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Dall’Albania una pagina del nostro diario

Pubblicato il: lunedì 5 Luglio 2021

Carissimi,

              Noi Suore Missionarie dell’Incarnazione che lavoriamo nella Parrocchia della Beata Vergine Maria Ausiliatrice di Shenkoll, Tale e Rille, vi auguriamo pace, gioia e benedizione dal cielo.

Come in tutte le parrocchie del mondo ci siamo trovate in difficoltà nel portare avanti la Pastorale Parrocchiale a causa della pandemia, soprattutto per fare Catechismo. Lo scorso anno i ragazzi non hanno ricevuto i Sacramenti e non abbiamo potuto concludere l’anno Pastorale.  Quest’anno, a partire dal mese di marzo, abbiamo iniziato l’attività Pastorale nelle chiese di Shenkoll,Tale e Rille. La formazione è stata faticosa, tre mesi di intensa preparazione sia per i ragazzi della cresima, sia per quelli della prima comunione. Il lavoro per tutti noi è stato impegnativo, i ragazzi hanno però dimostrato molto interesse nel prepararsi a ricevere i Sacramenti.

Questo anno 63 bambini si sono accostati per la prima volta al Sacramento della Comunione. Obbligati dalle norme anti-Covid sono stati divisi in piccoli gruppi, quindi la celebrazione della Prima Comunione si è svolta in diversi giorni. Solo un piccolo gruppo di bambini ha potuto ricevere il sacramento dell’Eucaristia in Cattedrale proprio il giorno del Corpus Domini.

Per la Cresima erano presenti 93 ragazzi. Tutti i cresimandi sono stati da noi accompagnati in Cattedrale per la Veglia di Pentecoste e il giorno di Pentecoste hanno ricevuto la Cresima. Oltre il Vescovo Mons. Ottavio Vitale, in via del tutto eccezionale, anche il Parroco P. Salvatore Reino, le è stato concesso il permesso di amministrare il sacramento della Confermazione.

L’animazione liturgica ha aiutato i ragazzi a pregare e la celebrazione solenne ha emozionato tutti, per i canti e per la devota partecipazione dei ragazzi. Il coinvolgimento della comunità in questa speciale celebrazione ci ha particolarmente gratificato, gli sforzi sostenuti a causa della pandemia sono stati premiati dalla gioia manifestata da tutti, soprattutto dai ragazzi. Continueremo a pregare affinché la loro fede in Gesù e nel Suo insegnamento rimanga in loro sempre viva.

Noi continuiamo la nostra missione nel nostro villaggio con le altre opere di apostolato, in attesa dell’apertura del nuovo anno pastorale, per accogliere di nuovo i ragazzi e continuare il loro cammino di cristiani con la Chiesa e con il Popolo di Dio.

Con Affetto

Le Suore dell’Albania

Campo scuola in Albania

Pubblicato il: giovedì 16 Settembre 2021

Nei mesi di luglio e agosto, nelle parrocchie di Shenkoll, Tale e Rrile, diocesi di Lezhe (Albania), si sono svolti i campi estivi dal titolo “Together”.  Come recita un canto, si è arrivati da mille strade diverse, in mille modi diversi, in mille momenti diversi, perché il Signore ha voluto così.

I campi, quest’anno, sono stati animati da Padre Salvatore Reino R.C.I, da Aurelian (seminarista Rogazionista), dalle Suore Missionarie dell’Incarnazione, (Sr. Mattilde, Sr. Nisha, Sr. Shery) e da alcuni giovani. Purtroppo, a causa della pandemia, è mancata la collaborazione dei giovani animatori italiani che come ogni anno, per fare un’esperienza missionaria, durante il periodo estivo trascorrevano alcune settimane in Albania.

L’esperienza dei nostri campi-scuola è stata un’occasione preziosa per concentrarsi su dimensioni lontane dalla realtà quotidiana dei fanciulli quali l’ascolto, la condivisione, la fraternità, l’amicizia, il servizio il gioco e la preghiera; tali valori, trasmessi con pazienza e passione, hanno arricchito la loro vita.

È una grazia sperimentare, di volta in volta, come il Signore sia capace di rivolgersi a qualunque fascia di età, facendosi piccolo con i piccoli. I ragazzi, d’altronde, sanno rispondere con semplicità ai quesiti che Dio rivolge ad ogni cuore e riescono a porsi all’altezza del sogno e della missione che Egli ha pensato per ciascuno di loro. Consapevoli che Dio parla al cuore dei più piccoli con parole e modi sempre nuovi, noi abbiamo accompagnato i ragazzi all’incontro con Gesù amico che lascia tracce indelebili.

Il tempo trascorso insieme tra giochi e preghiera è stato tempo favorevole per riscoprire e maturare l’atteggiamento della condivisione nei diversi gruppi suddivisi per fasce di età.

Dio Padre ha a cuore che ogni fanciullo viva una vita piena e felice all’interno di una comunità fondata sulla carità, sull’universalità dell’amore e della misericordia di Dio. Il Campo scuola è stato un’opportunità di sperimentare quest’amore paterno di Dio.

Felici ed appagati, alla fine dei campi-scuola, i nostri fanciulli sono ritornati nelle loro case con la certezza nel cuore, di essere presi per mano da Dio e guidati nelle loro piccole e grandi fatiche della vita quotidiana.

                                                                                                                                    Comunità SMI di Shenkoll

Galleria fotografica Albania

Un momento di allegria con i piccoli

Pubblicato il: mercoledì 18 Gennaio 2023

Il Natale è un momento speciale per celebrare la nascita del Signore Gesù, il figlio di Dio che è venuto sulla Terra per salvare gli uomini dai loro peccati. La sua nascita rappresenta una speranza per tutti noi, poiché ci mostra che Dio è sempre con noi e ci ama incondizionatamente.

