine, quella “carità” che si contraddistingue con l’amore, perché tutti noi esistiamo e siamo stati creati con un atto d’amore e proprio l’amore è in grado di far crescere ogni positiva virtù che, tra le altre qualità, indica nella misericordia divina il centro di tutto il genere umano.

A Brindisi, l’Arcivescovo Todisco, con lungimiranza e consumato intuito, suggerito dallo Spirito Santo, decise che le Suore Missionarie dell’incarnazione avessero dovuto trovare la loro visibile e lodevole attività di preghiera, prevalentemente presso la chiesa di Santa Maria degli Angeli, decretata poi “Santuario” il 20 dicembre 1999.

Gli anni Novanta del trascorso secolo sono stati storicamente difficili, per vari motivi (sociali, lavorativi, occupazionali, politici, scolastici, ecc); nelle intenzioni di Mons. Todisco, le Missionarie dell’Incarnazione, in un momento cruciale, venivano chiamate e impegnate, per fare trovare una risposta alle sfide e alle urgenze che la nostra Città presentava, similmente a quelle di tutti gli altri Centri italiani.

Le disciplinate e serene suore, col loro esempio di vita dedicata alla “Adorazione” e alla preghiera, potevano e dovevano incarnare nella quotidianità la Buona Novella evangelica della “Parola fatta carne”.

E tutte le numerose suore che si sono avvicendate, nessuna esclusa, hanno sempre dato il meglio di se stesse.

Mai una supponenza, mai una delusione ai fedeli, ma sempre atti di generosità, di abnegazione e di continua preghiera.

Certo, in quella che fu la casa di San Lorenzo, non era possibile che accadesse diversamente.

Il nostro più illustre concittadino, anch’egli missionario, considerando Brindisi quale sua terra privilegiata di missione, ha girato lì Europa, diffondendo, anch’egli in tempi difficili, poiché gravidi di eresie, la verità evangelica e mariana, con umile spirito francescano.

Ed oggi è motivo di lieta sorpresa, per la comunità ecclesiale (e non solo) della nostra Città che il “Santuario degli Angeli” conservi, anche ai nostri giorni, l’Adorazione Eucaristica Permanente, grazie alle “suorine” Missionarie dell’Incarnazione.

Sicuramente, San Lorenzo si sarà impegnato a pregare e disporre, dal cielo, tale impagabile provvidenza.

Or sono trent’anni da quando le suore, ben inserite nella Comunità brindisina e operanti nelle varie chiese della Diocesi di Brindisi-Ostuni, nelle encomiabili e reverendissime persone di Mons. Settimio Todisco, di Mons. Rocco Talucci e di Mons. Domenico Caliandro, nella sua attuale persistenza alla guida della “Chiesa” di Brindisi-Ostuni, prestano proficuamente lo loro insostituibile opera.

A loro vada il sincero e grato ringraziamento dei fedeli brindisini, con un augurio: ad multos, multos annos, per la loro instancabile, diuturna “Adorazione” e preghiera di cui la città di Brindisi ne ha effettiva necessità e grande bisogno.

Antonio Caputo. Socio fondatore dell’associazione. S.Lorenzo  da Brindisi.

Galleria fotografica Brindisi

Il mio “sì”

Pubblicato il: domenica 3 Luglio 2022

“Guardiamo alla vita consacrata, come ad un incontro con Cristo!

Lui viene a noi e noi andiamo verso di Lui guidati dallo Spirito Santo”

(Papa Francesco).

Sono una ragazza vietnamita di 24 anni, cresciuta in una famiglia che mi ha educata secondo i princìpi della fede cristiana e questo non è affatto scontato in un paese in cui fino a pochi decenni fa imperversava la guerra e non si era liberi di professare la propria fede. Il Signore aveva un progetto su di me molto diverso da quello che immaginavo da bambina.

Nel luglio 2016, infatti, ho conosciuto la Congregazione delle Suore Missionarie dell’incarnazione e ho deciso di entrare a far parte della comunità di Ba Lua; sono stata attratta dalla loro missione ed ho intrapreso un bel cammino fatto di momenti di gioia ma anche di fatica.

