ITALIA

Siamo dunque chiamate a far “correre” la Parola anche nel digitale, con lo stile dell’Incarnazione: umiltà, presenza, vicinanza. Non basta “essere online”, dobbiamo abitare questi spazi con amore e responsabilità. Portare il Vangelo là dove l’umanità vive, dialoga, cerca senso...

Fede virale: missionari dell’Incarnazione nell’era digitale

Pubblicato il: lunedì 28 Luglio 2025

“Se San Paolo avesse avuto un PC, avrebbe ribaltato la storia! Già allora la Parola correva… oggi avrebbe corso ancora più lontano.” Così suor Vincenzina Botindari (missionaria digitale) sintetizza con forza il legame tra l’annuncio del Vangelo e i linguaggi del nostro tempo. È un’immagine potente e provocatoria, che ci spinge a riflettere su come, oggi, possiamo essere testimoni del Vangelo anche nel mondo connesso.

Anche Madre Carla Borgheri, Serva di Dio e fondatrice delle Missionarie dell’Incarnazione, ha saputo “comunicare Dio” con forza, concretezza e lungimiranza. Ha usato le lettere, l’ascolto profondo, la testimonianza silenziosa. Ma non solo: fin dagli anni ’60 si è servita di strumenti tecnologici come la videocamera, il computer, e ha promosso la creazione del Giornalino “Tra noi SMI”, intuendo l’importanza di una comunicazione viva, formativa e missionaria. Madre Carla ha inviato email e incoraggiato un uso intelligente e apostolico dei mezzi a disposizione, molto prima che tutto questo fosse abituale.

Del resto, è scritto nelle nostre Costituzioni, all’art. 58:

“L’ideale apostolico della Congregazione consiste nel diffondere il Vangelo e la conoscenza della Persona divina di Gesù, Verbo di Dio con l’esempio della vita, con la parola, con l’uso dei mass-media.”

Siamo dunque chiamate a far “correre” la Parola anche nel digitale, con lo stile dell’Incarnazione: umiltà, presenza, vicinanza. Non basta “essere online”, dobbiamo abitare questi spazi con amore e responsabilità. Portare il Vangelo là dove l’umanità vive, dialoga, cerca senso.

La missione non cambia, ma cambiano i linguaggi. Oggi più che mai, siamo chiamate a essere missionarie dell’Incarnazione anche nel digitale, affinché l’amore continui a essere il filo invisibile che tiene insieme tutti i pezzi.

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