Il giorno 23 dicembre 2022, i bambini del Centro D’urno “Nena Carla” hanno celebrato il Natale con poesie, balli e canti. Il Natale è un momento speciale che ci ricorda che, nonostante le difficoltà della vita e della storia del mondo, c’è sempre un segno di speranza. Questo perché, duemila anni fa, Dio si è fatto carne e ha deciso di abitare tra di noi, per condividere tutto con noi e donarci tutto.

La notte del 24 dicembre è stata particolare perché i ragazzi e le ragazze del catechismo della parrocchia hanno messo in scena una rappresentazione della Natività di Gesù. Ci siamo impegnati molto per realizzare questo evento e i ragazzi sono stati molto disponibili e collaborativi. Tutti i parrocchiani hanno partecipato allo spettacolo e sono stati molto contenti della performance dei loro figli. Il fatto che i ragazzi si siano impegnati e che tutti i parrocchiani abbiano partecipato allo spettacolo, dimostra quanto sia importante per noi celebrare questo momento speciale.

Il Natale è anche un momento per riflettere sull’amore di Dio e sulla sua misericordia. Gesù è venuto sulla Terra per mostrarci l’amore di Dio e per insegnarci a vivere secondo i suoi insegnamenti. Siamo molto grati per questo dono prezioso e continueremo a celebrare la sua nascita ogni anno con poesie, balli e canti.

Vocazione: grazia e missione

Pubblicato il: domenica 30 Aprile 2023

La vocazione è il dono più bello che il Signore rivolge a ogni essere umano, perché ci fa ritornare alle nostre origini. «Ogni essere umano, nato per la felicità, sente profondamente dentro di sé il richiamo ad una pienezza di gioia e la ricerca sin dai primi istanti della sua vita» dice Madre Carla.

La vocazione non è solo chiamata e risposta, una grazia, ma è anche servizio e missione; e missione non ha un fine in sé, cioè, non si racchiude in noi stessi ma ci mette in cammino, verso gli altri in una dinamica di ricevere e di donarsi, nel segno della prossimità e della fraternità. La diversità delle vocazioni si gusta attraverso la reciprocità mossa dall’unico principio di unità: «quello di riportare Gesù a tutti e tutti a Gesù», compito di tutti i cristiani, afferma Papa Francesco.

Vocazione nel suo senso più profondo vuol dire chiamata, richiamo, invito ad amare, perché nell’amore si vive la vera gioia. Ma prima di tutto per rispondere nella libertà a questo invito siamo chiamati a riconoscersi come fratelli e sorelle, perché qui si trova la chiave di comprensione; dato che i fratelli non si scelgono ma si accolgono, la vocazione non è altro che accogliere il progetto di Dio e cercare di realizzarlo ogni giorno e in ogni modo nella nostra vita quotidiana.

Così dice Papa Francesco nel messaggio per la giornata mondiale per le vocazioni di quest’anno: “Vi propongo di riflettere e pregare guidati dal tema “Vocazione: grazia e missione”. È un’occasione preziosa per riscoprire con stupore che la chiamata del Signore è grazia, è dono gratuito, e nello stesso tempo è impegno ad andare, a uscire per portare il Vangelo”.

La nostra vocazione è questa: siamo chiamati ad essere perfetti nell’amore e nella giustizia, perché non può esserci l’amore di Dio senza il prossimo. L’amore di Dio è l’amore al prossimo. Essere cristiano è diventare uno con Gesù per andare incontro alle periferie di ogni uomo, è questo il senso della chiamata.

Accettando il suo invito innalziamo ancora la nostra preghiera per le vocazioni. Perché, fedeli alla vocazione ricevuta, possiamo essere testimoni credibili e coraggiosi della sua luce che non si spegne mai e che può illuminare ogni tenebra del mondo e del cuore umano.

60° giornata mondiale di preghiera per le vocazione a Shenkoll 30 Aprile 2023

Festa di fine anno

Pubblicato il: sabato 10 Giugno 2023

Anche quest’anno siamo ormai giunti al termine dell’anno scolastico e come ogni anno, la scuola materna delle Suore Missionarie dell’Incarnazione che è in Shenkoll, ha voluto omaggiare i bambini e le loro famiglie con una bella festa conclusiva. Mercoledì 31 maggio nella nostra Scuola abbiamo vissuto quello che noi chiamiamo: il giorno dei bambini. Un giorno di festa dove i bambini di tutte e tre le sezioni attraverso poesie, balli e canti, mettono in campo le loro potenzialità.

Maggiore rilevanza è stata data ai bambini dell’ultimo anno, non certo per importanza, ma sol perché erano quelli che per ordine di età hanno concluso il loro percorso nella scuola materna. All’apertura dei festeggiamenti le suore hanno presentato a tutti i genitori una relazione dettagliata del percorso svolto durante l’anno scolastico, spiegandone le finalità e  gli obiettivi da raggiungere, mettendo in evidenza il percorso di crescita e formativo che ciascun bambino ha raggiunto in tutti i campi nel corso del triennio.

Preparare al meglio questa giornata è un lavoro certosino che richiede molto impegno, tempo e un gran dispendio di energie da parte di tutti: suore, bambini, operatori e tutto il personale assistente.  Come sempre il buon Dio non manca di venirci incontro e lo ha fatto attraverso l’aiuto donatoci dai tanti genitori che spontaneamente si sono messi a disposizione fornendoci il loro preziosissimo aiuto, anch’essi desiderosi della buona riuscita della giornata; per la soddisfazione di tutti e soprattutto per la gioia dei bambini, perché ogni loro sorriso è una carezza che fa bene al cuore.

I bambini sono il futuro e far di tutto perché crescano sereni è un nostro preciso compito. Noi nel nostro piccolo cerchiamo di gettare in loro le basi per una crescita sana ed integrale; insegnando loro sin da subito il rispetto, l’accoglienza e la condivisione affinché possano da grandi dare il loro contributo alla costruzione di un mondo migliore e quindi contribuire, se pur in minima parte, all’edificazione del regno di Dio sulla terra.