Cristo mi ha chiamata alla vita consacrata e dall’esperienza intima con Lui; è scaturita una gioia immensa che ha riempito il mio cuore e mi ha resa davvero felice.

Ho cercato Dio con la fede, l’ho trovato nella speranza e l’ho conosciuto con l’amore. Con la sua grazia e con l’aiuto di altre persone che il Signore mi ha messo accanto ho sperimentato l’immensità dell’amore di Dio che mi ama di amore infinito e mi ha chiamata a vivere il mistero dell’Incarnazione.

Come diceva Madre Carla, Dio si è fatto carne per noi, solo per amore, tutto per amore. Sono pienamente consapevole che come ogni essere umano, anche un credente è immerso nelle fatiche e nei dolori quotidiani, ma a differenza di chi non crede il cristiano trova nella fede una lente che gli permette di vedere le cose sotto una luce nuova perché la fede non cambia il paesaggio, ma modifica lo sguardo dell’uomo. Sorreggere, ringraziare, perdonare, amare, sorridere, affidarsi non sono solo verbi, ma parole profonde che riempiono di senso il vocabolario della vita.

Essere religiosi e consacrarsi a Dio significa interrogarsi sul significato della nostra esistenza ed essere aperti alle risposte anche se esse ci scuotono profondamente.

Ho pronunciato il mio sì lo scorso 29 giugno in occasione della solennità di San Pietro e Paolo e sono pienamente consapevole che le persone consacrate sono segno tangibile di Dio nei diversi ambienti di vita, sono lievito per la crescita di una società giusta e fraterna, sono profezie di condivisione con i piccoli e con i poveri. Ecco allora che farò tutto il bene che posso con tutti i mezzi, in tutti i modi, in tutti i posti e per le persone che incontrerò finché potrò. Spenderò la mia vita donandola agli altri e rendendo a Dio la mia gratitudine infinita per avermi scelta.

Gesù fa di me uno strumento del tuo amore. Amen.

  Sr. Maria Pham Thi Huong

La chiusura del Mese mariano per le suore Missionarie dell’Incarnazione

Pubblicato il: venerdì 17 Giugno 2022

Per celebrare la chiusura del mese Mariano dedicato alla Madonna, le Suore Missionarie dellIncarnazione hanno aperto le porte della casa San Carlo Borromeo a Su Planu. La sera di domenica scorsa, Suor Mercy e Suor Cecilia hanno accolto i fedeli nel cortile, dove sono stati recitati i Misteri Gloriosi del Santo Rosario

Susanna Musanti 

Ultimo saluto alla carissima sorella Sr. Philomena

Pubblicato il: lunedì 13 Giugno 2022

Carissima suor Philomena,

Nonostante le elevate distanze geografiche che non permettono a tutti noi di essere presenti fisicamente, siamo qui uniti intorno a te nei modi più diversi, legato a te con i cuori e con le menti. Prima di concludere l’ultima eucarestia terrena, ti rivolgiamo il nostro saluto e il nostro grazie; lo facciamo a nome di tutte le Suore Missionarie dell’Incarnazione.

  • Grazie perché hai detto di sì al Signore che ti chiamava ed a lui ti sei affidata in maniera determinata, gioiosa e risoluta;
  • Grazie perché sei stata una consorella esemplare nella tua prontezza e generosità verso i bisogni della Congregazione e dei tanti fratelli e sorelle che ti hanno circondato;
  • Grazie per tutte le volte che con semplicità e amore hai costruito tra noi il regno di Dio.

Ci mancherai, suor Philomena:

ci mancherà il tuo sorriso, la tua gratitudine, la tua generosità, il tuo essere costantemente un’umile “serva del Signore”, la tua disponibilità verso l’obbedienza, nonostante la tua fragilità fisica.