Al termine della serata tra vari auguri e felicitazioni è stato consegnato il Diploma ai bambini che, finito il loro percorso, lasciano la scuola materna per andare a quella elementare.  Tutti i vari momenti della serata sono stati immortalati con numerose foto perché si abbia testimonianza e ricordo di quanto vissuto insieme.

A fine serata grande è stata la soddisfazione nostra e dei genitori nel vedere la felicità sul volto dei bambini perché loro sono la nostra gioia e il nostro successo.

Per la buona riuscita di quest’anno scolastico e di questa bella serata, non possiamo che ringraziare il Signore che nella Sua infinita bontà ci guida e ci sostiene sempre.

Grazie e Lode a Te Signore Dio nostro!

La mia esperienza all’incontro parrocchiale “San Nicola” a Shenkoll

Pubblicato il: lunedì 12 Giugno 2023

Le suore della nostra parrocchia ci hanno comunicato che nella casa delle suore a Shenkoll si sarebbe svolto un interessante incontro con i giovani della parrocchia.  Mi ha fatto molto piacere ricevere questo invito, perché  ogni incontro o riunione indipendentemente dall’argomento trattato  mi entusiasma, mi diverte, consapevole del fatto che ogni momento d’aggregazione e riflessione costituisce sempre un’ottima occasione di crescita.

Al nostro gruppo si sono unite altre due comunità ecclesiali, Tale e Rrilé; abbiamo lasciato i nostri cellulari per dare spazio alle nostre voci, riproponendoci di non usarli per l’intera giornata. L’incontro è iniziato alle ore 9:30  e dopo un primo momento di conoscenza in cui tutti ci siamo presentati, ci è stato chiesto di raccontare qualcosa di noi,  in particolare dovevamo comunicare qual era il nostro hobby preferito. Per quanto mi riguarda ho detto che la lettura è senza dubbio l’attività che preferisco. A me infatti  piace molto leggere, che siano libri scolastici o extrascolastici non fa differenza, ogni libro è un bagaglio di sapere, cultura e conoscenza in grado di formare le menti,  il pensiero e il carattere.

Dopo questa primo momento di presentazione, ne abbiamo vissuto un altro di gioco, al fine di creare affiatamento nel gruppo. Abbiamo fatto una partita al termine della quale abbiamo avuto bisogno di qualche minuto  di pausa per rilassarci e riprendere fiato. Siamo di seguito entrati nel vivo dell’incontro  attraverso la proiezione di un documentario riguardante uno degli scritti di Papa Francesco, dal contenuto a mio avviso molto illuminante. La coordinatrice del gruppo  ha chiesto di   focalizzare la nostra attenzione su  7 punti molto significativi  che devo dire mi hanno aiutato a riflettere di più su alcuni comportamenti che non sempre sono in linea con gli insegnamenti del Vangelo. Tra i punti che mi sono piaciuti di più c’erano:

  1. “Mettere la persona al centro”. Papa Francesco dice:

In ogni attività politica, in ogni programma, in ogni azione pastorale,  dobbiamo sempre mettere al centro la persona, in ogni sua dimensione, compresa quella spirituale, nonostante le tante differenze di ciascuno . Questo vale per tutte le persone, perché l’uguaglianza è un valore fondamentale da difendere.  L’uomo purtroppo  fa sempre prevalere l’egoismo al posto dell’amore, con il risultato di riuscire a  giustificare anche i comportamenti  ingiusti  quelli che tende a prevaricare l’altro per il proprio tornaconto, facendo prevalere “ l’io su l’altro”. Una logica ingiusta che va decisamente contro la logica di Gesù Cristo, il quale chiede di mettere l’altro al di sopra di tutto. Il vero motto del cristiano infatti è : “prima gli ultimi!”,

Il Secondo punto che più ha catturato la mia attenzione è:

  1. “Ascoltare le giovani generazioni.”

Penso che ogni persona, soprattutto i giovani, abbiano tanti valori e tanto da dare  alla società e al mondo per renderlo un posto migliore. Perché ciò avvenga è importante però che ci sia un vero e profondo dialogo tra le vecchie e le nuove generazioni. Dobbiamo imparare a considerare gli anziani come delle risorse perché il loro bagaglio di esperienza ha tracciato la strada delle nostre vite e noi giovani con la nostra freschezza possiamo migliorarla e renderla bella nella sua attualità.

Le suore ci hanno poi diviso in gruppi e sulla base  dei 7  punti di Papa Francesco messi precedentemente in risalto, ne hanno assegnato due a ciascun gruppo invitandoci a riflettere ed elaborare le nostre opinioni in merito.

Terminato questo lavoro di riflessione, i gruppi si sono ritrovati nel salone per mettere a confronto il risultato delle riflessioni. Dopo un attento ascolto dei vari lavori, tra gli applausi generali è risultato vittorioso il gruppo di cui io facevo parte. Naturalmente è stata una grande soddisfazione che mi ha reso felice. Abbiamo poi continuato a discutere insieme, e attraverso le varie valutazioni, mettendo a confronto i nostri comportamenti con la logica di Gesù Cristo analizzata nei sette punti presi in considerazione, siamo giunti alla conclusione che tutto proviene ed è racchiuso  nei due comandamenti più importanti che Dio ci ha dato: “Ama il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente!”  e… “Ama il tuo prossimo come te stesso!”…

A questo proposito abbiamo letto una parte del Vangelo dove l’importanza di questi due comandamenti era messa in risalto ed espressa benissimo; in merito a ciò abbiamo avuto un momento di riflessione personale. In quei momenti mi sono sentita appagata e in pace con Dio e con me stessa. Ho provato una tale complicità e intimità con Dio  che mi sembrava di essere in una bolla dalla quale non volevo più uscire.

Dopo questa magnifica riflessione ci siamo riunite di nuovo per condividere e ascoltare le belle parole e le grandi perle di saggezza che le nostre sorelle non mancano mai di dispensare.