Te ne vai così presto ma resta con noi l’esempio della tua vita, vissuta nella fedeltà verso le piccole cose di ogni giorno: la fedeltà alla vocazione, la carità verso tutti, ferma di volontà, il servizio generoso dato fino all’ultimo momento in cui hai avuto la forza di lottare su questa terra, la povertà, la semplicità, l’obbedienza e la grande pazienza. Hai sempre affrontato le difficoltà con tenacia e pregando incessantemente. Il Signore è fiero di te e lo siamo tutte noi tue sorelle.

Nel tuo stile inconfondibile sei sempre stata pronta: sulla tua bocca non è mai mancato il SI immediato rivolto al Signore – sia quando ti ha chiamato per la prima volta alla vita religiosa, sia quando ti ha convocato con sé al Paradiso ieri. La tua priorità è stata fare la volontà di Dio, sempre.

Ti sei presa cura di tanti fratelli e sorelle, hai caricato sulle tue spalle fragili le loro sofferenze anche quando sembrava difficile da accettare, concludevi con questo semplice ma devoto motto: “sia tutto per la gloria di Dio”.

Con la video chiamata, qualche minuto prima del tuo ultimo respiro, ci hai rassicurato sulla tua disponibilità di fare la volontà del Padre nella serenità e nella piena consapevolezza di quanto stava accadendo. Hai consolato e incoraggiato le tue consorelle e i tuoi familiari, specialmente la tua cara mamma: con le tue dolci maniere le hai sussurrato di stare tranquilla; hai raccomandato ai tuoi familiari di avere cura di lei (la povera mamma spezzata dal dolore) e di amarsi sempre l’un l’altro. I tuoi precetti rimarranno sempre nei nostri cuori: sei una fonte instancabile di affetto e ti sei sempre contraddistinta per l’inestimabile bontà. Hai servito con amore i bambini, i giovani, gli ammalati e gli anziani: per tutti c’era un posto speciale nel tuo cuore.

L’ultimo momento della tua vita è stato una sintesi di come hai vissuta la vita terrena nell’amore di Dio e dei fratelli per testimoniare il carisma dell’Incarnazione.

Suor Philomena, tu lasci nel cuore di ognuna di noi un modello di preghiera, di semplicità, di sacrificio, di dedizione, di obbedienza, di rispetto per l’Autorità, di carità e di gioia alla sequela del Verbo Incarnato, nonostante la stanchezza, la fragilità umana e la sofferenza fisica.

Siamo sicure che dal cielo continuerai a pregare per la tua amata Congregazione (specialmente per quelle più giovani, di ogni nazione e cultura), per le vocazioni future e per portare avanti con santità ed entusiasmo il carisma a noi affidato. E … avrai sempre, dal Paradiso, un occhio attento al benessere della tua amata famiglia nativa che ti ama ardentemente.

Oggi, il nostro desiderio, è quello di manifestarti l’affetto che nutriamo per te, nonostante il dolore per la tua dipartita, e la tanta fiducia che riserviamo nei tuoi confronti: a partire da questo momento sarai una dei nostri Angeli in cielo e ci rivolgeremo a te per ottenere la grazia della vita vera, in Cristo Verbo Incarnato.

Grazie suor Philomena, continua a esserci vicino e a sostenerci, insieme a Madre Carla e alle altre consorelle lassù, affinché noi in terra possiamo continuare a camminare secondo la volontà di Dio per la sua gloria e per il bene dell’umanità.

Un sentito grazie anche alla cara mamma, alle sorelle e al fratello che – come famiglia nativa – sono stati vicini a suor Philomena fino all’ultimo respiro, tenendola per mano. Un sentito ringraziamento lo rivolgiamo anche alle nostre consorelle che hanno sostenuto suor Philomena in questo periodo di grande prova. Restiamo ancora sempre e tutti uniti insieme nel Signore.

 

Madre Anna Piu, Madre Carmela Cataldo

Suor Loreda Spagnolo e tutte le SMI

50 anni di Fondazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione

Pubblicato il: sabato 14 Maggio 2022

Il giorno 23 di aprile 2022 ho avuto il piacere di essere invitato, con mia moglie, all’evento del 50° anniversario della fondazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione.