Alla fine, dopo tutto questo lavoro interiore e relazionale la fame ha fatto capolino in noi  e tutti insieme ci siamo goduti il ​​meraviglioso pranzo che le suore ci avevano preparato. Dopo il pranzo abbiamo giocato a  pallavolo e al  gioco della sedia, abbiamo anche ballato tanto per la gioia di tutti noi e  alle ore 16:00 con grande dispiacere il nostro incontro è  giunto al termine.

Questa esperienza è stata per me una delle più belle e indimenticabili, mi sono divertita molto e ho trascorso una giornata piena di benedizioni.

                                                                                                                           Flavia Prendi

Un fine settimana missionario

Pubblicato il: lunedì 16 Ottobre 2023

“Un fine settimana missionario”

Ognuno di noi ha i propri obiettivi e desideri per andare avanti nella vita, e ciascuno da ad essi il significato e il valore che più ritiene giusto. Per un cristiano però, la vita ha senso solo quando è percepita e vissuta secondo i principi di Gesù, in pieno spirito missionario, a servizio del prossimo, con lo scopo principale di custodire e far conoscere il Suo amore a quanti incontriamo sul nostro cammino, perché la Fede possa germogliare e crescere nel cuore di tutti. Così, noi giovani della Parrocchia di Shënkoll, incoraggiati dalla vita e dalle opere degli Apostoli, abbiamo deciso di condividere un’esperienza ‘Missionaria’.

    Il quattordici ottobre, dopo un viaggio molto lungo, accompagnato da preghiere, giochi e tante conversazioni amichevoli, arriviamo in una città piuttosto grande chiamata Devolli. Bilishti è stata la nostra prima meta, dove siamo stati ospitati nella casa delle ‘Suore Francescane del Vangelo’. Ci hanno raccontato la loro storia in Albania, le esperienze, le vicissitudini e le difficoltà incontrate qui, difficoltà che sono state costrette a superare spesso da sole, considerando l’assenza di un sacerdote a tempo pieno nella zona, da circa 22 anni. La loro forza è stata da sempre, a loro dire, la grande Fede da cui erano animate che gli ha permesso di continuare a diffondere la Parola di Dio anche di fronte ai pericoli, confidando sempre  e solo nell’aiuto Divino.    Nello stesso pomeriggio, il destino ha voluto che incontrassimo Suami, una liceale timida e insicura, molto provata  dallo stress della scuola e dai corsi estenuanti che doveva frequentare, ma con il cuore colmo d’amore per Dio. Nell’anno 2017, la nostra protagonista ha deciso di aderire al cattolicesimo, con una convinzione che proveniva dal profondo della sua anima. “A dire il vero, mi sono da sempre sentita cristiana e  appartenente a Lui, ma la volontà di proclamare quest’ultima è stata il mio punto più debole”, – ha detto. Fortunatamente la sua famiglia ha accolto con benevolenza la novità divenendo per lei il più grande sostegno, quello che le ha permesso di rimanere forte nel tempo di fronte alle tentazioni,  e raggiungere così il suo scopo:  ricevere il Battesimo. Suami, era meravigliosamente orgogliosa della religione che aveva scelto. “La domenica” – continuava a raccontarci – “mentre tutti uscivano per incontrarsi con gli amici, io preferivo partecipare alla Santa Messa, poiché il vuoto che sentivo nell’anima si riempiva  solo attraverso la Comunione e l’Eucaristia perché è lì che ho incontrato il mio più grande amico: Gesù”. E’ stata per noi una testimonianza edificante che ha rafforzato ancor di più in noi la volontà di diffondere e far conoscere la bellezza di un Dio Padre amorevole che ci Ama fino all’estremo sacrificio.

Il giorno successivo dopo la messa mattutina  ci siamo diretti verso il villaggio di Dobranj. Ci siamo divisi in quattro gruppi e bussando porta a porta abbiamo invitato grandi e piccini a venire ad assistere allo spettacolo che con impegno avevamo preparato, era la rappresentazione del: Il Cieco e Gesù che se pur in forma teatrale conteneva un profondo messaggio e un grande insegnamento.  Inizialmente avevamo molta paura e non eravamo sicuri del buon esito dell’iniziativa, ma Suor Teresina ci rassicurava e incoraggiava, sostenendo che se pur fossero stati pochi i partecipanti, avremmo comunque fatto la volontà del nostro Dio, scegliendo di annunciare la sua Parola in quella forma insolita e originale. I primi ad  avvicinarsi sono stati due anziani del posto e poi come per miracolo, in men che non si dica la piazza brulicava di voci di bambini ma anche di tanti adulti. Eravamo  davvero sicuri che questa nostra missione fosse sacra e con questa convinzione abbiamo iniziato la drammatizzazione lasciando un messaggio che è penetrato in profondità nei cuori di coloro che hanno partecipato. Grazie alla nostra iniziativa avevano capito che Dio non è solo per i buoni o i sani, ma è proprio per coloro che hanno più bisogno della sua misericordia.

    Sebbene fossimo stanchi, abbiamo deciso di proseguire raggiungendo un altro quartiere a dir di tutti molto pericoloso. In effetti ci accorgemmo sin da subito della diffidenza e la rabbia che traspariva dai volti di ragazzini e adulti che abbiamo invitato a unirsi a noi. Noi per loro eravamo degli “avversari”. Comunque abbiamo iniziato la missione, ballando e cantando insieme nella speranza che loro si unissero a noi. E a quanto pare, una forza esterna è intervenuta nei loro cuori, e hanno cominciato a divertirsi con noi, alcuni buttando via le bici, altri con rabbia, altri con orgoglio se pur con tante divisioni religiose e sociali! Alla fine comunque potevamo ritenerci soddisfatti e felici di aver donato loro alcune ore di spensieratezza e siamo andati via con in cuore la speranza che forse anche in loro avevamo gettato il seme della fede, animato dalla curiosità di conoscere più da vicino l’amore di Dio, quel Dio della gioia e della speranza di cui noi eravamo stati portavoce.

     La missione era praticamente conclusa e trovandoci a fare un resoconto dell’esperienza vissuta, ci siamo accorti che se tanto avevamo dato, molto di più avevamo ricevuto. Incontrare alcune famiglie convertite al cristianesimo e sentir raccontare le loro storie è stata per noi un’esperienza entusiasmante che ancora una volta ci ha confermato quanto fosse grande l’Amore e la Misericordia di Dio Padre per i suoi figli.

 La mattina seguente, dopo aver salutato e ringraziato le suore per l’ospitalità, partiamo alla volta di Korçë, la ‘Parigi dell’Albania’. Assistiamo alla messa e visitiamo la comunità cattolica lì, dove tutto è iniziato con una scuola laica Maltese. Con un’emozione indimenticabile, lasciamo Korca per andare a Pogradec, dove faremo un giro di visite a diversi luoghi per poi tornare a Lezha. Con il cuore pieno di gioia, arricchiti  da quanto visto e vissuto e animati da nuova energia concludiamo così il nostro Fine Settimana Missionario, nella speranza di poter presto ripetere questa bellissima esperienza!

La candelora: riconoscere la luce Divina nella vita quotidiana

Pubblicato il: venerdì 2 Febbraio 2024

“Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele”       Luca 2, 29-32

Voglio iniziare questa mia breve riflessione sulla festa della Candelora, proprio con queste parole del Vangelo di Luca, perché racchiudono l’essenza più vera e più profonda di tale ricorrenza. La Candelora cade il 2 febbraio, 40 giorni dopo il Natale di nostro Signore. È la festa liturgica della Presentazione di Gesù al tempio: infatti, compiuti i giorni della purificazione, come vuole la legge di Mosè, Giuseppe e Maria si recano a Gerusalemme per adempiere tale rito. Ed è qui che compare il vecchio Simeone, uomo timorato di Dio, a cui era stato predetto che non sarebbe morto, prima di vedere il Messia. La fede di Simeone è grande: anche se i suoi occhi sono vecchi e stanchi, ora vede, ora stringe tra le sue braccia il Figlio di Dio, lo riconosce. “Nunc dimittis”, queste le sue parole: ora può anche morire, perché la Luce è venuta nel mondo.

Bellissima questa preghiera di ringraziamento di Simeone: ha aspettato un’intera vita, ha creduto, ha avuto Fede, si è lasciato guidare dalla potenza dello Spirito Santo… ha riconosciuto in un Bambino appena nato il Messia. Ed è questa la grandezza, la profondità e l’attualità del vecchio Simeone: quanti di noi oggi riconoscono nella propria vita Gesù Cristo come luce, come salvezza, come consolazione e come speranza? Molto spesso viviamo senza Dio, non lo cerchiamo, o se lo pensiamo lo releghiamo all’ultimo posto in una scala di valori materialistici, rincorrendo un’effimera e vana felicità. Tutto questo in un mondo secolarizzato, profondamente scristianizzato e i fatti della Storia, a cui assistiamo ogni giorno, ne sono la prova conclamata. Avere la Fede di Simeone, oggi, significa non lasciare passare il Signore invano, significa stare alla porta del tempio, che è la nostra vita, riconoscerlo ed accoglierlo come l’unica e vera Luce che può rischiarare l’oscurità e le tenebre della nostra anima.

Simeone il vecchio, Simeone il giusto, Simeone l’uomo timorato di Dio: sempre il suo esempio e le sue parole hanno illuminato la mia esistenza. Non a caso, uno dei miei figli porta questo nome: ogni giorno prego perché anche lui possa avere Occhi e soprattutto Cuore, per riconoscere il Signore che passa.

Allora il 2 febbraio, festa della Candelora, vado in chiesa per assistere alla benedizione delle candele e chiedo a Gesù Cristo di illuminare sempre la mia vita, la vita dei miei figli e quella di tutte le persone che mi sono care. Riconoscere ed incontrare Dio: questo per me è il senso della Candelora, il suo significato più profondo.

Rita Razza

MAGGIO, MESE MARIANO

Pubblicato il: venerdì 31 Maggio 2024

In questo mese di maggio, che la tradizione della Chiesa cattolica dedica a Maria, Madre di Dio e Regina del Rosario, moltissime persone pregano il Santo Rosario ogni giorno.

Anche noi abbiamo recitato tutti i giorni il Santo Rosario in parrocchia e nelle famiglie intorno alla nostra Comunità di Shenkoll. Anche quest’anno la parrocchia ha offerto un agile sussidio, utile ad uso personale che nella preghiera comunitaria.

La preghiera del Rosario ha fatto ravvivare la fede in quanto l’uomo si unisce intimamente a Dio: questa connessione avviene attraverso Maria, Mediatrice di tutte le Grazie.

La Missione mondiale con Maria di Nazareth in Albania 2024 ha portato la statua della Madonna nella nostra diocesi di Lezha, accompagnata da due Missionari p. Giovanni Maria Leonardi, frate cappuccino e Sr Maria Villani. La nostra parrocchia ha avuto la gioia di accoglierLa per due giorni richiamando la partecipazione di tanti fedeli. Sono stati giorni di preghiera e di rinnovato affidamento a Maria, come suoi veri figli.

Il mese mariano si è concluso con una solenne Messa e consacrazione a Maria, Madre e Regina del mondo intero.

1° GIUGNO, FESTA DEI BAMBINI

Pubblicato il: sabato 8 Giugno 2024

Oggi, in occasione del 1° giugno, giornata internazionale dei bambini, si è svolta una bella iniziativa, che ha visto partecipi bimbi, insegnanti e genitori. All’inizio è stato organizzato un incontro con tutti i genitori dei bambini del nostro Centro Diurno “Nena Karla”. Abbiamo valutato insieme l’anno scolastico; e terminato l’incontro, sono entrati in scena i bimbi, rendendo tutto più allegro e più bello coi loro vestitini colorati, esibizioni, poesie, canti e balli.