Dapprima abbiamo partecipato alla celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eminenza Cardinale Joao Braz De Aviz insieme ai numerosi sacerdoti nella Parrocchia di Sacri Cuori di Gesù e Maria a Vermicino e poi, a seguire, all’incontro conviviale tenutosi presso la Casa Generalizia.

Conosco da poco il loro Famiglia religiosa. E’ stata una nuova e bella scoperta, che mi ha trasmesso tanta pace interiore e soprattutto mi ha consentito di conoscere il loro instancabile e fruttuoso operato, sia in Italia che in paesi lontani, costantemente al fianco degli ultimi e di chi soffre.

Oltre al momento della preghiera, c’è stato il momento in cui l’aurea della preghiera si è propagata fra i partecipanti, coinvolti in balli e canti.

Alcune sorelle hanno potuto portare in scena alcuni balli con dei costumi caratteristici dei loro lontani paesi, oltre che portare sui tavoli numerosi prelibati piatti dei propri paesi d’origine.

Ci siamo “saziati” della pace e della serenità che librava nell’aria; tanta era quella che traspariva dagli occhi di tutte le sorelle e che ci è stata trasmessa in una serata piacevolissima, accompagnata dalla presenza materna della loro fondatrice che da lassù ha sicuramente gioito per il cammino da lei intrapreso e proseguito dalle sue instancabili figlie, sempre fiduciose del continuo aiuto di Dio.

                                                                                                                                                        Antonio P.

Una parentesi felice

Pubblicato il: venerdì 22 Aprile 2022

 

 

Il giorno 25 Marzo 2022 alle ore 18.00 presso la parrocchia di Santa Maria Assunta di Salice Salentino, si é svolta la Solenne Celebrazione Eucaristica, in occasione della Solennità dell’Annunciazione del Signore ed è anche la festa della Congregazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione; l’anno in cui celebrano il Centenario della nascita di Madre Carla Borgheri, fondatrice della loro Congregazione.

Ha presieduto la Santa Messa il Parroco Don Massimo Alemanno e durante la celebrazione le suore hanno rinnovato solennemente i voti. All’evento ha partecipato tutta la cittadinanza, in particolare i bambini che frequentano la “Scuola paritaria delle Suore Missionarie dell’Incarnazione” che hanno allietato la giornata organizzando delle coreografie e dei canti per l’occasione.

Nella stessa data, ricorreva inoltre, i cinquanta anni della fondazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione dato l’inizio da Madre Carla Borgheri, per la quale in questa gioiosa occasione, 1’amministrazione comunale di Salice Salentino ha espresso di volerle intitolare una piazza.

In un periodo buio come quello che viviamo quotidianamente si é rivelato essere una parentesi di felicita e spensieratezza per tutti i presenti. I volti dei bambini pieni di gioia hanno riscaldato 1’ambiente ed inoltre, ad essere un appuntamento di convivialità é stata organizzata una raccolta fondi destinata al sostegno della popolazione ucraina.

Il bene genera bene. (Le rappresentanti della Scuola)

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA

Pubblicato il: sabato 26 Febbraio 2022

Madre Carla “Donna del Sì”

20 febbraio 2022

Casa Madre – Vermicino

Domenica 20 febbraio 2022, nella sala sottostante alla Cappella di Casa Madre delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, a Vermicino, alla presenza di Sua Eminenza, Cardinale Marcello Semeraro è stata inaugurata la mostra fotografica “Donna del sì” dedicata a Madre Carla, per commemorare i cento anni della sua nascita e i cinquant’anni della Fondazione della Congregazione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione. L’inaugurazione è stata preceduta dalla celebrazione eucaristica, celebrata da don Luis Munoz Cortes, Parroco della Parrocchia “Sacri Cuori di Gesù e Maria” di Vermicino, che ha reso grazie al Signore per il dono di Madre Carla insieme alla Comunità, nella Cappella dove riposano le spoglie mortali della fondatrice.

Il Cardinale Marcello Semeraro ha dato luogo al suggestivo taglio del nastro, per contrassegnare la transizione dall’idea della mostra al lavoro finito, per arrivare ad immergersi in modo tangibile nel vero scopo del progetto.

I primi ad entrare nel “mondo di madre Carla” allestito con innumerevoli foto e oggetti a lei appartenuti, sono stati Sua Eminenza il Cardinale Marcello Semeraro insieme a Madre Carmela Cataldo, Superiora generale e Madre Anna Piu, compagna fedele, tra le prime che hanno seguito Madre Carla, e fortemente voluto questa esposizione.

Le SMI hanno avuto l’onore di ricevere anche Mons. Marco Mellino, Segretario del Consiglio dei Cardinali e Mons. Lucio Adrian Ruiz, Segretario del Dicastero per le Comunicazioni, giunti per visitare la mostra.

Hanno fatto seguito un folto gruppo di partecipanti, in vario modo legati alla figura della Madre, al Carisma e alle sue opere.

Entrando nella mostra, è stato presentato per la prima volta l’inno dedicato a Madre Carla, momento emozionante, ricco di solennità, gratitudine e amore filiale verso una donna, che in umiltà e semplicità è riuscita a fare grandi le piccole cose.

Ad accogliere il visitatore un totem, multi sfaccettato come molte sono le sfaccettature del Carisma stesso, costruito in modo tridimensionale con foto che raccontano il Carisma delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, che rappresenta la prima tappa della mostra, cui subito dopo fanno seguito alcune foto di donne, di suore che hanno seguito il soffio del Carisma, dalle novizie alle prime suore strette intorno a Carla Borgheri, cuore pulsante di questa intuizione: farsi strumento per trasmettere l’Amore di Dio padre ai più piccoli. Questo gruppo di foto costituisce la seconda tappa che apre la strada alla manifestazione della capacità di Madre Carla di portare l’Amore di Dio fino ai confini della Terra.

Nella terza tappa questa sua capacità è ben rappresentata iconicamente da un planisfero, i cui contorni vengono delineati da fili blu, che si staglia sulla parete centrale, agli occhi dei visitatori: da Roma partono numerosi fili rossi che mettono in connessione lo sguardo del visitatore con le Missioni volute da Madre Carla, rappresentate con scatti di vita vissuta durante il suo permanere in quei luoghi di missione, luoghi di testimonianza e di incarnazione.

Di fronte all’opera di Madre Carla è rappresentata la sua vita, dalla nascita sulla terrena alla nascita al cielo, attraverso attimi della sua vita di bimba in fasce, di giovinetta in cerca del senso del suo vivere, di donna, di madre.

Tra i pannelli che illustrano la sua vita è possibile ammirare alcuni oggetti appartenuti a Madre Carla: dalle fasce nelle quali era avvolta quando era solo Cleo Borgheri, alle sue amate conchiglie, al suo crocifisso, fedele compagno di viaggio come i sandali utilizzati dalla madre per percorrere le strade delle sue missioni, fino ad arrivare alla cinepresa.

Una mostra che ha voluto mettere in luce l’opera della madre, attraverso i frutti che ancora oggi continuano a maturare, mantenendo uno sguardo costante all’umanità di questa donna, che ha sempre cercato di porsi come umile strumento nelle mani di una Volontà superiore, senza mai prendersi il merito di avere almeno docilmente detto Sì a questo progetto.

Progetto voluto da Lui, realizzato per mezzo di lei, e delle sue sorelle che continuano la sua opera, rispondendo coraggiosamente e amorevolmente ancora Sì.

La Mostra voluta dalle Suore Missionarie dell’Incarnazione, è stata realizzata dalla stretta collaborazione tra la passione di Sr. Loreda Spagnolo e la professionalità di Mirco Murgia, il contributo di Madre Anna Piu, Sr. Carmela Cataldo e di alcune sorelle.

A tutti un sentito ringraziamento da parte di tutte le sorelle della Congregazione. Si augura che questa Mostra possa essere un mezzo per far conoscere sempre più Madre Carla, un modello di vita cristiana, una vita spesa per la gloria di Dio e il bene dei fratelli.