Al termine abbiamo consegnato i diplomi ai bambini che hanno terminato la scuola dell’infanzia e inizieranno il nuovo percorso di studi della scuola elementare.

La festa si è conclusa con un bellissimo e coinvolgente ballo popolare albanese.

La prima comunione: l’importanza della fede condivisa per un cammino di crescita e di testimonianza

Pubblicato il: mercoledì 12 Giugno 2024

“Lasciate che i bambini vengano a me” (Mc 10,14)

Così ha detto Gesù agli Apostoli, e noi comunità parrocchiale, accogliendo l’invito di Nostro Signore, nei giorni 5 e 9 giugno 2024 abbiamo celebrato il sacramento della Prima Comunione per 50 bambini provenienti dai villaggi di Shenkoll, di Tale e di Rrile.

Si sono preparati a questo giorno attraverso un cammino di fede, durante il quale hanno vissuto momenti di formazione, di riflessione, di condivisione e anche di gioia.

La Prima Comunione rappresenta un momento fondamentale nella vita di ogni battezzato, in quanto, riprendendo le parole di Papa Francesco: “da questo sacramento dell’amore scaturisce ogni autentico cammino di fede, di comunione e di testimonianza”.

La celebrazione è stata presieduta dal nostro parroco, P. Salvator Reino, il quale, durante l’omelia, si e’ rivolto ai bambini sottolineando l’importanza di mantenere il legame di comunione con Gesù e raccomandando loro di partecipare sempre alla S.Messa domenicale e di continuare il cammino di crescita umana e spirituale.

Ogni bimbo e’ stato chiamato per nome, perché il Signore conosce e ama ognuno da sempre.

Ed essi, col loro “Eccomi”, hanno dichiarato di esser pronti, davanti a tutti, a ricevere Gesù Eucaristia.

Emozionante il momento in cui i bimbi si sono accostati alla Santa Comunione, felici d’aver ricevuto il Corpo ed il Sangue di Gesù.

Al termine abbiamo espresso la nostra gioia comunitaria con il canto di ringraziamento intitolato “Infinitamente grazie”, e ai bimbi e’ stata consegnata una pergamena a ricordo di questo importantissimo giorno della loro vita.

Verso il Giubileo del 2025

Pubblicato il: venerdì 4 Ottobre 2024

Il 28 settembre la Diocesi di Lezhë ha organizzato un incontro per i giovani dal tema “Pellegrinaggio e Giubileo”.

Accompagnati dai loro animatori, hanno partecipato anche i giovani della parrocchia di Shenkoll.

E’ stata una giornata vissuta da tutti con tanto entusiasmo.

Al centro della riflessione c’è stato il Giubileo, che, nella vita e nella storia della Chiesa, ha sempre rappresentato un evento di grande rilevanza spirituale, ecclesiale e sociale.

Il Giubileo e il pellegrinaggio non sono semplicemente azioni fisiche o religiose, ma esperienze spirituali profonde che richiedono un cammino interiore, la conversione dal peccato, la riconciliazione e la  totale dedizione a Dio.

L’Anno Santo, un viaggio simbolico, è un pellegrinaggio reale verso Dio, e richiede di abbandonarsi alla grazia di Dioe di mettersi sotto la guida di Gesù, Buon Pastore.

La riflessione ha evidenziato l’importanza di accostarsi ai sacramenti, in particolare al sacramento della Riconciliazione, per riscoprire il valore della confessione e sperimentare la misericordia di Dio.

Attraverso questa esperienza, ciascuno è invitato a rafforzare la speranza nel perdono e a camminare verso la santità.

La liturgia, forma di preghiera collettiva, è fondamentale poiché aiuta a vivere la presenza di Cristo e ad avvicinarsi ai divini misteri.

La dimensione spirituale del Giubileo, che invita alla conversione, si coniughi con aspetti fondamentali del vivere sociale, per costituire una fraternità universale, sentendoci pellegrini sulla terra in cui il Signore ci ha posto per coltivarla e custodirla (cfr Gen 2,15)

Il pellegrino del Giubileo 2025 è un “pellegrino di speranza”: nonostante le  sfide e le difficoltà, dobbiamo tenere accesa la fiaccola della speranza che ci è stata donata da Gesù, e fare di tutto perché ognuno riacquisti la forza e la certezza di guardare al futuro con animo aperto, cuore fiducioso e mente lungimirante.

Un tratto di vita

Pubblicato il: venerdì 18 Ottobre 2024

Dopo dieci anni di assenza sono ritornata in Albania. Ora, come allora, il mio cammino ha portato lungo strade e sentieri, ad incontrare una umanità variegata, dove l’esistenza scorre per tutti ma non allo stesso modo. Mi vengono incontro tanti volti che mi sembra già di conoscere: alcuni salutano, altri lamentano le proprie condizioni di vita, altri chiedono ascolto. Gli adulti sembrano quasi condannati a ripetere le stesse azioni per tutta la vita rimanendo inconsapevoli dei cambiamenti del tempo, mentre i ragazzi percepiscono che il mondo offre altre opportunità. La popolazione soffre. Ascoltare la voce, il suono delle parole che narrano episodi di violenza, di indifferenza e di abbandono, mi ha fatto riflettere sul senso della mia missione: Chi sono Signore? Cosa vuoi da me? Cosa chiedi a noi su questa terra? Queste domande, che quotidianamente mi accompagnano, appaiono ora sotto una luce diversa, più chiara.

L’Albania è un paese immerso in una natura ancora in gran parte incontaminata. Non che le cose, dalla caduta del regime comunista, non siano cambiate, visto che l’economia è in fase di sviluppo e nuove infrastrutture supportano la crescita dell’intero Paese. Ma, come in tutte le economie del “terzo mondo”, non tutta la popolazione ha usufruito in egual modo di questo nuovo benessere. Ci sono i poveri e i ricchi, alcune case sembrano regge e molte altre sono semplici e modeste abitazioni. Di solito le famiglie sono composte da due o tre figli, che tentano la fortuna all’estero, soprattutto America, Italia e Grecia, mentre genitori e nonni restano a casa.