                                                                                                                                      Redazione

Donna del Sì. Madre Carla Borgheri, Mostra fotografica

Pubblicato il: sabato 19 Febbraio 2022

Italia, Costa d’avorio, India, Albania, Filippine, Vietnam terre di missioni, luoghi di incontro dell’incarnazione dell’Amore di Dio, attraverso l’operato delle Suore Missionarie dell’Incarnazione.

Centinaia di sorrisi donati, sostegno nelle case di cura, conforto ai malati, educazione ed istruzione nelle scuole, annuncio nelle parrocchie: luoghi dove l’opera di madre Carla continua e si rinnova grazie al dono della sua vocazione, grazie allo Spirito che ha suggerito il suo Carisma, che innamora e fa sbocciare nuove vocazioni, nuove donne e uomini che incarnano l’amore di Dio.

L’Incarnazione delle SMI vede le sue origini nella vita di una donna, nella nascita di una bambina che 100 anni fa è venuta al mondo per farsi strumento del più grande Amore verso i più piccoli.

Il 17 Febbraio 1922 nasceva una bambina che ben presto manifestò la sua tenacia e la sua forza nell’affrontare le difficoltà che la vita le propose precocemente: Cleo Borgheri.

Proprio attraverso le difficoltà è avvenuto il suo incontro con Dio, suscitando in lei il desiderio della contemplazione della parola e il dono della sua vita all’altro, donando al mondo madre Carla.

È proprio attraverso il mistero dell’Incarnazione che prende forma il suo progetto d’amore, ricevuto da Dio, da condividere con le persone che aveva accanto.

Allo stesso modo il progetto di questa mostra nasce dal desiderio di condividere l’amore e gli insegnamenti ricevuti da madre Carla, attraverso attimi di vita vissuta, condivisa nelle comunità, case di accoglienza da lei aperte, condivise con innumerevoli missioni realizzate per portare ai confini del mondo l’amore di Dio per le sue creature.

Queste foto raccontano la vita di una donna che ha saputo nutrirsi della Parola del Padre e trasformarsi in strumento umile e disponibile per consegnare l’amore ricevuto a chi ancora non l’ha conosciuto.

Con lo stesso desiderio le SMI hanno desiderato questa mostra per far conoscere una donna che ha messo in moto un continuo inesauribile circolo d’amore ricevuto, che si trasforma in amore incarnato, che dona senza sosta al prossimo.

È in questo modo che l’opera di madre Carla giunge fino a noi, e oltre noi continuerà, in quel movimento virtuoso di amore ricevuto che si trasforma in amore donato

Questa mostra si pone al servizio di quell’opera grandiosa e misteriosa che ha guidato l’operato di madre Carla, nella realizzazione delle innumerevoli opere di misericordia e provvidenza, che oggi si rinnovano grazie a quel Sì che con generosità hanno detto le SMI insieme alla loro madre fondatrice.

Questa istallazione nasce dall’idea di chi l’ha fortemente desiderata, dalle mani di chi l’ha progettata, dalle professionalità di chi ha contribuito alla realizzazione di questo progetto, grazie alle opere di carità provvidenza che hanno permesso la sua realizzazione.

                                                                                                                                                                  Elisabetta Valeri

Visita virtuale alla mostra fotografica ” Donna del Sì”. Madre Carla Borgheri

Virtual visit to the photographic exhibition of Mother Carla Borgheri, “Donna del sì”.

Madre Carla – Una Perla di Dio

Pubblicato il: giovedì 17 Febbraio 2022

Abbiamo conosciuto le Suore Missionarie dell’Incarnazione nel 2008, quando sono venute nella nostra parrocchia dello Spirito Santo di Su Planu (CA) in occasione della Missione cittadina.

È nata subito un’amicizia tra loro, noi ed anche don Salvatore Scalas. In questi anni l’amicizia è cresciuta pian piano. Il grande desiderio di don Salvatore era che loro facessero sempre parte della nostra comunità.