La mia esperienza mi ha fatto, comunque, toccare con mano la fede della popolazione di religione cristiana, la partecipazione alle funzioni religiose, alla catechesi ed alle attività della comunità ecclesiale.

In ultimo, un sentito ringraziamento ai Padri Rogazionisti che collaborano con noi nell’attività parrocchiale.

Sr. Jude Dcruz SMI

Festa di indipendenza e della Bandiera

Pubblicato il: lunedì 2 Dicembre 2024

Il 28 e 29 novembre sono due date importanti per tutti gli albanesi.  Il 28 novembre 1912 avvenne l’indipendenza dai turchi e l’innalzamento della bandiera a Valona.

Questa data è collegata al 28 novembre 1943, quando l’eroe nazionale Gjergj Kastrioti innalzò la bandiera Kruja e trionfò l’indipendenza dell’Albania dall’impero Ottomano.

Invece il giorno 29 novembre 1944 l’Albania fu liberata dall’occupazione nazista.

Queste date ci ricordano le sofferenze e il sangue che donarono tanti giovani uomini e donne per la Patria.

L’Albania è un paese che ha sofferto molto, però col coraggio, patriottismo e l’intelligenza, e il sangue di tanti Martiri ce l’abbiamo fatta!

Anche noi abbiamo festeggiato nell’Asilo di Madre Carla. Abbiamo vestito i bambini coi colori tipici della bandiera albanese: il rosso simbolizza il sangue dei Martiri e il nero l’aquila che vola.

Attraverso poesie, canzoni e danze i bimbi hanno rappresentato l’amore per il nostro paese. Abbiamo vissuto bei momenti tutti insieme.

Un Natale di luce e meraviglia al “Nëna Carla Borgheri”

Pubblicato il: mercoledì 1 Gennaio 2025

Il Natale, con la sua magia senza tempo, continua a essere la festa più amata dai bambini. Non solo per i regali di Babbo Natale, ma per il suo messaggio profondo: un momento di gioia, amore e condivisione.

Al centro diurno “Nëna Carla Borgheri” di Shenkoll, in Albania, abbiamo vissuto questa meraviglia attraverso una festa indimenticabile, dove i più piccoli hanno saputo emozionare e incantare tutti i presenti.

I nostri piccoli artisti, vere “stelline” della serata, hanno saputo trasformare l’evento in un’esperienza unica. Con entusiasmo e passione, hanno dato vita a danze, canti e poesie dedicate a Gesù Bambino.

Il momento clou della festa è stata la rappresentazione della Natività, dove la dolcezza e l’innocenza dei bambini hanno reso il mistero della nascita di Cristo ancora più toccante.

Genitori e familiari, emozionati e orgogliosi, sono rimasti colpiti dalla spontaneità e dal talento dei loro figli.

Papa Francesco ci ricorda che il Natale è un tempo per guardare oltre le apparenze, riscoprendo la semplicità e l’umiltà di Dio che si fa uomo. Le sue parole, “Non lasciamoci distrarre dalle cose superficiali, ma guardiamo al presepe per riscoprire il cuore della nostra fede”, sono state il filo conduttore della nostra festa. Ogni sorriso e ogni gesto dei bambini hanno incarnato questo messaggio, portando nei cuori di tutti una rinnovata speranza.

Questo Natale ha avuto un significato ancor più profondo, intrecciandosi con l’apertura del Giubileo: un tempo di grazia e di rinnovamento spirituale. La recita della Natività ha sottolineato l’importanza del perdono, della pace e della gratitudine, valori che il Giubileo e il Natale condividono.

Dall’osanna alla Croce, il cammino d’amore verso la Pasqua

Pubblicato il: domenica 13 Aprile 2025

«La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro gridava: “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!” Entrato Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva: “Chi è costui?” E la folla rispondeva: “Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea». Matteo 21:8-11

Gesù, che fino a quel momento aveva sempre camminato a piedi per le strade della Galilea, della Samaria e della Giudea, questa volta per entrare a Gerusalemme, predilige un umile asinello. Un animale presente nella Bibbia, che evidenzia la libertà e umiltà. L’umiltà, quella virtù che apre alla verità.

In quel luogo Santo, dove la gente lo osannava, non sarebbe stato impossibile per Gesù fomentare il popolo alla rivolta o all’insurrezione, in vista anche di quello che lo aspettava. Al contrario, Lui scelse di annunciare al mondo la “rivoluzione della pace e dell’amore”.

Con la Domenica delle Palme ha inizio la Settimana Santa, la settimana in cui Gesù tocca il picco di umanità, caricandosi sopra di sé i peccati, le miserie, le piaghe dell’uomo, fino alla Croce, quella che gli ebrei consideravano la morte per i peggiori criminali.

Ed è proprio per questo che la Settimana Santa deve invitarci ad una profonda riflessione. È il tempo in cui non dobbiamo solo ricordare la passione, la morte e la Resurrezione, ma dobbiamo viverla nei tanti gesti del quotidiano, con la preghiera, nel perdonare, nella carità verso gli altri. Ogni momento, ogni rito di questa settimana, ci testimoniano che Lui è il Figlio di Dio, dalla lavanda dei piedi che testimoniano l’umiltà, all’Ultima Cena, un invito a fare dono di sé agli altri, come ha fatto Lui: “Fate questo in memoria di me”, alla passione, tra le debolezze, le incomprensioni, i tradimenti dei discepoli, fino alla Croce. Poi come accade agli uomini, la morte del corpo. Ma non finisce qui, la sua discesa agli inferi, al regno della morte, per liberare dalla prigionia del peccato e delle nefandezze l’uomo. Per poi, nel giorno di Pasqua, tornare vittorioso tra gli uomini, una vittoria conseguita non con le armi, ma con il sacrificio della propria vita.

Andiamo verso la Pasqua con il cuore aperto e disponibile a vivere questo grande mistero di salvezza.

Uniti nella gioia dei bambini e della famiglia

Pubblicato il: martedì 3 Giugno 2025

Il 1° giugno, in occasione della Giornata Mondiale dei Bambini, il Centro “Nena Carla Borgheri” in Albania ha celebrato con entusiasmo e affetto i più piccoli, veri protagonisti del domani. La giornata si è trasformata in una festa carica di emozione: canti, danze e poesie hanno animato la comunità, regalando sorrisi e momenti indimenticabili. Il momento culminante è stato la consegna dei diplomi ai bambini che si apprestano a iniziare il percorso della scuola primaria: un gesto simbolico, carico di significato, che ha riempito d’orgoglio genitori, educatori e l’intera comunità. La cerimonia si è conclusa con l’inno nazionale, canto di appartenenza e di speranza per un futuro condiviso.

Nello stesso giorno, a Roma, si è svolto un evento di straordinaria rilevanza: il Giubileo delle Famiglie. Bambini, genitori e nonni provenienti da ogni parte del mondo si sono ritrovati per vivere una giornata di festa, spiritualità e comunione insieme a Papa Leone XIV.

Durante la Santa Messa, il Santo Padre ha pronunciato parole profonde sulla centralità della famiglia, definendola “cuore pulsante della società e culla della fede”. Ha poi aggiunto:
“In famiglia, la fede si trasmette insieme alla vita, di generazione in generazione: viene condivisa come il cibo della tavola e gli affetti del cuore. Ciò la rende un luogo privilegiato in cui incontrare Gesù, che ci vuole bene e vuole il nostro bene, sempre.”

Queste parole trovano profonda risonanza anche nella nostra realtà albanese, dove ogni giorno ci impegniamo per costruire relazioni vere e durature tra bambini, famiglie ed educatori. È solo attraverso l’amore condiviso e la responsabilità reciproca che possiamo preparare per i nostri figli un futuro più umano, più equo e più ricco di significato.

In questo 1° giugno, Albania e Roma si sono ritrovate idealmente unite in un’unica grande festa: una celebrazione della vita, della famiglia e della speranza che brilla negli occhi di ogni bambino.

25 anni di missione in Albania e una strada per Madre Carla

Pubblicato il: giovedì 2 Ottobre 2025

Con immensa gioia abbiamo celebrato il 25° anniversario della nostra presenza missionaria in Albania!
Un cammino lungo un quarto di secolo, fatto di dedizione, servizio e amore evangelico tra la gente di questa terra che ci ha accolte con il cuore aperto. 
Tra i momenti più emozionanti della giornata, l’intitolazione ufficiale di una strada a Madre Carla: un segno concreto di riconoscenza e memoria viva della sua testimonianza di fede e amore.
Alla cerimonia erano presenti le autorità religiose e civili locali, l’Ambasciatore dell’India in Albania e tanti fedeli di Shënkoll e dei villaggi vicini.
Tutti uniti in un solo cuore per dire grazie a Dio e alle sorelle che in questi 25 anni hanno seminato la Parola fatta carne, carità e speranza.
Con cuore riconoscente, ringraziamo il Signore per questo dono di grazia, e tutti coloro che, con il loro impegno e affetto, hanno reso possibile questa giornata di festa, memoria e benedizione.

“Voi siete miei amici”: la Gioventù della Chiesa albanese in festa a Rrëshen

Pubblicato il: lunedì 1 Dicembre 2025

Venerdì 28 novembre 2025, la Cattedrale di Rrëshen si è riempita di volti giovani, sorrisi e speranza. Le diocesi albanesi di Lezhë, Scutari, Sapa e Rrëshen si sono riunite per celebrare insieme la Giornata Mondiale della Gioventù, trasformando questo luogo in uno spazio vivo di incontro, fede e fraternità.

La mattinata si è aperta con l’accoglienza dei partecipanti: un momento semplice ma carico di emozione, fatto di nuove conoscenze, abbracci sinceri e gioia condivisa. Dopo la presentazione del programma, i giovani sono stati suddivisi in tre gruppi tematici — Missione, Amicizia e Fratellanza — e, guidati dal tema dell’edizione «Voi siete miei amici», hanno vissuto un tempo intenso di dialogo, ascolto e crescita personale e comunitaria.

Il momento centrale della giornata è stato la celebrazione della Santa Messa, presieduta dai Vescovi insieme ai sacerdoti e alle religiose. In un clima di raccoglimento e profonda comunione, l’Eucaristia ha ricordato a tutti che l’amicizia più grande nasce dall’incontro con Cristo e si traduce in servizio, vicinanza e dono di sé.

Dopo la preghiera, il sagrato e gli spazi della diocesi si sono trasformati in un’esplosione di festa: musica, canti e danze — tra tradizione e modernità — hanno raccontato la bellezza e la vitalità di una Chiesa giovane, capace di esprimere la propria fede anche attraverso la gioia e la cultura.

Questa esperienza risuona in sintonia con ciò che i giovani di tutto il mondo hanno vissuto la scorsa estate a Tor Vergata, quando il Papa ha invitato le nuove generazioni a non accontentarsi, a sognare in grande e a costruire un mondo fondato sull’amicizia, sulla pace e sulla fraternità. Parole che trovano eco nel cuore dei giovani albanesi, pronti a essere protagonisti di una Chiesa in cammino e di una società più giusta e fraterna.

La giornata si è conclusa con un sentito ringraziamento alla Diocesi di Rrëshen per la calorosa accoglienza e per l’impegno profuso nell’organizzazione. Ciò che resta è molto più di un ricordo: è un seme di speranza, una promessa di futuro, il segno concreto che la Chiesa è viva, giovane e piena di luce.