Dopo la sua morte, questo desiderio si è avverato e dall’ottobre 2018 due suore sono presenti nella nostra comunità. È un grande dono!

Le suore sono molto gentili, sempre sorridenti ed è piacevole collaborare con loro nelle varie attività parrocchiali come la catechesi, il gruppo Caritas, l’oratorio e il coro.

Un giorno ci hanno regalato il libro sulla vita di Madre Carla e con curiosità abbiamo iniziato a leggerlo e in questo ultimo anno abbiamo conosciuto alcune suore che hanno vissuto con Madre Carla e ci hanno trasmesso l’esperienza diretta che hanno vissuto con lei e raccontando la testimonianza di fede nella vita e nella sua quotidianità.

Questi giorni, sfogliando la biografia di Madre Carla sono rimasta attratta dal suo motto: “contemplazione e azione; allo stesso tempo, una donna pienamente appassionata dell’uomo”.

Nella sua esistenza terrena, Madre Carla era molto umile, laboriosa, faceva grandi sacrifici, nonostante fosse la fondatrice. Aveva una grande sensibilità verso gli ammalati, gli anziani, i bisognosi.

In occasione del centesimo anniversario della nascita di Madre Carla ci siamo soffermati sui suoi libri e ci ha colpito come amasse le missioni. “Come un sasso gettato in acqua spande la forza d’urto in cerchi concentrici sempre più distanti, così l’amore da voi vissuto nella quotidianità possa spandersi in cerchi sempre più vasti, fino a raggiungere i fratelli lontani”. L’amore di Dio e questo forte spirito missionario spinsero Madre Carla ad andare in terre lontane per fondare nuove missioni in Italia, in India, Costa d’Avorio, Albania, Filippine e Vietnam. Essendo una donna che amava non solo scoprire nuove culture, ma anche immergersi dentro di esse, per lei era importante conoscere la lingua dello stato dove si svolge la missione per poter entrare in relazione col popolo locale e testimoniare meglio Gesù.

Le sorelle della missione nella nostra comunità, inoltre, ci hanno anche raccontato com’era Madre Carla nella sua vita quotidiana. Ci hanno raccontato che era amante della natura e quando usciva in giardino guardava con ammirazione ogni cosa: dal semplice filo d’erba ad un albero fiorito. Diceva: “Tutto è opera di Dio. Contemplando la natura, attraverso il creato si arriva al Creatore”; amava anche gli animali e aveva un cagnolino, chiamato Nerone, che portava sempre con sé.

Le sorelle della nostra comunità ci hanno anche raccontato della loro quotidianità con Madre Carla, di come trascorreva le giornate sempre con loro e parlando con l’amore di una mamma e trasmettendo i suoi insegnamenti ed i suoi pensieri. Amava fare delle gite tutti insieme con le consorelle, al mare, come in campagna. Era una donna di grande preghiera e grazie ai suoi grandi stimoli culturali desiderava che le figlie delle sue missioni dessero molta importanza anche ai più moderni mezzi di comunicazione, che riteneva utili per divulgare la parola di Dio.

Madre Carla viaggiava molto per portare la lieta notizia, andava nelle missioni fino all’anno prima di morire, il 20 Settembre 2006. Nonostante fosse rimasta invalida, a seguito di una caduta mentre era in Africa, dal letto di dolore continuava a desiderare di raggiungere i confini della Terra. Diceva: “Ora non posso. Sarete voi a farlo anche per me.”

Le sue ultime parole furono: “Vivete nella carità e nell’umiltà verso tutti. Siate portatrici e testimoni dell’amore di Dio”.

La vita vissuta da Madre Carla, la sua semplicità, umiltà, disponibilità al servizio, il desiderio di conoscere cose nuove e soprattutto il suo sorriso li vediamo in tutte le suore che abbiamo conosciuto nella nostra comunità.

Noi siamo grati al Signore per averci dato l’opportunità di conoscere Madre Carla, la sua essenza e il suo spirito missionario, che ci vengono trasmessi ogni giorno dalle sue figlie presenti nella nostra comunità.

Famiglia Siragusa